Deboli, svantaggiati - Deboli, svantaggiati -  Alceste Santuari - 21/01/2019

Alle OdV (trasporto sanitario) solo il rimborso delle spese sostenute – Tar Puglia, 48/19

Una Asl regionale ha pubblicato un bando che, ai sensi degli artt. 56 e 57, d. lgs. n. 117/2017 ammetteva al confronto concorrenziale soltanto associazioni di volontariato operanti nel settore dei servizi di trasporto sanitario, prevedendo a favore delle organizzazioni assegnatarie un rimborso forfettario e in capo alle medesime il rispetto della c.d. “clausola sociale”.

Le organizzazioni di volontariato hanno contestato il bando segnalando che:

-) il bando doveva ritenersi illegittimo nella parte in cui contempla per le associazioni di volontariato assegnatarie un rimborso spese forfettario mensile in violazione delle disposizioni del nuovo codice del Terzo Settore cui è assoggettata ratione temporis la procedura di gara per cui è causa;

-) la previsione di rimborsi forfettari automatici e fissi in favore degli enti partecipanti comporterebbe l’impossibilità per le associazioni di volontariato di giustificare somme ricevute in misura maggiore al di fuori delle spese effettivamente sostenute e documentate;

-) in tal modo, hanno ribadito le associazioni ricorrenti, l’associazione di volontariato sarebbe esposta all’inevitabile conseguenza di percepire tali somme non già come rimborso spese, bensì quale compenso, con consequenziale acquisizione di un’impropria finalità di lucro implicante la perdita della qualifica di associazione di volontariato;

-) il bando sarebbe altresì illegittimo nella parte in cui, riproducendo la c.d. “clausola sociale”, impone alle associazioni l’assunzione di un numero talmente spropositato di dipendenti, che si configurerebbe in aperta violazione con la previsione dell’art. 33, comma 1, del d.lgs. n. 117/2017 e farebbe decadere l’associazione dalla qualifica di ente del Terzo Settore;

Il Tar Puglia, Bari, sez. II, con sentenza 11 gennaio 2019, n. 48 ha accolto il ricorso nella parte che riguarda il rimborso delle spese, mentre ha rigettato la parte relativa alla clausola sociale. Vediamo brevemente il reasoning del giudice amministrativo. A sostegno della doglianza delle associazioni ricorrenti, il Tar ha richiamato:

-) la definizione di attività di volontariato contenuta nell’art. 17, comma 3, d.lgs. 117/17

-) l’art. 33, comma 2, del d.lgs. n. 117/2017, che – come è noto dispone che per l’attività di interesse generale prestata le organizzazioni di volontariato possono ricevere, soltanto il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate, salvo che tale attività sia svolta quale attività secondaria e strumentale nei limiti di cui all’articolo 6

-) l’art. 56, comma 2, del d.lgs. n. 117/2017 che, infine, statuisce che “Le convenzioni di cui al comma 1 possono prevedere esclusivamente il rimborso alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale delle spese effettivamente sostenute e documentate”.

Per quanto attiene invece la clausola sociale, il Tar ha ritenuto di non accogliere la contestazione presentata dalle ricorrenti, evidenziando che la disposizione del CTS riferita al limite del cinquanta per cento deve ritenersi relativa ai “lavoratori impiegati nell’attività”, vale a dire nell’attività complessivamente svolta dall’associazione, e non nel singolo servizio, come invece ritenevano le ricorrenti. Al riguardo, i giudici amministrativi hanno rilevato che anche qualora si potesse accogliere la doglianza delle ricorrenti sul punto, esso potrebbero pur sempre partecipare alla procedura costituendo un raggruppamento temporaneo, in modo da ripartire gli obblighi assunzionali contemplati dalla clausola sociale. Tuttavia, il Tar respinge la censura non soltanto perché infondata, ma anche in quanto “inammissibile per difetto di interesse, atteso che presso tutte le postazioni per le quali le ricorrenti hanno presentato domanda di partecipazione sono sempre preposti meno di sei lavoratori dipendenti, con la conseguenza che in concreto non vi sarà mai violazione della soglia di cui all’art. 33, comma 1, d.lgs. n. 117/2017.” Sul punto, infine, il Tar precisa che l’ASL non ha inteso imporre alle affidatarie del servizio l’assunzione a tempo indeterminato del personale destinatario della clausola sociale. L’unico vincolo stabilito “è costituito dall’assunzione con contratto di lavoro subordinato, e non già a tempo indeterminato.”, due fattispecie giuridiche distinte.

In vigenza del CTS, pertanto, i giudici amministrativi pugliesi hanno confermato che alle organizzazioni di volontariato impegnate in attività di soccorso sanitario non possono essere riconosciuti importi forfettari o di diversa natura giuridica al di fuori del rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate.