Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Francesca Sassano - 25/03/2018

Diversità

Fino a qualche a tempo fa, mi stavi stretto. Era tanto tempo fa e non soltanto per quello che è trascorso fuori, ma soprattutto per quello che ho imparato a vedere.

Oggi so che sei una dolorosa risorsa, ma rimani la migliore per il mio percorso.  Non mi sei figlio, solo fratello,questa è stata una fortuna Averti adottato non è stato un atto volontario, almeno all'inizio, mi sei apparso come una pesante eredità.

Invece, mi sbagliavo assai. Non per le difficoltà, quelle le ho intraviste tutte, fin dall'inizio e bene. Non per l'assenza di uno Stato che non è neanche patrigno, solo indifferente. Non anche per la ruvedezza delle soluzioni: affidate a mani estranee e improvvisate, in realtà strapagate perchè noncuranti e maledicendi.  Solo per me, per il mio desiderio egoistico di felicità , in assenza del resto!

Lo confesso, il tuo vivere poco era all'inizio ai margini della mia sofferenza. Vedevo solo quello che era tolto a me, guardavo la vita come una corsa verso una torta, le cui fette erano limitate e solo per i "primi giunti".  Uso volutamente e ironicamente questo termine, che è noto a quelli che fanno accoglienza carceraria! Mi piace metterlo qui, per aggiunta di riflessione.

Nella corsa della mia vita e nei miei personali dolori, però tu eri un impegno da rispettare. Il senso di responsabilità fortissimo - nel quale eravamo stati entrambi cresciuti-  è stata la prima strada che ho percorso per te, sicuramente importante, ma estremamente dolorosa. E si sa, il dolore toglie il sorriso, rende il dare - anche quello migliore e puro - un atto frettoloso e quindi offensivo. Sì, la nostra legittima fretta è in realtà una comunicazione diretta di pesantezza dell'essere,  per chi non può correre come noi, qualunque sia il suo limite.

Non è vero che i limiti si possono superare, contro ogni pubblicità di quest'epoca, io credo che invece i limiti debbano essere considerati, per non essere dimenticati e per avere opportunità concrete e durature. E' troppo comodo il messaggio che la " diversità non esiste". Impariamo a chiamare le cose con il loro nome, che non è un'offesa per nessuno, diversamente dovremmo rinunciare al vocabolario. Io so perfettamente che mio fratello ha un lungo elenco di cose che non può fare e sono tutte quotidiane... come potrei dimenticarlo?

Eppure, non è questo che qui voglio dire: altro è il messaggio. Oggi finalmente, io mi sono accorta che il mio sguardo è cambiato, certo sarà anche per contingenze personali e per una migliore visione del mondo, ma è accaduto ed è un bene soprattutto per lui.

Quando ci siamo visti, questa mattina come sempre ogni domenica, tutta dedicata a lui, appena aperta la porta, mi ha detto, con grande preoccupazione e ansia: - Scusami Francesca, ti devo dare una brutta notizia....- Poi vi dico di cosa trattava, più interessante la mia reazione interna :- Oddio la bandante ci abbandona ... -  ma per la prima volta, rispetto a tutte le altre innumerevoli, mi sentivo pronta a sorridere. Era accaduto il miracolo!

Poi lui mi ha detto : - Scusami "non l'ho fatto apposta ", è colpa mia , mi è caduto l'orologio e si è rotto...-  E per la prima volta, nella mia vita, non ho represso alcun sentimento di fastidio, per inutilmente dissimularlo a lui, che invece, in difetto del resto ha una sensibilità pari ad un radar. E finalmente mi sono messa a ridere. E gli ho detto: -  Non è una brutta notizia, Antonio, le cose si rompono, sempre! -

Ecco, ora so che sono andata oltre, sono pronta ad accettare la sfida ... del peggio! Gli anni che avanzano, le complicazioni che si aggiungono ... le badanti che fuggono! Ed io con lui non ho più un dovere da svolgere, nè posseggo ancora una risorsa dolorosa ... ho solo mio fratello, diverso da me e per lui costruisco un futuro bizzarro - sì, potrai trovare un lavoro.... certo avrai una fidanzata ...però bisogna uscire di casa... magari quest'anno , in primavera, iniziamo... --

E dentro di me, ricevo il dono maggiore, quello della pace: ho scoperto che la vita non è solo una vetrina di abiti nuovi e belli... e che amare inizia dove finisce il dolore!