Deboli, svantaggiati - Generalità, varie -  Paolo Cendon - 08/08/2020

Sul patto di rifioritura

Situazione - Manca attualmente in molti ordinamenti, in particolare in Italia, uno statuto adeguato con riguardo alle problematiche degli esseri portatori di dipendenze: sostanze psicotrope, alcol, gioco d’azzardo e così via

 

Questioni - Occorre assumere allora, rinunciando a prospettive di tipo panmedicalistico, il diritto civile come terreno sul quale immaginare congrui modelli di “protezione interdisciplinare”: in cui figurino salvaguardati (a) sia i diritti della persona con fragilità, (b) sia le prerogative della sua famiglia e in generale di chi lo attornia

 

Obiettivi - Sarà il giudice tutelare, attorniato da esperti, calibrando opportunamente restrizioni e garanzie, a stabilire con la persona dipendente un “patto di rifioritura”: in cui l’interessato accetti di seguire rigorosamente, per un dato periodo, certe regole di condotta, e ciò (A) sotto il profilo sia esistenziale che (B) sotto quello medico/farmacologico; nella consapevolezza che in caso di trasgressione, da parte sua, l’ordinamento giuridico userà comunque il potere di imporre coattivamente quel rispetto