Varie - Varie -  Redazione P&D - 20/01/2021

Violenza coniugale, dipendente trasferito, danno da macrolesioni, matrimonio forzato

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SEPARATI IN CASA -  È violenza sessuale il rapporto imposto dal marito alla moglie

>>>>> Condanna definitiva per l’uomo, colpevole non solo di maltrattamenti in famiglia ma anche di violenza sessuale nei confronti della moglie. Quest’ultima è stata costretta a subire un rapporto intimo, e lo ha accettato anche perché, osservano i giudici, già vittima delle condotte vessatorie tenute dal coniuge.

(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 1764/21; depositata il 18 gennaio)

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RISARCIMENTO DANNI - Risarcimento per il dipendente trasferito lontano da casa

>>>>   Condannata l’azienda, che ha ignorato la richiesta del lavoratore, richiesta mirata ad ottenere un avvicinamento a casa per poter prestare assistenza alla moglie, affetta da depressione. Evidente, secondo i Giudici, il danno subito dal lavoratore.

(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 703/21; depositata il 18 gennaio)

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DANNO DA MACROLESIONI -  In arrivo la tabella nazionale unica

>>>>   Il Ministero dello Sviluppo Economico ha avviato una consultazione sullo schema di Regolamento recante la tabella unica nazionale per il risarcimento del danno da macrolesioni, ai sensi dell’art. 138 cod. ass. priv. (d.lgs. n. 209/2005).

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DIPENDENTE TRASFERITO ED EVIDENTE DEMANSIONAMENTO -  Logico parlare di dimissioni per giusta causa

>>>>  Corretta la condotta tenuta dal lavoratore. Respinta la pretesa economica avanzata dall’azienda per una presunta violazione del “patto di stabilità”: cancellato perciò il decreto con cui al dipendente era stato ingiunto il pagamento di oltre 75mila euro. Evidente come già sulla carta la nuova collocazione fosse destinata a concretizzarsi in un demansionamento.

(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza n. 811/21; depositata il 19 gennaio)

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FUGGIRE DA UN MATRIMONIO FORZATO  - Rientra nei presupposti della protezione sussidiaria

>>>>> Una cittadina nigeriana era giunta in Italia per fuggire dal matrimonio forzato al quale il padre voleva obbligarla. La Corte di Cassazione era intervenuta sulla vicenda annullando la pronuncia con cui la Corte d’Appello aveva confermato il rigetto di protezione e affermando la sussistenza dei presupposti per la protezione sussidiaria. Nel giudizio di rinvio veniva però rivalutata, in senso negativo, la credibilità della richiedente e la Suprema Corte ha dunque nuovamente annullato la pronuncia per violazione del giudicato interno implicito.

(Corte di Cassazione, sez. III Civile, ordinanza n. 720/21; depositata il 18 gennaio)

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PROTEZIONE INTERNAZIONALE -  Valutazione di credibilità del richiedente e dovere di cooperazione istruttorio del giudice

>>>>>  Nell’ordinanza in esame, la Corte di Cassazione enuncia nuovi principi di diritto in materia di protezione internazionale. Nello specifico, essa chiarisce che in sede di valutazione della credibilità dell’istante, il giudice deve verificare che la narrazione sia “in generale” attendibile e che la valutazione delle condizioni socio-politiche del Paese d’origine del richiedente deve avvenire attraverso l’apprezzamento di informazioni aggiornate e pertinenti al caso specifico.

(Corte di Cassazione, sez. III Civile, ordinanza n. 719/21; depositata il 18 gennaio)