Pubblica amministrazione - Pubblica amministrazione -  Alceste Santuari - 06/03/2019

Comuni e obblighi di trasparenza – Anac 124/19

La trasparenza della P.A. risulta adempimento funzionale agli obiettivi di prevenzione e lotta alla corruzione (legge 190/2012). In questo contesto, si colloca l’attività di vigilanza svolta dall’Anac: l'articolo 47 del d. lgs. n. 33/2013 ha attribuito all’Autorità Nazionale Anticorruzione altresì il compito di irrogare le sanzioni ove prescritte dal decreto, e a questo fine l'Autorità, con il regolamento del 16 novembre 2016, ha disciplinato l'esercizio del proprio potere sanzionatorio.

Nel corso della propria attività ispettiva, l’ANAC, con la delibera n. 124/2019, ha riscontrato alcune inadempienze da parte di un ente locale rispetto agli obblighi di pubblicazione dei dati obbligatori. Nel dettaglio, l’Autorità ha censurato l'inadeguatezza e la carenza di contenuti nella sezione “Amministrazione trasparente” da pubblicarsi – come è noto - nella home page del sito web istituzionale, ai sensi dell'articolo 9 del d. lgs. n. 33/2013.

Ai sensi dell’art. 8, comma 3, del decreto in parola i documenti che sono oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente devono essere visibili sul sito web dell'Amministrazione per 5 anni. Si tratta di una gamma di informazioni che riguardano l'intera attività dell'ente pubblico: dalla dotazione di personale e l'organizzazione degli uffici, alla vasta tipologia di provvedimenti della P.A. muniti di rilevanza esterna.

L’ANAC nel caso di specie ha intimato al comune di pubblicare entro 30 giorni nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito web “tutti i documenti, le informazioni e i dati mancanti, oggetto di pubblicazione obbligatoria, nel rispetto della normativa vigente nonché secondo la struttura e i contenuti indicati nella delibera Anac n. 1310/2016, motivando, all'interno delle sottosezioni interessate, gli eventuali casi di non ricorrenza”.

L’obbligo di cui sopra spesso si confronta con le carenze organizzative dei piccoli comuni, che finiscono per rendere non agevole adempiere alle previsioni normative in oggetto. Nel caso di specie il comune oggetto dell’attività dell’Anac aveva evidenziato di essere un piccolo ente locale con 700 abitanti, 5 dipendenti, di cui 2 part time, 2 operai e 3 impiegati negli uffici e privo di segretario comunale titolare, con una situazione economica vicina al disavanzo, che ha costretto a scelte di bilancio dolorose, che hanno causato il rinvio della compliance in materia di trasparenza.

Le difficoltà sopra richiamate non hanno impedito all’Anac di formulare i propri rilievi: l’obiettivo è quello di assicurare la piena accessibilità della cittadinanza alle informazioni concernenti l'attività della P.A. al fine di favorire un controllo diffuso sul perseguimento delle funzioni istituzionali e l'utilizzo delle risorse pubbliche. In quest’ottica, le argomentazioni addotte dal Comune non state ritenute sufficienti a giustificare la dilazione nella pubblicazione dei dati che obbligatoriamente devono essere pubblicati sul sito web istituzionale.

Da ciò consegue che la finalità di carattere generale sottesa all’obbligo di pubblicazione dei dati non può trovare un limite nelle carenze organizzative, nelle ristrettezze di personale e nella carenza di risorse in cui può ritrovarsi a operare l'ente locale. Come a dire: la pubblicità degli atti ha la precedenza su tutto il resto.