Amministrazione di sostegno - Amministrazione di sostegno -  Andrea Castiglioni - 10/07/2018

ADS esclusiva in materia sanitaria. Il Giudice tutelare decide solo in caso di contrasti gravi con i sanitari o i parenti – Giudice tutelare di Vercelli, 31.05.2018

Il Giudice tutelare di Vercelli decreta l’apertura di una Amministrazione di sostegno (ADS), con nomina del coniuge del beneficiario, conferendo poteri di rappresentanza esclusiva in materia sanitaria.

Veniva eletta la via della ADS, piuttosto che elaborare e depositare Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT), con indicazione del soggetto fiduciario, ai sensi dell’art. 3, L. 219/2017 (norme in materia di consenso informato di disposizioni anticipate di trattamento).

Il beneficiario è un soggetto malato mentale – affetto da schizofrenia – con anche problemi fisici; quindi un soggetto che necessita di cure e trattamenti sanitari e/o farmacologici sia per la cura del corpo che della mente. Tuttavia non è nella fase terminale della propria vita, pertanto l’incarico dell’ADS si preannuncia essere duraturo e per un periodo indeterminabile di tempo.

La L. 219/2017 regola l’eventualità in cui coesistano sia un ADS, sia un fiduciario, oppure vi siano delle DAT. Qualora vi sia l’ADS, questi può decidere insieme al beneficiario, in caso di ADS c.d. necessaria, ovvero può decidere da solo, in caso di ADS c.d. esclusiva. Ciò fintanto che siano assenti DAT, poiché, se ci sono, prevalgono (o meglio, le dichiarazioni o la volontà del fiduciario prevale) sull’ADS (art. 3, co. 3, L. 219/2017).

In assenza di DAT – come nel caso di specie – in caso di contrasto tra ADS e parere dei medici, o con i parenti e affini, la decisione può essere rimessa al giudice tutelare (art. 3, co. 5).

Tuttavia, dato che l’incarico all’ADS è di tipo esclusivo, poiché il beneficiario non possiede lucidità sufficiente per autodeterminarsi, il giudice tutelare, in deroga al disposto del comma 5 cit., statuisce che l’eventuale contrasto può essere rimesso al giudice tutelare solo in caso di contrasto “grave”, non già contrasto mero, quindi anche lieve.