Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Paolo Cendon - 16/09/2020

Rosario Morelli presidente della Corte Costituzionale

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Ho visto in fretta i titoli on line  circa l’elezione di R.Morelli, non li commento, colgo solo l’occasione i ricordare una dette tante cose che Morelli  - che non conosco personalmente - ha fatto nella sua vita: la sentenza di Cassazione 1773 del Duemila, che fu la prima a fare del  danno esistenziale una  categoria riconosciuta  appunto dalla Cassazione.

Non era una sentenza impeccabile tecnicamente, in quanto arieggiante a un’impostazione ‘eventista’ del danno non patrimoniale che noi a Trieste non amavamo, e che in effetti si è un po’ persa per strada successivamente; ma certo è stata una pronuncia innovativa e coraggiosa.

Il caso era quello di un figlio che per anni era stato trascurato dal padre, il quale non aveva mai voluto saperne di lui: ebbene, disse Morelli, questo era proprio un esempio lampante di danno esistenziale, ‘in re ipsa’, e non poteva non essere risarcito.

Tre anni dopo arriveranno, pungolate dalla sentenza morelliana, la Cass.  8827 e 8828 del 2003 appunto, che riporteranno – rivoluzionando un po’ gli assetti – l’intero danno non patrimoniale entro l’art. 2059 c.c., dove è poi rimasto; sarebbero seguiti anni di grande boom dell’esistenziale, poi col mezzo soffocamento delle sentenze di S.Martino del 2008, poi col rilancio in questi ultimi anni della figura del d.e.  attraverso il sapiente lavoro di Giacomo Travaglino.

Oggi è diventata giudice della Corte, da pochi giorni, Emanuela Navarretta, bravissima docente pisana come scuola, con la quali i ferri sono incrociati spesso in passato (Pisa non ha mai amato il danno esistenziale); ma ormai il fuoco delle discussioni si è molto placato, anche se su alcuni punti – animali, contratti, danni non gravissimi, diritti inviolabili  – ci si continua a confrontare.

Staremo a vedere …

Intanto  vivissime congratulazioni a Morelli !!!