Cultura, società - Formazione -  Redazione P&D - 18/06/2019

Articolo per “La pazienza” Diritti in movimento - Manuela Stinchi

(Organizzazione fondata dal Prof. Paolo Cendon nel marzo 2018)

Nell’ottobre dello scorso anno ho avuto occasione di presentare presso la Fondazione Croce il libro del Prof. Paolo Cendon, intitolato “I diritti dei più fragili” da poco pubblicato. La presentazione è stata molto partecipata e all’esito della stessa, il Prof. Cendon mi ha richiesto di costituire il gruppo Torinese di Diritti in Movimento.
Quest’organizzazione fondata dallo stesso Prof. Cendon consiste in un progetto individuato e pensato dallo stesso per organizzare, in ambito nazionale, su base del tutto volontaria, dei gruppi specifici, esperti nelle materie riguardanti le persone fragili, volti a rimettere il diritto civile al centro degli interessi e della discussione politica e del metodo di lavoro.
Gli obiettivi sono stati contenuti e descritti in un protocollo di lavoro dove vengono individuati quattro diversi piani: un Piano legislativo - amministrativo, un altro scientifico culturale, un terzo di riscontro e documentazione di disfunzioni territoriali e un ultimo linguistico e della comunicazione di esperienze positive e di storie vissute.
Il lavoro ha avuto quindi un suo iniziale svolgimento sulle tematiche proposte e in ogni Regione sono stati individuati vari professionisti di fiducia, scelti tra Avvocati, Psichiatri, Commercialisti e Assistenti Sociali (che con diverse modalità sono cultori della materia e che si sono resi disponibili).
Ad oggi, sono stati costituiti gruppi di Diritti In Movimento in ogni regione italiana, tutti perfettamente operativi.
Si è, dunque, arrivati a definire le proposte tematiche, che possono così essere riassunte richiamandosi alle parole dello stesso Professore.
Il “Progetto di vita” che rappresenta il nucleo semantico-concettuale, il D.N.A stesso, dello spirito del Neo-Movimento.
Col Progetto di Vita si vuole, in sostanza, dare risposta alle necessità e ai desideri (magari occulti, invisibili) di una persona malestante, con seri deficit, priva del focolare domestico; risposta che strumenti come quello del Trust, dei Contratti di affidamento, dei Patrimoni vincolati ex l. 112 del 2016, non forniscono (va sottolineato in maniera adeguata: stante l’impostazione tutta economicistica, an-esistenziale, di cui risente quella legge).
Il Progetto di Vita nella sua costituzione dovrà arrivare a consentire alle persone in difficoltà di godere (pur dopo il venir meno dell’architrave familiare) di atmosfere e di cure ben calibrate sull’attuazione dei loro sogni e sul presidio delle loro esigenze.
L’Abrogazione dell’interdizione e dell’inabilitazione: proposta di legge n. 1985, presentata alla Camera il 23/01/2014, in tema di “modifiche al codice civile e alle disposizioni per la sua attuazione, concernenti il rafforzamento dell’amministrazione di sostegno e la soppressione degli istituti dell’interdizione e dell’inabilitazione”.
Una battaglia sempre più attuale, anche per dare ulteriore senso al Progetto di Vita.
Il Diritto alla “coazione benevola” il Progetto è quello di ritoccare e quantomeno valorizzare il trattamento sanitario obbligatorio introducendo e valorizzando a tal fine l’apporto del Giudice Tutelare e il supporto dell’Amministratore di Sostegno
Implementazione della misura di Amministrazione di Sostegno: si tratta di definire le declinazioni concrete dell’Istituto integrabili con un lavoro corale con possibili nuove linee guida che devono diventare uno strumento da far conoscere in misura sempre più crescente.  
Nell’ottica, dunque, di promuovere l’attività di questa nuova realtà, e con la collaborazione del Presidente della Fondazione Croce, Avv. Rossotto, e il 20 febbraio scorso, si è svolto un primo incontro presso Fondazione Croce, incentrato proprio sulla legge n. 6 del gennaio 2004 sull’Amministrazione di Sostegno.
Al Convegno sono intervenuti la Dott.sa Roberta Dotta dell’Ufficio Tutele del Tribunale, il Prof. Dionigi Tibone, P.M. presso le Fasce deboli presso la Procura di Torino, ed hanno partecipato gli Assistenti Sociali di entrambi gli Uffici, Dott.sse Violante, Arrigoni e Cottino .
È in corso di predisposizione un secondo incontro presso la Fondazione Croce, sulla Gestione Patrimoniale dei soggetti incapaci e sulla conseguente responsabilità civile degli amministratori di sostegno che avrà luogo il 21 maggio prossimo: a tale incontro interverranno il Prof. Luciano Olivero, Docente di Diritto Privato presso la Facoltà di Giurisprudenza e il Dott. Marco Battiglia, Giudice Tutelare presso l’Ufficio Tutele del Tribunale.
Viste le questioni trattate interverrà per l’ordine dei Commercialisti il Dott. Walter Barberis esperto di Terzo Settore.
L’ottica di questi Convegni è dichiaratamente quella di fornire all’Avvocatura e al maggior numero di utenti possibile ogni informazione utile alla miglior conoscenza di queste norme in “espansione”, per molti ancora poco conosciute.
Soprattutto si cerca di individuare ad approfondire l’ambito di operatività della Legge n. 06 del 2004 rispetto agli Istituti ancora vigenti rispetto all’interdizione e all’inabilitazione: a mio avviso, l’ambito va individuato con riguardo, non già a diverso e meno intenso grado di infermità o di impossibilità di attendere ai propri interessi del soggetto carente di autonomia, ma piuttosto alla maggior idoneità di tale strumento di adeguarsi alle esigenze di detto soggetto in relazione alla sua “flessibilità” e alla maggiore agilità della relativa procedura applicativa.

Il gruppo torinese di Diritti In Movimento, appena costituitosi e che personalmente coordino e composto da varie professionalità, che portano il valore aggiunto delle singole esperienze di lavoro: le Colleghe con cui lavoro in ordine alfabetico sono: il Notaio Caterina Audano, la Responsabile di Unica Assistenza Monica Cerruti, l’Avvocato Giulia Facchini, il Viceprocuratore onorario presso la Procura di Torino Dott.ssa Sabina Merlatti, l’Avvocato Maria Rita Merlo e l’Avvocato Renza Zaccarin.
Dopo alcune riunioni, abbiamo immaginato un primo “Format” di incontri per sostenere le persone fragili inventandoci una sorta di sportello di prossimità e d’informazione che proponiamo, per ora, mediante piccoli Convegni in giro per la Città.
Sembra prima facie che l’argomento sia di grande interesse, soprattutto per gli anziani e i loro parenti, che si trovano a dover gestire sopraggiunte debolezze fisiche, psichiche e patrimoniali proprie o dei propri congiunti e che sono per lo più totalmente disorientate.
Visto il gradimento dei primi incontri e convegni, abbiamo ora in programma altre iniziative analoghe presso la Circoscrizione 1 della Città di Torino e presso la Casa di Riposo Richelmy di Via San Donato di Torino.
L’esposizione delle varie questioni da parte  di varie professionalità esperte della materia, pare colmare un vero e proprio buco conoscitivo che ancora sussiste nella cittadinanza e anche tra gli operatori del Diritto.
Nel frattempo, il Prof. Paolo Cendon, nello scorso mese di febbraio ha organizzato a Roma il primo incontro Nazionale di Diritti in Movimento, che ha avuto luogo presso la Facoltà di Teologia Valdese al quale ho partecipato.
Tutti gli Avvocati e altri operatori sociali e Psicologi, convenuti da ogni Regione Italiana, hanno potuto esporre nell’arco della giornata le questioni di maggior rilievo esistenti presso i loro territori in ambito di incapaci in generale e hanno dato un’informativa circa gli approcci e soluzioni delle problematiche più ricorrenti nelle rispettive Regioni.
Sono emersi approcci differenti e risultati dissonanti e si è evidenziata soprattutto un’immensa lacuna di coordinamento tra i diversi operatori della materia e la vera e propria inerzia delle Istituzioni e talora anche dei Giudici Tutelari applicati.
Il Prof. Paolo Cendon ha ovviamente svolto una sintesi degli interventi e con le sue parole ha indotto tutti noi a ben sperare e a lavorare per la pervasiva diffusione di “Diritti in Movimento”.
Posso dire che il tessuto culturale e umano che è stato chiamato a lavorare è di ottimo spessore e il progetto ha una sua trama ben precisa. L’ordito potrà essere cucito ora con pazienza e perseveranza, procurando con il lavoro di tutti, contatti tra i vari professionisti e ogni informazione tecnico giuridica che sia feconda.
Sono tornata da Roma con mille propositi, invito dunque i Colleghi a cercare su Facebook il sito di Diritti in Movimento e portare al Gruppo Torinese ogni proposta ritenuta utile.
Non posso non ringraziare infine il Prof. Paolo Cendon per la fiducia accordata a me e alle Colleghe quali referenti della sua ambiziosa iniziativa.
Vi aspettiamo fiduciose.