Diritto tributario - Sanzioni -  Redazione P&D - 17/06/2020

TARI e irrogazione della sanzione - CTP Pavia 70/2020 - Michela Macalli

L’irrogazione della sanzione del 30%, con avviso di accertamento, è legittima anche in assenza della notifica preventiva di un avviso di pagamento. È quanto statuito dalla Commissione tributaria provinciale di Parma nella sent. n. 70/2020 in riferimento ad un avviso di sollecito TARI nel quale la società concessionaria del servizio, pur non avendo ancora irrogato la sanzione, aveva specificato che questa sarebbe stata applicata con l’invio di un avviso di accertamento, qualora il versamento non fosse stato effettuato entro il termine di 60 giorni dal ricevimento del sollecito.

I Giudici tributari hanno precisato che la tassa rifiuti è un tributo che deve essere corrisposto in autoliquidazione ed è quindi onere del contribuente provvedere al pagamento dello stesso alle scadenze fissate dall’Ente impositore. Ciò deve essere fatto indipendentemente dalla ricezione di un avviso di pagamento. Si legge: “Infatti la debenza del suddetto tributo non trova la sua fonte nell’avviso di pagamento, ma esclusivamente nella legge”.

Ne deriva che l’avviso di pagamento inviato dal Comune o dal concessionario del servizio è un mero strumento di facilitazione del pagamento dovuto. Il mancato recapito di questo atto non assolve il contribuente dalle responsabilità conseguenti al mancato pagamento nei termini fissati dall’ente impositore.

Il principio posto dalla Commissione tributaria trova validità in riferimento anche ad IMU e TASI (in vigore fino allo scorso anno); ma se per questi tributi è quasi scontato che il contribuente deve procedere in autonomia (è insolito che il Comune provveda con l’invio di avvisi di pagamento per tali tributi), non è così ovvio che ciò debba avvenire in ambito di TARI dove, nella quasi totalità dei casi, è il Comune o un suo concessionario a recapitare presso le case dei contribuenti l’avviso contenente l’importo e le indicazioni per il versamento. Avviso che, così come la sentenza in commento evidenzia, non è un atto dovuto per l’amministrazione e pertanto può anche non essere notificato al contribuente.