Interessi protetti - Successioni, donazioni -  Riccardo Mazzon - 24/11/2020

Successioni, eredità, donazioni: il c.d. patto di famiglia

Attraverso gli articoli 768 bis e seguenti del codice civile, il legislatore ha introdotto il c.d. patto di famiglia, contratto con cui, compatibilmente con le disposizioni in materia di impresa familiare e nel rispetto delle differenti tipologie societarie: (1) l'imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l'azienda, ad uno o più discendenti; ovvero (2) il titolare di partecipazioni societarie trasferisce, in tutto o in parte, le proprie quote, ad uno o più discendenti; a pena di nullità, il contratto deve essere concluso per atto pubblico.

Al contratto devono partecipare anche il coniuge e tutti coloro che sarebbero legittimari ove in quel momento si aprisse la successione nel patrimonio dell'imprenditore: gli assegnatari dell'azienda o delle partecipazioni societarie devono, infatti, liquidare gli altri partecipanti al contratto, ove questi non vi rinunzino in tutto o in parte, con il pagamento di una somma corrispondente al valore delle quote previste dagli articoli 536 e seguenti (i contraenti possono anche convenire che la liquidazione, in tutto o in parte, avvenga in natura) del codice civile – si veda, per un approfondimento, anche in relazione alla giurisprudenza qui citata, la seconda edizione del trattato Riccardo Mazzon, "Manuale pratico per la successione ereditaria e le donazioni",  Maggioli 2020 -.

I beni assegnati con lo stesso contratto agli altri partecipanti non assegnatari dell'azienda, secondo il valore attribuito in contratto, sono imputati alle quote di legittima loro spettanti; l'assegnazione può essere disposta anche con successivo contratto che sia espressamente dichiarato collegato al primo e purché vi intervengano i medesimi soggetti che hanno partecipato al primo contratto o coloro che li abbiano sostituiti.

Quanto ricevuto dai contraenti non è soggetto a collazione o a riduzione.

Il patto può essere impugnato dai partecipanti ai sensi degli articoli 1427 e seguenti del codice civile e l'azione si prescrive nel termine di un anno.

All'apertura della successione dell'imprenditore, il coniuge e gli altri legittimari che non abbiano partecipato al contratto possono chiedere ai beneficiari del contratto stesso il pagamento della somma come sopra prevista, aumentata degli interessi legali e l'inosservanza di detta disposizione costituisce motivo di impugnazione.

Il contratto può essere anche sciolto o modificato dalle medesime persone che hanno concluso il patto di famiglia nei modi seguenti: (1) mediante diverso contratto, con le medesime caratteristiche e i medesimi presupposti di cui al presente capo; (2) mediante recesso, se espressamente previsto nel contratto stesso e, necessariamente, attraverso dichiarazione agli altri contraenti certificata da un notaio.

Le controversie derivanti dalle disposizioni previste per regolare il c.d. patto di famiglia sono devolute preliminarmente a uno degli organismi di conciliazione previsti dall'articolo 38 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5.