Responsabilità civile - Circolazione stradale -  Riccardo Mazzon - 02/02/2018

Danno da circolazione stradale: il conducente in servizio di soccorso o polizia

Tra le situazioni che rivestono particolare interesse, per la loro unicità, in ambito di circolazione di veicoli, v’è senz’altro il caso del conducente di autoveicoli della polizia, dei vigili del fuoco o di ambulanze, il quale circoli per servizio urgente di intervento o di pronto soccorso e con l’azionamento delle “sirene” (cfr., amplius, il volume: "Responsabilità e risarcimento del danno da circolazione stradale", Riccardo Mazzon, Rimini 2014)..

Tale particolare casistica è spesso divenuta oggetto di pronunce giurisprudenziali, in quanto, nei casi concreti, non sempre risulta semplice individuare la giusta contemperazione tra il diritto di urgenza, proprio dei conducenti “in servizio”, e il diritto di precedenza alla sicurezza e alla vita degli utenti della strada. In particolare, pare corretto affermare che, seppur esonerato dall’osservanza di obblighi e divieti inerenti alla circolazione stradale, il conducente di autoveicoli della polizia, dei vigili del fuoco o di ambulanze, il quale circoli per servizio urgente di intervento o di pronto soccorso e con l’azionamento delle “sirene”, dovrà comunque attenersi al generale dovere di rispettare le norme di comune prudenza.

Così, anche recentemente, è stato precisato che il conducente di autoveicoli della polizia, dei vigili del fuoco o di ambulanze, il quale circoli per servizio urgente e con le "sirene" in funzione, è sì esonerato dall'osservanza di obblighi e divieti inerenti alla circolazione stradale, ma non dal generale dovere di rispettare le norme di comune prudenza: ne consegue che, in caso di sinistro, resta onere del conducente fornire la prova liberatoria di aver fatto tutto il possibile per evitare il sinistro (art. 2054 comma 1 c.c.),

“pur se la inevitabilità altrimenti dell'evento va valutata tenendo conto della effettiva situazione di emergenza” (Cassazione civile, sez. VI, 12/04/2011, n. 8407, Diritto & Giustizia 2011 - nota VILLA -; per un caso di collisione di veicolo pubblico, in servizio di urgenza, con un motociclo, ad un incrocio con scarsa visibilità e presidiato da semaforo proiettante luce rossa: Cass. civ., sez. III, 16 novembre 2005, n. 23218, MGC, 2005, 11; AGCSS, 2006, 3, 249; cfr. anche Cass. civ., sez. III, 18 dicembre 1996, n. 11323, DResp, 1997, 387, nonché Cass. civ., sez. III, 26 gennaio 1990, n. 480, MGC, 1990, 1; AGCSS, 1990, 386).

Naturalmente, se è vero che i conducenti di veicoli in servizio di emergenza (polizia, ambulanza, vigili del fuoco), anche quando procedono previa attivazione del dispositivo acustico d'allarme (c.d. sirena), non sono comunque esonerati dal dovere di osservare la generale prudenza nell'approssimarsi ai crocevia, è altresì vero che la violazione di tale generale obbligo di prudenza non esonera gli altri conducenti dall'obbligo di arrestare immediatamente la marcia, non appena siano in grado di percepire la suddetta segnalazione di emergenza; così, ad esempio, proprio in applicazione di tale principio, la Suprema Corte ha recentemente confermato la sentenza impugnata, che, pur avendo accertato una violazione del suddetto dovere generale di prudenza a carico del conducente di un veicolo dei vigili del fuoco, aveva attribuito in via presuntiva, ex art. 2054, comma 2, c.c., una responsabilità paritaria al conducente del veicolo privato venuto a collisione col mezzo pubblico,

“per non avere provato di essersi tempestivamente arrestato alla prima percezione del suono del dispositivo di allarme” (Cassazione civile, sez. III, 15/10/2009, n. 21907, Bergamaschi ed altro c. Comando Prov. Vigili Fuoco ed altro, Giust. civ. Mass. 2009, 10, 1450, Arch. giur. circol. e sinistri 2010, 4, 325; cfr. anche: Trib. Roma, 25 giugno 2004, GM, 2004, 2459; Cass. civ., sez. III, 18 febbraio 1980, n. 1180, MGC, 1980, 2; Trib. Milano, 8 luglio 2005, GiustM, 2005, 51).

Da ultimo, si osservi come anche il Tribunale di Milano, con recente presa di posizione, abbia affermato che l'art. 177 c. strad. regola la circolazione degli autoveicoli e dei motoveicoli adibiti a servizi di polizia soccorso e antincendio, esonerandoli dall'osservanza delle norme che disciplinano la circolazione stradale dando loro la precedenza assoluta e obbligando gli altri utenti della strada a fermarsi sulla destra o a lasciare libero il passo; derivandone, prosegue la sentenza in esame, che il conducente di un veicolo, anche se favorito dal verde del semaforo, avendo sentito il segnalatore acustico dell'ambulanza, ha l'obbligo di fermarsi e di lasciare libero il passaggio, ne consegue che il conducente di un'auto, scontratasi con un'ambulanza avente il dispositivo supplementare di allarme in azione, deve dimostrare, oltre l'adeguatezza della velocità da lui mantenuta, di aver arrestato il proprio veicolo tempestivamente, in rapporto non soltanto all'avvistamento dell'ambulanza, ma anche alla percezione acustica della sirena azionata dalla stessa.

Ciò detto, nel caso di specie, in base alle risultanze probatorie, il citato giudicante ha ritenuto che la responsabilità dell'incidente oggetto di contestazione dovesse essere attribuita al conducente che, nonostante l'autoambulanza, con cui il medesimo si era andato a scontrare, avesse il dispositivo acustico e visivo in funzione,

“non solo non si era fermato, ma aveva impegnato l'incrocio senza la dovuta cautela stante l'arrivo del predetto mezzo di soccorso” (Tribunale Milano, sez. X, 06/02/2013, n. 1769, Guida al diritto 2013, 19, 70).