Lavoro - Infortuni, malattie professionali -  Elisa Bucci - 28/02/2018

Superamento del periodo di comporto – Cass. 15972/2017

Un lavoratore dipendente agiva in giudizio affinchè l'Inail fosse condannato a corrispondere l'indenntà giornaliera per l'inabilità temporanea in relazione al periodo di malattia insorta il 15 marzo 2010 ed affinchè venisse dichiarata la illegittimità del licenziamento per superamento del periodo di comporto con reintegrazione nel posto di lavoro.

Il giudice di prime cure rigettava le istanze del ricorrente, mentre la Corte d'Appello le accoglieva.

La Corte del merito riteneva provato il nesso di causalità tra l'infortunio e la ricaduta nella malattia conseguita ed affermava che questa non era computabile nel periodo di comporto.

Con la sentenza che si allega, la Corte di Cassazione afferma che le assenze del lavoratore dovute ad infortunio o a malattia professionale sono riconducibili alla nozione di infortunio o malattia ai sensi dell'art. 2110 c.c. e sono pertanto normalmente compuatbili nel periodo di conservazione del posto di lavoro.

In tema di licenziamento per superamento del periodo di comporto le assenze del lavoratore per malattia non giustificano il recesso del datore di lavoro abbia omesso di prevenire o eliminare in violazione dell'obbligo di sicurezza di cui all'art. 2087 c.c.