Interessi protetti - Beni, diritti reali -  Riccardo Mazzon - 15/01/2019

Condominio: l’interesse ad agire e a resistere (legittimazione all'accertamento della natura condominiale d'una parte dell'edificio)

Solitamente, i condomini hanno sempre interesse all'accertamento, anche in astratto, della natura condominiale o meno d'una parte dell'edificio, in quanto l'interesse ad agire (con un'azione di mero accertamento) non implica, necessariamente, l'attuale verificarsi della lesione d'un diritto, essendo sufficiente uno stato di incertezza oggettiva sull'esistenza d'un rapporto giuridico (e sull'esatta portata dei diritti e degli obblighi da esso scaturenti), costituendo la rimozione di detta incertezza un risultato utile e giuridicamente rilevante (oltrecché non conseguibile senza l'intervento del giudice).

Ciò detto – e pur convenendo che il condominio è soggetto di diritto, autonomo titolare di rapporti reali e obbligatori -, pacificamente, in tema di azioni a difesa della proprietà, con riferimento alle parti comuni del fabbricato, il proprietario esclusivo di una porzione di un edificio abitativo, quale comproprietario delle parti dell'edificio con destinazione necessaria all'uso comune, è abilitato, in forza di trascrizione del suo titolo esclusivo di proprietà, ad agire nei confronti del terzo - o di altro condomino -, per ottenere la rimessione in pristino della violazione o manomissione di tali parti comuni - si veda, per un approfondimento, anche in relazione alla giurisprudenza qui citata, la seconda edizione del volume Riccardo Mazzon, "Manuale del contenzioso condominiale", Maggioli 2019 -.

In effetti, il diritto di ciascun condomino ha per oggetto la cosa comune intesa nella sua interezza, pur se entro i limiti dei concorrenti diritti altrui, con la conseguenza che egli può legittimamente proporre le azioni reali a difesa della proprietà comune senza che si renda necessaria l’integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri condomini, non versandosi in ipotesi di litisconsorzio necessario.

A tal proposito, solo nei giudizi di accertamento della proprietà comune, ovvero se uno od alcuni condomini propongono domanda di accertamento della proprietà esclusiva (in base a titoli o per intervenuta usucapione di beni già comuni), si configura un'ipotesi di litisconsorzio necessario, in quanto  viene dedotto in giudizio un rapporto plurisoggettivo unico e inscindibile (Cass., sez. II, 17 marzo 2006, n. 6056, GCM, 2006, 3; Cass., sez. II, 6 ottobre 1997, n. 9715, ALC, 1998, 58; Cass., sez. II, 8 settembre 2009, n. 19385, GCM, 2009, 9, 1284; App. Milano, sez. I, 13 dicembre 2006 (accertamento di proprietà di sottotetto); Cass., sez. II, 4 dicembre 1999, n. 13555, GCM, 1999, 2442 (locale trasformato ed annesso); Cass., sez. II, 24 aprile 1981, n. 2449, GCM, 1981, 4;  Trib. Bologna 12 luglio 1995, GIUS, 1995, 3376; risoluzione per inadempimento di una transazione con pluralità di parti: Cass., sez. II, 16 febbraio 2005, n. 3105, GCM, 2005, 2; accertamento dell'esistenza di un "condominio autonomo": Cass., sez. II, 18 aprile 2003, n. 6328, GCM, 2003, 4; azione volta ad ottenere la demolizione: Cass., sez. II, 21 agosto 1985, n. 4456, GCM, 1985, 8-9; Cass., sez. II, 13 luglio 1983, n. 4776, GCM, 1983, fasc. 7(distanze legali); Cass., sez. II, 22 aprile 1996, n. 3805, GCM, 1996, 620 (mancata nomina amministratore). Litisconsorzio: Cass., sez. II, 6 ottobre 2005, n. 19460, GCM, 2005, 10; Cass., sez. II, 25 maggio 2006, n. 12397, GCM, 2006, 5; Cass., sez. II, 14 novembre 2002, n. 16022, GCM, 2002, 1976; GdP Vibo Valentia 30 marzo 2007, CC, 2007, 2, 395; Trib. Milano 8 giugno 1992, ALC, 1993, 570; servitù: Trib. Salerno, sez. II, 12 gennaio 2009, n. 48; GdP Vibo Valentia 30 marzo 2007, CC, 2007, 2, 395; - compossesso: Trib. Savona 1 ottobre 2004; azione di garanzia: Cass., sez. II, 10 aprile 2000, n. 4485, GCM, 2000, 759; impugnazione di sentenza: Cass., sez. II, 21 giugno 1993, n. 6856, ALC, 1993, 717; Cass., sez. II, 5 luglio 1979, n. 384, GCM, 1979, 7; richiesta di accessione invertita: Cass., sez. II, 22 ottobre 1986, n. 6192, VN, 1986, 1195; alloggio economico e popolare: Cass., Sez. U., 19 luglio 1985, n. 4266, GCM, 1985, 7; Trib. Roma, sez. XII, 8 luglio 2002; Trib. Napoli 26 ottobre 1993, ALC, 1995, 168;  T.A.R. Lombardia Milano, sez. II, 27 settembre 1996, n. 1427, GC, 1997, I, 557; ripartizione delle spese: Cass., sez. II, 26 agosto 1985, n. 4542, GCM, 1985, 8-9; Cass., sez. II, 16 luglio 1992, n. 8648, GCM, 1992, 7 (denuncia nuova opera); Cass., sez. II, 3 dicembre 1997, n. 12255, GCM, 1997, 2320).

In effetti, in tali casi, il giudicato si forma ed è opponibile nei confronti dei soli soggetti che hanno partecipato al giudizio; d'altra parte, poiché non è applicabile ai rapporti assoluti la disciplina specifica dei rapporti obbligatori, non è estensibile alla specie il criterio dettato in materia di obbligazioni indivisibili dall'art. 1306 c.c., in virtù del richiamo di cui all'art. 1317 c.c., secondo cui gli effetti favorevoli di un sentenza pronunciata nei confronti di uno o di alcuni dei diversi componenti dell'obbligazione solidale o indivisibile si comunicano agli altri (la sentenza pronunciata in assenza di alcuni di essi, in quanto loro non opponibile, sarebbe inutiliter data).