Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Marco Faccioli - 13/02/2020

Bye bye portafoglio

Una prima conseguenza sarà la ancora maggiore diffusione di batterie esterne per il proprio telefono. Perché farsi trovare con lo smartphone scarico non sarà più un’opzione. In occasione dello Snapdragon Tech Summit  tenuto nei giorni scorsi da Qualcomm nella surreale cornice di Maui, isola delle Hawaii, il principale produttore di chip al mondo ha confermato la possibilità di utilizzare il proprio telefono come carta d’identità, patente e passaporto. L’addio definitivo al portafogli, già spogliato della carta di credito e non solo, è stato annunciato dall’azienda di San Diego (California) insieme a Google: il nuovo servizio sarà infatti disponibile con l’arrivo di Android R, probabilmente chiamato Android 11, il nuovo sistema operativo mobile di Big G che verrà annunciato il prossimo maggio in occasione dell’annuale evento I/O dell’azienda di Mountain View , e quindi sarà disponibile dall’autunno del 2020. Non si tratta di una novità assoluta, perché tracce erano già state “intraviste” a marzo di quest’anno tra i file che compongono l’attuale versione di Android. 
La conferma è arrivata mercoledì, durante uno dei keynote di Qualcomm tra le caratteristiche che si troveranno a bordo del nuovo chip mobile – lo Snapdragon 865, chiamato amichevolmente per tutto l’evento “la bestia” - che l’azienda mette a disposizione dei produttori di smartphone che non hanno soluzioni interne per il cuore dei propri telefoni (dunque essenzialmente tutti tranne Apple e Huawei). La possibilità di utilizzare lo smartphone come documento identificativo quando si è alla guida, in aeroporto o in qualunque occasione dove viene richiesto, sarà quindi un’opzione inizialmente destinata ai soli cosiddetti telefoni top di gamma, quelli appunto con a bordo la nuova piattaforma di Qualcomm. Che ovviamente è del tutto declinata sullo sfruttare la connettività 5G, la rivoluzione nel mondo della mobilità che prenderà forma concreta solo dal 2020 . «Entro la fine del prossimo anno abbiamo previsto ci saranno almeno 2 milioni di sottoscrizioni ai nuovi piani tariffari, per arrivare a 2,8 miliardi di persone connesse in 5G entro il 2025», ha spiegato Cristiano Amon, il manager brasiliano presidente di Qualcomm. «Siamo di fronte alla più veloce transizione che abbiamo potuto vedere in questi anni di connettività wireless». Il 5G affiancherà l’attuale 4G e le due tecnologie coesisteranno, con i nuovi smartphone con modem 5G che potranno connettersi a entrambe. «Possiamo dire che i migliori telefoni 4G del 2020 saranno dei telefoni 5G». Con Apple a rincorrere, tutti i nuovi smartphone top di gamma dell’anno nuovo saranno pronti per la connettività di nuova generazione. 

Ma come funzionerà la digitalizzazione dei documenti di identità? Chi potrà usarla e da quando?
Rendere o meno disponibile il servizio chiamato Identity Credential sui propri prodotti sarà una scelta dei singoli produttori di telefoni, con l’idea però che una caratteristica di questo genere rappresenta un vantaggio competitivo enorme rispetto alla concorrenza che non l’avrà a disposizione. Come è facile capire dal nostro quotidiano fatto di tante tessere di plastica – o addirittura di documenti cartacei, ancora grandemente diffusi in Italia – si tratta di una killer application. Di un servizio talmente utile da poter essere dirimente all’atto di scegliere un nuovo telefono. Al di là della scelta dei singoli produttori di hardware, il passaggio dal possibile al concreto è poi una questione legata alle scelte dei singoli Stati. «Insieme a Google abbiamo sviluppato la base dei sistemi di sicurezza, software e hardware, che permette di portare tutti i nostri documenti sul nostro telefono in modo inattaccabile dall’esterno, e perché possano essere riconosciuti come validi», ha spiegato al Corriere Jesse Seed, senior director di Qualcomm a capo della sicurezza. «Poi che questa opportunità diventi reale, come peraltro accade già in Cina, sarà una decisione in mano ai singoli legislatori. Vedo già molto fermento negli Stati Uniti (dove già esiste l’app Mobile Passport, valida solo in ingresso, ndr), per l’Europa credo ci vorrà un po’ più di tempo. Ma ci arriveremo. Così come arriveremo a legare la validità dei nostri documenti ai dati biometrici conservati sul nostro telefono, in modo che non solo i dati sensibili saranno protetti, ma anche la certezza della validità di questi». 
La caratteristica è di quelle ghiotte, per la possibilità di scaricarsi tasche e pensiero da un qualcosa di analogico e ingombrante, proprio perché fisico – come appunto il sempre più vecchio portafoglio -, in cambio di un oggetto, lo smartphone, che è diventato talmente poliedrico negli anni da essere l’unica cosa che non ci scordiamo mai quando usciamo di casa. A differenza poi di quanto abbiamo scherzosamente detto all’inizio, è poi probabile che il servizio Android funzioni anche in assenza di carica sufficiente per accendere il telefono, una sorta di low power mode che permette comunque di mostrare sullo schermo le proprie credenziali anche quando lo smartphone è “morto”. Un po’ come le chiamate d’emergenza in assenza di segnale. 
Questa novità è una ciliegina sulla torta confezionata da Qualcomm durante la tre giorni hawaiana sul futuro degli smartphone. La rivoluzione a lungo annunciata del 5G porterà uno spesso strato di nuove applicazioni che sfruttano velocità e bassissimo tempo di risposta della connettività di quinta generazione che va a spalmarsi sul molto che già facciamo, o che potenzialmente possiamo fare, con il nostro telefono. Una serie di funzionalità e caratteristiche che in parte ne definiscono un nuovo modo di utilizzo. Arrivano insomma i super-smartphone.