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01/10/09

"LESENE, CORNICIONI, GRONDE, SPIOVENTI ET SIMILIA NEL CALCOLO DELLE DISTANZE" - Riccardo MAZZON

Quanto agli elementi che non vanno computati ai fini del calcolo della distanza minima tra costruzioni, essi sono esclusivamente quelli con funzione meramente ornamentale e che abbiano limitata entità:
“….dal calcolo delle distanze tra le costruzioni vanno escluse solo le sporgenze di limitata entità, con funzione meramente decorativa e di rifinitura, laddove deve tenersi conto di ogni elemento assoggettante che importi l'ampliamento dell'edificio in superficie e volume, come nel caso di banconi anche scoperti….”.
Cassazione civile , sez. II, 13 gennaio 1979, n. 272 Bugliani c. Bugliani Giust. civ. Mass. 1979, 127 -Conforme- Cassazione civile , 25 gennaio 1979 Giussani c. Bettoni Giust. civ. Mass. 1979, 259 -Conforme- Cassazione civile , 10 novembre 1979 Zaro e altro c. Boer Giust. civ. Mass. 1979, fasc. 11
La ratio che ispira detta interpretazione è, naturalmente, sempre la medesima; le sporgenze di limitata entità non risultano, infatti, in alcun modo capaci di determinare quelle pericolose intercapedini che la normativa vuole evitare:
“Nel calcolo delle distanze fra costruzioni non deve tenersi conto di quegli sporti che non siano idonei a determinare intercapedini dannose o pericolose, consistendo in sporgenze di limitata entità con funzione meramente decorativa o di rifinitura, mentre vengono in considerazione le sporgenze costituenti per il loro carattere strutturale e funzionale veri e propri oggetti implicanti perciò un ampiamento dell'edificio in superficie e volume, come appunto i balconi formati da solette aggettanti anche se scoperti di apprezzabile profondità, ampiezza e consistenza e sviluppate lungo il fronte di tutto o in parte dell'edificio”.
Cassazione civile , sez. II, 06 marzo 1992, n. 2703 Petti c. Cristofari Giust. civ. Mass. 1992, fasc. 3
Escluso, pertanto, che possano esser considerati sporti trascurabili i balconi formati da solette aggettanti di apprezzabile dimensione,
“Nel calcolo delle distanze fra le costruzioni devono trascurarsi soltanto quegli sporti che non siano idonei a determinare intercapedini dannose o pericolose, consistendo in sporgenze di limitata entità, con funzione meramente decorativa, mentre vengono in considerazione le sporgenze costituenti, per i loro caratteri strutturali e funzionali, veri e propri aggetti, implicanti, perciò, un ampliamento dell'edificio in superficie e volume, come, appunto, i balconi formati da solette aggettanti (anche se scoperti) di apprezzabile profondità, ampiezza e consistenza”.
Cassazione civile , sez. II, 02 ottobre 2000, n. 13001 Cuccurese e altro c. Paribello Giust. civ. Mass. 2000, 2072 Giur. bollettino legisl. tecnica 2001, 156 (s.m.)
l’entità tale da determinare esclusione dal computo si ravvisa, solitamente, nelle mensole, nelle lesene, nei cornicioni, nelle canalizzazioni di gronda,
“….in tema di distanze fra edifici, mentre rientrano nella categoria degli sporti, non computabili ai fini delle distanze, soltanto quegli elementi con funzione meramente ornamentale, di rifinitura od accessoria, come le mensole, le lesene, i cornicioni, le canalizzazioni di gronda e simili, costituiscono corpi di fabbrica, computabili nelle distanze fra costruzioni, le sporgenze di particolari proporzioni, come i balconi, costituite da solette aggettanti anche se scoperte, di apprezzabile profondità ed ampiezza. (La Corte, nel confermare la sentenza impugnata, ha qualificato come costruzione la realizzazione di un balcone della profondità di mt. 1, 20 con soletta in cemento armato, rilevando come per le dimensioni, per la natura, la destinazione e l'utilizzo, detto balcone, costituendo un elemento funzionale dell'edificio, non potesse rivestire funzione ornamentale)….”,
Cassazione civile , sez. II, 25 marzo 2004, n. 5963 Malpaga e altro c. Zucalli e altro Giust. civ. Mass. 2004, 3
nei tetti spioventi di modeste dimensioni,
“….uno sporto può rientrare nel concetto di costruzione e costituire "locus a quo" per la misurazione delle distanze, purché per la sua struttura, dimensione ed ubicazione incida sulla consistenza volumetrica dell'edificio e dia luogo perciò alla possibilità di formazione di intercapedini dannose. Pertanto non possono riconoscersi tali caratteristiche alla sporgenza di un tetto spiovente che è per la sua natura di modeste dimensioni e di entità trascurabile ed ha funzione meramente ornamentale ed accessoria, così da essere inidoneo a costituire un apprezzabile ampiamento dell'edificio in superficie e volume o di restringere apprezzabilmente lo spazio in caso di costruzioni a distanza e da poter essere eliminato senza danno in caso di costruzioni in appoggio o in aderenza….”
Cassazione civile , sez. II, 11 dicembre 1992, n. 13109 Turrini c. Giovannetti Giust. civ. Mass. 1992, fasc.12.
sempre che l’ornamentalità ovvero l'esclusione dell'attitudine dell'incremento volumetrico o superficiario della costruzione, riferiti allo sporto, risultino accompagnati dalla caratteristica dell’entità trascurabile:
“La distanza tra costruzioni su fondi finitimi va calcolata tenendo conto di qualsiasi elemento che sporga da una di esse qualunque sia la funzione, a meno che essa non si possa considerare di entità trascurabile cioè minima rispetto all'interesse, tutelato dalla norma, considerato nel suo triplice aspetto della tutela della sicurezza, della salubrità e dell'igiene. Pertanto, l'accertamento dell'ornamentalità o accessibilità ovvero l'esclusione dell'attitudine dell'incremento volumetrico o superficiario della costruzione non è di per sè sufficiente ad escludere l'elemento costruttivo sporgente dal computo della distanza legale; allo stesso fine non è rilevato di per sè solo che lo sporto aggetti, non per tutta la facciata, ma per una parte soltanto di essa”.
Cassazione civile , sez. II, 05 febbraio 1982, n. 662 Saccone c. Lo Giudice Giust. civ. Mass. 1982, fasc. 2.
I regolamenti locali, nel rispetto del limite minimo stabilito dall'art. 873 c.c., possono naturalmente escludere dal calcolo taluni elementi della costruzione, così come possono includere nel calcolo stesso elementi pur di scarsa rilevanza:
“In tema di distanze fra le costruzioni (o della costruzione rispetto al confine), l'accertamento dell'ornamentalità o della accessorietà di un elemento costruttivo oppure l'inattitudine di questo ad incrementare la superficie o la volumetria della costruzione cui accede, non è di per sè sufficiente per escludere detto elemento dal calcolo della distanza legale o regolamentare, così come non è rilevante che il medesimo elemento aggetti per tutta un'ala del fabbricato o soltanto per una parte di essa. Il calcolo della distanza - dal quale i regolamenti locali, nel rispetto del limite minimo stabilito dall'art. 873 c.c., possono escludere taluni elementi della costruzione, così come possono includere nel calcolo stesso altri elementi di scarsa rilevanza - deve essere compiuto tenendo conto che il locus a quo per la misurazione della distanza coincide con la proiezione al suolo, sul piano ideale su cui viene anche a giacere la linea di confine, della parte più sporgente della costruzione, nonché avendo a regola la conformità topografica e dimensionale degli elementi della costruzione ai parametri normativi senza alcuna estensione all'accertamento della loro dannosità o pericolosità ai fini di quell'osservanza”.
Cassazione civile , sez. II, 21 agosto 1985, n. 4459 Berto c. Parisi Giust. civ. Mass. 1985, fasc. 8-9

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