Amministrazione di sostegno - Amministrazione di sostegno -  Daniela Ricciuti - 10/10/2017

A.d.S. non sempre, solo quando serve - Trib. Vercelli G.T. decr. 24.02.2017

Non va nominato l'amministratore di sostegno a beneficio di persona disabile che sia in grado di esercitare con pienezza i propri diritti mediante il valido aiuto da parte di terze persone.

E' quanto torna a ribadire il Giudice Tutelare di Vercelli, in perfetta aderenza con la linea, largamente prevalente in dottrina e in giurisprudenza, del "non intervento" giudiziale in presenza di una rete tutelante e di autonomia dell'interessato (Trib. Vercelli G.T. decr. 16.12.2016 e 16.10.2015; Trib. Modena G.T. decr. 05. 02.2016).

Va esclusa, dunque, la necessità di amministrazione di sostegno, e pertanto rigettata la relativa richiesta di nomina, laddove l'amministrando sia supportato dai familiari ovvero dai servizi sociali.

Non sempre e non necessariamente la semplice esistenza di una patologia deve ineluttabilmente determinare l’apertura della misura di protezione. Occorre che la patologia determini la impossibilità per il beneficiario di provvedere ai propri interessi. Impossibilità che deve essere valutata “al netto” dell’ausilio prestato al beneficiario da altri (la famiglia, il servizio, la struttura, etc.).

Non il solo essere affetti da patologie, pur invalidanti, che inibiscano di provvedere autonomamente ai propri interessi, determina il ricorso allo strumento rimediale, dunque: non deve essere necessariamente un soggetto di nomina giudiziale ad assistere la persona in difficoltà, laddove questa sia concretamente in grado di esercitare con pienezza i propri diritti, avvalendosi del proficuo aiuto da parte di terzi.

La soluzione che l'interprete deve adottare è quella che appaia la più trasparente, la più rispettosa della volontà del beneficiario e la più tutelante le sue prerogative.

Sarebbe superflua ed inutilmente gravatoria l'istituzione di una misura di protezione al ricorrere del mero riscontro di una patologia astrattamente invalidante, ove ricorrano talune circostanze, e in particolare: 1) la presenza di una rete familiare attenta alle esigenze dell'interessato e priva al suo interno di conflittualità e di sospetti di approfittamento; 2) l'intervento dei servizi sociali e/o di altri soggetti istituzionali deputati all'ausilio delle persone variamente bisognose; 3) la disponibilità da parte del soggetto de quo ad avvalersi dell'aiuto ricevuto; 4) la limitata difficoltà di compimento delle “attività di protezione” e di soluzione delle eventuali problematiche di natura pratica, burocratica e giuridica.





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