Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Marco Faccioli - 16/08/2019

Ansia da prestazione

Non fatevi ingannare dal titolo, oggi non parleremo né di atleti bramosi di superare record sportivi, né di maschi latini che, come cantava il mai abbastanza compianto Franco Califano, “la prima sera devon dimostrare che al mondo solo loro san far l'amore”. Ma allora quale “ansia”? E per quale prestazione? Vediamo di rispondere venendo quindi al dunque: Instagram, il social media delle foto e dei commenti a raffica a suon di emoticon e di ogni genere e tipo di verso onomatopeico, starebbe valutando, badate bene, a togliere la possibilità agli utenti di interagire utilizzando il tasto “mi piace”. La notizia ha non solo dello straordinario, ma dell'incredibile. Togliere la funzione “I LIKE” ad un utente di un social network è come togliere il fucile ad un soldato in guerra oppure, facendo un esempio molto più calzante, come privare di zanne ed artigli un leone ...ovviamente da tastiera. Il bottone del “MI PIACE”, considerato da molti esperti come un vero e proprio strumento di pressione sociale che colpisce in particolar modo gli adolescenti, è onnipresente su tutti i social media e, oltre a permettere di manifestare il proprio apprezzamento, rischia di trasformare ogni singolo post, video, fotografia o anche solo semplice commento, in una spasmodica ed a volte irrazionale gara di popolarità. Questi ed altri effetti collaterali sono in special modo ravvisabili su Instagram che, stando almeno ad un recente studio realizzato dalla Royal Society for Public Health, è l'applicazione con le più invasive ricadute nella vita quotidiana degli utenti. L'idea sarebbe quindi quella di nascondere il numero di LIKE messi ad un post (che resterebbe comunque visualizzabile solo da chi lo ha pubblicato), con l’obiettivo di spronare gli utenti, e qui c'è l'aspetto rivoluzionario dell'idea, a “focalizzarsi unicamente sul contenuto di ciò che viene condiviso, e non sul numero di MI PIACE che si ricevono”. Un portavoce del social network ha ammesso, in un'intervista al sito giornalistico The Verge, che: “In questo momento stiamo facendo dei test pilota, ed il nostro obiettivo è quello di trovare nuovi metodi che possano ridurre la pressione degli utenti su Instagram”. In futuro quindi, le piattaforme potrebbero essere sempre più incentivate a introdurre novità di questo tipo. L’Information Commissioner’s Office (un ente britannico che dipende dal dipartimento per la cultura digitale, i social media e lo sport) ha per esempio raccomandato ai social network di rimuovere i like e le altre funzioni (come le streak di Snapchat) che possono causare dipendenza ed avere effetti nocivi sui più giovani. Se davvero i LIKE sparissero da Instagram, si tratterebbe di un cambiamento di cruciale importanza, davvero epocale, non solo perché verrebbe meno uno dei maggiori incentivi alla pubblicazione di contenuti, ma perché potrebbe ridursi quella sorta di ansia da prestazione che tutti noi, almeno qualche volta, abbiamo sperimentato sui social network.