Responsabilità civile - Responsabilità oggettiva, semioggettiva -  Riccardo Mazzon - 06/04/2018

Corte di Cassazione, sez. VI Civile n. 8393/18: responsabilità oggettiva anche del condomino per le infiltrazioni dal tetto

La pronuncia della Corte di Cassazione, sez. VI Civile n. 8393/18 conferma come, qualora le infiltrazioni d’'acqua, provenienti dal tetto di un edificio, cagionino un danno ad un condomino, responsabile non sia solamente il condominio ma altresì, ai sensi dell’art. 2051 c.c., il proprietario dell'’appartamento sovrastante quello del danneggiato, il quale non abbia provveduto alla manutenzione ordinaria del proprio immobile.

La pronuncia s'innesta sui noti principi generali secondo cui, per lo sgravio della responsabilità, ex art. 2051 del codice civile, non è sufficiente provare la mancanza di colpa in capo al “custode”, trattandosi di fattispecie comportante responsabilità oggettiva (tale modo di ragionare comporta la necessità di estendere a dismisura l'ambito del fortuito, a volte in modo paradossale: cfr., amplius, Riccardo Mazzon, Responsabilità oggettiva e semioggettiva, Utet, Torino, 2012.

Appare, infatti, superata l'interpretazione, più attenta ai principi generali dell'ordinamento, secondo cui si verterebbe, al contrario, nell'ambito dell'inversione dell'onere della prova, sicchè sarebbe sufficiente, per essere esonerati da responsabilità, provare l'assenza di colpa.

Confermato, altresì, come il dovere di custodia incomba su ciascun soggetto che, a qualsiasi titolo - sia esso proprietario, possessore o mero detentore –, abbia un effettivo e non occasionale potere fisico sulla cosa.