Deboli, svantaggiati - Deboli, svantaggiati -  Alceste Santuari - 11/03/2020

Enti del Terzo settore: direzione, controllo e coordinamento – Min. Lav nota 2243/20

La nota direttoriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 2243 del 4 marzo 2020 affronta il tema relativo alla direzione, controllo e coordinamento negli e sugli ETS.

Il Ministero evidenzia che:

-) nel Codice non è rinvenibile un’espressa definizione della nozione di direzione, coordinamento e controllo;

-) il Codice fornisce una chiave interpretativa di tali concetti, per effetto della previsione contenuta nell’articolo 3, il quale nel disegnare il sistema delle fonti del diritto applicabili agli ETS, al comma 2 prevede che in mancanza di un’espressa disciplina contenuta nel d. lgs. n.117/2017, trovano applicazione, in quanto compatibili, le norme del codice civile.

Giova ricordare che queste ultime identificano il controllo:

-) in una partecipazione maggioritaria al capitale di una società, tale da determinare la disponibilità della maggioranza di voti esercitabili nell’assemblea ordinaria;

-) in una partecipazione minoritaria, la quale tuttavia per la presenza di azioni senza diritto di voto o per l’assenteismo diffuso degli altri azionisti, consenta di far prevalere la propria volontà nell’assemblea ordinaria e quindi imprimere, attraverso la nomina degli amministratori e dei sindaci, l’indirizzo amministrativo della società;

-) in particolari vincoli contrattuali che consentono ad un soggetto di esercitare un’influenza dominante sulla società.

Muovendo dall’assunto che gli ETS possano essere costituiti in forma societaria (a differenza delle imprese sociali), la situazione di controllo non può essere riferita alla partecipazione al capitale. Tuttavia, la nota non esclude che il controllo possa riferirsi ad una partecipazione maggioritaria che determina negli ETS, ad esempio, la disponibilità della maggioranza di voti esercitabili negli organi decisionali dell’ente.

Richiamando la nozione di “controllo congiunto pluripartecipato”, invalso nelle società in house, la nota mette in guardia circa la possibilità che più enti esclusi dal novero degli ETS che, singolarmente considerati non abbiano la capacità di controllare l’ETS, lo possano fare se considerati congiuntamente.

In termini generali, la nota richiama alla necessità di verificare nel concreto la sussistenza di un’attività di direzione e coordinamento da parte dei soggetti esclusi in base all’art. 4, comma 2 del CTS. Si dovrà – dunque – avere cura di analizzare lo statuto e gli altri atti interni che l’ETS adotta al fine di valutare se al loro interno si possano registrare disposizioni tali da far presumere un potere di direzione, controllo e coordinamento in capo ai soggetti esclusi.

La nota in parola sottolinea che il CTS autorizza invece le P.A. e gli altri enti esclusi dalla qualifica di ETS di partecipare alle organizzazioni del Terzo settore, purché tale partecipazione non si traduca nell’esercizio da parte dei soggetti “esclusi” di un’influenza dominante sull’ETS, né nella

disponibilità da parte degli stessi della maggioranza dei voti nelle sedi deputate ad adottare decisioni determinanti ai fini dell’amministrazione e della gestione dell’ente.

Al fine di mantenere “genuina” la natura giuridica degli ETS la nota, in ultima analisi, si preoccupa di evitare che soggetti estranei alla nozione di enti del terzo settore possano, in modo indiretto, esercitare sugli stessi una qualche forma di direzione, controllo e coordinamento.