Amministrazione di sostegno - Beneficiario, poteri, diritti -  Cendon Paolo - 02/11/2016

Wilma Persichetti, la pensione. il primo glicine - Paolo Cendon

Poter fare le cose in prima persona, volendo

 

Qual è il miglior modo, facendo una conferenza, di illustrare al pubblico un passaggio delicato che vi sta a cuore?

È sempre quello di raccontare un storia, vera o inventata non importa.

Segreto di Pulcinella direte voi. Vero, a lezione in università faccio spesso così: piccoli aneddoti, anche immaginari, in cui coinvolgere gli studenti, che alla fine vengono invitati a pronunciarsi: "Voi cosa decidereste?".

 

Recentemente   ho scoperto che c"è un passaggio, nella disciplina dell"amministrazione di sostegno, sul quale non tutti gli interpreti sembrano avere le idee chiare: il fatto cioè che l"attivazione dell"AdS - nella maggior parte dei casi - non comporta affatto una restrizione, neppur minima, della sovranità negoziale del beneficiario.

Non mi crederete, vi assicuro però che su questo punto sono in tanti (più di quanto non si creda) a "prendere fischi per fiaschi": persino alcuni fra i giudici tutelari in carica, persino certi professori che scrivono manuali di successo.

In ciascuno di loro, più o meno inconfessatamente, l"idea è che, una volta che l"AdS si metta in moto, ebbene, una qualche "incapacitazione" più o meno profonda non potrà non prodursi, alla fine, a carico dell"interessato, poveraccio.

 

Non è affatto così. Ma che farci?

Credete che, in Italia, tutti quanti sappiano che la terrà non è quadrata? Vi illudete. Pensate che basterà spiegarvi bene, dottamente, e convincerete senz"altro i riottosi -   diranno che la terra è rotonda? Avete torto di nuovo.

Difficile far cambiare idea alla gente.

Potete impegnarvi in mille discorsi alti e nobili, non ci riuscirete: nessuno o quasi ascolta, capisce, ragiona.

A meno di non raccontare – ecco - una storia di vita vissuta; se prendete questa strada avete già vinto in partenza! Tutti si orientano allora.

 

Così procedo io, ai convegni sul"AdS, nel momento in cui si arriva al punto che vi ho detto.

Faccio subito l"esempio della sig.ra (non chiedetemi il perché di questo nome) Wilma Persichetti. Racconto, in particolare, che la nostra protagonista ha 93 anni, che vive in una cosa di riposo, che gode buona salute, testa e memoria perfetta.

Solo il respiro, le gambe e le giunture non sono più quelle di un tempo. Fa una gran fatica lady Wilma a fare le scale, dopo un po" deve sedersi, dolori reumatici, ossa e muscoli che non tengono.

E non ha più nessun parente al mondo che si occupi di lei.

 

Per questo ha, nella primavera scorsa, chiesto e ottenuto dal giudice l"apertura di un"Ads, a proprio beneficio:  e il giudice è stato d"accordo.

Il problema per lei è soprattutto quello della riscossione della pensione, il 5 di ogni mese, presso la sede dell"INPS, viale Balducci 8, sesto piano, stanza 14, sportello B.

Con contestuale deposito, almeno di solito, della pensione stessa nel conto corrente bancario, intestato alla nostra Wilma. La banca è in quel medesimo palazzo, piano terra, niente di più comodo.

Due operazioni, pochi piani da fare con l"ascensore.

 

Solo che nella casa di riposo di madame Wilma l"ascensore non c"è proprio, lei sta al secondo piano. Fuori in basso c"è una salitina poi. Il problema è lì insomma, insormontabile o quasi.

Ecco perché da quando ha ottenuto l"AdS, dieci mesi, la nostra signora è ben contenta che quelle due operazioni le compia per lei un giovanotto di 65 anni, suo ex vicino di casa, il rag. Onestini:   scelto dal giudice come amministratore, per decreto, il 30 marzo scorso. Uomo serio e affidabile, di gran cuore, ci pensa lui.

 

Così dall"aprile scorso, ogni mese.

Il prossimo 5 maggio succederà questo, però, lo so già.

Bella giornata di sole, asciutto, le ginocchia non fanno tanto male, fuori un odore di glicine incipiente. Wilma ha voglia di uscire, quanti ricordi - le scuole medie, il primo amore, anche il secondo, quel bacio, proprio l"anniversario della morte di Napoleone.

Prende il suo bastone di ciliegio, scende giù in strada, chiama un taxi, si fa portare in viale Balducci. Vestito di seta, cappello di paglia.

Prima ha fatto una telefonata al ragioniere, oggi non serve.

Lavorava come Direttrice del Museo di storia dello spettacolo, la dott.ssa Wilma, la pensione è discreta, 2700 mensili, più gli spiccioli; sente anche voglia di stropicciare una per una, fra le dita, ventisette banconote da cento euro, fragranti, cantano.

 

Entra nella stanza 14 quando sono le 11.50, è la terza in lista d"attesa. Quando l"impiegato con gli occhi azzurri alza gli occhi su di lei, è mezzogiorno e cinque … a quel punto, ci saranno ostacoli secondo voi, quando Wilma chiarirà all"uomo, sportello B: "Sono io, in persona stavolta, non ci conosciamo, buongiorno, ecco il documento, la pensione è mia sa, di solito viene il ragioniere, benedetto lui, oggi però con questo bel sole …  dia pure a me i soldi, grazie"?

 

Non ci saranno ostacoli a darglieli, sento che state rispondendo.

Vi ho sentito ragionare in silenzio: "Per Wilma cos" è meglio come soluzione?  Che possa chiedere e ottenere. Il giudice nel decreto? Nessun limite scritto, tutto ok. Pericoli ce ne sono per lei in concreto? Nessuno, è viva e lucida, magari noi alla sua età! Onestini? Prossima volta, se farà brutto tempo".

Avete ragione, è proprio così: se non vi avessi raccontato questa storia però …