Diritto commerciale - Impresa, società, fallimento -  Riccardo Riccò - 13/11/2020

Spese contabilizzate ma indeducibili. Il fisco può andarsela a prendere coi soci solo in caso di piccole srl - Cass. 12 nov. 2020 n. 25501

Società, a r. l., ristrettamente partecipate (compagine limitata a pochi soci).
Passività registrate. Ritenute poi - dal fisco - non deducibili (fini ires).
Abbattuta la base imponibile, indebitamente, il fisco sostiene che al minor debito della società, apparente, come dichiarato, corrisponde un maggior reddito, come accertato, imponibile in capo ai singoli soci, direttamente, pro quota.
 
Non è dato capire se siano state riprese a tassazione, o meno, le poste anzi dedotte, indebitamente, in capo alla società.
 
La Cassazione salta a piè pari il problema. Dice solo che spetta al contribuente, il socio "accertato", dimostrare di non aver ricevuto utili, nella maggior misura - fiscalmente -  conseguita.
 
Mi spiego meglio: la società dichiara x di reddito, dopo dedotto y. Y non è però fiscalmente deducibile. Dunque la base ires è z (= x + y, per farla semplice). Il fisco, invece di insistere con il + y, contro la soc. debitrice, presume che al minor esborso ires (da parte della società = y) corrisponda pro quota un maggior reddito dei singoli soci. Sarà poi il singolo socio accertato a dover dimostrare che del maggior reddito (x + y = z fratto quota), come iure fisci accertato, non abbia ritratto vantaggio personale, perché non mai effettivamente distribuito ovvero a capitale reinvestito.
Ciò in quanto si tratti di società, pur di capitali (s.r.l.), ma piccola, a ristretta base sociale.
Accipicchia.  Sarei curioso di conoscere la fattispecie pratica ...  




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