Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Paolo Cendon - 11/09/2019

Effetto Becket – vale anche per il nostro Conte ?

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EFFETTO BECKET >> E’ quello che succede – non sempre, ma più spesso di quanto non si crede – a chi si trova collocato inaspettatamente a un posto di responsabilità al quale prima non pensava.

Fino a quel momento il ‘nostro’ si faceva solo o soprattutto gli affari suoi, aveva un suo stile di vita, magari balordo, grossolano, mediocre, rideva delle persone troppo serie, troppo buone, troppo brave, troppo disinteressate.

Poi una volta assunta quella certa carica prestigiosa, illuminata, alla quale non aveva mai pensato, ecco il cambiamento.
Il nostro diventa esattamente come quelli di cui prima rideva, e fa soltanto – magnificamente, coraggiosamente, evangelicamente - gli interessi dell’Istituzione che è stato chiamato a difendere. Incurante dei rischi e degli sberleffi che arrivano dai suoi precedenti compagni di gozzoviglie, di banalità, di egoismi.

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Così Thomas Becket, amico del Re d’Inghiltera Enrico II, che a un certo punto – ricordate? - lo nomina Arcivescovo di Canterbury.
Fino al giorno prima, erano amici, Thomas faceva più o meno tutto quello che Enrico gli chiedeva.
Ed è questa proprio la ragione per cui Enrico lo ha nominato capo del Cattolicesimo in Inghilterra (siamo quattro secoli prima di Enrico VIII).
Solo che non ha fatto i conti con l’ “effetto Becket”.
Una volta diventato Vescovo, Thomas comincia a fare solo gli interessi della Chiesa, scontenta sempre più il Re, gli disubbidisce, lo contrasta.
Tanto che il Re si risolverà a farlo uccidere dai suoi armigeri nella Cattedrale di Canterbury, durante gli uffici divini, il 29 dicembre 1170.

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Siamo così tutti un po’ anche noi?
Sensibili all’effetto Becket?
Ci è capitato qualche volta?
Credevamo di essere in un certo modo e poi, quando ci hanno nominato da qualche parte, in alto, siamo diventati ben più virtuosi e nobili di quanto non avessimo mai immaginato?
Anche nelle piccole cose voglio dire …

O siamo invece - come purtroppo sono tanti a questo mondo, temo soprattutto in Italia - il contrario di Becket? Figli cioè di buona donna sia prima sia, ancor più, – dopo: ladri, evasori, puttanieri, imbroglioni, ipocriti, PRIMA ... e la stessa cosa moltiplicata per diciassette volte DOPO?
Gente insomma dominata e governata dal principio “L’occasione fa l’uomo ladro”?
Che politici vi vengono in testa a voi?

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Giuseppe Conte è come Becket?
Io non lo conosco abbastanza bene da potermi esprimere. Quel poco che so direttamente di lui l’ho raccontato già. Per il resto chissà.
Però ho letto i giornali, come tutti, e parlato un po’ in giro nell’ambiente, visto che siamo entrambi Professori Ordinari di Diritto Privato.
Lui fa, cioè faceva, molto l’avvocato, mi si dice. E avvocato sempre più introdotto, abile a farsi strada, a conoscere persone importanti, a entrare nei salotti giusti, della capitale, ad acquisire clienti di prestigio.

Niente di male ovviamente, ma un destino così, insomma sempre più cause, più arbitrati, più soldi, più presidenti in enti più o meno sottogovernativi, di potere, di influenza.
Come tanti che fanno gli avvocati, oltre che i professori, a Roma soprattutto, ma non solo.
Sempre più ricchi, milionari, più potenti, inseriti, più riveriti, più attratti da un mondo gratificante, impegnativo ma generoso, vellutato, onnipotente, luccicante, comodo … E pazienza per le vecchie scommesse adolescenziali di creatività, di cultura, di purezza, di genio, di impegno, di battaglia, di poesia.

“Sei finito in banca pure tu”, come dice Antonello Venditti, magari a fare il Presidente della banca.

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Conte era così, è oggi il nostro Becket 2019?
Qualche seguace di Salvini lo farà fuori?

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