-  Redazione P&D  -  27/05/2017

E lo sognavo e lo sogno di Arsenij Aleksandrovič Tarkovskij - Maria Beatrice Maranò

L"almanacco di oggi ci ricorda Arsenij Aleksandrovič Tarkovskij, venuto a mancare a Mosca il 27 maggio 1989.

Dall"ambiente familiare Arsenij acquisì l"amore per la letteratura e le lingue,  figlio di un padre  poliglotta, autore di racconti e saggi. Tra il "29 e il "30 iniziò a scrivere poesie e drammi in versi per la radio sovietica, ma nel "32, accusato di misticismo, fu costretto ad interrompere la sua collaborazione. Nello stesso anno nasce il figlio Andrej, che diventerà un noto regista cinematografico. Iniziò a tradurre poesie dal turkmeno, ebraico, arabo, georgiano, armeno. Nel dicembre "43, dopo essere stato insignito dell"Ordine della Stella Rossa per il suo eroismo in guerra, rimase ferito gravemente e gli venne amputata una gamba.La poesia di Arsenij Tarkovskij, da solo una diecina d"anni, è al centro dell"interesse in Italia e rivela fin dal primo approccio una complessità non indifferente
La sua lirica nacque da un intimo travaglio: da quella che Gario Zappi, nell"introduzione a Poesie scelte, definì "profonda crisi esistenziale" e scaturì da una meditazione sofferta sull"uomo in relazione al tempo e alla natura. Poesia, la sua, popolata da motivi filosofici legati alla tradizione piú alta della poesia russa.
Scorrendo tra i versi di "Pioggia", tratti dalla prima raccolta di Tarkovskij, intitolata "Prima della neve", si legge: " … Voglio infondere in 
una poesia Tutto questo mondo che muta d"aspetto", oppure, in "L"ospite è una stella", tratta dall"omonima raccolta successiva del poeta russo: "Imparavo dall"erba, aprendo il quaderno  e l"erba come un flauto prendeva a suonare"

E lo sognavo, e lo sogno,
e lo sognerò ancora, una volta o l'altra,
e tutto si ripeterà, e tutto si realizzerà,
e sognerete tutto ciò che mi apparve in sogno.
Là, in disparte da noi, in disparte dal mondo
un'onda dietro l'altra si frange sulla riva,
e sull'onda la stella, e l'uomo, e l'uccello,
e il reale, e i sogni, e la morte: un"onda dietro l"altra.
Non mi occorrono le date: io ero, e sono e sarò.
La vita è la meraviglia delle meraviglie,
e sulle ginocchia della meraviglia
solo, come orfano, pongo me stesso
solo, fra gli specchi, nella rete dei riflessi
di mari e città risplendenti tra il fumo.
E la madre in lacrime si pone il bimbo sulle ginocchia(Arsenij Aleksandrovič 
Tarkovskij)....E lo sognavo e lo sogno




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