Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Marco Faccioli - 01/11/2019

Autolesionismo? No grazie!

Come ben tutti sappiamo, la sola, nonchè più precisa e completa risposta che possiamo dare alla domanda: “Che cosa posso trovare su internet?” è: “Di tutto!” In questo “tutto”, rientrano ovviamente anche foto e video, per venire all'argomento di questa settimana, di persone, perlopiù i giovanissimi, che si procurano da soli tagli e ferite di ogni tipo in ogni parte del corpo. Naturalmente, nell'epoca dei social media, non basta autoinfliggersi una lesione, bisogna anchesì, per diffondere a tutti il proprio disagio, postare in Rete la foto della malefatta, facendo così nascere come funghi pagine e gruppi dove si discute di questo specifico argomento. Il fenomeno, anche per colpa dello spirito di emulazione tra gli utenti, è divenuto a tal punto fuori controllo che il CEO di Instagram Adam Mosseri, intervistato dalla BBC, ha detto che il suo social network rimuoverà tutte le immagini ed i video che mostrano ogni possibile forma di autolesionismo. Una tale decisione pare sia nata dopo che il padre di Molly Russell, una ragazzina di 14 anni suicidatasi nel 2017, ha denunciato Instagram per aver “contribuito a uccidere” sua figlia. La famiglia di Molly ha infatti scoperto che la ragazzina era solita guardare e commentare immagini di autolesionismo sul social, e la cosa l'aveva a tal punto impressionata da decidere di farla finita. Mosseri ha detto che Instagram non è ancora ben attrezzato per affrontare i problemi dell’autolesionismo e del suicidio, e che le immagini trovate dalla famiglia Russell nella cronologia dell'account della figlia saranno rimosse “il prima possibile”. Al momento Instagram fa affidamento sulle segnalazioni degli utenti per individuare le immagini che mostrano forme di autolesionismo, ma Mosseri ha annunciato che il social sta mettendo a punto una tecnologia che potrà risolvere il problema più efficacemente, così da permettere all'algoritmo che governa la pubblicazione delle foto e dei video di rimuovere in automatico i contenuti lesivi, senza attendere la segnalazione degli altri utenti. Mosseri ha aggiunto anchesì che finora è stata ammessa la presenza di immagini di cicatrici solo quando gli utenti le hanno usate per “raccontare la propria storia”, ad esempio per ricordare l’anniversario di una disintossicazione. “In futuro però – precisa lo stesso - non saranno mostrate tra le immagini consigliate agli utenti, così saranno più difficili da trovare”. “Il fatto che Instagram stia percorrendo questa strada è sicuramente un ottimo segnale – ha detto Ian Russell plaudendo all'annuncio del social – ma è oramai tempo che anche le altre piattaforme digitali riconoscano la loro responsabilità verso i loro utenti affinché internet diventi un luogo sicuro per i giovani e le persone più vulnerabili”. D'altronde l’autolesionismo è un problema molto presente nella popolazione adolescenziale, al momento però è molto difficile farlo affiorare come emergenza reale per la reticenza a trattare un disturbo ancora coperto da vergogna e pregiudizio.