Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Maria Rosa Pantè - 25/03/2019

Apologo

======

Un giorno mentre camminavo nel bosco, sento un dolore al piede sinistro, ci deve essere qualcosa nella scarpa, penso. Ma è tutto a posto, nella scarpa non c’è nulla. Ricomincio a camminare e di nuovo ecco il dolore, che non è forte, ma persistente. Persistente. Mi fermo, di nuovo tolgo la scarpa e guardo, ma niente.

Finché la fatidica terza volta guardo meglio e sento in fondo alla scarpa una punta, quasi il figlio piccolo di una famiglia di sassolini. Piccolo davvero questo oggetto, e piccola la punta. Eppure, anche se io sono grande e grossa, mi ha ostacolato nell’andare. L’ho tolto è vero, ma mi ha fatto pensare.

Se a ogni passo la scarpa si riempisse di sabbia, di minuscoli e tanti sassolini, dovrei non solo toglierla, ma capire perché succede e cambiare qualcosa. Addirittura nei casi più gravi cambiare scarpa o strada.

L’azione politica dal basso è questa: essere sassolini e far cambiare le scarpe, per cercare scarpe più belle e comode e soprattutto più adatte a tutti. Scarpe che rendano più facile camminarci.

Siamo sassolini? Allora cerchiamo di essere tanti e fastidiosi e cerchiamo di sapere bene dove colpire, cioè le scarpe da dove si comincia a camminare.