Pubblica amministrazione - Pubblica amministrazione -  Alceste Santuari - 11/07/2018

Comuni: società miste, ripiano perdite e dissesto finanziario – Corte Conti Puglia 87/18

Tra le irregolarità che possono compromettere la sana gestione degli enti locali rientrano anche gli squilibri economico-finanziari collegabili alle società partecipate degli stessi enti.

E’ questo il tema su cui si è concentrata la Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Puglia, che con deliberazione n. 87 del 16 maggio 2018 ha evidenziato le criticità derivanti dalle decisioni compiute da un ente locale.

Quest’ultimo aveva deciso di assicurare la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti a mezzo di una società in house, controllata da più enti locali, che tuttavia non è mai divenuta operativa e la cui inattività ha prodotto perdite tali da azzerare il capitale sociale (al di sotto, quindi, del minimo legale previsto dall’art. 2447 c.c.).

Nonostante la società presentasse perdite d’esercizio nel triennio precedente, il comune ha provveduto a ricapitalizzare la società, decisione che viola il disposto dell’art. 6, comma 19, d.l. 78/2010 convertito in l. n. 122/2010, che successivamente è stato trasfuso nell’art. 14, comma 5, del TU sulle società a partecipazione pubblica.

Allo scopo di assicurare l’erogazione del servizio pubblico in oggetto, il comune ha affidato il medesimo ad una società mista, il cui socio privato non è stato selezionato ad esito di procedura ad evidenza pubblica in quanto considerato soltanto “socio finanziario”.

A ciò si aggiunga che rispetto agli organismi partecipati, il comune ha ritardato nella conciliazione delle partite credito/debito, ritardo che – come è noto – costituisce una violazione delle norme a presidio della sana gestione finanziaria degli enti locali.

I giudici contabili censurano tutti i profili sopra richiamati:

-) il comune doveva provvedere ad approvare un bando a doppio oggetto per la selezione del soggetto privato, che al tempo fosse sia finanziatore sia erogatore;

-) la decisione di ricapitalizzare è illegittima in una società inattiva e in perdita: sul punto, l’ente locale avrebbe dovuto disporre in ordine allo scioglimento della società e non trasferire alla stessa altre risorse pubbliche.

Se necessario, ancora una volta, la deliberazione della sezione regionale di controllo in commento ribadisce che gli enti locali, che partecipano/controllano società di diritto privato incaricate di erogare servizi di pubblico interesse, devono prestare la massima attenzione alle dimensioni giuridiche ed economiche delle stesse. E’ attraverso le società a partecipazione pubblica che gli enti locali soci decidono di erogare i servizi di pubblica utilità sul territorio: allo scopo di garantirne efficacia, efficienza e sostenibilità economico-finanziaria, gli enti locali devono dotarsi di strumenti e attivare meccanismi che consentano un controllo e monitoraggio costanti, ad esito dei quali l’ente locale deve anche poter ritenere conclusa quell’esperienza societaria.