Cultura, società - Generalità, varie -  Gemma Brandi - 15/01/2019

Diritti in movimento toscana

DM Toscana ha il suo logo, in armonia con gli obiettivi di Diritti in movimento e con la sua storia felice inscritta in una geografia che lo è altrettanto, per non dimenticare che fu il cuore dalla Grande Etruria dei progenitori. Livia, autorevole sposa di Augusto, e Urguanil, la sua amica etrusca consigliera dell’imperatore romano, furono le estreme nutrici di una lingua e di una vicenda che si sarebbero poi disperse, dopo che Claudio, nipote e successore di Augusto, unitosi in matrimonio a Urguanilla, nipote di Urguanil, fece pubblicare i dodici libri della Disciplina Etrusca, infine sepolti dalla dimenticanza e dalla volontà di tagliare radici generose. La silhouette della Toscana ben si adatta alla manus ad indicem del Divino Augusto, con il secondo dito ad indicare il cielo, ma anche alla indigitazione citata da Leon Battista Alberti nel De pictura e utilizzata da Leonardo da Vinci per creare suspence o indicare qualcosa in specie, da Michelangelo per ribadire la vicinanza tra uomo e Dio, di nuovo da Luchino Visconti con il gesto di Tazio che chiude Morte a Venezia. E lo stile toscano rammenta l’impertinenza con cui si addita qualcuno. La Toscana-Manus ad indicem si volge al grande cielo del diritto di cui le tombe dei Faraoni Egizi, il Giotto degli Scrovegni e il Mausoleo di Galla Placidia restituiscono una istantanea. Su quel cielo DM Toscana si impegnerà affinché alcune stelle brillino a tratti di più, illuminando il buio dell’abbandono, della incuria, della accidia in cui troppo spesso si perdono i soggetti/i temi fragili, forse anche perché non si è riusciti a presentarli in maniera convinta e per questo convincente.