Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Marco Faccioli - 03/02/2019

Disconnettersi per riconnettersi

Disconnettersi per Riconnettersi”: questo che potrebbe apparire ad una prima lettura uno slogan come tanti, è in realtà la scritta che dà il benvenuto ai clienti degli hotel “digital detox” che si stanno moltiplicando in tutto il mondo. Dall’ex convento con parco secolare in Toscana all'hotel cinque stelle lusso e suite (con servizio di supporto psicologico a richiesta) in piena Fifth Avenue a New York, la parola d’ordine oggi è una ed una soltanto: “techno-free”, ovvero liberi dalla tecnologia. In queste strutture la prima regola è che smartphone, tablet e pc portatili vanno consegnati al portiere (anche perchè portarseli in camera sarebbe assolutamente inutile, dal momento che in tutto l’hotel, zona relax compresa, non esiste il wi-fi e non c'è assolutamente campo). Il concetto alla base di questo principio è quello di spegnere completamente ogni dispositivo e concedersi una pausa dal mondo digitale, senza possibilità di connessione alcuna. Come una dieta disintossicante dopo gli eccessi di una mega sbronza, rimanere disconnessi dal mondo virtuale per un po' di tempo aiuta a ricaricare le batterie ed a riprendere la vita con migliori e rinnovate energie. Ribadiamolo ancora una volta: le nostre scorte d’attenzione e di memoria sono alquanto limitate, e sono tantissimi gli strumenti e le attività che oggi se le contendono. Spesso siamo così offuscati dall’overload informativo che troviamo difficile persino farci venire nuove idee sul lavoro o nella vita familiare; per non parlare dell'avere a disposizione tempo da dedicare a noi stessi, alle nostre passioni, alle nostre relazioni o anche solo al contatto umano. Per questo la rivista Forbes, già da qualche anno, ha pensato di editare una guida essenziale ai resort “digital detox”, consigliando luoghi e strutture dove potersi disconnettere del tutto. Il digitale è divenuto talmente pervasivo (oggi viviamo tutti nella cosiddetta epoca dell'“always on”, dove notifiche push, email e social network affollano la nostra economia dell’attenzione), che qualcuno ha pensato bene di porvi rimedio. Il rischio che si vuole scongiurare è che tecnologie nate per farci lavorare e vivere meglio ci inducano invece ad adottare comportamenti ed abitudini errati ed inefficienti. D'altronde, a leggere alcuni dati, non c'è da stupirsi che si corra ai ripari. Da una ricerca del sito Dscout, un utente medio controlla il suo smart 2600 volte al giorno e, per alcuni irriducibili, il numero salirebbe fino a oltre 5400, molti di noi sarebbero attivi sui dispositivi mobili già entro i cinque minuti dopo il risveglio e, soprattutto, oltre la metà dei giovani tra i 18 e i 24 anni si alzerebbe in piena notte per controllare notifiche, messaggi e chiamate sul proprio smart. Sono i numeri di quella che, a più voci, è stata descritta come una vera e propria dipendenza dalla tecnologia e dagli ambienti digitali, di cui più volte ci siamo occupati in questa rubrica. Occhio quindi quando prenotate le vacanze: se soffrite da crisi di astinenza da wi-fi, controllate prima che il vostro albergo non sia “digital detox”.