Deboli, svantaggiati - Malati fisici, psichici -  Redazione P&D - 21/09/2012

CONTENZIONE E SALUTE MENTALE – Giandomenico DODARO

Tra gli obiettivi del movimento anti-istituzionale, che portò in Italia alla promulgazione della legge 13 maggio 1978, n. 180 vi era, accanto alla chiusura dei manicomi civili, anche la messa al bando di modalità di gestione del paziente psichiatrico ispirate a logiche custodialistiche, in primis della contenzione ai letti d"ospedale con mezzi meccanici.

La possente spinta ideale che accompagnò il movimento negli anni dello sviluppo in Italia della psichiatria di comunità ebbe probabilmente l"effetto di rinviare o di marginalizzare la questione del nuovo «statuto giuridico» della professione nella nuova psichiatria de-istituzionalizzata. L"idea o la speranza, che sembra essere stata condivisa e coltivata da molti, era che il profondo cambiamento impresso dalla riforma al modo di considerare i malati di mente e la loro cura, che — come rilevò anche la Corte costituzionale — da problema di pubblica sicurezza passò a essere «problema essenzialmente sanitario o di reinserimento sociale del paziente», avrebbe comportato la cancellazione come con un «tratto di penna», una volta per sempre, di quel complesso di odiosi doveri e strumenti tipici di un sistema di assistenza manicomiale, e con essi il venir meno della possibilità di essere chiamati a rispondere per non aver impedito il suicidio del paziente o i delitti da questo perpetrati. In particolare, la legge n. 180, che secondo la comune opinione avrebbe implicato l"abrogazione delle norme della legislazione manicomiale che regolavano la contenzione, avrebbe dovuto sul piano teorico indurre anche all"adozione di buone pratiche ispirate ai principi della psichiatria di comunità, da cui sarebbe derivata una progressiva riduzione e alla fine la sua definitiva scomparsa.

Con il tempo, tutte le questioni rinviate e lasciate aperte sono un po" alla volta fatalmente riemerse.

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Tratto da Rivista it. med. legale, Anno XXXIII Fasc. 6 – 2011, 1483 ss.