Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Redazione P&D - 24/05/2019

Attualmente si sente spesso parlare di 41 bis - Enrico Tomasini

Dopo la morte di Totò Rina i telegiornali hanno più volte fatto riferimento a questo articolo dell’ordinamento penitenziario italiano.
Ma di 41 bis si parla spesso anche in una famosissima serie tv tutta italiana: “Gomorra”.
Ispirata all'omonimo romanzo di Roberto Saviano, la serie racconta le gesta di camorristi, che agiscono nella periferia di Napoli nel contesto di organizzazioni criminali a stampo mafioso.
Protagonista assoluto della serie  è Il clan camorrista dei Savastano, comandato dal temuto e rispettato Don Pietro.
Nel corso della prima stagione, accade che a seguito di un controllo della polizia, Don Pietro viene arrestato e portato in carcere. Qui organizzerà una rivolta che inizialmente sembra dare buoni frutti. Tuttavia una sua telefonata dove ordina la strage dei neri a Castelvolturno viene intercettata e Don Pietro viene sottoposto al carcere duro del 41bis.
Ma che cosa è il 41 bis?
L’odierno 41-bis è stato introdotto su disposizione del d.l. 306 nel 1992 in seguito alle stragi di Mafia di Capaci e via d'Amelio in cui persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
L’obiettivo del 41-bis è quello di ostacolare le comunicazioni dei detenuti con l'esterno, per impedire ai boss di impartire ordini anche durante la detenzione, cosa che, Don Pietro Savastano nella serie e Totò Riina nella realtà, riuscivano a fare tranquillamente nel carcere ordinario.
Proprio per questo motivo, la legge prevede una serie di misure  molto dure per i detenuti sottoposti al regime di carcere duro.
I "ristretti" al 41-bis vengono posti in isolamento e situati in una cella singola senza accesso agli spazi comuni e sono costantemente sorvegliati da un corpo speciale di polizia penitenziaria.
Ma è soprattutto  per quanto riguarda i contatti con l'esterno che i detenuti al 41-bis subiscono forti limitazioni. È consentito massimo un incontro al mese con i famigliari. Sono invece concessi più colloqui con i legali. Gli incontri si svolgono in un'area speciale, dotata di vetri divisori, per impedire il contatto fisico con i familiari, e vengono registrati, proprio come rappresentato in Gomorra.
Infine, I detenuti al 41-bis dispongono di una sola telefonata al mese della durata di dieci minuti, anch'essa registrata, e tutta la corrisponde sono sotto sorveglianza.
Curiosità statistiche
In Italia vi sono 12 carceri nelle quali ci sono sezioni di "41 bis": l’Aquila, Cuneo, Marino del Tronto (Ascoli Piceno), Novara, Parma, Pisa (Centro Clinico), Rebibbia (Femminile), Rebibbia (Maschile), Secondigliano (Napoli), Spoleto, Terni, Tolmezzo (Udine) e Viterbo.
In totale i detenuti in tale regime sono 730 di cui solo 9 donne.