Interessi protetti - Obbligazioni, contratti -  Redazione P&D - 13/04/2019

Ancora sul contratto preliminare di preliminare nell’ordinanza della Cassazione civile 12 marzo 2014 n. 5779 - Gabriele Gentilini

L’argomento del tutto interessante soprattutto con riguardo all’apparato, talvolta complesso, delle negoziazioni e dell’autonomia privata che mediante queste può arrivare ad esprimersi, emergeva nel titolo giurisprudenziale menzionato.

Nell’inestinguibile percorso logico e giuridico l’argomentazione era passata da un caso analizzato nella sentenza della Cassazione civile 2 aprile 2009, n. 8038 in cui si dibatteva sul fatto, in relazione al principio per cui non sussisteva una effettiva meritevolezza dell’elemento essenziale della causa (interpretandone in questo caso forse più come funzione socio economica che come causa in concreto dell’apparato negoziale instauratosi) “che si era trattato un "preliminare di preliminare": le parti si erano impegnate a concludere in futuro un contratto con effetti obbligatori, che le avrebbe vincolate a stipulare successivamente la vendita definitiva.
Il quarto motivo di ricorso attiene appunto al "preliminare di preliminare", del quale … e …., in contrasto con la tesi della nullità per mancanza di causa affermata nella sentenza impugnata, sostengono la piena validità.
La questione, che la giurisprudenza di legittimità, per quanto consta, non ancora avuto occasione di affrontare, deve essere risolta in senso opposto a quello propugnato dai ricorrenti.
L'art. 2932 c.c., instaura un diretto e necessario collegamento strumentale tra il contratto
preliminare e quello definitivo, destinato a realizzare effettivamente il risultato finale perseguito dalle parti. Riconoscere come possibile funzione del primo anche quella di obbligarsi ... ad obbligarsi a ottenere quell'effetto, darebbe luogo a una inconcludente superfetazione, non sorretta da alcun effettivo interesse meritevole di tutela secondo l'ordinamento giuridico, ben potendo l'impegno essere assunto immediatamente: non ha senso pratico il promettere ora di ancora promettere in seguito qualcosa, anziché prometterlo subito.”.

“Nè sono pertinenti i contrari argomenti esposti dai ricorrenti: in parte non attengono al reciproco rapporto tra le parti del futuro contratto definitivo, ma a quelli tra ognuna di loro e l'intermediario che le ha messe in relazione, sicché non riguardano il tema in discussione; per il resto prospettano l'ipotesi di un preliminare già riferentesi al definitivo e da rinnovare poi con un altro analogo negozio "formale", il che rappresenta una fattispecie diversa da quella del "pre-preliminare", di cui si è ritenuta in sede di merito l'avvenuta realizzazione nella specie.
Correttamente, quindi, nella sentenza impugnata, esclusa la validità dell'accordo raggiunto dalle parti, ha ritenuto che esse si trovassero, in relazione al futuro contratto preliminare, nella fase delle trattative, sia pure nello stato avanzato della "puntuazione", destinata a fissare, ma senza alcun effetto vincolante, il contenuto del successivo negozio.”.
 epigrafe si rimette mette in discussione questo orientamento, osservando che “il contratto preliminare di contratto preliminare non esaurisce il suo contenuto precettivo nell’obbligarsi a obbligarsi, ma contiene anche l’obbligo di addivenire alla conclusione del definitivo”.
Con questa logica interpretativa si veniva  a rivitalizzare l’elemento della vincolatività contrattuale del preliminare di preliminare quale fase di trattativa comunque preordinato al contratto definitivo.

Potrebbe in tal senso porsi anche il ragionamento circa una trascrizione o meno in base all’art. 2645 bis c.c.), pur dovendo in tal caso delimitare le diverse fattispecie dal momento che quella del preliminare di preliminare va per forza distinto dal preliminare di cui al nome dell’art- 1351 cod. civ..
La materia appare rilevare anche sul piano della forma del contratto con particolare riferimento alla ripetizione quale manifestazione di volontà volta a riporre il contenuto di una precedente dichiarazione rilevando ai fini di una maggiore certezza oppure ai fini di trascrizione, ecc. .




SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE II CIVILE
Ordinanza 12 marzo 2014, n. 5779
La Corte di appello di Napoli, con sentenza in data 25 maggio 2007 ha dichiarato la nullità del contratto preliminare in data 9 luglio 1996 intercorso tra ………. e ……………,da una parte, e ………. e …………, dall'altra, in ordine alla vendita da parte dei primi ai secondi di una porzione di un fabbricato in …………, prevedendo la stipulazione di un "regolare preliminare di compravendita" ove, entro un certo termine il Banco di Napoli avesse dato il suo assenso alla cancellazione dell'ipoteca gravante (anche) su tale porzione immobiliare.
………. e ………. hanno proposto ricorso per cassazione, contestando l'esattezza
dell'orientamento seguito dalla Corte di appello di Napoli in ordine alla nullità del c.d. preliminare di preliminare.
Il collegio non ignora che questa S.C. ha già avuto occasione di affermare che il contratto in virtù del quale le parti si obblighino a stipulare un successivo contratto ad effetti obbligatori (ovvero un contratto preliminare di preliminare) è nullo per difetto di causa, non essendo meritevole di tutela l'interesse di obbligarsi ad obbligarsi, in quanto produttivo di una inutile complicazione (sent. 2 aprile 2009 n. 8038, seguita, senza ulteriori approfondimenti da Cass. 10 settembre 2009).

Ritiene, tuttavia, che tale orientamento, nella sua assolutezza, potrebbe essere meritevole di precisazioni, con riferimento alle ipotesi che in concreto possono presentarsi.
In primo luogo, potrebbe dubitarsi della nullità del contratto preliminare il quale si
limitasse a prevedere un obbligo di riproduzione del suo contenuto al verificarsi di
determinate circostanze, come nel caso di specie, in cui la stipulazione di un "regolare contratto preliminare" era subordinata al consenso del …………. alla cancellazione dell'ipoteca gravante (anche) sulla porzione immobiliare promessa in vendita.
Ma quello che più conta è che il contratto preliminare di contratto preliminare non
esaurisce il suo contenuto precettivo nell'obbligarsi ad obbligarsi, ma contiene - come nel caso di specie - anche l'obbligo ad addivenire alla conclusione del contratto definitivo.
Ora, appare difficile, in considerazione del principio generale di cui all'art. 1419 c.c.,
comma 1, ritenere che la nullità dell'obbligo di concludere un contratto preliminare
riproduttivo di un contratto preliminare già perfetto possa travolgere anche l'obbligo, che si potrebbe definire finale, di concludere il contratto definitivo.
Alla luce di queste considerazioni ritiene il collegio che forse sarebbe opportuno
l'intervento delle Sezioni Unite sul problema.

P.Q.M.

Si rimettono gli atti al Primo Presidente, perchè valuti l'opportunità della rimessine del ricorso all'esame delle Sezioni Unite.
Così deciso in Roma, il 4 febbraio 2014.
Depositato in Cancelleria il 12 marzo 2014