Lavoro - Generalità, varie -  Redazione P&D - 12/09/2018

Due pillole giuslavoristiche - A.D.M.

Sottopongo oggi alla Vostra attenzione due “pillole” giuslavoristiche.
La prima, curiosa, vede sotto accusa la musica e riguarda il caso di un pilota Alitalia licenziato perché scoperto, mentre era assente per malattia per una comune sindrome influenzale, a partecipare in qualità di pianista solista ad un concerto al Teatro dell’Opera di Roma.
Respinto in primo grado il ricorso del musicista volto ad impugnare il licenziamento, la Corte di Appello di Milano, investita del gravame, disponeva C.T.U. medico legale volta ad accertare se la partecipazione al concerto avesse aggravato e/o ritardato la guarigione, dichiarando, all’esito, l’illegittimità del licenziamento intimato.
Decisione questa confermata dalla  Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con sentenza numero 14826/2018 dello scorso 07/06/2018: la sporadica attività di pianista è da ritenersi assolutamente compatibile con la malattia denunciata, non avendo inciso in alcun modo sul recupero delle energie psicofisiche del pilota.
Per citare il Direttore d’Orchestra Claudio Abbado: “La musica è la nostra vera terapia”.
Di tutt’altro tenore la pronuncia innovativa della Corte di Cassazione, Sezione II penale, n. 25975/2018 sempre del 07/06/2018, che ha ravvisato i delitti di estorsione e auto riciclaggio per l’imprenditore che costringe i propri dipendenti, con la minaccia larvata del licenziamento, ad accettare buste paga più esigue di quelle concordate, obbligandoli a sopportare orari superiori a quelli contrattualmente previsti, destinando il provento del delitto di estorsione (ovvero tutti gli importi non corrisposti ai lavoratori) alla retribuzione in nero dei pochi lavoratori “di fiducia” destinatari di copiosi benefit aziendali.
In tale modo, tutto il denaro estorto viene reimmesso nel circuito aziendale con un’azione elusiva dell’identificazione della provenienza illegale della provvista.