Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Maria Rosa Pantè - 05/07/2020

Tre libri. Tre Mondi Dis-umani Libro tre: Il maiale che cantava alla luna

Anche quest’anno nei prati dietro casa mia per un mese ci sono state le mucche, oltre alle pecore che stanno per tutta l’estate.
Le pecore sono curiose, e gli agnelli hanno la caratteristica di essere vivi, VIVI nel senso che esprimono energia e vita muovendosi non camminando, ma saltellando. Una cosa che a vederla dà felicità.
Ma le mucche sono più numerose. Quest’anno c’erano molti vitelli. Si stancano di più e spesso stanno sdraiati fra l’erba, vicino alle madri.
Ho notato nella comunità di mucche, un solo toro giovane le altre tutte femmine coi piccoli e non, una mucca che muggiva più delle altre e soprattutto quando arrivava il mandriano. Ho scoperto che la mucca si chiama Stella e il mandriano mi ha detto, con una mentalità molto umana, che è un po’ la capa. Ho notato che le altre la seguivano e che era lei a preannunciare l’arrivo dell’allevatore muggendo. Ma capa è una parola che fra le mucche non ha molto senso.
Un giorno mi sono avvicinata, oltre la recinzione ovviamente, a un vitellino bianco, ci siamo guardati con curiosità, io di solito osservo gli animali e cerco di abbassarmi, di non essere troppo verticale, troppo bipede, così il vitellino si è avvicinato di più. Allora è arrivata lei, la mucca Stella, la madre o la matriarca, in ogni caso ha spinto via il piccolo e mi ha guardata. Io mi sono alzata e ho parlato piano, senza sorridere troppo, mostrare i denti non va bene con nessun animale. E lei, prima minacciosa, poi ha capito, e si è fatta accarezzare. Come se mi avesse accettata nel suo gruppo, mi sono commossa, per me è stato un momento importante.
Noi degli altri animali sappiamo ancora pochissimo, non tanto della loro fisiologia, biologia ecc. ma della loro cultura (cultura sì ho usato questo termine), della loro emotività, profondissima e feroce talvolta, ma mai mai crudele, non sappiamo nulla dei loro sentimenti e dei loro pensieri, non sappiamo e non capiamo quanto ci possono insegnare (e noi a loro), quanto potremmo ampliare la nostra mente, il nostro animo se ci mettessimo in comunicazione con loro come esseri come noi… e non come oggetti, come prosciutti o parmigiani.
Tutto questo si capisce molto meglio di come l’ho detto io leggendo il libro “Il maiale che cantava alla luna” La vita emotiva degli animali da fattoria dell’etologo Jeffrey Moussaieff Masson, edito da Il Saggiatore.
Sono storie così belle, un saggio che sembra un romanzo.
Vivere intensamente non vuol dire fare guerre o scalare vette o andare nello spazio, ma essere uniti alla vita, essere in comunione con la vita essere finalmente Dis-umani. Con questo augurio di diventare vegetariani o vegani (o almeno di mangiare molta meno carne e pesce e uova e latticini) e di essere in comunione con la vita termino le mie piccole recensioni.
Ricapitolando
Foer “Possiamo salvare il mondo prima di cena”
Sverdrup-Thygeson “Terra insecta”
Masson “Il maiale che cantava alla luna”