Cultura, società - Formazione -  Redazione P&D - 03/10/2019

Educare premiando... - Rosa Palma

 Sempre più frequentemente i genitori e, spesso, anche gli insegnanti si trovano di fronte a comportamenti dei bambini non facili da gestire: capricci, pigrizia, mancato ascolto, scarsa concentrazione, distrazione. Le reazioni emotive che si generano nei genitori sono sconforto, disperazione e spesso anche rabbia per il fatto di non essere ascoltati. Reazioni chiaramente comprensibili ma non adeguate a ciò di cui hanno bisogno i bambini. Molto spesso i piccoli mettono in atto questi comportamenti per pura richiesta di attenzione. Sebbene i genitori siano presenti e non abbiano attenzione che per loro, la percezione che i più piccoli hanno non corrisponde sempre alla realtà oggettiva. Tuttavia rabbia e nervosismo degli adulti non sono la risposta adeguata. Ciò di cui i bambini hanno bisogno di sentire dagli adulti di riferimento sono: fiducia, calma, chiarezza e fermezza. Spesso, quasi per istinto, l'adulto risponde a questi comportamenti con una punizione, ma questa scelta innesca talvolta una sorta di braccio di ferro che non porta alla soluzione del problema, anzi mette in atto una spirale di provocazioni da parte dei più piccoli creando  una situazione logorante e frustrante. Ovviamente, di fronte a comportamenti provocatori non possiamo essere remissivi né tantomeno permissivi. Ma, è necessario essere consapevoli del fatto che  la punizione non è lo strumento adatto, c'è bisogno di altro. Guardiamo allora cosa potrebbe esserci di aiuto in questo caos generato da rivolgimenti emotivi. Un metodo ben consolidato  è la cosiddetta Token Economy, una tecnica molto utilizzata in ambito scolastico e largamente consigliata a genitori in difficoltà in ambito familiare. Si tratta di un programma di rinforzo che deve essere definito in maniera chiara con i bambini. Positività, chiarezza, coerenza e realismo sono i punti cardine su cui si fonda questa tecnica. Si individuano comportamenti corretti che contrastano con quelli non adeguati e li si rinforza al fine di evitare quelli scorretti. Alla fine si otterranno premi e ricompense di vario genere che, tuttavia, non sono solo materiali per non incorrere nel rischio che il bambino si comporti in maniera corretta non perché abbia compreso realmente ma solo per ricevere il premio. Qualsiasi rinforzo positivo, dal complimento alla lode al regalino,va fatto sempre col cuore. E aggiungiamo che  bisogna sempre manifestare apprezzamento e amore , anche quando vengono deluse le nostre aspettative. E' proprio in quei momenti infatti che il bambino ha maggiormente bisogno del nostro ascolto e della nostra presenza, della nostra comprensione e della nostra pazienza. Dobbiamo superare la vecchia credenza che riteneva che dare attenzione ai figli è segno di debolezza; si tratta di un metodo abbastanza brutale anche se fortunatamente oggi prevale la tendenza a ritenere i figli non come una proprietà da plasmare ma persone con una loro individualità che noi adulti di riferimento dobbiamo guidare nel rispetto della loro natura. Ogni persona sente in sé il bisogno di essere ascoltata, compresa, vista e  considerata dagli altri per potersi sentire viva in maniera equilibrata e sana.