Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Marco Faccioli - 24/03/2019

...Te la do io la recensione!

Uno dei principali problemi di Tripadvisor, l'applicazione cui noi tutti ricorriamo o per cercare un ristorante, o per avere qualche dritta su come vi si mangi, è quello delle recensioni farlocche che, visto il settore, potremmo anche definire “fake news gastronomiche”. Un concorrente invidioso o un nemico personale del gestore possono infatti, con relativa semplicità, scrivere una recensione negativa su un ristorante o un pub, con il solo scopo di danneggiarne l'attività e tenere alla larga potenziali clienti. Il problema, tra i moniti del tutto inascoltati al fair play culinario, si trascina oramai da anni senza risparmiare nulla e nessuno. Solo di recente, vien da dire finalmente, un tribunale della Repubblica, individuato un colpevole (tra i tanti) di tale malcostume mediatico, lo ha sanzionato a dovere. Scrivere recensioni false utilizzando un’identità falsa è un crimine, lo ha stabilito il Tribunale di Lecce, condannando P.S. a 9 mesi di carcere ed al pagamento di circa € 8.000 di danni. Per certo P.S. i 9 mesi in carcere non li sconterà mai, e gli 8000 € di danni li pagherà forse, ma quel che conta è la creazione del precedente giuridico. La community di viaggi Tripadvisor ha supportato il procedimento contro P.S. costituendosi parte civile e ha condiviso le prove raccolte dal suo team interno di investigazione frodi e fornito il supporto dei suoi consulenti legali italiani. P.S. era a tal punto bravo e veloce nel recensire falsamente ristoranti e trattorie che aveva deciso di mettersi in affari, vendendo a ristoratori e albergatori pacchetti di recensioni false da pubblicare contro i concorrenti. «Si tratta di una sentenza storica per internet - commenta in una nota Brad Young, Associate General Counsel ...bla bla di TripAdvisor - Scrivere recensioni false ha sempre rappresentato una violazione della legge, ma questa è la prima volta che, come risultato, il truffatore è stato condannato». «Le recensioni online rivestono un ruolo fondamentale nel turismo e nelle decisioni di acquisto dei consumatori - dice invece Pascal Lamy, Chairman del World Committee on Tourism Ethics – è quindi fondamentale che tutti seguano le regole». Tra le recensioni che hanno utilizzato gli inquirenti come prova del delitto, ve ne sono alcune davvero esilaranti: “La cotoletta con l’insalata era pessima.” aveva commentato l’utente, salvo poi leggere nella replica del gestore che il ristorante è vegetariano. “Il cameriere è stato sgarbato”, e poi si scopre che in quel bistrot servono ai tavoli unicamente donne. “Ho mangiato da schifo” ...peccato solo che la data in cui sarebbe avvenuto il pranzo era il giorno di chiusura del ristorante. «Ben vengano sentenze di questo tipo – ha commentato Matteo Fronduti, del ristorante Manna di Milano, da sempre critico e ironico nei confronti di recensioni online che lo riguardano - Ovviamente il problema non è TripAdvisor di per sé, ma il fatto che, fornendo libero accesso a chiunque, non ha poi un controllo reale di ciò che viene pubblicato».