Responsabilità civile - Ingiustizia, cause di giustificazione -  Riccardo Mazzon - 11/02/2019

Cause di giustificazione: legittima difesa posta in essere in ambito di violato domicilio - seconda parte

In termini riassuntivi, la causa di giustificazione prevista dall'art. 52, comma 2, c.p., così come modificato dall'art. 1 l. 13 febbraio 2006 n. 59, presuppone che il soggetto, che si introduce fraudolentemente nella dimora altrui, agisca per insidiare l'altrui sfera domestica ovvero le persone che in essa si trovano: ad esempio, è stata esclusa la configurabilità della scriminante in un caso in cui l'introduzione nell'abitazione dell'imputato era avvenuta non per aggredire quest'ultimo ma per soccorrere la di lui convivente, che stava per essere aggredita da uno degli altri occupanti la medesima abitazione - dettagli, anche relativamente alle pronunce infra richiamate, in "Le cause di giustificazione nella responsabilità per illecito", Riccardo Mazzon, Milano 2017 -.

Ulteriormente, la causa di giustificazione prevista dall'art. 52, comma 2, c.p., così come modificato dall'art. 1 l. 13 febbraio 2006 n. 59, non consente un'indiscriminata reazione nei confronti del soggetto che si introduca fraudolentemente nella dimora altrui ma presuppone un pericolo attuale per l'incolumità fisica dell'aggredito o di altri: così, la Suprema Corte ha escluso la configurabilità della scriminante, per essersi l'aggressore introdotto non nell'abitazione ma in altro fabbricato in costruzione ad essa attiguo, sempre di proprietà dell'aggredito, dal quale, tuttavia, non sarebbe stato possibile raggiungere con immediatezza la casa di quest'ultimo; e la giurisprudenza di merito, sul punto, precisa come l'art. 1 l. 59/2006 abbia aggiunto all'art. 52 i suoi attuali commi 2 e 3 che, in sostanza, stabiliscono che se il fatto avviene in un luogo di privata dimora o nelle relative "appartenenze", il rapporto di proporzione sussiste pure nel caso in cui un'arma legittimamente detenuta venga usata per difendere i propri beni, purché la presenza dell'arma non dia luogo a una desistenza dell'aggressore, facendo cessare il pericolo di offesa: ad esempio, è stata esclusa la sussistenza dell'esimente stante la fuga dei rapinatori e considerato che i colpi di pistola erano stati esplosi dall'imputato contro gli stessi appena fuori dal garage della sua abitazione, vale a dire sulla pubblica strada.

In ultima analisi, in tema di legittima difesa, la l. 13 febbraio 2006 n. 59, ha modificato soltanto il concetto di proporzionalità, fermi restando i presupposti della attualità della offesa e della inevitabilità dell'uso dell'arma come mezzo di offesa della incolumità o dei beni dell'aggressore; sicché, la causa di giustificazione prevista dall'art. 52, secondo 2, c.p., così come modificato dall'art. 1 l. 13 febbraio 2006 n. 59, non consente un'indiscriminata reazione nei confronti del soggetto che si introduca fraudolentemente nella propria dimora, ma presuppone un attacco, nell'ambiente domestico, alla propria o altrui incolumità, o quanto meno un pericolo di aggressione: ad esempio, è stata esclusa la legittima difesa in relazione all'omicidio di una persona che si era introdotta con inganno nel condominio dell'imputata per ottenere il pagamento di un debito.