Diritto, procedura, esecuzione penale - Reato -  Riccardo Riccò - 10/11/2018

Bancarotta fraudolenta e concorso del professionista, extraneus – Cass. pen. 49499/2018

Già, su questa Rivista, si era pubblicata la sentenza della Cassazione penale, sez. V, 9 ottobre 2012, n. 39988, Pres. Zecca, Rel. Sabeone, la quale giudicava, in punto di diritto, responsabile il professionista (avvocato o commercialista) che, consapevole dei propositi distrattivi dell'imprenditore, gli avesse fornito consigli o suggerimenti sui mezzi giuridici idonei a sottrarre i beni ai creditori o lo avesse assistito nella conclusione dei relativi negozi ovvero avesse svolto attività dirette a garantire l'impunità o a favorire o rafforzare, con il proprio ausilio o con le proprie preventive assicurazioni, l'altrui proposito criminoso. 

Tanto la Cassazione giudicava, in punto di diritto, alla stregua delle note regole di causalità, causazione.  

https://www.personaedanno.it/articolo/concorso-del-consulente-nella-bancarotta-distrattiva-cass-399882012-riccardo-ricc

Il professionista, in caso, aveva effettivamente contribuito alla causazione del danno, quello per così dire materiale, ed alla commissione del delitto. E per tanto era stato condannato.

Casi analoghi, di recente, sono stati giudicati da Cass. pen., sez. III, 6 nov. 2018, n. 50005, Pres. Cavallo, Rel. Mengoni (reati tributari) e da Cass. pen. sez. II, 6. nov. 2018, n. 50065, Pres. Prestipino, Rel. Rago (riciclaggio). 

Entrambe confirmative delle condanne inflitte ai professionisti (commercialisti), a titolo di concorso.

Cass. pen, sez. V, 29 ottobre 2018, n. 49499, Pres. Bruno, Rel. Fidanzia, ha ritenuto non penalmente rilevante la condotta del professionista, intervenuto solo a seguito delle singole distrazioni patrimoniali compiute dall'imprenditore. E meno male: al professionista, nel/i giudizi di merito, si era rimproverato di aver consigliato e/o "curato" la cessione delle quote e la sostituzione dell'amministratore (della società depauperata), a ridosso del fallimento. Tutto qui.

Certo che una consulenza di questo genere ha poco del professionale, salvo beninteso la cessione non fosse per avventura giustificata, economicamente o meno, e comunque effettiva. Idem per ciò che riguarda le dimissioni o revoca dell'amministratore, e la nomina del nuovo.

Tanto tuttavia, dice la Cassazione, non ha inciso sulla bancarotta (fraudolenta patrimoniale), pur successivamente consumata (con la dichiarazione di fallimento, che ci si ostina a ritenere elemento costitutivo della fattispecie delittuosa in questione, non condizione obiettiva di punibilità: v. anche, p. e., Cass. pen. 40477/2018; ma, va be', altra questione!).

Si badi però che, se l'attività del consulente fosse andata oltre, fosse cioè voluta e valsa a ritardare la dichiarazione di fallimento (penso al trasferimento sede, specie se all'estero), per tanto, avrebbe avuto rilievo penale.

Assai verosimilmente, credo.



La sentenza n. 50005/18 è consultabile alla pagina https://www.personaedanno.it/articolo/bancarotta-fraudolenta-e-concorso-del-professionista




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