Varie - Varie -  Gabriele Gentilini - 15/11/2020

Risoluzione Parlamento europeo A9 – 0186/2020 in data 8 ottobre 2020, recante raccomandazioni alla Commissione concernenti il quadro relativo agli aspetti etici dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate

Si riporta la risoluzione  del Parlamento europeo A9 – 0186/2020 in data 8 ottobre 2020, recante raccomandazioni alla Commissione concernenti il quadro relativo agli aspetti etici dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate: https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-9-2020-0186_IT.html.


La prima risoluzione (A9 – 0186/2020) affronta il tema – potremmo dire “costituzionale” – dei presìdi etici che le applicazioni di Intelligenza artificiale dovranno garantire per assicurare sicurezza, trasparenza e presa di responsabilità, e evitare la creazione di pregiudizi e di discriminazioni, stimolare la responsabilità sociale e ambientale e come assicurare il rispetto dei diritti fondamentali. 

Se ne ricavano i seguenti punti dei quali si riporta un estratto dal testo della risoluzione stessa.

I principi e gli obiettivi principali della proposta richiesta sono:

˗  creare fiducia a tutti i livelli delle parti interessate e della società nei confronti dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, in particolare laddove queste siano considerate ad alto rischio;

˗  sostenere lo sviluppo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate nell'Unione, anche aiutando le aziende, le start-up e le piccole e medie imprese a valutare e affrontare con certezza i requisiti normativi e i rischi attuali e futuri durante il processo di innovazione e sviluppo aziendale e durante la successiva fase di utilizzo da parte di professionisti e individui privati, riducendo al minimo gli oneri amministrativi e gli adempimenti burocratici;

˗  sostenere la diffusione dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate nell'Unione fornendo un quadro normativo appropriato e proporzionato da applicare fatta salva la normativa settoriale vigente o futura, nell'ottica di incentivare la certezza normativa e l'innovazione, garantendo nel contempo la tutela dei diritti fondamentali e la protezione dei consumatori;

˗  sostenere l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate nell'Unione, garantendo che tali tecnologie siano sviluppate, diffuse e utilizzate in maniera conforme ai principi etici;

˗  chiedere trasparenza e migliori flussi di informazione tra i cittadini e all'interno delle organizzazioni che sviluppano, diffondono o utilizzano l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate, al fine di garantire che tali tecnologie siano conformi alla normativa, ai diritti fondamentali e ai valori dell'Unione nonché ai principi etici della proposta di regolamento richiesta.

II. La proposta si compone dei seguenti elementi:

˗  un "regolamento sui principi etici per lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate"; il ruolo di coordinamento a livello di Unione assicurato dalla Commissione e/o dalle istituzioni, dagli organi e dagli organismi competenti dell'Unione che potrebbero essere designati in tale contesto e una certificazione europea di conformità etica;

˗  il ruolo di sostegno della Commissione europea;

˗  il ruolo dell'"Autorità di controllo" in ciascuno Stato membro per garantire l'applicazione dei principi etici all'intelligenza artificiale, alla robotica e alle tecnologie correlate;

 ˗  il coinvolgimento e la consultazione dei pertinenti progetti di ricerca e sviluppo e dei soggetti interessati, incluse start-up, piccole e medie imprese, aziende, parti sociali e altri rappresentanti della società civile, nonché la fornitura di sostegno agli stessi;

˗  un allegato contenente un elenco esaustivo e cumulativo dei settori ad alto rischio così come degli usi e delle finalità ad alto rischio;

III. Il "regolamento sui principi etici per lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate" si basa sui principi seguenti:

˗  un'intelligenza artificiale, una robotica e tecnologie correlate antropocentriche, realizzate e controllate dall'uomo;

˗  una valutazione obbligatoria della conformità dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate ad alto rischio;

˗  sicurezza, trasparenza e responsabilità;

˗  garanzie e mezzi di ricorso contro le distorsioni e le discriminazioni;

˗  il diritto di ricorso;

˗  la responsabilità sociale e la parità di genere nell'ambito dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate;

˗  un'intelligenza artificiale, una robotica e tecnologie correlate sostenibili sul piano ambientale;

˗  il rispetto della vita privata e restrizioni all'utilizzo del riconoscimento biometrico;

˗  una buona governance in materia di intelligenza artificiale, robotica e tecnologie correlate, inclusi i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie.

IV. Ai fini del coordinamento a livello di Unione, la Commissione e/o le istituzioni, gli organi e gli organismi competenti dell'Unione che potrebbero essere designati in tale contesto dovrebbero svolgere i seguenti compiti principali:

˗  cooperare al monitoraggio dell'attuazione della proposta di regolamento richiesta e della pertinente normativa settoriale dell'Unione;

˗  cooperare per quanto riguarda la pubblicazione di orientamenti relativi all'applicazione coerente della proposta di regolamento richiesta, vale a dire l'applicazione dei criteri in base ai quali l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate vanno classificate ad alto rischio e l'elenco dei settori ad alto rischio e degli usi e delle finalità ad alto rischio di cui all'allegato del regolamento;

˗  cooperare con l'"Autorità di controllo" di ciascuno Stato membro per quanto riguarda l'elaborazione di un certificato europeo di conformità ai principi etici e agli obblighi giuridici stabiliti nella proposta di regolamento richiesta e nel pertinente diritto dell'Unione, nonché per quanto riguarda lo sviluppo di una procedura per la presentazione delle domande da parte di qualsiasi sviluppatore, operatore o utente di tecnologie ritenute non ad alto rischio che desideri certificarne la conformità alla proposta di regolamento richiesta;

˗  cooperare per quanto riguarda il sostegno alla cooperazione intersettoriale e transfrontaliera attraverso scambi regolari con le parti interessate e la società civile nell'UE e nel mondo, in particolare con le aziende, le parti sociali, i ricercatori e le autorità competenti, anche relativamente allo sviluppo di norme tecniche a livello internazionale;

˗  cooperare con l'"Autorità di controllo" di ciascuno Stato membro per definire orientamenti vincolanti sulla metodologia da seguire per la valutazione della conformità che ciascuna "Autorità di controllo" deve effettuare;

˗  cooperare per mantenere i contatti con l'"Autorità di controllo" di ciascuno Stato membro e coordinarne il mandato e i compiti;

˗  cooperare per sensibilizzare, fornire informazioni e avviare scambi di opinioni con sviluppatori, operatori e utenti in tutta l'Unione;

˗  cooperare per sensibilizzare, fornire informazioni, promuovere l'alfabetizzazione, la formazione e le competenze digitali e avviare scambi di opinioni con progettisti, sviluppatori, operatori, cittadini, utenti e organismi istituzionali in tutta l'Unione e a livello internazionale;

˗  cooperare per quanto concerne il coordinamento di un quadro comune per la governance dello sviluppo, della diffusione e dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, che dovrà essere attuato dall'"Autorità di controllo" di ciascuno Stato membro;

˗  cooperare per fungere da centro di competenze promuovendo lo scambio di informazioni e sostenendo lo sviluppo di un'intesa comune nel mercato unico;

˗  cooperare per ospitare un gruppo di lavoro sulla sicurezza e la difesa.

V. Inoltre, la Commissione dovrebbe svolgere i seguenti compiti:

˗  redigere e aggiornare successivamente, mediante atti delegati, un elenco comune delle tecnologie ad alto rischio individuate all'interno dell'Unione in cooperazione con l'"Autorità di controllo" di ciascuno Stato membro;

˗  aggiornare, mediante atti delegati, l'elenco contenuto nell'allegato del regolamento.

VI. L'"Autorità di controllo" di ciascuno Stato membro dovrebbe svolgere i seguenti compiti principali:

˗  contribuire all'applicazione coerente del quadro normativo stabilito nella proposta di regolamento richiesta in cooperazione con l'"Autorità di controllo" degli altri Stati membri, nonché con le altre autorità responsabili dell'attuazione della normativa settoriale, la Commissione e/o le istituzioni, gli organi e gli organismi competenti dell'Unione che potrebbero essere designati in tale contesto, in particolare per quanto riguarda l'applicazione dei criteri di valutazione del rischio previsti nella proposta di regolamento richiesta e dell'elenco dei settori ad alto rischio e degli usi e delle finalità ad alto rischio di cui al relativo allegato, nonché la conseguente vigilanza sull'attuazione delle misure opportune e necessarie laddove, grazie a tale applicazione, vengano individuate tecnologie ad alto rischio;

˗  valutare se l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, che sono sviluppate, diffuse o utilizza nell'Unione sono da ritenersi tecnologie ad alto rischio conformemente ai criteri di valutazione del rischio definiti nella proposta di regolamento richiesta e nell'elenco contenuto nel suo allegato;

˗  rilasciare un certificato europeo di conformità ai principi etici e agli obblighi giuridici stabiliti nella proposta di regolamento richiesta e nel pertinente diritto dell'Unione, anche a seguito di una procedura di domanda da parte di qualsiasi sviluppatore, operatore o utente di tecnologie ritenute non ad alto rischio che desideri certificarne la conformità alla proposta di regolamento richiesta, quale elaborata dalla Commissione e/o dalle istituzioni, dagli organi e dagli organismi competenti dell'Unione che potrebbero essere designati in tale contesto;

˗  valutare e monitorare la loro conformità ai principi etici e agli obblighi giuridici stabiliti nella proposta di regolamento richiesta e nel pertinente diritto dell'Unione;

˗  essere responsabile dell'elaborazione e dell'attuazione di norme di governance dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, tra l'altro instaurando e sostenendo un dialogo periodico con tutte le parti interessate e tutti i rappresentanti della società civile; cooperare, a tal fine, con la Commissione e/o le istituzioni, gli organi e gli organismi competenti dell'Unione che potrebbero essere designati in tale contesto per quanto concerne il coordinamento di un quadro comune a livello di Unione;

˗  sensibilizzare, fornire informazioni al pubblico sull'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate e sostenere la formazione delle professioni pertinenti, anche nel settore giudiziario, assicurando in tal modo ai cittadini e ai lavoratori l'alfabetizzazione digitale e fornendo loro le competenze e gli strumenti necessari per una transizione equa;

˗  fungere da primo punto di contatto in caso di sospetta violazione degli obblighi giuridici e dei principi etici stabiliti nella proposta di regolamento richiesta ed effettuare una valutazione della conformità in tali casi; nel contesto di tale valutazione della conformità, l'Autorità può consultare e/o informare le altre autorità competenti dell'Unione, in particolare la rete di cooperazione per la tutela dei consumatori, gli organismi nazionali per la tutela dei consumatori, le organizzazioni della società civile e le parti sociali.

VII. Il ruolo principale delle parti interessate dovrebbe consistere nel cooperare con la Commissione e/o le istituzioni, gli organi e gli organismi competenti dell'Unione che potrebbero essere designati in tale contesto e con l'"Autorità di controllo" di ciascuno Stato membro.

Di seguito il testo della risoluzione.

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RELAZIONE

recante raccomandazioni alla Commissione concernenti il quadro relativo agli aspetti etici dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate

(2020/2012(INL))

 

Commissione giuridica

Relatore: Ibán García Del Blanco

Relatori per parere (*):

Urmas Paet, commissione per gli affari esteri

Alexandra Geese, commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori

Valter Flego, commissione per i trasporti e il turismo

Assita Kanko, commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni

(*) Commissioni associate – articolo 57 del regolamento

(Iniziativa – articolo 47 del regolamento)

EMENDAMENTI

001-006

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

 

ALLEGATO ALLA PROPOSTA DI RISOLUZIONE: RACCOMANDAZIONI PARTICOLAREGGIATE CONCERNENTI IL CONTENUTO DELLA PROPOSTA RICHIESTA

 

A. PRINCIPI E OBIETTIVI DELLA PROPOSTA RICHIESTA

 

B. TESTO DELLA PROPOSTA LEGISLATIVA RICHIESTA

 

MOTIVAZIONE

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER GLI AFFARI ESTERI

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER IL MERCATO INTERNO E LA PROTEZIONE DEI CONSUMATORI

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER I TRASPORTI E IL TURISMO

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER LE LIBERTÀ CIVILI, LA GIUSTIZIA E GLI AFFARI INTERNI

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'OCCUPAZIONE E GLI AFFARI SOCIALI

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'AMBIENTE, LA SANITÀ PUBBLICA E LA SICUREZZA ALIMENTARE

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER LA CULTURA E L'ISTRUZIONE

 

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

 

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

recante raccomandazioni alla Commissione concernenti il quadro relativo agli aspetti etici dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate

(2020/2012(INL))

Il Parlamento europeo,

– visto l'articolo 225 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

– visto l'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

– vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

– visto il regolamento (UE) 2018/1488 del Consiglio, del 28 settembre 2018, che istituisce l'impresa comune per il calcolo ad alte prestazioni europeo[1],

– vista la direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica[2] (direttiva sull'uguaglianza razziale),

– vista la direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro[3] (direttiva sulla parità di trattamento in materia di occupazione),

– visti il regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE[4] (regolamento generale sulla protezione dei dati) (RGPD), e la direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio[5],

– visto l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016[6],

– vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 giugno 2018 che istituisce il programma Europa digitale per il periodo 2021-2027 (COM(2018)0434),

– vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, dell'11 dicembre 2019, intitolata "Il Green Deal europeo" (COM(2019)0640),

– vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni del 19 febbraio 2020 dal titolo "Intelligenza artificiale - Un approccio europeo all'eccellenza e alla fiducia" (COM(2020)0065),

– vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni del 19 febbraio 2020 dal titolo "Una strategia europea per i dati" (COM(2020)0066),

– vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni del 19 febbraio 2020 dal titolo "Plasmare il futuro digitale dell'Europa" (COM(2020)0067),

– viste le conclusioni del Consiglio dell'Unione europea sul tema "Plasmare il futuro digitale dell'Europa" del giugno 2020,

– vista la sua risoluzione del 16 febbraio 2017 recante raccomandazioni alla Commissione concernenti norme di diritto civile sulla robotica[7],

– vista la sua risoluzione del 1° giugno 2017 sulla digitalizzazione dell'industria europea[8],

– vista la sua risoluzione del 12 settembre 2018 sui sistemi d'arma autonomi[9],

– vista la sua risoluzione dell'11 settembre 2018 sull'uguaglianza linguistica nell'era digitale[10],

– vista la sua risoluzione del 12 febbraio 2019 su una politica industriale europea globale in materia di robotica e intelligenza artificiale[11],

– vista la relazione sugli orientamenti etici per un'intelligenza artificiale affidabile pubblicata l'8 aprile 2019 dal gruppo di esperti ad alto livello sull'intelligenza artificiale istituito dalla Commissione,

– visti i briefing e gli studi elaborati su richiesta del Comitato per il futuro della scienza e della tecnologia (STOA) e diretti dall'unità Prospettiva scientifica del Servizio Ricerca del Parlamento europeo, in particolare quelli intitolati "What if algorithms could abide by ethical principles?", "Artificial Intelligence ante portas: Legal & ethical reflections", "A governance framework for algorithmic accountability and transparency", "Should we fear artificial intelligence?" e "The ethics of artificial intelligence: Issues and initiatives",

– visti la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa per la protezione delle minoranze nazionali, il protocollo n. 12 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e la Carta europea delle lingue regionali e minoritarie,

– vista la raccomandazione del Consiglio dell'OCSE sull'intelligenza artificiale, adottata il 22 maggio 2019,

– visti gli articoli 47 e 54 del suo regolamento,

– visti i pareri della commissione per gli affari esteri, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della commissione per i trasporti e il turismo, della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione per la cultura e l'istruzione,

– vista la relazione della commissione giuridica (A9-0186/2020),

Introduzione

A. considerando che lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale (anche nota come "IA"), della robotica e delle tecnologie correlate sono svolti dagli esseri umani e che le loro scelte determinano la misura in cui tali tecnologie possono offrire benefici alla società;

B. considerando che l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate che hanno il potenziale di generare opportunità per le imprese e benefici per i cittadini e che possono avere un impatto diretto su tutti gli aspetti delle nostre società, inclusi i diritti fondamentali e i principi e i valori sociali ed economici, nonché un'influenza duratura su tutti i settori di attività, sono oggetto di una promozione e uno sviluppo molto rapidi;

C. considerando che l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate porteranno cambiamenti sostanziali al mercato del lavoro e sul posto di lavoro; che esse possono potenzialmente sostituire i lavoratori che svolgono attività ripetitive, agevolare i sistemi di lavoro collaborativi uomo-macchina, aumentare la competitività e la prosperità e creare nuove opportunità di lavoro per i lavoratori qualificati, ponendo nel contempo una seria sfida in termini di riorganizzazione della forza lavoro;

D. considerando che lo sviluppo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate può altresì contribuire al conseguimento degli obiettivi di sostenibilità del Green Deal europeo in molti settori diversi; che le tecnologie digitali possono accrescere l'impatto delle politiche in termini di tutela dell'ambiente; considerando che esse possono anche contribuire a ridurre la congestione del traffico e le emissioni di gas a effetto serra e di inquinanti atmosferici;

E. considerando che in settori come i trasporti pubblici, i sistemi di trasporto intelligente basati sull'IA possono essere utilizzati per ridurre al minimo le code, consentire alle persone con disabilità di essere più indipendenti e aumentare l'efficienza energetica, intensificando, in tal modo, gli sforzi di decarbonizzazione e riducendo l'impronta ambientale;

F. considerando che tali tecnologie offrono nuove opportunità commerciali che possono contribuire alla ripresa dell'industria dell'Unione dopo l'attuale crisi sanitaria ed economica se ne viene fatto maggiore uso, per esempio nel settore dei trasporti; che le suddette opportunità possono creare nuovi posti di lavoro, dato che la diffusione di tali tecnologie ha il potenziale per aumentare i livelli di produttività delle imprese e per contribuire a miglioramenti dell'efficienza; che i programmi di innovazione in tale ambito possono consentire ai raggruppamenti regionali di prosperare;

G. considerando che l'Unione e i suoi Stati membri hanno la particolare responsabilità di sfruttare, promuovere e rafforzare il valore aggiunto dell'intelligenza artificiale e di garantire che le tecnologie di IA siano sicure e contribuiscano al benessere e all'interesse generale dei loro cittadini, dato che possono apportare un enorme contributo al raggiungimento dell'obiettivo comune di migliorare la vita dei cittadini e promuovere la prosperità all'interno dell'Unione, contribuendo allo sviluppo di migliori strategie e all'innovazione in una serie di aree e di settori; che, al fine di sfruttare appieno il potenziale dell'intelligenza artificiale e rendere gli utenti consapevoli dei benefici e delle sfide che le tecnologie di IA comportano, è necessario includere l'IA o l'alfabetizzazione digitale nell'ambito dell'istruzione e della formazione, anche in termini di promozione dell'inclusione digitale, e condurre campagne informative a livello dell'Unione che forniscano una rappresentazione accurata di tutti gli aspetti dello sviluppo dell'IA;

H. considerando che un quadro normativo comune dell'Unione relativo allo sviluppo, alla diffusione e all'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate ("quadro normativo in materia di IA") dovrebbe consentire ai cittadini di condividere i vantaggi derivanti dalle loro potenzialità, proteggendoli nel contempo dai rischi potenziali di tali tecnologie e promuovendo l'affidabilità di tali tecnologie nell'Unione e altrove; che tale quadro dovrebbe basarsi sul diritto e i valori dell'Unione ed essere guidato dai principi di trasparenza e spiegabilità, equità, rendicontabilità e responsabilità;

I. considerando che tale quadro normativo è di fondamentale importanza per evitare la frammentazione del mercato interno, derivante da legislazioni nazionali differenti, e contribuirà a promuovere investimenti tanto necessari, a sviluppare l'infrastruttura dei dati e a sostenere la ricerca; che esso dovrebbe consistere di obblighi giuridici e principi etici comuni, come indicato nella proposta di regolamento figurante in allegato alla presente risoluzione; che esso andrebbe definito conformemente agli orientamenti per legiferare meglio;

J. considerando che l'Unione dispone di un quadro giuridico rigoroso volto ad assicurare, tra l'altro, la protezione dei dati personali e della vita privata e la non discriminazione e a promuovere la parità di genere, la tutela dell'ambiente e i diritti dei consumatori; considerando che tale quadro giuridico composto da un ampio corpus di norme orizzontali e settoriali, comprese le norme vigenti sulla sicurezza dei prodotti e la responsabilità, continuerà ad applicarsi in relazione all'intelligenza artificiale, alla robotica e alle tecnologie correlate, sebbene possano essere necessari alcuni adeguamenti di specifici strumenti giuridici per tenere conto della trasformazione digitale e affrontare le nuove sfide poste dall'utilizzo dell'intelligenza artificiale;

K. considerando che vi è la preoccupazione che l'attuale quadro giuridico dell'Unione, compresi il diritto dei consumatori e l'acquis in ambito sociale e occupazionale, la normativa sulla protezione dei dati, sulla sicurezza dei prodotti e sulla vigilanza del mercato e le norme antidiscriminazione, possa non essere più idoneo ad affrontare in maniera efficace i rischi posti dall'intelligenza artificiale, dalla robotica e dalle tecnologie correlate;

L. considerando che, oltre ad adeguamenti della normativa vigente, le questioni giuridiche ed etiche connesse alle tecnologie di IA dovrebbero essere affrontate attraverso un quadro normativo del diritto dell'Unione efficace, completo e adeguato alle esigenze future, che rispecchi i principi e i valori dell'Unione sanciti dai trattati e dalla Carta dei diritti fondamentali, che dovrebbe evitare una sovraregolamentazione andando semplicemente a colmare le lacune giuridiche esistenti, e accrescere la certezza giuridica sia per le imprese che per i cittadini, prevedendo misure obbligatorie volte a evitare l'attuazione di pratiche che indubbiamente comprometterebbero i diritti fondamentali;

M. considerando che qualsiasi nuovo quadro normativo deve tenere conto di tutti gli interessi in gioco; che una valutazione d'impatto che esamini attentamente le conseguenze esercitate da qualsiasi nuovo quadro normativo su tutti i soggetti dovrebbe essere un prerequisito di qualsiasi ulteriore misura legislativa; che il ruolo cruciale delle piccole e medie imprese (PMI) e delle start-up in particolare nell'economia dell'Unione giustifica un approccio strettamente proporzionato per consentire loro di sviluppare e innovare;

N. considerando che l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate possono avere gravi implicazioni per l'integrità materiale e immateriale degli individui, dei gruppi e della società nel suo complesso e che potenziali danni individuali e collettivi devono essere affrontati con risposte legislative;

O. che, al fine di rispettare il quadro normativo dell'Unione in materia di IA, potrebbe essere necessario adottare norme specifiche per il settore dei trasporti dell'Unione;

P. considerando che le tecnologie di IA rivestono un'importanza strategica per il settore dei trasporti, anche perché aumentano la sicurezza e l'accessibilità di tutti i modi di trasporto e creano nuove opportunità di lavoro e modelli imprenditoriali più sostenibili; che un approccio dell'Unione allo sviluppo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate nei trasporti ha il potenziale per aumentare la competitività globale e l'autonomia strategica dell'economia dell'Unione;

Q. considerando che l'errore umano è ancora presente in circa il 95 % di tutti gli incidenti stradali nell'UE; che l'Unione mirava a ridurre del 50 % rispetto al 2010 il numero annuale di morti per incidenti stradali entro il 2020 ma, alla luce della mancanza di progressi, ha rinnovato gli sforzi nel nuovo quadro strategico per la sicurezza stradale 2021-2030 – prossime tappe verso l'obiettivo "zero vittime"; che, a tale riguardo, l'IA, l'automazione e altre nuove tecnologie hanno un grande potenziale e sono di vitale importanza per aumentare la sicurezza stradale attraverso la riduzione delle possibilità di errore umano;

R. considerando che il quadro normativo dell'Unione in materia di IA dovrebbe altresì riflettere la necessità di garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori; che si dovrebbe tenere conto dell'accordo quadro delle parti sociali europee sulla digitalizzazione del giugno 2020;

S. considerando che l'ambito di applicazione del quadro normativo dell'Unione in materia di IA dovrebbe essere adeguato, proporzionato e attentamente valutato; che, pur dovendo includere un'ampia gamma di tecnologie e relativi componenti, compresi algoritmi, software e dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, è necessario un approccio mirato basato sul rischio elevato per evitare di ostacolare le future innovazioni e di creare oneri non necessari, specie per le PMI; che la diversità delle applicazioni consentite dall'intelligenza artificiale, dalla robotica e dalle tecnologie correlate rende più difficile trovare una soluzione unica che sia adatta all'intero spettro di rischi;

T. considerando che l'analisi dei dati e l'IA influenzano sempre di più le informazioni rese accessibili ai cittadini; che tali tecnologie, se utilizzate impropriamente, possono mettere in pericolo i diritti fondamentali alla libertà di espressione e all'informazione, nonché la libertà e il pluralismo dei mezzi di comunicazione;

U. considerando che l'ambito di applicazione geografico del quadro normativo dell'Unione in materia di IA dovrebbe vertere su tutti gli aspetti dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate sviluppate, diffuse o utilizzate nell'Unione, anche nei casi in cui una parte delle tecnologie possa essere situata al di fuori dell'Unione o non avere una sede specifica;

V. considerando che il quadro normativo dell'Unione in materia di IA dovrebbe contemplare tutte le fasi pertinenti, ossia lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo delle tecnologie e dei loro componenti, nelle quali è necessario tenere in debita considerazione gli obblighi giuridici e i principi etici pertinenti, e dovrebbe stabilire le condizioni atte a garantire che gli sviluppatori, gli operatori e gli utenti rispettino pienamente tali obblighi e principi;

W. considerando che un approccio armonizzato ai principi etici relativi all'intelligenza artificiale, alla robotica e alle tecnologie correlate presuppone che nell'Unione vi sia un'interpretazione comune dei concetti alla base di tali tecnologie come le nozioni di algoritmo, software, dato o riconoscimento biometrico;

X. considerando che l'intervento a livello di Unione è giustificato dalla necessità di evitare una frammentazione normativa o una serie di disposizioni normative nazionali senza alcun denominatore comune, al fine di garantire un'applicazione uniforme di principi etici comuni sanciti dal diritto nel quadro dello sviluppo, della diffusione e dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate ad alto rischio; che sono necessarie norme chiare laddove sussistono rischi significativi;

Y. considerando che l'efficacia di tali principi etici comuni è subordinata al fatto che essi siano sanciti dal diritto e all'individuazione dei soggetti responsabili di garantire, valutare e monitorare la conformità;

Z. considerando che una guida etica, quali i principi adottati dal gruppo di esperti ad alto livello sull'intelligenza artificiale, è un buon punto di partenza ma non può garantire che gli sviluppatori, gli operatori e gli utenti agiscano in modo equo e assicurino una protezione efficace degli individui; che tale guida è tanto più pertinente per quanto riguarda l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate ad alto rischio;

AA. considerando che ciascuno Stato membro dovrebbe designare un'autorità nazionale di controllo incaricata di garantire, valutare e monitorare la conformità dello sviluppo, della diffusione e dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate ad alto rischio con il quadro normativo dell'Unione in materia di IA; nonché di consentire il dibattito e gli scambi di opinioni in stretta cooperazione con le parti interessate e la società civile; che le autorità nazionali di controllo dovrebbero cooperare tra loro;

AB. considerando che, al fine di garantire un approccio armonizzato in tutta l'Unione e il funzionamento ottimale del mercato unico digitale, un coordinamento a livello di Unione assicurato dalla Commissione e/o dalle istituzioni, dagli organi e dagli organismi competenti dell'Unione che potrebbero essere designati in tale contesto, dovrebbe essere valutato per quanto riguarda le nuove opportunità e sfide, in particolare quelle di natura transfrontaliera, che nascono dagli sviluppi tecnologici in corso; che, a tal fine, alla Commissione dovrebbe essere affidato il compito di trovare una soluzione adeguata per strutturare tale coordinamento a livello dell'Unione;

Intelligenza artificiale antropocentrica e antropogenica

1. ritiene che, fatta salva la legislazione settoriale, un quadro normativo efficace e armonizzato basato sul diritto dell'Unione, sulla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (la "Carta") e sul diritto internazionale in materia di diritti umani, applicabile in particolare alle tecnologie ad alto rischio, sia necessario al fine di stabilire norme uniformi in tutta l'Unione e proteggere efficacemente i valori dell'Unione;

2. ritiene che qualsiasi nuovo quadro normativo in materia di IA che preveda obblighi giuridici e principi etici per lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate dovrebbe rispettare pienamente la Carta e rispettare di conseguenza la dignità umana, l'autonomia e l'autodeterminazione dell'individuo, impedire i danni, promuovere l'equità, l'inclusione e la trasparenza, eliminare le distorsioni e la discriminazione, anche per quanto riguarda le minoranze, e rispettare i principi della limitazione degli effetti esterni negativi nelle tecnologie utilizzate, della spiegabilità delle tecnologie e la garanzia che le tecnologie siano al servizio delle persone e non siano intese a sostituirle o a decidere per loro, con il fine ultimo di accrescere il benessere umano di ognuno;

3. sottolinea l'asimmetria tra coloro che impiegano le tecnologie di IA e coloro che interagiscono con tali tecnologie e sono soggetti ad esse; pone in risalto, in tale contesto, che la fiducia dei cittadini nell'IA può essere costruita solo in un quadro normativo di "etica come impostazione predefinita e fin dalla progettazione", che garantisca che qualsiasi IA messa in funzione rispetti pienamente i trattati, la Carta e il diritto derivato dell'UE; ritiene che tale approccio debba essere in linea con il principio di precauzione che guida la legislazione dell'UE e che debba essere al centro di qualsiasi quadro normativo in materia di IA; auspica, al riguardo, un modello di governance chiaro e coerente che consenta alle imprese e agli innovatori di sviluppare ulteriormente l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate;

4. ritiene che qualsiasi misura legislativa riguardante l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate dovrebbe essere conforme ai principi di necessità e proporzionalità;

5. ritiene che un simile approccio consentirà alle imprese di immettere sul mercato prodotti innovativi e creare nuove opportunità, garantendo nel contempo la protezione dei valori dell'Unione portando allo sviluppo di sistemi di IA che integrino i principi etici dell'Unione fin dalla progettazione; ritiene che tale quadro normativo incentrato sui valori costituirebbe un valore aggiunto in grado di assicurare all'Unione un vantaggio competitivo unico e fornirebbe un contributo significativo al benessere e alla prosperità dei cittadini e delle imprese dell'Unione, rafforzando il mercato interno europeo; sottolinea che tale quadro normativo per l'IA rappresenta inoltre un valore aggiunto per promuovere l'innovazione sul mercato interno; ritiene che, per esempio nel settore dei trasporti, tale approccio offra alle imprese dell'Unione l'opportunità di diventare leader a livello mondiale in questo settore;

6. nota che il quadro giuridico dell'Unione dovrebbe applicarsi all'intelligenza artificiale, alla robotica e alle tecnologie correlate, inclusi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie;

7. prende atto che le opportunità basate sull'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate si basano sui Big Data e che è necessaria una massa critica di dati per addestrare gli algoritmi e perfezionare i risultati; si compiace, a tale proposito, della proposta della Commissione di creare uno spazio comune dei dati nell'Unione per rafforzare lo scambio di dati e sostenere la ricerca, nel pieno rispetto delle norme europee in materia di protezione dei dati;

8. ritiene che il quadro giuridico dell'Unione in vigore, in particolare in materia di tutela della vita privata e protezione dei dati personali, debba essere pienamente applicato all'IA, alla robotica e alle tecnologie correlate e debba essere rivisto e monitorato regolarmente e, se del caso, aggiornato al fine di affrontare efficacemente i rischi determinati da tali tecnologie e, in tal senso, potrebbe trarre vantaggio dall'integrazione di solidi principi guida di natura etica; pone in evidenza che, laddove sia prematuro adottare atti giuridici, sarebbe opportuno istituire un quadro giuridico non vincolante;

9. auspica che la Commissione integri un solido approccio etico nella prossima proposta legislativa richiesta in allegato alla presente risoluzione, quale seguito del Libro bianco sull'intelligenza artificiale, che includa la sicurezza, la responsabilità e i diritti fondamentali, che massimizzi le opportunità e riduca al minimo i rischi legati alle tecnologie di IA; si attende che la proposta legislativa richiesta includa soluzioni politiche per i principali rischi riconosciuti dell'intelligenza artificiale tra cui, tra l'altro, la raccolta e l'uso etici dei Big Data, la questione della trasparenza algoritmica e delle distorsioni degli algoritmi; esorta la Commissione a elaborare criteri e indicatori per classificare le tecnologie dell'IA al fine di promuovere la trasparenza, la spiegabilità e la responsabilità, nonché di incentivare ulteriori precauzioni da parte degli sviluppatori; sottolinea la necessità di investire nell'integrazione di discipline non tecniche negli studi e le ricerche in materia di IA tenendo conto del contesto sociale;

10. ritiene che l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate debbano essere commisurate alle esigenze umane, in linea con il principio secondo cui il loro sviluppo, la loro diffusione e il loro utilizzo dovrebbero sempre essere al servizio degli esseri umani e mai viceversa, e dovrebbero mirare a migliorare il benessere e la libertà individuale, nonché a preservare la pace, prevenire i conflitti e rafforzare la sicurezza internazionale, massimizzando nel contempo i benefici offerti e prevenendone e riducendone i rischi;

11. dichiara che lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate ad alto rischio, da parte degli esseri umani ma non solo, dovrebbero essere sempre guidati da principi etici e progettati in modo tale da rispettare e consentire l'intervento umano e la sorveglianza democratica, e prevedere la possibilità di ripristinare il controllo umano, quando necessario, attuando misure di controllo adeguate;

Valutazione del rischio

12. sottolinea che qualsiasi regolamentazione futura dovrebbe seguire un approccio basato sui rischi e orientato al futuro, onde regolamentare l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate, tra cui norme tecnologicamente neutre trasversali a tutti i settori e, se del caso, norme settoriali specifiche; osserva che, al fine di garantire un'attuazione uniforme del sistema di valutazione del rischio e il rispetto dei relativi obblighi giuridici per garantire parità di condizioni tra gli Stati membri ed evitare la frammentazione del mercato interno, è necessario un elenco esaustivo e cumulativo di settori ad alto rischio e di usi o scopi ad alto rischio; sottolinea che tale elenco deve essere oggetto di una rivalutazione periodica e osserva che, data la natura evolutiva di tali tecnologie, il modo in cui viene effettuata la loro valutazione del rischio potrebbe dover essere rivalutato in futuro;

13. ritiene che per stabilire se l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate debbano essere considerate ad alto rischio e quindi soggette al rispetto obbligatorio degli obblighi giuridici e dei principi etici come stabilito nel quadro normativo in materia di IA, ci si dovrebbe sempre basare su una valutazione ex ante imparziale, regolamentata ed esterna fondata su criteri concreti e definiti;

14. ritiene, a tale proposito, che l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate dovrebbero essere considerate ad alto rischio quando il loro sviluppo, la loro diffusione e il loro utilizzo comportano un rischio significativo di causare lesioni o danni agli individui o alla società, in violazione delle norme in materia di diritti fondamentali e sicurezza stabilite dal diritto dell'Unione; ritiene che, al fine di valutare se le tecnologie di IA comportino tale rischio, occorra tenere conto del settore in cui sono sviluppate, diffuse o utilizzate, del loro uso o scopo specifico e della gravità della lesione o del danno che si potrebbe verificare; il primo e il secondo criterio, ossia il settore o l'uso o scopo specifico dovrebbero essere considerati cumulativamente;

15. sottolinea che la valutazione del rischio di tali tecnologie dovrebbe essere effettuata sulla base di un elenco esaustivo e cumulativo di settori ad alto rischio e usi e scopi ad alto rischio; è fermamente convinto che vi debba essere coerenza all'interno dell'Unione per quanto riguarda la valutazione del rischio di tali tecnologie, in particolare quando sono valutate sia alla luce della loro conformità al quadro normativo in materia di IA, sia in conformità di qualsiasi altra normativa settoriale applicabile;

16. ritiene che tale approccio basato sul rischio dovrebbe essere sviluppato in maniera tale da limitare il più possibile gli oneri amministrativi per le imprese, in particolare per le PMI, utilizzando gli strumenti esistenti; tali strumenti comprendono, ma non solo, l'elenco ai fini della valutazione d'impatto sulla protezione dei dati di cui al regolamento (UE) 2016/679;

Caratteristiche di sicurezza, trasparenza e responsabilità

17. ricorda che il diritto all'informazione dei consumatori è sancito quale principio fondamentale dal diritto dell'Unione e sottolinea che esso dovrebbe essere pertanto attutato pienamente in relazione all'intelligenza artificiale, alla robotica e alle tecnologie correlate; ritiene che dovrebbe comprendere in particolare la trasparenza per quanto riguarda l'interazione con i sistemi di intelligenza artificiale, compresi i processi di automazione, e le loro modalità di funzionamento, le capacità, ad esempio il modo in cui le informazioni sono filtrate e presentate, la precisione e le limitazioni; reputa che tali informazioni dovrebbero essere fornite alle autorità nazionali di controllo e alle autorità nazionali per la tutela dei consumatori;

18. sottolinea che la fiducia dei consumatori è essenziale per lo sviluppo e l'applicazione di tali tecnologie, che possono comportare rischi intrinseci quando si basano su algoritmi opachi e insiemi di dati che presentano distorsioni; ritiene che i consumatori dovrebbero avere il diritto di essere adeguatamente informati in maniera comprensibile, tempestiva, standardizzata, precisa e accessibile in merito all'esistenza, al ragionamento, al possibile risultato e all'impatto per i consumatori dei sistemi algoritmici, in merito a come contattare un essere umano dotato di potere decisionale e a come sia possibile controllare, contestare efficacemente e correggere le decisioni del sistema; sottolinea, a tale proposito, la necessità di prendere in considerazione e rispettare i principi di informazione e divulgazione su cui si fonda l'acquis relativo ai consumatori; ritiene necessario fornire informazioni dettagliate agli utenti finali in merito al funzionamento dei sistemi di trasporto e ai veicoli basati sull'IA;

19. nota che è essenziale che gli algoritmi e gli insiemi di dati utilizzati o prodotti dall'intelligenza artificiale, dalla robotica e dalle tecnologie correlate siano spiegabili e, ove strettamente necessario e nel pieno rispetto della legislazione dell'Unione sulla protezione dei dati, la tutela della vita privata e i diritti di proprietà intellettuale e i segreti commerciali, siano accessibili alle autorità pubbliche quali le autorità nazionali di controllo e le autorità di vigilanza del mercato; osserva inoltre che, in linea con le più elevate norme settoriali applicabili, tale documentazione dovrebbe essere conservata da coloro che partecipano alle diverse fasi dello sviluppo di tecnologie ad alto rischio; prende atto della possibilità che le autorità di vigilanza del mercato possano godere di ulteriori prerogative al riguardo; sottolinea a tale proposito il ruolo di un'ingegneria inversa (reverse engineering) lecita; ritiene che potrebbe essere necessario un esame dell'attuale legislazione in materia di vigilanza del mercato per garantire che risponda eticamente allo sviluppo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate;

20. Chiede l'obbligo per gli sviluppatori e gli operatori di tecnologie ad alto rischio di fornire alle autorità pubbliche, qualora una valutazione del rischio lo indichi, la documentazione pertinente sull'uso e la progettazione nonché le istruzioni di sicurezza, inclusi, ove strettamente necessario e nel pieno rispetto della legislazione dell'Unione in materia di protezione dei dati, vita privata, diritti di proprietà intellettuale e segreti commerciali, il codice sorgente, gli strumenti di sviluppo e i dati utilizzati dal sistema; nota che tale obbligo consentirebbe di valutare la loro conformità al diritto dell'Unione e ai principi etici e osserva, a tale proposito, l'esempio fornito dal deposito legale delle pubblicazioni di una biblioteca nazionale; rileva l'importante distinzione tra trasparenza degli algoritmi e trasparenza dell'uso degli algoritmi;

21. osserva inoltre che, al fine di rispettare la dignità, l'autonomia e la sicurezza umana, occorre prestare la dovuta attenzione ai dispositivi medici salvavita e avanzati e alla necessità che autorità indipendenti designate mantengano i mezzi necessari per fornire servizi alle persone che utilizzano tali dispositivi, laddove lo sviluppatore o l'operatore originario non li fornisca più; ad esempio, tali servizi comprenderebbero la manutenzione, la riparazione e le migliorie, compresi gli aggiornamenti del software che ovviano a malfunzionamenti e vulnerabilità;

22. rileva che l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate ad alto rischio, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, a prescindere dal settore in cui sono sviluppati, diffusi e utilizzati, dovrebbero essere sviluppati fin dalla progettazione in modo sicuro, tracciabile, tecnicamente robusto, etico e giuridicamente vincolante ed essere soggetti a un controllo e una supervisione indipendenti; ritiene in particolare che tutti i soggetti coinvolti nello sviluppo e nelle catene di approvvigionamento dei prodotti e dei servizi di intelligenza artificiale dovrebbero essere giuridicamente responsabili e sottolinea la necessità di meccanismi volti a garantire la responsabilità e la rendicontabilità;

23. sottolinea che la regolamentazione e gli orientamenti in materia di spiegabilità, verificabilità, tracciabilità e trasparenza nonché, ove richiesto da una valutazione del rischio e ove strettamente necessario e nel pieno rispetto del diritto dell'Unione, come quello in materia di protezione dei dati, vita privata, diritti di proprietà intellettuale e segreti commerciali, l'accesso da parte delle autorità pubbliche alla tecnologia, ai dati e ai sistemi informatici alla base di tali tecnologie, sono essenziali per garantire la fiducia dei cittadini in tali tecnologie, anche se il grado di spiegabilità è relativo alla complessità delle tecnologie; evidenzia che non sempre è possibile spiegare perché un modello ha portato a un particolare risultato o a una particolare decisione, ad esempio nel caso degli algoritmi "a scatola nera"; ritiene pertanto che il rispetto di tali principi sia un presupposto per garantire la responsabilità;

24. ritiene che, quando interagiscono con un sistema che utilizza l'intelligenza artificiale in particolare per personalizzare un prodotto o un servizio in base all'utente, i cittadini, inclusi i consumatori, dovrebbero essere informati della possibilità di disattivare o limitare la personalizzazione;

25. osserva in tal senso che, per essere affidabili, l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate devono essere solide e precise a livello tecnico;

26. sottolinea l'importanza della protezione delle reti di IA e robotica interconnesse e la necessità di adottare misure rigorose per impedire le violazioni della sicurezza, le fughe di dati, la contaminazione dei dati, gli attacchi informatici e l'uso improprio dei dati personali e ritiene che ciò richiederà la collaborazione delle agenzie, gli organismi e le istituzioni competenti a livello unionale e nazionale e la loro cooperazione con gli utenti finali di tali tecnologie; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che i valori dell'Unione e il rispetto dei diritti fondamentali siano osservati in ogni momento nell'ambito dello sviluppo e della diffusione della tecnologie di intelligenza artificiale, al fine di garantire la sicurezza e la resilienza delle infrastrutture digitali dell'Unione;

Non distorsione e non discriminazione

27. ricorda che l'intelligenza artificiale, a seconda del modo in cui è sviluppata e utilizzata, può potenzialmente generare e aggravare distorsioni, tra cui distorsioni intrinseche dei dati di riferimento, e creare pertanto diverse forme di discriminazione automatizzata, compresa la discriminazione indiretta, riguardante in particolare gruppi di persone con caratteristiche simili; invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare tutte le misure possibili per evitare le suddette distorsioni e garantire la piena tutela dei diritti fondamentali;

28. nutre preoccupazione per i rischi di distorsione e discriminazione insiti nello sviluppo, nella diffusione e nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate ad alto rischio, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie; ricorda che, in qualsiasi circostanza, essi dovrebbero rispettare il diritto dell'Unione, la dignità e i diritti umani nonché l'autonomia e l'autodeterminazione dell'individuo e garantire la parità di trattamento e l'assenza di discriminazioni per tutti;

29. sottolinea che le tecnologie di IA dovrebbero essere progettate per rispettare, servire e tutelare i valori dell'Unione e l'integrità fisica e mentale, promuovere la diversità culturale e linguistica dell'Unione e aiutare a soddisfare i bisogni essenziali; mette in risalto la necessità di evitare qualsiasi impiego che potrebbe comportare un'inammissibile coercizione diretta o indiretta, minacciare di compromettere l'autonomia psicologica e la salute mentale o portare a una sorveglianza ingiustificata, a inganni o a inammissibili manipolazioni;

30. è fermamente convinto che i diritti umani fondamentali sanciti dalla Carta debbano essere rigorosamente rispettati al fine di assicurare che tali tecnologie emergenti non creino lacune in materia di protezione;

31. sostiene che è necessario evitare che i software, gli algoritmi e i dati contengano distorsioni o creino discriminazioni che possano causare evidenti danni agli individui e alla società, incoraggiando l'elaborazione e la condivisione di strategie volte a contrastarle, ad esempio attraverso l'eliminazione delle distorsioni dagli insiemi di dati, ed elaborando norme che disciplinino il trattamento dei dati; ritiene che in tal modo i software, gli algoritmi e i dati possano svolgere un ruolo nel trasformare i dati in una risorsa per combattere le distorsioni e le discriminazioni in alcune situazioni, diventando una forza che favorisce la parità dei diritti e il cambiamento sociale positivo;

32. ritiene che i valori etici di equità, precisione, riservatezza e trasparenza dovrebbero essere la base di tali tecnologie, il che implica in tale contesto che le loro operazioni dovrebbero essere tali da non generare risultati che presentano distorsioni;

33. sottolinea l'importanza della qualità degli insiemi di dati utilizzati per l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate a seconda del relativo contesto, segnatamente per quanto riguarda la rappresentatività dei dati di addestramento, nonché disposizioni concernenti l'eliminazione delle distorsioni degli insiemi di dati, gli algoritmi utilizzati e le norme in materia di dati e aggregazione; sottolinea che tali insiemi di dati dovrebbero essere verificabili dalle autorità nazionali di controllo ogni qualvolta esse siano chiamate a garantirne la conformità ai principi di cui sopra;

34. sottolinea che, nel contesto della diffusa guerra della disinformazione, portata avanti in particolare da attori non europei, le tecnologie di IA potrebbero avere effetti negativi sul piano etico attraverso lo sfruttamento delle distorsioni nei dati e negli algoritmi o l'alterazione deliberata dei dati di apprendimento da parte di un paese terzo, e potrebbero essere esposte a forme di manipolazione pericolose e dannose, in modi imprevedibili e con conseguenze incalcolabili; è quindi ancora più necessario che l'Unione continui a investire nella ricerca, nell'analisi, nell'innovazione e nel trasferimento transfrontaliero e intersettoriale delle conoscenze, al fine di sviluppare tecnologie di IA che siano chiaramente prive di qualsiasi genere di profilazione, distorsione e discriminazione e consentano di contribuire efficacemente alla lotta contro le notizie false e la disinformazione, rispettando nel contempo la riservatezza dei dati e il quadro giuridico europeo;

35. ricorda l'importanza di garantire mezzi di ricorso efficaci per gli individui e invita gli Stati membri a mettere a disposizione procedure accessibili, a prezzi abbordabili, indipendenti ed efficaci e meccanismi di riesame per garantire un riesame umano imparziale di tutte le denunce di violazioni dei diritti dei cittadini, come i diritti dei consumatori o i diritti civili, mediante l'utilizzo di sistemi algoritmici, perpetrate da soggetti del settore pubblico o privato; sottolinea l'importanza del progetto di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle azioni rappresentative a tutela degli interessi collettivi dei consumatori e che abroga la direttiva 2009/22/CE su cui è stato conseguito un accordo politico il 22 giugno 2020, per quanto riguarda casi futuri che contestino l'introduzione o l'uso in corso di un sistema di IA che potrebbe violare i diritti dei consumatori o intendano porre rimedio a una violazione dei diritti; chiede alla Commissione e agli Stati membri di garantire che le organizzazioni dei consumatori nazionali e dell'Unione dispongano di finanziamenti sufficienti per assistere i consumatori nell'esercizio del loro diritto a un ricorso nei casi in cui i loro diritti siano stati violati;

36. ritiene pertanto che qualsiasi persona fisica o giuridica dovrebbe avere la possibilità di ricorrere contro una decisione presa a suo svantaggio da un sistema di intelligenza artificiale, robotica o tecnologie correlate in violazione del diritto dell'Unione o nazionale;

37 reputa che, come primo punto di contatto in caso di presunta violazione del quadro normativo dell'Unione in tale contesto, i consumatori potrebbero altresì rivolgere alle autorità nazionali di controllo richieste di ricorso in vista di garantire un'applicazione efficace del quadro di cui sopra;

Responsabilità sociale ed equilibrio di genere

38. sottolinea che l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate devono essere improntate alla responsabilità sociale e devono contribuire a trovare soluzioni che tutelino e promuovano i diritti e i valori fondamentali della nostra società, in particolare la democrazia, lo Stato di diritto, la pluralità e l'indipendenza dei media, l'obiettività e la disponibilità delle informazioni, la salute, la prosperità economica, la parità di opportunità, i diritti sociali e dei lavoratori, la qualità dell'istruzione, la protezione dei minori, la diversità culturale e linguistica, l'uguaglianza di genere, l'alfabetizzazione digitale, l'innovazione e la creatività; ricorda la necessità di garantire che gli interessi di tutti i cittadini, inclusi coloro che sono emarginati o in situazioni vulnerabili, quali le persone con disabilità, siano tenuti nella dovuta considerazione e rappresentati;

39. sottolinea l'importanza di raggiungere un livello elevato di alfabetizzazione digitale globale e di formare professionisti altamente qualificati in tale settore, nonché di garantire il riconoscimento reciproco di tali qualifiche in tutta l'Unione; sottolinea la necessità di disporre di gruppi diversificati di sviluppatori e ingegneri che operino a fianco dei principali attori sociali, al fine di evitare che distorsioni di genere e culturali siano inavvertitamente inserite negli algoritmi, sistemi e applicazioni di IA; sostiene la creazione di programmi educativi e attività di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sull'impatto sociale, giuridico ed etico dell'intelligenza artificiale;

40. sottolinea l'importanza fondamentale di garantire la libertà di pensiero e di espressione, assicurando in tal modo che tali tecnologie non promuovano l'incitamento all'odio o la violenza, e ritiene pertanto che ostacolare o limitare la libertà di espressione esercitata attraverso mezzi digitali sia illegale in base ai principi fondamentali dell'Unione, a meno che l'esercizio di tale diritto fondamentale non comporti atti illeciti;

41. sottolinea che l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate possono contribuire a ridurre le disuguaglianze sociali e afferma che il modello europeo per il loro sviluppo deve basarsi sulla fiducia dei cittadini e sul rafforzamento della coesione sociale;

42. sottolinea che la diffusione di qualsiasi sistema di intelligenza artificiale non dovrebbe limitare indebitamente l'accesso degli utenti a servizi pubblici quali la sicurezza sociale; invita pertanto la Commissione a valutare in che modo tale obiettivo possa essere conseguito;

43. sottolinea l'importanza di attività di ricerca e sviluppo responsabili, volte a massimizzare appieno il potenziale dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate per i cittadini e il bene pubblico; chiede la mobilitazione di risorse da parte dell'Unione e degli Stati membri per sviluppare e sostenere un'innovazione responsabile;

44. sottolinea che le competenze tecnologiche saranno sempre più importanti e pertanto sarà necessario aggiornare continuamente l'offerta formativa, in particolare per le future generazioni, e favorire la riqualificazione professionale delle persone già sul mercato del lavoro; rileva, a tale proposito, che l'innovazione e la formazione dovranno essere promosse non solo nel settore privato ma anche in quello pubblico;

45. insiste sul fatto che lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo di tali tecnologie non dovrebbero provocare alcun tipo di lesione o danno alle persone, alla società o all'ambiente e che, di conseguenza, gli sviluppatori, gli operatori e gli utenti di tali tecnologie dovrebbero rispondere di tali lesioni o danni arrecati, conformemente alle pertinenti norme dell'Unione e nazionali sulla responsabilità;

46. invita gli Stati membri a valutare se le perdite di posti di lavoro derivanti dalla diffusione di tali tecnologie dovrebbero portare a politiche pubbliche adeguate quali la riduzione dell'orario di lavoro;

47. sostiene che un approccio alla progettazione basato sui valori e i principi etici dell'Unione è assolutamente necessario per creare le condizioni per un'ampia accettazione sociale dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate; ritiene che tale approccio, volto allo sviluppo di un'intelligenza artificiale affidabile, eticamente responsabile e tecnicamente robusta sia un fattore importante per una mobilità intelligente e sostenibile che sia sicura e accessibile;

48. richiama l'attenzione sull'elevato valore aggiunto apportato dai veicoli autonomi per le persone con mobilità ridotta, in quanto tali veicoli consentono loro di utilizzare più efficacemente il trasporto stradale individuale, facilitando così la loro vita quotidiana; sottolinea l'importanza dell'accessibilità, in particolare nella fase di progettazione dei sistemi MaaS (Mobility as a Service, mobilità come servizio);

49. invita la Commissione a sostenere ulteriormente lo sviluppo di sistemi di IA affidabili al fine di rendere i trasporti più sicuri, efficienti, accessibili, a prezzi abbordabili e inclusivi, anche per le persone con mobilità ridotta, in particolare le persone con disabilità, tenendo conto della direttiva (UE) 2019/882 del Parlamento europeo e del Consiglio e della normativa europea sui diritti dei passeggeri;

50. ritiene che l'IA possa consentire un migliore utilizzo delle abilità e delle competenze delle persone con disabilità e che l'applicazione dell'IA sul luogo di lavoro possa contribuire a mercati del lavoro inclusivi e a tassi di occupazione più elevati per le persone con disabilità;

Ambiente e sostenibilità

51. afferma che l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate dovrebbero essere utilizzate da governi e imprese a vantaggio delle persone e del pianeta nonché per contribuire al conseguimento degli obiettivi in materia di sviluppo sostenibile, salvaguardia dell'ambiente, neutralità climatica ed economia circolare; rileva che lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo di tali tecnologie devono contribuire alla transizione verde, salvaguardare l'ambiente, ridurre al minimo eventuali danni che esse potrebbero arrecare all'ambiente durante l'intero ciclo di vita e lungo tutta la catena di approvvigionamento e porvi rimedio, in linea con il diritto dell'Unione;

52. osserva che, in considerazione del significativo impatto ambientale dello sviluppo, della diffusione e dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, ai fini del precedente paragrafo tale impatto ambientale potrebbe ove opportuno essere valutato dalle pertinenti autorità settoriali durante l'intero ciclo di vita di tali tecnologie; rileva che questa valutazione potrebbe includere una stima dell'impatto dell'estrazione delle materie necessarie, del consumo di energia e delle emissioni di gas a effetto serra che derivano dallo sviluppo, dalla diffusione e dall'utilizzo di tali tecnologie;

53. propone che, al fine di sviluppare soluzioni di intelligenza artificiale responsabili e all'avanguardia, il potenziale dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate sia esaminato, stimolato e massimizzato attraverso attività di ricerca e sviluppo responsabili, il che richiede la mobilitazione di risorse da parte dell'Unione e degli Stati membri;

54. sottolinea che lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo di tali tecnologie offrono opportunità per la promozione degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, della transizione energetica globale e della decarbonizzazione;

55. ritiene che gli obiettivi della responsabilità sociale, dell'equilibrio di genere, della tutela dell'ambiente e della sostenibilità non dovrebbero pregiudicare gli obblighi generali e settoriali vigenti in tali settori; reputa necessario definire, soprattutto per le tecnologie ad alto rischio, orientamenti non vincolanti indirizzati agli sviluppatori, agli operatori e agli utenti per quanto concerne la metodologia da utilizzare per valutare la conformità al regolamento e il raggiungimento dei suddetti obiettivi;

56. invita l'Unione a promuovere e finanziare lo sviluppo di un'intelligenza artificiale, di una robotica e di tecnologie correlate antropocentriche e in grado di affrontare le sfide ambientali e climatiche e assicurare il rispetto dei diritti fondamentali attraverso il ricorso a incentivi fiscali, incentivi nel settore degli appalti e incentivi di altro tipo;

57. sottolinea che, nonostante l'elevata impronta di carbonio attualmente associata allo sviluppo, alla diffusione e all'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, ivi compresi le decisioni automatizzate e l'apprendimento automatico, tali tecnologie possono contribuire a ridurre l'attuale impronta ambientale del settore delle TIC; evidenzia che tali tecnologie e altre tecnologie correlate adeguatamente regolamentate dovrebbero costituire un fattore decisivo per realizzare gli obiettivi del Green Deal, gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e l'accordo di Parigi in svariati settori e dovrebbero potenziare l'impatto delle politiche che mettono in pratica la tutela ambientale, ad esempio le politiche in materia di riduzione dei rifiuti e degrado ambientale;

58. invita la Commissione a realizzare uno studio sull'impatto dell'impronta di carbonio delle tecnologie di IA e sugli effetti positivi e negativi della transizione verso l'utilizzo delle tecnologie di IA da parte dei consumatori;

59. osserva che, dato il crescente sviluppo delle applicazioni di IA, che necessitano di risorse di calcolo, di archiviazione ed energetiche, è opportuno prendere in considerazione l'impatto ambientale dei sistemi di IA durante il loro intero ciclo di vita;

60. ritiene che, in ambiti quali la salute, la responsabilità debba spettare in ultima analisi a una persona fisica o giuridica; sottolinea la necessità di dati di addestramento degli algoritmi tracciabili e accessibili al pubblico;

61. sostiene fermamente la creazione di uno spazio europeo di dati sanitari[12], come proposto dalla Commissione, che mira a promuovere lo scambio di dati sanitari e a sostenere la ricerca nel pieno rispetto della protezione dei dati, compreso il trattamento dei dati con le tecnologie di IA, e che rafforza ed estende l'utilizzo e il riutilizzo dei dati sanitari; incoraggia il potenziamento dello scambio transfrontaliero di dati sanitari, il loro collegamento e il loro utilizzo attraverso archivi federati sicuri, tipologie specifiche di informazioni sanitarie, come la cartella clinica europea, le informazioni genomiche e le immagini sanitarie digitali per facilitare l'interoperabilità a livello dell'Unione di registri o banche dati in ambiti quali la ricerca, la scienza e la sanità;

62. evidenzia i vantaggi apportati dall'IA nella prevenzione, nel trattamento e nel controllo delle malattie, come dimostra il fatto che l'IA aveva previsto l'epidemia di COVID-19 prima dell'OMS; esorta la Commissione a dotare il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) delle risorse e del quadro normativo adeguati per raccogliere in modo indipendente i necessari dati sanitari globali anonimizzati in tempo reale, in collaborazione con gli Stati membri, in modo da rispondere tra l'altro alle questioni messe in luce dalla crisi della COVID-19;

Tutela della vita privata e riconoscimento biometrico

63. osserva che la produzione e l'utilizzo di dati – inclusi quelli personali, come i dati biometrici – derivanti dallo sviluppo, dalla diffusione e dall'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate sono in rapido aumento, e sottolinea pertanto la necessità di rispettare e applicare il diritto dei cittadini alla tutela della vita privata e alla protezione dei dati personali, in linea con il diritto dell'Unione;

64. sottolinea che la possibilità offerta da queste tecnologie di utilizzare i dati personali e non personali per la categorizzazione e il microtargeting delle persone, l'individuazione delle loro vulnerabilità o l'utilizzo di accurate tecniche di conoscenza predittiva deve essere controbilanciata dall'efficace applicazione dei principi in materia di protezione dei dati e tutela della vita privata, quali la minimizzazione dei dati, il diritto di opporsi alla profilazione e di controllare l'utilizzo dei propri dati, il diritto di ottenere spiegazioni riguardo alle decisioni basate sul trattamento automatizzato e la tutela della vita privata fin dalla progettazione, nonché dei principi di proporzionalità, necessità e limitazione in base a finalità strettamente delimitate, in linea con il regolamento generale sulla protezione dei dati;

65. sottolinea che l'utilizzo di tecnologie di riconoscimento a distanza, come il riconoscimento dei dati biometrici e in particolare il riconoscimento facciale, da parte delle autorità pubbliche per motivi di interesse pubblico rilevante dovrebbe sempre essere reso pubblico, proporzionato, mirato e limitato a obiettivi specifici, avere una durata limitata in conformità del diritto dell'Unione e tenere debitamente conto della dignità e dell'autonomia umana come pure dei diritti fondamentali sanciti nella Carta; rileva che i criteri e i limiti di tale utilizzo dovrebbero essere soggetti al controllo giurisdizionale e democratico e tenere conto dell'impatto psicologico e socioculturale sulla società civile;

66. sottolinea che, nonostante i vantaggi dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate nel quadro di decisioni delle autorità pubbliche, sono altresì possibili gravi abusi di tali tecnologie, come la sorveglianza di massa, la polizia predittiva e violazioni del diritto a un processo equo;

67. ritiene che le tecnologie in grado di generare decisioni automatizzazione, sostituendo così le decisioni prese dalle autorità pubbliche, dovrebbero essere trattate con la massima precauzione, in particolare nei settori della giustizia e dell'applicazione della legge;

68. reputa che, nei casi in cui sono in gioco le libertà fondamentali, gli Stati membri dovrebbero ricorrere a tali tecnologie soltanto in presenza di prove circostanziate della loro affidabilità e quando sono possibili o sistematici un intervento e una verifica sostanziali da parte dell'uomo; sottolinea l'importanza che le autorità nazionali effettuino rigorose valutazioni dell'impatto sui diritti fondamentali dei sistemi di intelligenza artificiale utilizzati in tali casi, segnatamente qualora dette tecnologie siano considerate ad alto rischio;

69. ritiene che qualsiasi decisione adottata dall'intelligenza artificiale, dalla robotica o da tecnologie correlate nel quadro delle prerogative delle autorità pubbliche dovrebbe essere soggetta a un intervento umano significativo e alle dovute procedure, segnatamente qualora dette tecnologie siano considerate ad alto rischio;

70. reputa che il progresso tecnologico non debba far sì che l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate vengano utilizzate per adottare autonomamente decisioni spettanti alle autorità pubbliche che abbiano un impatto diretto e significativo sui diritti e gli obblighi dei cittadini;

71. osserva che l'IA, la robotica e le tecnologie correlate nell'area dell'applicazione della legge e del controllo di frontiera potrebbero migliorare la sicurezza pubblica ma che necessitano altresì di un ampio e rigoroso controllo pubblico e del massimo livello di trasparenza, sia per quanto riguarda la valutazione dei rischi delle singole applicazioni sia in relazione a una panoramica generale dell'utilizzo dell'IA, della robotica e delle tecnologie correlate nel settore dell'applicazione della legge e del controllo di frontiera; ritiene che le succitate tecnologie comportino rischi etici significativi che devono essere adeguatamente affrontati, considerando i possibili effetti negativi sulle persone per quanto riguarda, in particolare, il diritto alla vita privata, alla protezione dei dati e alla non discriminazione; sottolinea che il loro utilizzo improprio può tradursi in una minaccia diretta per la democrazia e che la loro diffusione e il loro utilizzo devono rispettare i principi di proporzionalità e necessità, la Carta dei diritti fondamentali e il pertinente diritto derivato dell'UE, come le norme relative alla protezione dei dati; sottolinea che l'intelligenza artificiale non dovrebbe mai sostituire gli esseri umani nell'adozione di decisioni giudiziarie; ritiene che decisioni come quelle relative alla libertà provvisoria e alla libertà vigilata, che sono prese nell'ambito di un procedimento giudiziario, o le decisioni basate solamente sul trattamento automatizzato che determinano effetti giuridici per l'interessato o che ne influenzano profondamente la vita debbano sempre prevedere una valutazione significativa e il giudizio da parte di un essere umano;

Buona governance

72. evidenzia che una governance adeguata in relazione allo sviluppo, alla diffusione e all'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, in particolare le tecnologie ad alto rischio, che includa misure incentrate sulla responsabilità volte a far fronte a potenziali rischi in termini di distorsioni e discriminazioni, può aumentare la sicurezza dei cittadini e la loro fiducia nelle tecnologie in questione;

73. ritiene che un quadro comune per la governance di tali tecnologie, coordinato dalla Commissione e/o da pertinenti istituzioni, organi e organismi eventualmente designati a tale scopo in questo contesto e attuato dalle autorità nazionali di controllo in ciascuno Stato membro, garantirebbe un approccio europeo coerente ed eviterebbe la frammentazione del mercato unico;

74. rileva che per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate si utilizzano grandi volumi di dati e che il trattamento, la condivisione e l'utilizzo di tali dati e l'accesso agli stessi devono essere disciplinati conformemente al diritto in vigore e ai requisiti in materia di qualità, integrità, interoperabilità, trasparenza, sicurezza, tutela della vita privata e controllo da esso stabiliti;

75. ricorda che l'accesso ai dati è una componente essenziale per la crescita dell'economia digitale; sottolinea a tale riguardo che, limitando gli effetti di lock-in, l'interoperabilità dei dati svolge un ruolo fondamentale nell'assicurare condizioni di mercato eque e nel promuovere parità di condizioni nel mercato unico digitale;

76. pone l'accento sulla necessità di garantire un'opportuna protezione dei dati personali, in particolare dei dati relativi alle persone appartenenti a gruppi vulnerabili o da loro forniti, quali le persone con disabilità, i pazienti, i minori, gli anziani, le persone facenti parte di una minoranza, i migranti e altre persone appartenenti a gruppi a rischio di esclusione;

77. osserva che lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate da parte delle autorità pubbliche vengono spesso esternalizzati a soggetti privati; ritiene che ciò non dovrebbe compromettere in alcun modo la protezione dei valori pubblici e dei diritti fondamentali; ritiene che le condizioni degli appalti pubblici dovrebbero rispecchiare le norme etiche cui devono attenersi le autorità pubbliche, ove applicabili;

Consumatori e mercato interno

78. sottolinea l'importanza di un quadro normativo in materia di IA applicabile nei casi in cui i consumatori all'interno dell'Unione siano utenti di un sistema algoritmico, soggetti allo stesso, suoi destinatari o diretti verso di esso, indipendentemente dal luogo di stabilimento delle entità che sviluppano, vendono o impiegano il sistema; ritiene inoltre che, ai fini della certezza giuridica, le norme stabilite da detto quadro giuridico dovrebbero essere applicate a tutti gli sviluppatori lungo l'intera catena del valore, segnatamente lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo delle tecnologie pertinenti e dei loro componenti, e dovrebbero garantire un elevato livello di protezione dei consumatori;

79. prende atto del legame intrinseco tra l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, da un lato, e settori quali l'Internet delle cose, l'apprendimento automatico, i sistemi basati sulle regole e i processi decisionali automatizzati e assistiti, dall'altro; osserva inoltre che si potrebbero sviluppare icone standardizzate per contribuire a spiegare tali sistemi ai consumatori ogniqualvolta siano caratterizzati dalla complessità o siano in grado di formulare decisioni che incidono significativamente sulla vita dei consumatori;

80. ricorda che la Commissione dovrebbe esaminare il quadro giuridico esistente e la sua applicazione, compresi l'acquis in materia di diritto dei consumatori, la legislazione in materia di responsabilità per danno da prodotti difettosi e la legislazione in materia di sicurezza dei prodotti e di vigilanza del mercato, al fine di individuare le lacune giuridiche nonché gli obblighi normativi esistenti; ritiene che ciò sia necessario per stabilire se tale quadro giuridico sia in grado di rispondere alle nuove sfide poste dallo sviluppo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate e di garantire un livello elevato di protezione dei consumatori;

81. sottolinea l'esigenza di affrontare in modo efficace le sfide poste dall'intelligenza artificiale, dalla robotica e dalle tecnologie correlate e di garantire che i consumatori abbiano maggiore potere e siano adeguatamente tutelati; pone l'accento sulla necessità di guardare oltre i principi tradizionali di informazione e divulgazione su cui si basa l'acquis relativo ai consumatori, dal momento che saranno necessari maggiori diritti dei consumatori e chiare limitazioni quanto allo sviluppo, alla diffusione e all'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate per garantire che tali tecnologie contribuiscano a migliorare la vita dei consumatori ed evolvano in modo conforme ai diritti fondamentali e dei consumatori e ai valori europei;

82. sottolinea che il quadro legislativo introdotto dalla decisione n. 768/2008/CE prevede un elenco armonizzato di obblighi per i produttori, gli importatori e i distributori, incoraggia l'uso di norme e stabilisce diversi livelli di controllo a seconda della pericolosità del prodotto; ritiene che tale quadro debba applicarsi anche ai prodotti dotati di intelligenza artificiale integrata;

83. rileva che, al fine di analizzare l'impatto dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate sui consumatori, l'accesso ai dati potrebbe essere esteso alle autorità nazionali competenti purché sia garantito il pieno rispetto del diritto dell'Unione, in particolare della normativa in materia di protezione dei dati, tutela della vita privata e segreti commerciali; ricorda l'importanza di educare i consumatori a essere maggiormente informati e competenti nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, al fine di proteggerli da rischi potenziali e difendere i loro diritti;

84. invita la Commissione a proporre misure in materia di tracciabilità dei dati, tenendo conto sia della legalità dell'acquisizione dei dati sia della tutela dei diritti dei consumatori e dei diritti fondamentali, garantendo nel contempo il pieno rispetto del diritto dell'Unione, in particolare della normativa in materia di protezione dei dati, tutela della vita privata, diritti di proprietà intellettuale e segreti commerciali;

85. osserva che tali tecnologie dovrebbero essere incentrate sull'utente e progettate in modo da consentire a ognuno di utilizzare i prodotti o servizi di intelligenza artificiale, indipendentemente da età, genere, capacità o caratteristiche; rileva che l'accessibilità per le persone con disabilità è particolarmente importante; osserva che non si dovrebbe adottare un approccio unico per tutti e che si dovrebbero tenere in considerazione i principi della progettazione universale rivolti alla più ampia gamma possibile di utenti e conformi alle pertinenti norme in materia di accessibilità; sottolinea che ciò consentirà alle persone di avere un accesso equo e di partecipare attivamente alle attività umane mediate dal computer esistenti ed emergenti e alle tecnologie assistive;

86. sottolinea che, laddove i fondi pubblici contribuiscono in modo significativo allo sviluppo, alla diffusione o all'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, unitamente agli appalti aperti e alle norme contrattuali aperte, si potrebbe considerare la possibilità di rendere pubblici per impostazione predefinita il codice, i dati generati – nella misura in cui non siano personali – e il modello addestrato, previo accodo con lo sviluppatore, al fine di garantire la trasparenza, migliorare la cibersicurezza e consentire il riutilizzo per promuovere l'innovazione; sottolinea che in questo modo è possibile sbloccare il pieno potenziale del mercato unico evitando la frammentazione del mercato;

87.  ritiene che l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate abbiano un immenso potenziale per offrire ai consumatori opportunità di accesso a numerosi servizi in molti aspetti della loro vita unitamente a prodotti e servizi migliori, nonché per beneficiare di una migliore vigilanza del mercato, purché tutti i principi, le condizioni (compresa la trasparenza e la verificabilità), e le normative pertinenti continuino ad applicarsi;

Sicurezza e difesa

88. sottolinea che le politiche di sicurezza e difesa dell'Unione europea e dei suoi Stati membri sono guidate dai principi sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dalla Carta delle Nazioni Unite nonché da una visione comune dei valori universali del rispetto dei diritti inviolabili e inalienabili della persona, della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza e dello Stato di diritto; sottolinea che tutti gli sforzi nel settore della difesa nel quadro dell'Unione devono rispettare questi valori universali, promuovendo nel contempo la pace, la sicurezza e il progresso in Europa e nel mondo;

89. accoglie con favore l'approvazione, da parte dell'assemblea del 2019 delle Alte parti contraenti della Convenzione delle Nazioni Unite su certe armi convenzionali (CCW), di 11 principi guida per lo sviluppo e l'uso di sistemi d'arma autonomi; si rammarica tuttavia del mancato conseguimento di un accordo su uno strumento giuridicamente vincolante che disciplini i sistemi d'arma autonomi letali, con meccanismi efficaci di applicazione; accoglie con favore e appoggia gli "Orientamenti etici per un'IA affidabile" del gruppo di esperti ad alto livello sull'intelligenza artificiale istituito dalla Commissione, pubblicati il 9 aprile 2019, e la sua posizione sui sistemi d'arma autonomi letali; esorta gli Stati membri a sviluppare strategie nazionali per la definizione e lo status delle armi autonome letali, verso una strategia globale a livello di Unione, e a promuovere, insieme al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione (VP/AR) e al Consiglio, il dibattito sulle armi autonome letali nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite su certe armi convenzionali e in altri consessi pertinenti nonché l'istituzione di norme internazionali relative a parametri etici e giuridici per lo sviluppo e l'uso di sistemi d'arma letali pienamente autonomi, semiautonomi e comandati a distanza; ricorda a tale riguardo la sua risoluzione del 12 settembre 2018 sui sistemi d'arma autonomi e chiede ancora una volta lo sviluppo e l'adozione urgenti di una posizione comune su tali sistemi, un divieto internazionale sullo sviluppo, la produzione e l'uso dei sistemi d'arma autonomi letali che consentono di effettuare attacchi senza un significativo controllo umano e senza il rispetto del principio dell'intervento umano ("human-in-the-loop"), in linea con la dichiarazione dei più autorevoli ricercatori al mondo nel settore dell'IA, contenuta nella lettera aperta del 2015; accoglie con favore il fatto che il Consiglio e il Parlamento abbiano concordato di escludere i sistemi d'arma autonomi letali "senza la possibilità di un significativo controllo umano sulle decisioni relative alla selezione e all'ingaggio nell'effettuare attacchi" dalle azioni finanziate dal Fondo europeo per la difesa; ritiene che gli aspetti etici di altre applicazioni di IA nel settore della difesa come l'intelligence, la sorveglianza e la ricognizione (ISR) o le operazioni cibernetiche non debbano essere trascurati e che si debba prestare particolare attenzione allo sviluppo e alla diffusione di droni nelle operazioni militari;

90. evidenzia che le tecnologie emergenti nel settore della difesa e della sicurezza non contemplate dal diritto internazionale dovrebbero essere giudicate tenendo conto del principio del rispetto dell'umanità e dei dettami della coscienza pubblica;

91. raccomanda di assicurarsi che qualsiasi quadro europeo che disciplini l'utilizzo di sistemi basati sull'intelligenza artificiale nel settore della difesa, in situazioni di combattimento e di non combattimento, rispetti tutti i regimi giuridici applicabili, in particolare il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale dei diritti umani, sia conforme con il diritto, i principi e i valori dell'Unione e tenga conto delle disparità in termini di infrastrutture tecniche e di sicurezza in tutta l'Unione;

92. riconosce che, a differenza di quanto avviene per le basi industriali della difesa, nell'ambito dell'IA potrebbero emergere innovazioni fondamentali in piccoli Stati membri e rileva pertanto che un approccio standardizzato della PSDC dovrebbe evitare l'esclusione degli Stati membri più piccoli e delle PMI; sottolinea che un insieme di capacità comuni dell'UE nel settore dell'IA, abbinato ai concetti operativi degli Stati membri, può colmare i divari tecnici che potrebbero provocare l'esclusione degli Stati privi delle pertinenti tecnologie, delle competenze industriali o della capacità di attuare sistemi di IA nei rispettivi ministeri della Difesa;

93. ritiene che le attività attuali e future nel settore della sicurezza e della difesa nel quadro dell'Unione si avvarranno dell'IA, della robotica e dell'autonomia e delle tecnologie correlate, e che un'IA affidabile, solida e degna di fiducia potrebbe contribuire a un settore militare moderno ed efficace; rileva che l'Unione deve pertanto assumere un ruolo guida nelle attività di ricerca e sviluppo riguardanti i sistemi di IA nel campo della sicurezza e della difesa; reputa che l'utilizzo di applicazioni basate sull'IA nel settore della sicurezza e della difesa potrebbe offrire una serie di vantaggi diretti al comandante dell'operazione, tra cui dati raccolti di migliore qualità, maggiore conoscenza situazionale, processi decisionali più veloci, minor rischio di danni collaterali grazie a un migliore cablaggio, protezione delle forze sul terreno nonché maggiore affidabilità delle attrezzature militari e quindi minori rischi per l'uomo e in termini di perdita di vite umane; sottolinea che lo sviluppo di un'IA affidabile nel campo della difesa è indispensabile per garantire l'autonomia strategica europea nei settori capacitari e operativi; ricorda che i sistemi di IA stanno altresì diventando elementi chiave per contrastare le minacce emergenti alla sicurezza, come la ciberguerra e la guerra ibrida, sia online sia offline; evidenzia, allo stesso tempo, tutti i rischi e le sfide di un uso non regolamentato dell'IA; nota che l'IA potrebbe essere esposta a manipolazioni, errori e inesattezze;

94. sottolinea che le tecnologie di IA sono, in sostanza, a duplice uso e che lo sviluppo dell'IA nelle attività collegate alla difesa trae beneficio dagli scambi tra tecnologie militari e civili; evidenzia che l'IA nelle attività collegate alla difesa è una tecnologia trasversale dirompente, il cui sviluppo può offrire opportunità in termini di competitività e autonomia strategica dell'Unione;

95. riconosce, nell'odierno contesto di guerra ibrida e avanzata, che la quantità e la velocità delle informazioni nelle prime fasi di una crisi potrebbero travolgere gli analisti umani e che un sistema di IA potrebbe elaborare le informazioni per garantire che i decisori umani tengano conto dell'intera gamma delle informazioni entro tempi adeguati per fornire una risposta rapida;

96. sottolinea l'importanza di investire nello sviluppo del capitale umano per l'intelligenza artificiale, promuovendo le competenze e l'istruzione necessarie nel settore delle tecnologie di IA per la sicurezza e la difesa, con un'attenzione particolare agli aspetti etici dei sistemi operativi autonomi e semiautonomi sulla base della responsabilità umana in un mondo basato sull'IA; evidenzia, in particolare, l'importanza di garantire che gli studiosi di etica in quest'ambito dispongano di competenze appropriate e ricevano una formazione adeguata; invita la Commissione a presentare quanto prima il rafforzamento dell'agenda per le competenze, come annunciato nel Libro bianco sull'intelligenza artificiale il 19 febbraio 2020;

97. sottolinea che il calcolo quantistico potrebbe rappresentare il cambiamento più rivoluzionario nel campo dei conflitti dall'avvento degli armamenti nucleari e chiede pertanto che l'ulteriore sviluppo delle tecnologie nell'ambito del calcolo quantistico sia una priorità dell'Unione e degli Stati membri; riconosce che gli atti di aggressione, compresi gli attacchi contro infrastrutture chiave, assistiti dal calcolo quantistico creeranno un contesto bellico in cui il tempo per prendere le decisioni sarà ridotto drasticamente da giorni e ore a minuti e secondi, costringendo gli Stati membri a sviluppare capacità che li proteggano e ad addestrare i decisori e il personale militare a rispondere efficacemente entro tali tempistiche;

98. chiede maggiori investimenti nell'IA europea per la difesa e nelle infrastrutture essenziali che la sostengono;

99. ricorda che la maggior parte delle attuali potenze militari a livello mondiale ha già compiuto sforzi significativi nelle attività di ricerca e sviluppo relative alla dimensione militare dell'intelligenza artificiale; ritiene che l'Unione debba fare in modo di non accusare ritardi in tale settore;

100. invita la Commissione a integrare lo sviluppo delle capacità di cibersicurezza nella sua politica industriale, al fine di garantire lo sviluppo e la diffusione di sistemi robotici e basati sull'IA sicuri, resilienti e solidi; invita la Commissione a valutare l'uso di protocolli e applicazioni di cibersicurezza basati sulla tecnologia blockchain per migliorare la resilienza, l'affidabilità e la solidità delle infrastrutture di intelligenza artificiale mediante modelli disintermediati di cifratura dei dati; incoraggia le parti interessate a livello europeo a studiare e progettare funzionalità avanzate che facilitino l'individuazione di sistemi robotici e basati sull'IA corrotti e dannosi, i quali potrebbero pregiudicare la sicurezza dell'Unione e dei cittadini;

101. sottolinea che tutti i sistemi di IA nel settore della difesa devono disporre di un quadro di missione concreto e ben definito, in base al quale gli esseri umani mantengano la capacità di individuare e disinnestare o disattivare i sistemi utilizzati, qualora questi ultimi vadano al di là del quadro di missione definito e assegnato mediante controllo umano o intraprendano azioni incontrollate o non intenzionali; ritiene che i sistemi, i prodotti e la tecnologia per uso militare basati sull'IA dovrebbero essere dotati di una "scatola nera" che registri ogni transazione di dati effettuata dalla macchina;

102. sottolinea che la responsabilità e la rendicontabilità della decisione di progettare, sviluppare, diffondere e utilizzare sistemi di IA devono incombere interamente a operatori umani, dato che vi devono essere un monitoraggio e un controllo umano significativo su qualsiasi sistema d'arma e una volontà umana nella decisione di ricorrere alla forza nell'esecuzione di qualsiasi decisione di sistemi di armi basati sull'IA che possa avere conseguenze letali; evidenzia che il controllo umano dovrebbe rimanere effettivo per il comando e il controllo dei sistemi basati sull'IA, secondo i principi dell'intervento umano ("human-in-the-loop"), della sorveglianza con supervisione umana ("human-on-the-loop") e della sorveglianza con controllo umano ("human-in-command") a livello di leadership militare; sottolinea che i sistemi basati sull'IA devono consentire alla leadership militare di assumere la piena responsabilità e rendicontabilità per l'uso della forza letale e di esercitare il livello di giudizio necessario – che non può essere affidato alle macchine e si deve basare sulla distinzione, la proporzionalità e la precauzione – per intraprendere azioni letali o distruttive su larga scala mediante tali sistemi; sottolinea la necessità di istituire quadri di autorizzazione e rendicontabilità chiari e tracciabili per la diffusione delle armi intelligenti e di altri sistemi basati sull'IA, utilizzando caratteristiche univoche dell'utente, come le specifiche biometriche, per consentire l'uso esclusivo da parte di personale autorizzato;

Trasporti

103. sottolinea il potenziale di utilizzare l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate per tutti i mezzi autonomi di trasporto su strada, ferroviario, aereo e per vie navigabili, tra l'altro per dare impulso al trasferimento modale e all'intermodalità, dato che queste tecnologie possono contribuire all'individuazione della combinazione ottimale dei modi di trasporto per il trasporto merci e passeggeri; sottolinea inoltre il loro potenziale di rendere i trasporti, la logistica e i flussi del traffico più efficienti e di rendere tutti i modi di trasporto più sicuri, più intelligenti e più rispettosi dell'ambiente; sottolinea che un approccio etico all'IA può essere visto anche come un sistema di allarme rapido, in particolare per quanto riguarda la sicurezza e l'efficienza dei trasporti;

104. sottolinea che la concorrenza globale tra imprese e regioni economiche richiede che l'Unione promuova gli investimenti e rafforzi la competitività internazionale delle imprese che operano nel settore dei trasporti, creando un ambiente favorevole allo sviluppo e all'applicazione di soluzioni di IA e ulteriori innovazioni, in cui le imprese con sede nell'Unione possano diventare leader mondiali nello sviluppo delle tecnologie di IA;

105. sottolinea che il settore dei trasporti dell'Unione necessita di un aggiornamento del quadro normativo relativo a tali tecnologie emergenti e al loro utilizzo nel settore dei trasporti e di un chiaro quadro etico per conseguire un'IA affidabile, inclusi gli aspetti relativi alla sicurezza, alla protezione, al rispetto dell'autonomia umana, al controllo e alla responsabilità, il che aumenterà i benefici condivisi da tutti e sarà fondamentale per stimolare gli investimenti nella ricerca e nell'innovazione, lo sviluppo di competenze e l'adozione dell'IA da parte dei servizi pubblici, delle PMI, delle start-up e delle imprese, garantendo allo stesso tempo la protezione dei dati e l'interoperabilità, senza imporre inutili oneri amministrativi alle imprese e ai consumatori;

106. osserva che lo sviluppo e l'attuazione dell'IA nel settore dei trasporti non saranno possibili senza infrastrutture moderne, che sono un elemento essenziale dei sistemi di trasporto intelligenti; sottolinea che i persistenti divari nel livello di sviluppo degli Stati membri comportano il rischio di privare le regioni meno sviluppate e i loro abitanti dei vantaggi apportati dallo sviluppo della mobilità autonoma; chiede che la modernizzazione delle infrastrutture di trasporto nell'Unione, compresa la loro integrazione nella rete 5G, sia adeguatamente finanziata;

107. raccomanda l'elaborazione a livello di Unione di norme affidabili in materia di IA per tutti i modi di trasporto, compresa l'industria automobilistica, nonché per l'esecuzione di prove di veicoli basati sull'IA e dei prodotti e servizi correlati;

108. rileva che i sistemi di IA potrebbero contribuire a ridurre notevolmente il numero dei morti per incidenti stradali, ad esempio grazie a tempi di reazione migliori e a un maggiore rispetto delle regole; ritiene tuttavia impossibile che l'utilizzo di veicoli autonomi si traduca nell'eliminazione di tutti gli incidenti e sottolinea che ciò rende la spiegabilità delle decisioni dell'IA sempre più importante al fine di giustificare le carenze e le conseguenze indesiderate delle decisioni dell'IA;

Occupazione, diritti dei lavoratori, competenze digitali e luogo di lavoro

109. rileva che l'applicazione dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate sul luogo di lavoro può contribuire a mercati del lavoro inclusivi e avere un impatto sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro, ma nel contempo può essere utilizzata anche per monitorare, valutare, prevedere e orientare le prestazioni dei lavoratori, con conseguenze dirette e indirette sulla loro carriera; osserva che l'IA dovrebbe avere un impatto positivo sulle condizioni di lavoro ed essere animata dal rispetto dei diritti umani, dei diritti fondamentali e dei valori dell'Unione; constata che l'IA dovrebbe essere antropocentrica, migliorare il benessere delle persone e della società e contribuire a una transizione equa e giusta; osserva che tali tecnologie dovrebbero pertanto avere un impatto positivo sulle condizioni di lavoro ed essere animate dal rispetto dei diritti umani, dei diritti fondamentali e dei valori dell'Unione;

110. mette in evidenza la necessità di sviluppare competenze attraverso la formazione e l'istruzione dei lavoratori e dei loro rappresentanti in materia di IA sul luogo di lavoro, affinché possano comprendere meglio le implicazioni delle soluzioni di IA; sottolinea che i candidati e i lavoratori devono essere debitamente informati per iscritto qualora l'IA sia utilizzata nel corso delle procedure di assunzione e per altre decisioni sulle risorse umane e che in tal caso devono ricevere informazioni sulle modalità per chiedere un riesame umano nell'intento di annullare una decisione automatizzata;

111. sottolinea la necessità di garantire che gli incrementi di produttività derivanti dallo sviluppo e dall'utilizzo dell'IA e della robotica non vadano soltanto a vantaggio dei proprietari e degli azionisti delle imprese, ma anche delle imprese stesse e dei lavoratori, attraverso condizioni di lavoro e di impiego migliori, compresi i salari, la crescita economica e lo sviluppo, nonché della società in generale, in particolare nei casi in cui tali incrementi sono realizzati a discapito dei posti di lavoro; invita gli Stati membri a studiare attentamente il potenziale impatto dell'IA sul mercato del lavoro e sui sistemi di sicurezza sociale e a elaborare strategie per garantire la stabilità a lungo termine riformando le imposte e i contributi e adottando altre misure in caso di riduzione delle entrate pubbliche;

112. sottolinea l'importanza dell'investimento delle imprese nella formazione formale e informale e nell'apprendimento permanente al fine di sostenere una transizione giusta verso l'economia digitale; sottolinea, in tale contesto, che le imprese che utilizzano l'IA hanno la responsabilità di offrire adeguate attività di riqualificazione e miglioramento delle competenze a tutti i dipendenti interessati affinché questi possano imparare a utilizzare gli strumenti digitali e lavorare con i cobot e altre nuove tecnologie, adattandosi in tal modo all'evoluzione delle esigenze del mercato del lavoro e mantenendo un'occupazione;

113. ritiene che occorra prestare particolare attenzione alle nuove forme di lavoro, come i lavori nell'ambito della "gig economy" e mediante piattaforme digitali, risultanti dall'applicazione delle nuove tecnologie in tale contesto; sottolinea che nel disciplinare le condizioni del telelavoro in tutta l'Unione e garantire condizioni di lavoro e di impiego dignitose nell'economia digitale si deve altresì tenere conto dell'impatto dell'IA; invita la Commissione a consultarsi con le parti sociali, gli sviluppatori di IA, i ricercatori e altre parti interessate a tale riguardo;

114. sottolinea che l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate non devono in alcun modo pregiudicare l'esercizio dei diritti fondamentali riconosciuti dagli Stati membri e a livello dell'Unione, compresi il diritto o la libertà di sciopero o il diritto o la libertà di intraprendere altre azioni contemplate dalla specifica disciplina delle relazioni industriali negli Stati membri, in conformità della legislazione e/o delle prassi nazionali, né pregiudicare il diritto di negoziare, concludere ed eseguire accordi collettivi o di intraprendere azioni collettive in conformità della legislazione e/o delle prassi nazionali;

115. ribadisce l'importanza dell'istruzione e dell'apprendimento continuo per ottenere le qualifiche necessarie nell'era digitale e contrastare l'esclusione digitale; invita gli Stati membri a investire in sistemi d'istruzione, formazione professionale e apprendimento permanente reattivi, inclusivi e di elevata qualità nonché in politiche di riqualificazione e miglioramento delle competenze dei lavoratori nei settori in cui l'IA può avere ripercussioni più gravi; sottolinea la necessità di dotare i lavoratori attuali e futuri delle competenze alfabetiche, matematiche e digitali necessarie, di conoscenze in ambito scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico (STEM) nonché di competenze trasversali, quali il pensiero critico, la creatività e l'imprenditorialità; pone l'accento sulla necessità di prestare particolare attenzione all'inclusione dei gruppi svantaggiati a tale riguardo;

116. ricorda che l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate utilizzate sul posto di lavoro devono essere accessibili a tutti, sulla base del principio della progettazione universale;

Istruzione e cultura

117. sottolinea la necessità di elaborare criteri per lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'IA tenendo conto del relativo impatto nell'ambito dell'istruzione, dei media, della gioventù, della ricerca, dello sport e dei settori culturali e creativi, sviluppando parametri di riferimento e definendo principi per utilizzi eticamente responsabili e accettati delle tecnologie di IA che è possibile applicare adeguatamente in tali settori, tra cui un chiaro regime di responsabilità per i prodotti derivanti dall'utilizzo dell'IA;

118. osserva che ogni bambino gode del diritto a un'istruzione pubblica di qualità a tutti i livelli; chiede pertanto lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo di sistemi di IA di qualità che facilitino e forniscano strumenti educativi di qualità per tutti a tutti i livelli e sottolinea che la diffusione di nuovi sistemi di IA nelle scuole non dovrebbe condurre alla creazione di un divario digitale più ampio nella società; riconosce l'enorme contributo potenziale che l'intelligenza artificiale e la robotica possono apportare all'istruzione; osserva che i sistemi di apprendimento personalizzati basati sull'IA non dovrebbero sostituire le relazioni educative che coinvolgono gli insegnanti e che le forme tradizionali di istruzione non dovrebbero essere lasciate indietro, sottolineando nel contempo che occorre fornire sostegno finanziario, tecnologico ed educativo, compresa una formazione specializzata nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, agli insegnanti che cercano di acquisire competenze adeguate per adattarsi ai cambiamenti tecnologici, e non sfruttare soltanto le potenzialità dell'IA, ma comprenderne anche i limiti; chiede che a livello dell'Unione sia sviluppata una strategia intesa a contribuire a trasformare e aggiornare i sistemi di istruzione, preparare gli istituti di istruzione a tutti i livelli e dotare gli insegnanti e gli alunni delle competenze e abilità necessarie;

119. evidenzia che gli istituti di istruzione dovrebbero impegnarsi a utilizzare i sistemi di IA per gli scopi educativi per i quali è stato rilasciato un certificato europeo di conformità etica;

120. sottolinea che le opportunità offerte dalla digitalizzazione e dalle nuove tecnologie non devono condurre a una perdita complessiva di posti di lavoro nei settori culturali e creativi, trascurare la conservazione degli originali e sminuire l'accesso tradizionale al patrimonio culturale, che dovrebbe essere parimenti incoraggiato; osserva che i sistemi di intelligenza artificiale sviluppati, diffusi e utilizzati nell'Unione devono rispecchiare la sua diversità culturale e il suo multilinguismo;

121. riconosce le crescenti potenzialità dell'IA nei settori dell'informazione, dei media e delle piattaforme online, anche come strumento di lotta alla disinformazione nel rispetto del diritto dell'Unione; sottolinea che, se non regolamentata, l'IA potrebbe avere effetti negativi sul piano etico attraverso lo sfruttamento delle distorsioni nei dati e negli algoritmi, il che può condurre alla diffusione di disinformazione e alla creazione di bolle informative; evidenzia l'importanza della trasparenza e della responsabilità degli algoritmi utilizzati dalle piattaforme di condivisione di video e dalle piattaforme di streaming al fine di garantire l'accesso a contenuti culturalmente e linguisticamente diversificati;

Autorità nazionali di controllo

122. rileva il valore aggiunto della presenza in ogni Stato membro di specifiche autorità nazionali di controllo incaricate di garantire, valutare e monitorare il rispetto degli obblighi giuridici e dei principi etici relativi allo sviluppo, alla diffusione e all'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate ad alto rischio, il che contribuirà ad assicurare la conformità giuridica ed etica di tali tecnologie;

123. ritiene che dette autorità debbano cooperare con le autorità responsabili dell'attuazione della normativa settoriale, evitando qualsiasi duplicazione dei compiti, al fine di individuare tecnologie ad alto rischio da un punto di vista etico e vigilare sull'attuazione delle misure opportune e necessarie quando tali tecnologie vengono individuate;

124. osserva che tali autorità dovrebbero assicurare il coordinamento non solo tra loro ma anche con la Commissione europea e con le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione pertinenti per garantire la coerenza dell'azione transfrontaliera;

125. suggerisce che, nel quadro di tale cooperazione, siano sviluppati criteri comuni e una procedura per la presentazione delle domande ai fini del rilascio di un certificato europeo di conformità etica, che potrà altresì essere richiesto da qualsiasi sviluppatore, operatore o utente di tecnologie non considerate ad alto rischio che desideri certificare la valutazione positiva della conformità da parte dell'autorità nazionale di controllo competente;

126. chiede che tali autorità siano incaricate di favorire scambi regolari con la società civile e di promuovere l'innovazione nell'Unione fornendo assistenza a ricercatori, sviluppatori e altre parti interessate, ma anche a imprese meno mature sotto il profilo digitale, in particolare le piccole e medie imprese o le start-up, segnatamente per quanto concerne attività di sensibilizzazione e sostegno riguardanti lo sviluppo, la diffusione, la formazione e l'acquisizione di talenti, in modo da assicurare un efficace trasferimento di tecnologia e l'accesso a tecnologie, progetti, risultati e reti;

127. invita ogni Stato membro a garantire finanziamenti sufficienti alle proprie autorità nazionali di controllo designate e sottolinea la necessità di rafforzare le autorità nazionali di vigilanza del mercato in termini di capacità, abilità e competenze, come pure per quanto concerne la conoscenza dei rischi specifici posti dall'intelligenza artificiale, dalla robotica e dalle tecnologie correlate;

Coordinamento a livello di Unione

128. sottolinea l'importanza del coordinamento a livello di Unione assicurato dalla Commissione e/o dalle istituzioni, dagli organi e dagli organismi competenti dell'Unione che potrebbero essere designati in tale contesto nell'ottica di evitare la frammentazione, come pure l'importanza di garantire un approccio armonizzato in tutta l'Unione; ritiene che il coordinamento debba concentrarsi sul mandato e le azioni delle autorità nazionali di controllo di ciascuno Stato membro di cui alla precedente sezione come pure sulla condivisione delle migliori prassi tra dette autorità e sul contributo alla collaborazione nelle attività di ricerca e sviluppo svolte nel settore in tutta l'Unione; invita la Commissione a valutare e trovare la soluzione più appropriata per strutturare tale coordinamento; osserva che tra le istituzioni, gli organi e gli organismi competenti dell'Unione figurano l'ENISA, il GEPD e il Mediatore europeo;

129. ritiene che tale coordinamento, come pure la certificazione europea di conformità etica, contribuirebbero non solo a favorire lo sviluppo dell'innovazione e dell'industria dell'Unione in tale contesto ma anche a sensibilizzare i cittadini riguardo alle opportunità e ai rischi inerenti a tali tecnologie;

130. propone di creare un centro di competenze, che riunisca esperti del mondo accademico, della ricerca e dell'industria nonché singoli esperti a livello di Unione, nell'ottica di favorire lo scambio di conoscenze e competenze tecniche e facilitare la collaborazione nell'Unione e oltre; chiede inoltre che tale centro di competenze assicuri la partecipazione delle organizzazioni delle parti interessate, quali le organizzazioni per la tutela dei consumatori, al fine di garantire un'ampia rappresentanza dei consumatori; ritiene che, a causa del possibile impatto sproporzionato dei sistemi algoritmici sulle donne e sulle minoranze, i livelli decisionali di tale struttura dovrebbero essere eterogenei e assicurare la parità di genere; evidenzia che gli Stati membri devono elaborare strategie di gestione del rischio per l'IA nel contesto delle loro strategie nazionali di vigilanza del mercato;

131. propone che la Commissione e/o le istituzioni, gli organi e gli organismi competenti dell'Unione che potrebbero essere designati in tale contesto forniscano la necessaria assistenza alle autorità nazionali di controllo riguardo al loro ruolo di primo punto di contatto in caso di presunta violazione degli obblighi giuridici e dei principi etici sanciti dal quadro normativo dell'Unione in materia di IA, incluso il principio di non discriminazione; osserva che dovrebbero altresì fornire la necessaria assistenza alle autorità nazionali di controllo che effettuano valutazioni della conformità a tutela del diritto dei cittadini di impugnare una decisione e ottenere riparazione, segnatamente favorendo, se del caso, la consultazione di altre autorità competenti dell'Unione, in particolare la rete di cooperazione per la tutela dei consumatori, gli organismi nazionali di tutela dei consumatori, le organizzazioni della società civile e le parti sociali situate in altri Stati membri;

132. riconosce il prezioso contributo del gruppo di esperti ad alto livello sull'intelligenza artificiale, che comprende rappresentanti del mondo accademico, della società civile e dell'industria, nonché dell'Alleanza europea per l'IA, con particolare riferimento agli "Orientamenti etici per un'intelligenza artificiale affidabile", e suggerisce che tali soggetti potrebbero fornire consulenza alla Commissione e/o alle istituzioni, agli organi e agli organismi competenti dell'Unione che potrebbero essere designati in tale contesto;

133. prende atto dell'inclusione di progetti relativi all'IA nell'ambito del programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa (EDIDP); ritiene che il futuro Fondo europeo per la difesa (FED) e la cooperazione strutturata permanente (PESCO) possano altresì offrire quadri per i futuri progetti relativi all'IA che sarebbero in grado di contribuire a ottimizzare gli sforzi dell'Unione in tale settore e promuovere, allo stesso tempo, l'obiettivo dell'Unione di un rafforzamento dei diritti umani, del diritto internazionale e delle soluzioni multilaterali; sottolinea che i progetti relativi all'IA dovrebbero essere sincronizzati con i più ampi programmi civili dell'Unione dedicati all'IA; osserva che, in linea con il Libro bianco della Commissione europea del 19 febbraio 2020 sull'intelligenza artificiale, è opportuno istituire strutture di eccellenza e di prova che si occupino di ricerca e sviluppo dell'IA nel settore della sicurezza e della difesa, con specifiche rigorose alla base della partecipazione e degli investimenti dei soggetti privati;

134. prende nota del Libro bianco della Commissione del 19 febbraio 2020 sull'intelligenza artificiale e si rammarica che gli aspetti militari non siano stati tenuti in considerazione; invita la Commissione e l'AR/VP a presentare, anche nell'ambito di un approccio globale, una strategia settoriale di IA per le attività connesse al settore della difesa nel quadro dell'Unione, che garantisca il rispetto sia dei diritti dei cittadini sia degli interessi strategici dell'Unione e che si fondi su un approccio coerente che vada dall'introduzione di sistemi basati sull'IA fino al loro utilizzo militare, nonché a istituire, nell'ambito del gruppo di esperti ad alto livello sull'intelligenza artificiale, un gruppo di lavoro sulla sicurezza e la difesa che affronti specificamente le questioni riguardanti le politiche, gli investimenti nonché gli aspetti etici dell'IA nel settore della sicurezza e della difesa; invita il Consiglio, la Commissione e l'AR/VP ad avviare a tal fine un dialogo strutturato con il Parlamento europeo;

Certificazione europea di conformità etica

135. suggerisce di sviluppare, nel contesto di un coordinamento a livello dell'Unione, criteri comuni e una procedura per la presentazione delle domande ai fini del rilascio di un certificato europeo di conformità etica, che potrà anche essere richiesto da qualsiasi sviluppatore, operatore o utente di tecnologie ritenute non ad alto rischio che desideri certificare la valutazione positiva della conformità da parte dell'autorità nazionale di controllo competente;

136. ritiene che tale certificato europeo di conformità etica incentiverebbe un approccio etico fin dalla progettazione lungo tutta la catena di approvvigionamento degli ecosistemi dell'intelligenza artificiale; osserva pertanto che tale certificazione potrebbe costituire, nel caso delle tecnologie ad alto rischio, un presupposto obbligatorio per l'ammissibilità alle procedure di appalto pubblico relative all'intelligenza artificiale, alla robotica e alle tecnologie correlate;

Cooperazione internazionale

137. è del parere che una cooperazione transfrontaliera e norme etiche efficaci possano essere raggiunte soltanto se tutte le parti interessate si impegneranno a garantire l'intervento e la supervisione umani, la solidità e la sicurezza tecnica, la trasparenza e la responsabilità, la diversità, la non discriminazione e l'equità, il benessere della società e dell'ambiente, e rispetteranno i principi stabiliti in materia di tutela della vita privata, governance dei dati e protezione dei dati, in particolare quelli sanciti dal regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio;

138. sottolinea che gli obblighi giuridici e i principi etici dell'Unione relativi allo sviluppo, alla diffusione e all'utilizzo delle tecnologie in questione potrebbero fare dell'Europa un leader mondiale nel campo dell'intelligenza artificiale e dovrebbero pertanto essere promossi su scala mondiale attraverso la cooperazione con i partner internazionali, proseguendo nel contempo il dialogo critico ed etico con i paesi terzi dotati di modelli alternativi di regolamentazione, sviluppo e diffusione dell'intelligenza artificiale;

139. ricorda che le opportunità e i rischi intrinseci a tali tecnologie hanno una dimensione globale, dato che i software e i dati utilizzati sono spesso importati nell'Unione europea ed esportati fuori da essa, e che è pertanto necessario un approccio di cooperazione coerente a livello internazionale; invita la Commissione a prendere l'iniziativa e valutare quali trattati e accordi bilaterali e multilaterali dovrebbero essere adattati al fine di garantire un approccio coerente e promuovere il modello europeo di conformità etica a livello mondiale;

140. pone l'accento sul valore aggiunto che il coordinamento a livello di Unione sopra menzionato apporterebbe anche in questo contesto;

141. chiede di creare sinergie e reti tra i vari centri europei di ricerca sull'IA e altri forum multilaterali, quali il Consiglio d'Europa, l'Organizzazione delle Nazioni unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO), l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE), l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e l'Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT), per armonizzare gli sforzi e coordinare meglio lo sviluppo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate;

142. sottolinea che l'Unione deve essere in prima linea nel sostenere gli sforzi multilaterali, nel quadro del gruppo di esperti governativi della Convenzione delle Nazioni Unite sulle armi convenzionali e negli altri consessi pertinenti, per discutere un quadro normativo internazionale efficace capace di garantire un controllo umano significativo sui sistemi d'arma autonomi al fine di padroneggiare tali tecnologie, stabilendo processi ben definiti e basati su parametri di riferimento e adottando una legislazione per il loro uso etico, in consultazione con le parti interessate del settore militare, dell'industria, delle autorità di contrasto, del mondo accademico e della società civile, per comprendere gli aspetti etici correlati e per mitigare i rischi intrinseci di tali tecnologie e impedirne l'impiego a fini dolosi;

143. riconosce il ruolo della NATO nel promuovere la sicurezza euro-atlantica e caldeggia una cooperazione in seno a tale organizzazione ai fini della definizione di norme comuni e dell'interoperabilità dei sistemi di IA nel settore della difesa; sottolinea che le relazioni transatlantiche sono importanti per preservare i valori condivisi e contrastare le minacce future ed emergenti;

144. sottolinea l'importanza dell'elaborazione di un codice etico di condotta che disciplini l'uso dei sistemi basati sull'IA e dotati di armi nelle operazioni militari e che sia simile al quadro normativo esistente che vieta l'impiego di armi chimiche e biologiche; è del parere che la Commissione dovrebbe procedere alla definizione di norme sull'uso in guerra dei sistemi d'arma basati sull'IA conformemente al diritto internazionale umanitario, e ritiene che l'Unione dovrebbe perseguire l'adozione di tali norme a livello internazionale; ritiene che l'Unione dovrebbe partecipare ai consessi internazionali della diplomazia dell'IA insieme ai partner animati dagli stessi principi, come il G7, il G20 e l'OCSE;

Considerazioni conclusive

145. conclude, alla luce delle summenzionate osservazioni sugli aspetti legati alla dimensione etica dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, che le dimensioni giuridica ed etica dovrebbero essere sancite in un quadro normativo efficace, lungimirante e globale a livello di Unione, sostenuto dalle autorità di controllo competenti, coordinato e rafforzato dalla Commissione e/o dalle istituzioni, dagli organi e dagli organismi competenti dell'Unione che potrebbero essere designati in tale contesto, regolarmente supportato dall'eventuale centro di competenze sopra menzionato e debitamente rispettato e certificato nel mercato interno;

146. chiede, in conformità della procedura di cui all'articolo 225 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che la Commissione presenti una proposta di regolamento sui principi etici relativi allo sviluppo, alla diffusione e all'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, a norma dell'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e sulla base delle raccomandazioni particolareggiate figuranti in allegato; sottolinea che la proposta non dovrebbe pregiudicare le normative settoriali, ma colmare unicamente le lacune individuate;

147. raccomanda alla Commissione, dopo essersi consultata con tutte le pertinenti parti interessate, di procedere a un riesame, ove necessario, del diritto dell'Unione applicabile all'intelligenza artificiale, alla robotica e alle tecnologie correlate al fine di affrontare il rapido sviluppo delle stesse in linea con le raccomandazioni figuranti in allegato, evitando un'eccessiva regolamentazione, anche per le PMI;

148. ritiene che una valutazione periodica e un riesame, ove necessario, del quadro normativo dell'Unione relativo all'intelligenza artificiale, alla robotica e alle tecnologie correlate saranno essenziali per assicurarsi che le norme applicabili siano al passo con i progressi tecnologici in rapida evoluzione;

149. ritiene che la proposta legislativa richiesta avrebbe incidenze finanziarie laddove a un eventuale organismo europeo incaricato delle mansioni di coordinamento sopra descritte venissero assegnate le risorse tecniche e umane necessarie all'assolvimento dei suoi nuovi compiti;

150. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione e le raccomandazioni particolareggiate figuranti in allegato alla Commissione e al Consiglio.

 

 

ALLEGATO ALLA PROPOSTA DI RISOLUZIONE: RACCOMANDAZIONI PARTICOLAREGGIATE CONCERNENTI IL CONTENUTO DELLA PROPOSTA RICHIESTA

 

A. PRINCIPI E OBIETTIVI DELLA PROPOSTA RICHIESTA

I. I principi e gli obiettivi principali della proposta richiesta sono:

˗  creare fiducia a tutti i livelli delle parti interessate e della società nei confronti dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, in particolare laddove queste siano considerate ad alto rischio;

˗  sostenere lo sviluppo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate nell'Unione, anche aiutando le aziende, le start-up e le piccole e medie imprese a valutare e affrontare con certezza i requisiti normativi e i rischi attuali e futuri durante il processo di innovazione e sviluppo aziendale e durante la successiva fase di utilizzo da parte di professionisti e individui privati, riducendo al minimo gli oneri amministrativi e gli adempimenti burocratici;

˗  sostenere la diffusione dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate nell'Unione fornendo un quadro normativo appropriato e proporzionato da applicare fatta salva la normativa settoriale vigente o futura, nell'ottica di incentivare la certezza normativa e l'innovazione, garantendo nel contempo la tutela dei diritti fondamentali e la protezione dei consumatori;

˗  sostenere l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate nell'Unione, garantendo che tali tecnologie siano sviluppate, diffuse e utilizzate in maniera conforme ai principi etici;

˗  chiedere trasparenza e migliori flussi di informazione tra i cittadini e all'interno delle organizzazioni che sviluppano, diffondono o utilizzano l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate, al fine di garantire che tali tecnologie siano conformi alla normativa, ai diritti fondamentali e ai valori dell'Unione nonché ai principi etici della proposta di regolamento richiesta.

II. La proposta si compone dei seguenti elementi:

˗  un "regolamento sui principi etici per lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate"; il ruolo di coordinamento a livello di Unione assicurato dalla Commissione e/o dalle istituzioni, dagli organi e dagli organismi competenti dell'Unione che potrebbero essere designati in tale contesto e una certificazione europea di conformità etica;

˗  il ruolo di sostegno della Commissione europea;

˗  il ruolo dell'"Autorità di controllo" in ciascuno Stato membro per garantire l'applicazione dei principi etici all'intelligenza artificiale, alla robotica e alle tecnologie correlate;

 

˗  il coinvolgimento e la consultazione dei pertinenti progetti di ricerca e sviluppo e dei soggetti interessati, incluse start-up, piccole e medie imprese, aziende, parti sociali e altri rappresentanti della società civile, nonché la fornitura di sostegno agli stessi;

˗  un allegato contenente un elenco esaustivo e cumulativo dei settori ad alto rischio così come degli usi e delle finalità ad alto rischio;

III. Il "regolamento sui principi etici per lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate" si basa sui principi seguenti:

˗  un'intelligenza artificiale, una robotica e tecnologie correlate antropocentriche, realizzate e controllate dall'uomo;

˗  una valutazione obbligatoria della conformità dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate ad alto rischio;

˗  sicurezza, trasparenza e responsabilità;

˗  garanzie e mezzi di ricorso contro le distorsioni e le discriminazioni;

˗  il diritto di ricorso;

˗  la responsabilità sociale e la parità di genere nell'ambito dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate;

˗  un'intelligenza artificiale, una robotica e tecnologie correlate sostenibili sul piano ambientale;

˗  il rispetto della vita privata e restrizioni all'utilizzo del riconoscimento biometrico;

˗  una buona governance in materia di intelligenza artificiale, robotica e tecnologie correlate, inclusi i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie.

IV. Ai fini del coordinamento a livello di Unione, la Commissione e/o le istituzioni, gli organi e gli organismi competenti dell'Unione che potrebbero essere designati in tale contesto dovrebbero svolgere i seguenti compiti principali:

˗  cooperare al monitoraggio dell'attuazione della proposta di regolamento richiesta e della pertinente normativa settoriale dell'Unione;

˗  cooperare per quanto riguarda la pubblicazione di orientamenti relativi all'applicazione coerente della proposta di regolamento richiesta, vale a dire l'applicazione dei criteri in base ai quali l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate vanno classificate ad alto rischio e l'elenco dei settori ad alto rischio e degli usi e delle finalità ad alto rischio di cui all'allegato del regolamento;

˗  cooperare con l'"Autorità di controllo" di ciascuno Stato membro per quanto riguarda l'elaborazione di un certificato europeo di conformità ai principi etici e agli obblighi giuridici stabiliti nella proposta di regolamento richiesta e nel pertinente diritto dell'Unione, nonché per quanto riguarda lo sviluppo di una procedura per la presentazione delle domande da parte di qualsiasi sviluppatore, operatore o utente di tecnologie ritenute non ad alto rischio che desideri certificarne la conformità alla proposta di regolamento richiesta;

˗  cooperare per quanto riguarda il sostegno alla cooperazione intersettoriale e transfrontaliera attraverso scambi regolari con le parti interessate e la società civile nell'UE e nel mondo, in particolare con le aziende, le parti sociali, i ricercatori e le autorità competenti, anche relativamente allo sviluppo di norme tecniche a livello internazionale;

˗  cooperare con l'"Autorità di controllo" di ciascuno Stato membro per definire orientamenti vincolanti sulla metodologia da seguire per la valutazione della conformità che ciascuna "Autorità di controllo" deve effettuare;

˗  cooperare per mantenere i contatti con l'"Autorità di controllo" di ciascuno Stato membro e coordinarne il mandato e i compiti;

˗  cooperare per sensibilizzare, fornire informazioni e avviare scambi di opinioni con sviluppatori, operatori e utenti in tutta l'Unione;

˗  cooperare per sensibilizzare, fornire informazioni, promuovere l'alfabetizzazione, la formazione e le competenze digitali e avviare scambi di opinioni con progettisti, sviluppatori, operatori, cittadini, utenti e organismi istituzionali in tutta l'Unione e a livello internazionale;

˗  cooperare per quanto concerne il coordinamento di un quadro comune per la governance dello sviluppo, della diffusione e dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, che dovrà essere attuato dall'"Autorità di controllo" di ciascuno Stato membro;

˗  cooperare per fungere da centro di competenze promuovendo lo scambio di informazioni e sostenendo lo sviluppo di un'intesa comune nel mercato unico;

˗  cooperare per ospitare un gruppo di lavoro sulla sicurezza e la difesa.

V. Inoltre, la Commissione dovrebbe svolgere i seguenti compiti:

˗  redigere e aggiornare successivamente, mediante atti delegati, un elenco comune delle tecnologie ad alto rischio individuate all'interno dell'Unione in cooperazione con l'"Autorità di controllo" di ciascuno Stato membro;

˗  aggiornare, mediante atti delegati, l'elenco contenuto nell'allegato del regolamento.

VI. L'"Autorità di controllo" di ciascuno Stato membro dovrebbe svolgere i seguenti compiti principali:

˗  contribuire all'applicazione coerente del quadro normativo stabilito nella proposta di regolamento richiesta in cooperazione con l'"Autorità di controllo" degli altri Stati membri, nonché con le altre autorità responsabili dell'attuazione della normativa settoriale, la Commissione e/o le istituzioni, gli organi e gli organismi competenti dell'Unione che potrebbero essere designati in tale contesto, in particolare per quanto riguarda l'applicazione dei criteri di valutazione del rischio previsti nella proposta di regolamento richiesta e dell'elenco dei settori ad alto rischio e degli usi e delle finalità ad alto rischio di cui al relativo allegato, nonché la conseguente vigilanza sull'attuazione delle misure opportune e necessarie laddove, grazie a tale applicazione, vengano individuate tecnologie ad alto rischio;

˗  valutare se l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, che sono sviluppate, diffuse o utilizza nell'Unione sono da ritenersi tecnologie ad alto rischio conformemente ai criteri di valutazione del rischio definiti nella proposta di regolamento richiesta e nell'elenco contenuto nel suo allegato;

˗  rilasciare un certificato europeo di conformità ai principi etici e agli obblighi giuridici stabiliti nella proposta di regolamento richiesta e nel pertinente diritto dell'Unione, anche a seguito di una procedura di domanda da parte di qualsiasi sviluppatore, operatore o utente di tecnologie ritenute non ad alto rischio che desideri certificarne la conformità alla proposta di regolamento richiesta, quale elaborata dalla Commissione e/o dalle istituzioni, dagli organi e dagli organismi competenti dell'Unione che potrebbero essere designati in tale contesto;

˗  valutare e monitorare la loro conformità ai principi etici e agli obblighi giuridici stabiliti nella proposta di regolamento richiesta e nel pertinente diritto dell'Unione;

˗  essere responsabile dell'elaborazione e dell'attuazione di norme di governance dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, tra l'altro instaurando e sostenendo un dialogo periodico con tutte le parti interessate e tutti i rappresentanti della società civile; cooperare, a tal fine, con la Commissione e/o le istituzioni, gli organi e gli organismi competenti dell'Unione che potrebbero essere designati in tale contesto per quanto concerne il coordinamento di un quadro comune a livello di Unione;

˗  sensibilizzare, fornire informazioni al pubblico sull'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate e sostenere la formazione delle professioni pertinenti, anche nel settore giudiziario, assicurando in tal modo ai cittadini e ai lavoratori l'alfabetizzazione digitale e fornendo loro le competenze e gli strumenti necessari per una transizione equa;

˗  fungere da primo punto di contatto in caso di sospetta violazione degli obblighi giuridici e dei principi etici stabiliti nella proposta di regolamento richiesta ed effettuare una valutazione della conformità in tali casi; nel contesto di tale valutazione della conformità, l'Autorità può consultare e/o informare le altre autorità competenti dell'Unione, in particolare la rete di cooperazione per la tutela dei consumatori, gli organismi nazionali per la tutela dei consumatori, le organizzazioni della società civile e le parti sociali.

VII. Il ruolo principale delle parti interessate dovrebbe consistere nel cooperare con la Commissione e/o le istituzioni, gli organi e gli organismi competenti dell'Unione che potrebbero essere designati in tale contesto e con l'"Autorità di controllo" di ciascuno Stato membro.

B. TESTO DELLA PROPOSTA LEGISLATIVA RICHIESTA

Proposta di

REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

sui principi etici per lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 114,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo,

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria,

considerando quanto segue:

(1) Lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, dovrebbero essere basati sulla volontà di servire la società. Dette tecnologie possono comportare opportunità e rischi, che dovrebbero essere affrontati e disciplinati da un quadro normativo globale a livello dell'Unione che rifletta i principi etici da rispettare dal momento dello sviluppo e della diffusione di tali tecnologie fino al loro utilizzo.

(2) La conformità a tale quadro normativo per quanto riguarda lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie nell'Unione, dovrebbe essere di un livello equivalente in tutti gli Stati membri, al fine di cogliere efficacemente le opportunità e affrontare in modo coerente i rischi di tali tecnologie nonché evitare la frammentazione normativa. È opportuno garantire l'applicazione omogenea delle norme stabilite nel presente regolamento in tutta l'Unione.

(3) In tale contesto, l'attuale diversità delle norme e delle prassi da seguire in tutta l'Unione comporta un rischio di frammentazione significativo del mercato unico così come un rischio per la protezione del benessere e della prosperità dei singoli e della società e per uno studio coerente del pieno potenziale che l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate hanno ai fini della promozione dell'innovazione e della tutela del benessere e della prosperità. Differenze nel grado di considerazione, da parte di sviluppatori, operatori e utenti, della dimensione etica intrinseca a tali tecnologie possono impedire che queste ultime siano liberamente sviluppate, diffuse o utilizzate all'interno dell'Unione e possono costituire un ostacolo alla parità di condizioni, al perseguimento del progresso tecnologico e all'esercizio di attività economiche a livello dell'Unione, distorcere la concorrenza e ostacolare le autorità nell'adempimento dei loro obblighi ai sensi del diritto dell'Unione. Inoltre, l'assenza di un quadro normativo comune, che rifletta i principi etici, per lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, determina incertezza giuridica per tutti i soggetti coinvolti, in particolare gli sviluppatori, gli operatori e gli utenti.

(4) Tuttavia, pur contribuendo a un approccio coerente a livello di Unione e nei limiti definiti, il presente regolamento dovrebbe lasciare agli Stati membri un margine per l'attuazione di provvedimenti, anche per quanto riguarda le modalità di esecuzione del mandato della rispettiva autorità nazionale di controllo in vista dell'obiettivo da perseguire quale stabilito nel presente regolamento.

(5) Il presente regolamento lascia impregiudicata la normativa settoriale vigente o futura. Esso dovrebbe essere proporzionato rispetto all'obiettivo perseguito, in modo da non ostacolare indebitamente l'innovazione nell'Unione ed essere conforme a un approccio basato sul rischio.

(6) L'ambito di applicazione geografico di tale quadro dovrebbe coprire tutti gli aspetti dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate durante tutte le fasi di sviluppo, diffusione e utilizzo nell'Unione, anche nei casi in cui una parte delle tecnologie possa essere situata al di fuori dell'Unione o non avere una sede unica o specifica, come nel caso dei servizi di cloud computing.

(7) È necessaria un'interpretazione comune nell'Unione di nozioni quali intelligenza artificiale, robotica, tecnologie correlate e riconoscimento biometrico, al fine di consentire un approccio normativo unificato, garantendo così certezza giuridica ai cittadini e alle imprese. Dovrebbero essere tecnologicamente neutre e soggette a riesame quando necessario.

(8) Inoltre, occorre tenere presente il fatto che esistono tecnologie correlate all'intelligenza artificiale e alla robotica che consentono al software di controllare processi fisici o virtuali con un grado variabile di autonomia[13]. A titolo di esempio, per la guida automatizzata dei veicoli, la norma J3016 di SAE International ha proposto sei livelli di automazione.

(9) Lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, dovrebbero integrare le capacità umane e non sostituirsi ad esse, ma anche garantire che la loro attuazione non sia in contrasto con l'interesse superiore dei cittadini e rispetti il diritto dell'Unione, i diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea ("la Carta"), la giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia dell'Unione europea e altri strumenti europei e internazionali vigenti nell'Unione.

(10) Le decisioni prese o influenzate dall'intelligenza artificiale, dalla robotica e dalle tecnologie correlate dovrebbero rimanere soggette a un riesame, una valutazione, un intervento e un controllo significativi da parte dell'uomo. La complessità tecnica e operativa di tali tecnologie non dovrebbe mai impedire all'operatore o all'utente di poter, come minimo, disattivarle in modo sicuro, alterare o arrestare le loro operazioni ovvero tornare a uno stato precedente per ripristinare funzionalità sicure nei casi in cui sia a rischio il rispetto del diritto dell'Unione, dei principi etici e degli obblighi giuridici stabiliti nel presente regolamento.

(11) È opportuno considerare ad alto rischio l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate il cui sviluppo, la cui diffusione e il cui utilizzo comportino un rischio significativo di causare lesioni o danni agli individui o alla società, in violazione dei diritti fondamentali e delle norme di sicurezza di cui al diritto dell'Unione. Al fine di valutare se tali tecnologie comportino un rischio simile, è auspicabile tenere conto del settore in cui sono sviluppate, diffuse o utilizzate, del loro uso o scopo specifico e della gravità della lesione o del danno che si potrebbe verificare. Il livello di gravità dovrebbe essere accertato sulla base dell'entità della lesione o del danno potenziale, del numero di persone interessate, del valore totale del pregiudizio causato e del danno inflitto alla società nel suo insieme. Le tipologie gravi di lesione e danno sono, a titolo di esempio, le violazioni dei diritti dei minori, dei consumatori o dei lavoratori che, a causa della loro portata, del numero di bambini, consumatori o lavoratori colpiti o del loro impatto sulla società nel suo complesso, comportano un rischio significativo di violazione dei diritti fondamentali e delle norme di sicurezza di cui al diritto dell'Unione. Il presente regolamento dovrebbe fornire un elenco esaustivo e cumulativo dei settori ad alto rischio e degli usi e delle finalità ad alto rischio.

(12) Gli obblighi stabiliti nel presente regolamento, in particolare quelli riguardanti le tecnologie ad alto rischio, dovrebbero applicarsi solo all'intelligenza artificiale, alla robotica e alle tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, che sono sviluppate, diffuse o utilizzate nell'Unione e che, a seguito della valutazione del rischio di cui al presente regolamento, sono considerate ad alto rischio. Tali obblighi devono essere rispettati fatto salvo l'obbligo generale secondo cui l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, devono essere sviluppate, diffuse e utilizzate nell'Unione in modo antropocentrico e sulla base dei principi dell'autonomia umana e della sicurezza umana, conformemente al diritto dell'Unione e nel pieno rispetto dei diritti fondamentali quali la dignità umana, il diritto alla libertà e alla sicurezza e il diritto all'integrità della persona.

(13) Le tecnologie ad alto rischio dovrebbero rispettare i principi di sicurezza, trasparenza, responsabilità, assenza di distorsioni e di discriminazioni, responsabilità sociale e parità di genere, diritto di ricorso, sostenibilità ambientale, tutela della vita privata e buona governance, a seguito di una valutazione del rischio imparziale, obiettiva ed esterna da parte dell'autorità nazionale di controllo conformemente ai criteri di cui al presente regolamento e all'elenco di cui al relativo allegato. Tale valutazione dovrebbe tenere conto delle opinioni e di eventuali autovalutazioni effettuate dallo sviluppatore o dall'operatore.

(14) La Commissione e/o le istituzioni, gli organi e gli organismi competenti dell'Unione che potrebbero essere designati a tal fine dovrebbero elaborare orientamenti di attuazione non vincolanti per gli sviluppatori, gli operatori e gli utenti sulla metodologia ai fini della conformità al presente regolamento. Nell'elaborazione di tali orientamenti, essi dovrebbero consultare le pertinenti parti interessate.

(15) È opportuno assicurare coerenza all'interno dell'Unione per quanto riguarda la valutazione del rischio di tali tecnologie, in particolare quando queste ultime sono valutate sia alla luce del presente regolamento sia in conformità di qualsiasi normativa settoriale applicabile. Di conseguenza, laddove a seguito della valutazione del rischio di cui al presente regolamento tali tecnologie risultino ad alto rischio, le autorità nazionali di controllo dovrebbero informare al riguardo le altre autorità che effettuano valutazioni del rischio in conformità di qualsiasi normativa settoriale.

(16) Per essere affidabili, l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate ad alto rischio, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, dovrebbero essere sviluppate, diffuse e utilizzate in modo sicuro, trasparente e responsabile, in conformità alle caratteristiche di sicurezza quali solidità, resilienza, sicurezza, precisione e individuazione degli errori, spiegabilità, interpretabilità, verificabilità, trasparenza e identificabilità, e in modo che sia possibile disattivare le funzionalità in questione ovvero tornare a uno stato precedente per ripristinare funzionalità sicure in caso di mancato rispetto di tali caratteristiche. La trasparenza dovrebbe essere garantita consentendo l'accesso da parte delle autorità pubbliche, ove strettamente necessario, alla tecnologia, ai dati e ai sistemi informatici alla base di tali tecnologie.

(17) Gli sviluppatori, gli operatori e gli utenti dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, in particolare quelle ad alto rischio, sono responsabili, a titoli diversi, del rispetto dei principi di sicurezza, trasparenza e responsabilità nella misura in cui partecipano alle tecnologie in questione, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie. Gli sviluppatori dovrebbero garantire che le tecnologie in questione siano progettate e costruite in linea con le caratteristiche di sicurezza di cui al presente regolamento, mentre gli operatori e gli utenti dovrebbero diffondere e utilizzare le tecnologie in questione nel pieno rispetto di tali caratteristiche. A tal fine, gli sviluppatori di tecnologie ad alto rischio dovrebbero valutare e prevedere i rischi di abuso che ci si può ragionevolmente attendere riguardo alle tecnologie da essi sviluppate. Essi devono inoltre garantire che i sistemi sviluppati indichino, per quanto possibile e attraverso mezzi adeguati, quali messaggi di esclusione di responsabilità, la probabilità di errori o imprecisioni.

(18) Gli sviluppatori e gli operatori dovrebbero mettere a disposizione degli utenti qualsiasi successivo aggiornamento delle tecnologie in questione, in particolare in termini di software, secondo quanto stabilito dal contratto o sancito dalla normativa nazionale o dell'Unione. Inoltre, qualora la valutazione del rischio dia indicazioni in tal senso, gli sviluppatori e gli operatori dovrebbero fornire alle autorità pubbliche la documentazione pertinente sull'uso delle tecnologie in questione e le istruzioni di sicurezza al riguardo, compresi, ove strettamente necessario e nel pieno rispetto del diritto dell'Unione in materia di protezione dei dati, tutela della vita privata e diritti di proprietà intellettuale e segreti commerciali, il codice sorgente, gli strumenti di sviluppo e i dati utilizzati dal sistema.

(19) Gli individui hanno il diritto di attendersi che la tecnologia utilizzata funzioni in modo ragionevole e rispetti la loro fiducia. La fiducia che i cittadini ripongono nell'intelligenza artificiale, nella robotica e nelle tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, dipende dalla comprensione e dalla conoscenza dei processi tecnici. Il grado di spiegabilità di tali processi dovrebbe dipendere dal contesto di tali processi tecnici e dalla gravità delle conseguenze di un risultato errato o impreciso, e deve essere sufficiente per poterli impugnare e chiedere un risarcimento. La verificabilità, la tracciabilità e la trasparenza dovrebbero sopperire all'eventuale inintelligibilità di tali tecnologie.

(20) La fiducia della società nell'intelligenza artificiale, nella robotica e nelle tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, dipende dal grado di valutazione, verificabilità e tracciabilità consentito per le tecnologie in questione. Laddove la misura della loro partecipazione lo richieda, gli sviluppatori dovrebbero garantire che tali tecnologie siano concepite e costruite in modo tale da consentire tale valutazione, verifica e tracciabilità. Nei limiti di quanto tecnicamente possibile, gli sviluppatori, gli operatori e gli utenti dovrebbero garantire che l'intelligenza artificiale, la robotica le tecnologie correlate siano diffuse e utilizzate nel pieno rispetto dei requisiti di trasparenza e in modo da consentirne la verifica e la tracciabilità.

(21) Per assicurare trasparenza e responsabilità, i cittadini dovrebbero essere informati quando un sistema utilizza l'intelligenza artificiale, quando i sistemi di intelligenza artificiale personalizzano un prodotto o un servizio per i loro utenti e sussiste la possibilità di disattivare o limitare tale personalizzazione e quando un sistema si avvale di un processo decisionale automatizzato. Inoltre, le misure di trasparenza dovrebbero essere accompagnate, ove tecnicamente possibile, da spiegazioni chiare e comprensibili in merito ai dati utilizzati, all'algoritmo, al suo scopo, ai suoi risultati e ai suoi potenziali pericoli.

(22) Le distorsioni contenute nei software, negli algoritmi e nei dati e le discriminazioni da essi create sono illecite e dovrebbero essere affrontate disciplinando i processi mediante i quali essi sono progettati e diffusi. Le distorsioni possono derivare sia da decisioni influenzate o prese da un sistema automatizzato sia dagli insiemi di dati utilizzati per addestrare il sistema o su cui la decisione si basa.

(23) I software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti dall'intelligenza artificiale, dalla robotica e dalle tecnologie correlate dovrebbero essere considerati distorti se, per esempio, mostrano risultati non ottimali in relazione a qualsiasi persona o gruppo di persone, sulla base di una percezione inficiata da pregiudizio personale o sociale e del successivo trattamento dei dati relativi alle loro caratteristiche.

(24) In linea con il diritto dell'Unione, i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti dall'intelligenza artificiale, dalla robotica e dalle tecnologie correlate dovrebbero essere considerati discriminatori se producono risultati capaci di avere effetti negativi sproporzionati o di provocare differenze di trattamento di una persona o un gruppo di persone, anche ponendoli in una situazione di svantaggio rispetto ad altri, in base a motivi quali le caratteristiche personali, senza una giustificazione oggettiva o ragionevole e indipendentemente da eventuali rivendicazioni di neutralità delle tecnologie.

(25) In linea con il diritto dell'Unione, le finalità legittime che, in virtù del presente regolamento, potrebbero essere considerate tali da giustificare oggettivamente qualsiasi disparità di trattamento tra persone o gruppi di persone sono: la tutela della sicurezza pubblica, dell'incolumità pubblica e della salute pubblica, la prevenzione dei reati, la protezione dei diritti e delle libertà fondamentali, una rappresentanza equa e requisiti obiettivi per l'esercizio di un'attività professionale.

(26) L'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, dovrebbero contribuire a un progresso sostenibile. Tali tecnologie non dovrebbero essere in contrasto con l'obiettivo della salvaguardia dell'ambiente o della transizione verde. Esse possono svolgere un ruolo importante nel conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite nell'ottica di consentire alle generazioni future di prosperare. Tali tecnologie possono contribuire al monitoraggio di progressi adeguati sulla base di indicatori di sostenibilità e coesione sociale nonché utilizzando strumenti di ricerca e innovazione responsabili, che richiedono la mobilitazione di risorse da parte dell'Unione e dei suoi Stati membri per sostenere e investire in progetti volti a conseguire tali obiettivi.

(27) Lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, non dovrebbero in nessun caso provocare intenzionalmente o accettare fin dalla progettazione lesioni o danni di alcun tipo agli individui o alla società. Di conseguenza, le tecnologie ad alto rischio dovrebbero essere sviluppate, diffuse e utilizzate in modo socialmente responsabile.

(28) Pertanto, gli sviluppatori, gli operatori e gli utenti dovrebbero essere ritenuti responsabili, nella misura della loro partecipazione all'intelligenza artificiale, alla robotica e alle tecnologie correlate in questione e conformemente alle norme dell'Unione e nazionali sulla responsabilità, per qualsiasi lesione o danno inflitto agli individui o alla società.

(29) In particolare, gli sviluppatori che adottano decisioni che determinano e controllano il corso o le modalità di sviluppo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, nonché gli operatori che partecipano alla loro diffusione adottando decisioni in merito a tale diffusione ed esercitando il controllo sui rischi associati o traendo vantaggio da tale diffusione, con una funzione di controllo o di gestione, dovrebbero essere generalmente considerati responsabili per evitare il verificarsi di tali lesioni o danni, rispettivamente adottando misure adeguate durante il processo di sviluppo e rispettando appieno tali misure durante la fase di diffusione.

(30) Un'intelligenza artificiale, una robotica e tecnologie correlate improntate alla responsabilità sociale, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, possono essere definiti come tecnologie capaci di contribuire a trovare soluzioni che tutelano e promuovono diverse finalità concernenti la società, in particolare la democrazia, la salute e la prosperità economica, la parità di opportunità, i diritti sociali e dei lavoratori, la pluralità e l'indipendenza dei media e l'obiettività e la disponibilità delle informazioni, che consentono un dibattito pubblico, la qualità dell'istruzione, la diversità culturale e linguistica, l'equilibrio di genere, l'alfabetizzazione digitale, l'innovazione e la creatività. In tale categoria rientrano anche le tecnologie sviluppate, diffuse e utilizzate tenendo nel debito conto il loro impatto finale sul benessere fisico e mentale dei cittadini, nonché quelle che non promuovono l'incitamento all'odio o la violenza. Tali finalità dovrebbero essere conseguite in particolare mediante tecnologie ad alto rischio.

(31) L'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate dovrebbero essere sviluppate, diffuse e utilizzate anche al fine di sostenere l'inclusione sociale, la democrazia, la pluralità, la solidarietà, l'equità, l'uguaglianza e la cooperazione, e il loro potenziale in tale contesto dovrebbe essere massimizzato e studiato attraverso progetti di ricerca e innovazione. L'Unione e i suoi Stati membri dovrebbero pertanto mobilitare le rispettive risorse finanziarie, amministrative e di comunicazione al fine di sostenere tali progetti e investire in questi ultimi.

(32) I progetti relativi alle potenzialità dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate di affrontare la questione del benessere sociale dovrebbero essere realizzati sulla base di strumenti di ricerca e innovazione responsabili, al fine di garantire fin dall'inizio il rispetto dei principi etici da parte di tali progetti.

(33) Lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, dovrebbero tenere in considerazione la loro impronta ambientale. In linea con gli obblighi stabiliti dal diritto dell'Unione applicabile, tali tecnologie non dovrebbero causare danni all'ambiente durante il loro ciclo di vita e lungo l'intera catena di approvvigionamento e dovrebbero essere sviluppate, diffuse e utilizzate in modo da preservare l'ambiente, attenuare e correggere la loro impronta ambientale, contribuire alla transizione verde e sostenere il conseguimento degli obiettivi di neutralità climatica e di economia circolare.

(34) Ai fini del presente regolamento, gli sviluppatori, gli operatori e gli utenti dovrebbero essere ritenuti responsabili, nella misura della loro rispettiva partecipazione allo sviluppo, alla diffusione o all'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate considerate ad alto rischio, per qualsiasi danno causato all'ambiente, conformemente alle norme applicabili in materia di responsabilità ambientale.

(35) Tali tecnologie dovrebbero essere sviluppate, diffuse e utilizzate anche al fine di sostenere il conseguimento degli obiettivi ambientali in linea con gli obblighi stabiliti dal diritto dell'Unione applicabile, quali la riduzione della produzione di rifiuti, la diminuzione dell'impronta di carbonio, la lotta al cambiamento climatico e la salvaguardia dell'ambiente, e il loro potenziale in tale contesto dovrebbe essere massimizzato e studiato attraverso progetti di ricerca e innovazione. L'Unione e gli Stati membri dovrebbero pertanto mobilitare le rispettive risorse finanziarie, amministrative e di comunicazione al fine di sostenere tali progetti e investire in questi ultimi.

(36) I progetti relativi alle potenzialità dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate di affrontare le questioni ambientali dovrebbero essere realizzati sulla base di strumenti di ricerca e innovazione responsabili, al fine di garantire fin dall'inizio il rispetto dei principi etici da parte di tali progetti.

(37) L'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, che sono sviluppate, diffuse o utilizzate nell'Unione dovrebbero rispettare appieno i diritti dei cittadini alla tutela della vita privata e dei dati personali. In particolare, il loro sviluppo, la loro diffusione e il loro utilizzo dovrebbero essere conformi con il regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio[14] e la direttiva 2002/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio[15].

(38) Nello specifico, i limiti etici dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, dovrebbero essere tenuti in debita considerazione in sede di utilizzo di tecnologie di riconoscimento a distanza, quali il riconoscimento di elementi biometrici, segnatamente il riconoscimento facciale, ai fini dell'identificazione automatica degli individui. Laddove tali tecnologie siano utilizzate dalle autorità pubbliche per motivi di interesse pubblico rilevante, vale a dire per garantire la sicurezza delle persone e affrontare emergenze nazionali, e non per garantire la sicurezza delle proprietà, l'uso dovrebbe sempre essere divulgato, proporzionato, mirato e limitato a obiettivi specifici e limitato nel tempo conformemente al diritto dell'Unione e nel debito rispetto della dignità e dell'autonomia umana e dei diritti fondamentali sanciti dalla Carta. I criteri e i limiti di tale utilizzo dovrebbero essere soggetti a controllo giurisdizionale e sottoposti a un controllo e a un dibattito democratici che coinvolgano la società civile.

(39) Una governance basata su norme pertinenti migliora la sicurezza e promuove l'aumento della fiducia dei cittadini nello sviluppo, nella diffusione e nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie.

(40) Prima di diffondere tecnologie ad alto rischio che sostengono decisioni adottate nel settore pubblico e che hanno un impatto diretto e significativo sui diritti e i doveri dei cittadini, le autorità pubbliche dovrebbero condurre valutazioni d'impatto in materia di diritti fondamentali.

(41) Tra le norme pertinenti vigenti in materia di governance figurano, ad esempio, gli "Orientamenti etici per un'IA affidabile" elaborati dal gruppo di esperti ad alto livello sull'intelligenza artificiale istituito dalla Commissione, e altre norme tecniche, come quelle adottate, a livello europeo, dal Comitato europeo di normazione (CEN), dal Comitato europeo di normalizzazione elettrotecnica (Cenelec) e dall'Istituto europeo per le norme di telecomunicazione (ETSI) e, a livello internazionale, dall'Organizzazione internazionale per la normazione (ISO) e dall'Istituto degli ingegneri elettronici ed elettrotecnici (IEEE).

(42) La condivisione e l'utilizzo di dati da parte di più partecipanti sono questioni sensibili e pertanto lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate dovrebbero essere disciplinati da regole, norme e protocolli pertinenti che rispecchino i requisiti di qualità, integrità, sicurezza, affidabilità, tutela della vita privata e controllo. La strategia di governance dei dati dovrebbe concentrarsi sul trattamento e la condivisione dei dati e l'accesso a questi ultimi, incluse una loro corretta gestione, verificabilità e tracciabilità, e garantire una protezione adeguata dei dati appartenenti a gruppi vulnerabili, tra cui le persone con disabilità, i pazienti, i bambini, le minoranze e i migranti o altri gruppi a rischio di esclusione. Inoltre, gli sviluppatori, gli operatori e gli utenti dovrebbero, ove opportuno, poter contare su indicatori chiave di prestazione nella valutazione dei set di dati che utilizzano, al fine di migliorare l'affidabilità delle tecnologie che sviluppano, diffondono e utilizzano.

(43) Gli Stati membri dovrebbero nominare un'autorità amministrativa indipendente che funga da autorità di controllo. In particolare, ciascuna autorità nazionale di controllo dovrebbe essere responsabile di individuare l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate considerate ad alto rischio alla luce dei criteri di valutazione del rischio previsti dal presente regolamento, nonché di valutare e monitorare la conformità di tali tecnologie agli obblighi di cui al presente regolamento.

(44) Ciascuna autorità nazionale di controllo dovrebbe inoltre essere responsabile della buona governance di tali tecnologie, con il coordinamento della Commissione e/o delle istituzioni, degli organi o degli organismi competenti dell'Unione che possono essere designati a tal fine. Esse hanno pertanto un ruolo importante da svolgere nel promuovere la fiducia e la sicurezza dei cittadini dell'Unione nonché nel conseguire una società democratica, pluralista ed equa.

(45) Al fine di valutare le tecnologie ad alto rischio ai sensi del presente regolamento e di monitorare la loro conformità a quest'ultimo, le autorità nazionali di controllo dovrebbero, ove opportuno, cooperare con le autorità responsabili della valutazione e del monitoraggio di tali tecnologie e della verifica della loro conformità alla legislazione settoriale.

(46) Le autorità nazionali di controllo dovrebbero instaurare una cooperazione sostanziale e regolare tra di loro nonché con la Commissione europea e con altre istituzioni e altri organi e organismi dell'Unione competenti, al fine di garantire un'azione transfrontaliera coerente e consentire uno sviluppo, una diffusione e un utilizzo coerenti di tali tecnologie all'interno dell'Unione, nel rispetto dei principi etici e degli obblighi giuridici stabiliti nel presente regolamento.

(47) Nel contesto di tale cooperazione e al fine di conseguire la piena armonizzazione a livello dell'Unione, le autorità nazionali di controllo dovrebbero assistere la Commissione nell'elaborazione di un elenco comune ed esaustivo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate ad alto rischio, in linea con i criteri previsti nel presente regolamento e nel relativo allegato. È inoltre opportuno sviluppare una procedura per il rilascio di un certificato europeo di conformità etica, inclusa una procedura per la presentazione volontaria delle domande destinata agli sviluppatori, agli operatori o agli utenti di tecnologie considerate non ad alto rischio che desiderino certificare la propria conformità al presente regolamento.

(48) Le autorità nazionali di controllo dovrebbero garantire l'incontro del massimo numero di parti interessate, tra cui industria, imprese, parti sociali, ricercatori, consumatori e organizzazioni della società civile, e mettere a disposizione un forum pluralistico per la riflessione e lo scambio di opinioni al fine di conseguire conclusioni comprensibili e accurate volte a fungere da guida per la regolamentazione della governance.

(49) Le autorità nazionali di controllo dovrebbero garantire l'incontro del massimo numero di parti interessate, tra cui industria, imprese, parti sociali, ricercatori, consumatori e organizzazioni della società civile, e mettere a disposizione un forum pluralistico per la riflessione e lo scambio di opinioni, al fine di agevolare la cooperazione e la collaborazione fra le parti interessate, in particolare singoli esperti ed esponenti del mondo accademico, della ricerca, dell'industria e della società civile, e di conseguire conclusioni comprensibili e accurate volte a fungere da guida per la regolamentazione della governance.

(50) Inoltre, tali autorità nazionali di controllo dovrebbero fornire orientamenti professionali e amministrativi e sostegno agli sviluppatori, agli operatori e agli utenti, in particolare alle piccole e medie imprese o alle start-up, che incontrano difficoltà nel conformarsi ai principi etici e agli obblighi giuridici stabiliti nel presente regolamento.

(51) La Commissione e/o le istituzioni, gli organi e gli organismi competenti dell'Unione che possono essere designati a tal fine dovrebbero stabilire linee guida vincolanti sulla metodologia utilizzata dalle autorità nazionali di controllo nello svolgimento della loro valutazione della conformità.

(52) La denuncia di irregolarità porta all'attenzione delle autorità violazioni potenziali e reali del diritto dell'Unione, al fine di prevenire lesioni, danni o pregiudizi che altrimenti si verificherebbero. Inoltre, le procedure di notifica migliorano il flusso di informazioni all'interno delle imprese e delle organizzazioni, attenuando così il rischio di sviluppare prodotti o servizi difettosi o errati. Le imprese e le organizzazioni che sviluppano, diffondono o utilizzano l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate, compresi i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, dovrebbero istituire canali di segnalazione e coloro che segnalano le violazioni dovrebbero essere protetti contro ritorsioni.

(53) Il rapido sviluppo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, nonché dell'apprendimento tecnico automatico, dei processi di ragionamento e delle altre tecnologie alla base di tale sviluppo è imprevedibile. È pertanto opportuno e necessario istituire un meccanismo di riesame in base al quale, oltre alla relazione sull'applicazione del regolamento, la Commissione presenti periodicamente una relazione concernente l'eventuale modifica dell'ambito di applicazione del presente regolamento.

(54) Poiché l'obiettivo del presente regolamento, vale a dire l'istituzione di un quadro normativo comune di principi etici e obblighi giuridici per lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate nell'Unione, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri ma può, a motivo della sua portata e dei suoi effetti, essere conseguito meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

(55) Il coordinamento a livello di Unione di cui al presente regolamento sarebbe conseguito al meglio dalla Commissione e/o dalle istituzioni, dagli organi e dagli organismi competenti dell'Unione che possono essere designati in tale contesto nell'ottica di evitare la frammentazione e garantire l'applicazione coerente del presente regolamento. La Commissione dovrebbe pertanto essere incaricata di trovare una soluzione appropriata per strutturare tale coordinamento a livello di Unione al fine di coordinare i mandati e le azioni delle autorità nazionali di controllo in ciascuno Stato membro, segnatamente valutando il rischio dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, istituendo un quadro comune per la governance in relazione allo sviluppo, alla diffusione e all'utilizzo di tali tecnologie, elaborando e rilasciando un certificato di conformità ai principi etici e agli obblighi giuridici di cui al presente regolamento, favorendo scambi regolari con le parti interessate e la società civile e creando un centro di competenze che riunisca singoli esperti ed esponenti del mondo accademico, della ricerca e dell'industria per favorire lo scambio di conoscenze e competenze tecniche, nonché promuovendo l'approccio dell'Unione attraverso la cooperazione internazionale e garantendo una risposta coerente in tutto il mondo per quanto riguarda le opportunità e i rischi inerenti a tali tecnologie.

 

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

 

Capo I

Disposizioni generali

Articolo 1

Finalità

 

Finalità del presente regolamento è istituire un quadro normativo dell'Unione di principi etici e obblighi giuridici per lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate nell'Unione che sia completo e adeguato alle esigenze future.

Articolo 2

Ambito di applicazione

 

Il presente regolamento si applica all'intelligenza artificiale, alla robotica e alle tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, sviluppati, diffusi o utilizzati nell'Unione.

Articolo 3

Ambito di applicazione geografico

Il presente regolamento si applica all'intelligenza artificiale, alla robotica e alle tecnologie correlate quando ogni parte di esse è sviluppata, diffusa o utilizzata nell'Unione, indipendentemente dal fatto che i software, gli algoritmi o i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie siano situati al di fuori dell'Unione o non abbiano una specifica ubicazione geografica.

Articolo 4

Definizioni

Ai fini del presente regolamento si intende per:

a) "intelligenza artificiale", un sistema basato su software o integrato in dispositivi hardware che mostra un comportamento intelligente, tra l'altro raccogliendo e trattando dati, analizzando e interpretando il proprio ambiente e compiendo azioni, con un certo grado di autonomia, per raggiungere specifici obiettivi[16];

b) "autonomia", un sistema basato sull'intelligenza artificiale che opera interpretando determinati dati forniti e utilizzando una serie di istruzioni predeterminate, senza essere limitato a tali istruzioni, nonostante il comportamento del sistema sia legato e volto al conseguimento dell'obiettivo impartito e ad altre scelte operate dallo sviluppatore in sede di progettazione;

c) "robotica", tecnologie che consentono a macchine governate automaticamente, riprogrammabili e multiscopo[17] di eseguire azioni nel modo fisico tradizionalmente svolte o avviate da esseri umani, anche ricorrendo a intelligenza artificiale o tecnologie correlate;

d) "tecnologie correlate", tecnologie che consentono al software di controllare, con un grado di autonomia parziale o integrale, un processo fisico o virtuale, tecnologie in grado di rilevare dati biometrici, genetici o di altro tipo e tecnologie che copiano o altrimenti utilizzano caratteristiche umane;

e) "ad alto rischio", rischio significativo associato allo sviluppo, alla diffusione e all'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate di causare lesioni o danni a individui o società in violazione delle norme in materia di diritti fondamentali e sicurezza stabilite dal diritto dell'Unione, in considerazione del loro utilizzo o della loro finalità specifici, del settore nel quale sono sviluppate, diffuse o utilizzate e della gravità della lesione o del danno che ci si può attendere;

f) "sviluppo", la costruzione e la progettazione di algoritmi, la redazione e la progettazione di software o la raccolta, la conservazione e la gestione di dati allo scopo di creare o addestrare l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate, o al fine di creare una nuova applicazione per l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate esistenti;

g) "sviluppatore", la persona fisica o giuridica che prende decisioni volte a determinare e controllare la direzione o la modalità di sviluppo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate;

h) "diffusione", l'esercizio e la gestione dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, nonché la loro immissione sul mercato o altra modalità di messa a disposizione degli utenti;

i) "operatore", la persona fisica o giuridica che partecipa alla diffusione specifica dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate con una funzione di controllo o di gestione, adottando decisioni, esercitando il controllo sul rischio e beneficiando di tale diffusione;

j) "utilizzo", ogni azione relativa all'intelligenza artificiale, alla robotica e alle tecnologie correlate, diversa dallo sviluppo o dalla diffusione;

k) "utente", la persona fisica o giuridica che utilizza l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate per finalità diverse dallo sviluppo o dalla diffusione;

l) "distorsione", la percezione di una persona o di un gruppo di persone, inficiata da pregiudizio personale o sociale sulla base delle loro caratteristiche personali;

m) "discriminazione", qualsiasi trattamento differenziato di una persona o di un gruppo di persone per un motivo privo di giustificazione obiettiva o ragionevole e, pertanto, vietato dal diritto dell'Unione;

n) "lesione o danno", lesioni fisiche o mentali e danni materiali o immateriali, anche se causati da incitamento all'odio, distorsione, discriminazione o stigmatizzazione, quali perdite economiche o finanziarie, perdite di opportunità di lavoro o di istruzione, indebite restrizioni della libertà di scelta o di espressione o perdite in termini di riservatezza, e qualsivoglia violazione del diritto dell'Unione che arrechi pregiudizio a una persona;

o) "buona governance", il modo di garantire che gli adeguati e ragionevoli standard e protocolli di comportamento siano adottati e osservati da sviluppatori, operatori e utenti, sulla base di un insieme formale di norme, procedure e valori, e che consenta loro di trattare in modo appropriato le questioni etiche nel momento in cui si presentano o prima che emergano.

Articolo 5

Principi etici dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate

1. L'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, sono sviluppate, diffuse e utilizzate nell'Unione in conformità del diritto dell'Unione e nel pieno rispetto della dignità, dell'autonomia e della sicurezza umane e degli altri diritti fondamentali sanciti dalla Carta.

2. Qualsiasi trattamento di dati personali nell'ambito dello sviluppo, della diffusione e dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, compresi i dati personali ottenuti da dati non personali e dati biometrici, è effettuato in conformità del regolamento (UE) 2016/679 e della direttiva 2002/58/CE.

3. L'Unione e i suoi Stati membri incoraggiano progetti di ricerca volti a fornire soluzioni basate sull'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate che mirino a promuovere l'inclusione sociale, la democrazia, la pluralità, la solidarietà, l'equità, l'uguaglianza e la cooperazione.

Capo II:

Obblighi per le tecnologie ad alto rischio

Articolo 6

Obblighi per le tecnologie ad alto rischio

1. Le disposizioni del presente capo si applicano esclusivamente all'intelligenza artificiale, alla robotica e alle tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, sviluppate, diffuse o utilizzate nell'Unione, che sono considerate ad alto rischio.

 

2. L'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate ad alto rischio, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, sono sviluppate, diffuse e utilizzate in modo da garantire che non siano violati i principi etici stabiliti dal presente regolamento.

Articolo 7

Intelligenza artificiale antropocentrica e antropogenica

1. Le tecnologie dell'intelligenza artificiale ad alto rischio, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, sono sviluppate, diffuse e utilizzate in modo da garantire il pieno controllo umano in qualsiasi momento.

2. Le tecnologie di cui al paragrafo 1 sono sviluppate, diffuse e utilizzate in modo da consentire, ove necessario, la ripresa del pieno controllo umano, anche mediante la loro alterazione o disattivazione.

 

Articolo 8

Sicurezza, trasparenza e responsabilità

1. L'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate ad alto rischio, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, sono sviluppate, diffuse e utilizzate in modo da garantire che siano:

 a) sviluppate, diffuse e utilizzate in modo resiliente, così da assicurare un livello adeguato di sicurezza, rispettando parametri minimi in materia di cibersicurezza proporzionati al rischio individuato, e da impedire che eventuali vulnerabilità tecniche siano sfruttate a fini dolosi o illeciti;

b) sviluppate, diffuse e utilizzate in modo sicuro, così da assicurare l'esistenza di garanzie che prevedano un piano e un'azione di ripiego in caso di rischio per la sicurezza;

c) sviluppate, diffuse e utilizzate in modo tale da garantire prestazioni affidabili, in linea con le ragionevoli aspettative dell'utente, per quanto riguarda il conseguimento degli obiettivi e lo svolgimento delle attività per cui sono state concepite, assicurando tra l'altro che tutte le operazioni siano riproducibili;

d) sviluppate, diffuse e utilizzate in modo da garantire che gli obiettivi e le attività delle specifiche tecnologie siano realizzati con precisione; laddove non sia possibile evitare inesattezze occasionali, il sistema segnala agli operatori e agli utenti, per quanto possibile e attraverso mezzi adeguati, la probabilità che si verifichino errori e inesattezze;

e) sviluppate, diffuse e utilizzate in modo facile da spiegare, così da garantire che i processi tecnici delle tecnologie possano essere riesaminati;

f) sviluppate, diffuse e utilizzate in modo tale da informare gli utenti del fatto che essi interagiscono con sistemi di intelligenza artificiale, riferendo debitamente e in maniera esaustiva le capacità, l'accuratezza e le limitazioni di tali sistemi agli sviluppatori, agli operatori e agli utenti dell'intelligenza artificiale;

g) sviluppate, diffuse e utilizzate in modo da consentire, in caso di non conformità alle caratteristiche di sicurezza di cui alle lettere da a) a g), conformemente all'articolo 6, di disattivare temporaneamente le funzionalità in questione e di ripristinare uno stato precedente che ristabilisca funzionalità sicure. 

2. Conformemente all'articolo 6, paragrafo 1, le tecnologie di cui al paragrafo 1, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, sono sviluppate, diffuse e utilizzate in modo trasparente e tracciabile affinché i loro elementi, i loro processi e le loro fasi siano documentati secondo i più elevati standard possibili e applicabili, e affinché sia possibile per le autorità nazionali di controllo di cui all'articolo 14 valutare la conformità di tali tecnologie agli obblighi stabiliti nel presente regolamento. In particolare, gli sviluppatori, gli operatori o gli utenti di tali tecnologie sono responsabili della conformità alle caratteristiche di sicurezza di cui al paragrafo 1 e sono in grado di dimostrarla.

3. Lo sviluppatore, l'operatore o l'utente delle tecnologie di cui al paragrafo 1 provvede affinché le misure adottate per garantire la conformità alle caratteristiche di sicurezza di cui al paragrafo 1 possano essere verificate dalle autorità nazionali di controllo di cui all'articolo 14 o, se del caso, da altri organismi di controllo settoriali a livello nazionale o europeo.

Articolo 9

Assenza di distorsioni e di discriminazioni

 

1. I software, gli algoritmi o i dati utilizzati o prodotti dall'intelligenza artificiale, dalla robotica e dalle tecnologie correlate ad alto rischio sviluppate, diffuse o utilizzate nell'Unione sono imparziali e, fatto salvo il paragrafo 3, non operano discriminazioni in base a motivi quali razza, genere, orientamento sessuale, gravidanza, disabilità, caratteristiche fisiche o genetiche, età, minoranza nazionale, origine etnica o sociale, lingua, religione o convinzioni personali, opinioni politiche o partecipazione civica, cittadinanza, status civile o economico, istruzione o precedenti penali.

 

2. In deroga ai paragrafi 1 e 2, e fatto salvo il diritto dell'Unione in materia di discriminazioni illecite, una disparità di trattamento tra persone o gruppi di persone può essere giustificata solo qualora sussista una finalità obiettiva, ragionevole e legittima che sia al contempo proporzionata e necessaria, nella misura in cui non esista alcuna alternativa che incida in minor misura sul principio della parità di trattamento.

Articolo 10

Responsabilità sociale e parità di genere

L'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate ad alto rischio, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, sviluppate, diffuse e utilizzate nell'Unione sono sviluppate, diffuse e utilizzate in conformità del diritto, dei principi e dei valori pertinenti dell'Unione, in modo tale che non interferiscano nelle elezioni né contribuiscano alla divulgazione di disinformazione, rispettino i diritti dei lavoratori, promuovano un'istruzione di qualità e l'alfabetizzazione digitale, non accrescano il divario di genere creando ostacoli alle pari opportunità per tutti e non violino i diritti di proprietà intellettuale né alcuna limitazione o restrizione in tal senso.

Articolo 11

Sostenibilità ambientale

L'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate ad alto rischio, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, sono valutate per quanto riguarda la loro sostenibilità ambientale dalle autorità nazionali di controllo di cui all'articolo 14 o, se del caso, da altri organismi di controllo settoriali a livello nazionale o europeo, assicurando l'introduzione di misure volte ad attenuare il loro impatto generale in termini di risorse naturali, consumo energetico, produzione di rifiuti, impronta di carbonio, emergenza legata ai cambiamenti climatici e degrado ambientale, come pure a porvi rimedio, al fine di garantire la conformità al diritto nazionale o dell'Unione applicabile nonché a qualsiasi altro impegno in materia ambientale assunto dall'Unione a livello internazionale.

Articolo 12

Rispetto della vita privata e protezione dei dati personali

L'uso e la raccolta di dati biometrici a scopo di identificazione a distanza nei luoghi pubblici, come il riconoscimento biometrico o facciale, comportano rischi specifici per i diritti fondamentali e sono diffusi o utilizzati solo dalle autorità pubbliche degli Stati membri per finalità di interesse pubblico rilevante. Dette autorità garantiscono che tale diffusione o utilizzo siano comunicati al pubblico, proporzionati, mirati e limitati a obiettivi e a un luogo specifici nonché limitati nel tempo, in conformità del diritto dell'Unione e nazionale, in particolare del regolamento (UE) 2016/679 e della direttiva 2002/58/CE, e nel debito rispetto della dignità e dell'autonomia umane e dei diritti fondamentali sanciti dalla Carta, segnatamente il diritto al rispetto della vita privata e alla protezione dei dati personali.

 

Articolo 13

Diritto di ricorso

 Qualsiasi persona fisica o giuridica ha il diritto di presentare ricorso in caso di lesioni o danni causati dallo sviluppo, dalla diffusione e dall'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate ad alto rischio, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, in violazione del diritto dell'Unione e degli obblighi stabiliti dal presente regolamento.

Articolo 14

Valutazione del rischio

1. Ai fini del presente regolamento, l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, sono considerate tecnologie ad alto rischio se, a seguito di una valutazione del rischio basata su criteri obiettivi, quali il loro utilizzo o la loro finalità specifici, il settore nel quale sono sviluppate, diffuse o utilizzate e la gravità delle lesioni o dei danni eventualmente causati, il loro sviluppo, la loro diffusione e il loro utilizzo comportano un rischio significativo di causare lesioni o danni prevedibili a individui o società in violazione delle norme in materia di diritti fondamentali e sicurezza stabilite dal diritto dell'Unione.

2. Fatta salva la legislazione settoriale applicabile, la valutazione del rischio dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, è effettuata, conformemente ai criteri obiettivi previsti dal paragrafo 1 e all'elenco esaustivo e cumulativo che figura nell'allegato del presente regolamento, dalle autorità nazionali di controllo di cui all'articolo 14, con il coordinamento della Commissione e/o delle istituzioni, degli organi e degli organismi competenti dell'Unione che possono essere designati a tal fine nell'ambito della loro cooperazione.

3. In cooperazione con le autorità nazionali di controllo di cui al paragrafo 2, la Commissione, mediante atti delegati a norma dell'articolo 15 bis, elabora e, successivamente, aggiorna un elenco comune delle tecnologie ad alto rischio identificate nell'Unione.

4. La Commissione, mediante atti delegati a norma dell'articolo 15 bis, aggiorna inoltre regolarmente l'elenco che figura nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 15

Valutazione della conformità

1. L'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate ad alto rischio formano l'oggetto di una valutazione della conformità agli obblighi di cui agli articoli da 6 a 12 del presente regolamento, nonché di un successivo monitoraggio, il cui svolgimento è affidato alle autorità nazionali di controllo di cui all'articolo 17, con il coordinamento della Commissione e/o delle istituzioni, degli organi e degli organismi competenti dell'Unione che possono essere designati a tal fine.

 

2. I software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti dalle tecnologie ad alto rischio che sono stati ritenuti conformi agli obblighi di cui al presente regolamento conformemente al paragrafo 1 sono altresì considerati conformi a tali obblighi, a meno che l'autorità nazionale di controllo competente non decida di effettuare una valutazione di propria iniziativa o su richiesta dello sviluppatore, dell'operatore o dell'utente.

 

3. Fatta salva la legislazione settoriale, la Commissione e/o le istituzioni, gli organi e gli organismi competenti dell'Unione che possono essere specificamente designati a tal fine elaborano linee guida vincolanti sulla metodologia utilizzata dalle autorità nazionali di controllo per la valutazione della conformità di cui al paragrafo 1 entro la data di entrata in vigore del presente regolamento.

 

Articolo 16

Certificato europeo di conformità etica

1. In caso di esito positivo della valutazione della conformità dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate ad alto rischio, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, effettuata in linea con l'articolo 7 bis, l'autorità nazionale di controllo competente rilascia un certificato europeo di conformità etica.

 

2. Gli sviluppatori, gli operatori o gli utenti dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie, che non sono considerati ad alto rischio e che, pertanto, non sono soggetti agli obblighi di cui agli articoli da 6 a 12 né alla valutazione del rischio o alla valutazione della conformità di cui agli articoli 13 e 14, possono altresì chiedere la certificazione della conformità agli obblighi previsti dal presente regolamento, o di una parte di essi, ove giustificato dalla natura della tecnologia in questione, conformemente a quanto stabilito dalle autorità nazionali di controllo. Il rilascio del certificato avviene solo se l'autorità nazionale di controllo competente ha effettuato una valutazione della conformità e se l'esito di quest'ultima risulta positivo.

 

3. Ai fini del rilascio del certificato di cui al paragrafo 2, la Commissione e/o le istituzioni, gli organi e gli organismi competenti dell'Unione che possono essere designati a tal fine elaborano una procedura per la presentazione delle domande.

 

Capo III

Controllo istituzionale

Articolo 17

Norme in materia di governance e orientamenti attuativi

1. L'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate sviluppate, diffuse o utilizzate nell'Unione sono conformi alle pertinenti norme in materia di governance stabilite in conformità del diritto, dei principi e dei valori dell'Unione dalle autorità nazionali di controllo di cui all'articolo 17 a norma del diritto, dei principi e dei valori dell'Unione, con il coordinamento della Commissione e/o delle istituzioni, degli organi e degli organismi competenti dell'Unione che possono essere designati a tal fine e in consultazione con le pertinenti parti interessate.

 

2. Le norme di cui al paragrafo 1 includono orientamenti attuativi non vincolanti sulla metodologia per la conformità degli sviluppatori, degli operatori e degli utenti al presente regolamento e sono pubblicate entro la data di entrata in vigore del presente regolamento.

 

3. I dati utilizzati o prodotti dall'intelligenza artificiale, dalla robotica e dalle tecnologie correlate sviluppate, diffuse o utilizzate nell'Unione sono gestiti da sviluppatori, operatori e utenti conformemente alle pertinenti regole e norme nazionali, dell'Unione, di altre organizzazioni europee e internazionali, nonché ai pertinenti protocolli industriali e commerciali. In particolare, gli sviluppatori e gli operatori effettuano, ove possibile, controlli della qualità delle fonti esterne dei dati utilizzati dall'intelligenza artificiale, dalla robotica e dalle tecnologie correlate e mettono in atto meccanismi di monitoraggio per quanto riguarda la loro raccolta, conservazione ed elaborazione nonché il loro utilizzo.

 

3. Fatti salvi i diritti di portabilità e i diritti delle persone il cui utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate ha generato dati, la raccolta, la conservazione, il trattamento e la condivisione di dati, nonché l'accesso a questi ultimi, utilizzati o prodotti dall'intelligenza artificiale, dalla robotica e dalle tecnologie correlate sviluppate, diffuse o utilizzate nell'Unione sono conformi alle pertinenti regole e norme nazionali, dell'Unione, di altre organizzazioni europee e internazionali, nonché ai pertinenti protocolli industriali e commerciali. In particolare, gli sviluppatori e gli operatori garantiscono l'applicazione di tali protocolli in fase di sviluppo e diffusione dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, definendo chiaramente i requisiti per il trattamento dei dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie e per la concessione dell'accesso a questi ultimi, nonché lo scopo, l'ambito e i destinatari del trattamento di tali dati e della concessione dell'accesso a questi ultimi, che sono verificabili e tracciabili in qualsiasi momento nella loro totalità.

 

Articolo 18

Autorità di controllo

1. Ogni Stato membro designa un'autorità pubblica indipendente responsabile di monitorare l'applicazione del presente regolamento ("autorità di controllo"), nonché di effettuare le valutazioni del rischio e della conformità e di rilasciare il certificato a norma degli articoli 13, 14 e 15, fatta salva la legislazione settoriale.

 

2. Ogni autorità nazionale di controllo contribuisce all'applicazione coerente del presente regolamento in tutta l'Unione. A tal fine, le autorità di controllo di ciascuno Stato membro cooperano tra di loro, con la Commissione e/o con le istituzioni, gli organi e gli organismi competenti dell'Unione che possono essere designati a tal fine.

 

3. Ogni autorità nazionale di controllo funge da primo punto di contatto nei casi di presunta violazione dei principi etici e degli obblighi giuridici di cui al presente regolamento, compresi i casi di trattamento discriminatorio o di violazione di altri diritti, riconducibili allo sviluppo, alla diffusione o all'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate. In tali casi, l'autorità nazionale di controllo competente effettua una valutazione della conformità al fine di sostenere il diritto di contestazione e ricorso dei cittadini.

 

4. Ogni autorità nazionale di controllo è responsabile di vigilare sull'applicazione delle pertinenti regole e norme nazionali, europee e internazionali in materia di governance di cui all'articolo 13 all'intelligenza artificiale, alla robotica e alle tecnologie correlate, segnatamente intrattenendo contatti con il maggior numero possibile di parti interessate. A tal fine, le autorità di controllo di ciascuno Stato membro istituiscono un forum per lo scambio regolare con e tra le parti interessate del mondo accademico, della ricerca, dell'industria e della società civile.

 

5. Ogni autorità nazionale di controllo fornisce orientamenti e sostegno professionali e amministrativi con riguardo all'attuazione generale del diritto dell'Unione applicabile all'intelligenza artificiale, alla robotica e alle tecnologie correlate, nonché ai principi etici stabiliti dal presente regolamento, destinandoli in particolare alle organizzazioni di ricerca e sviluppo pertinenti nonché alle piccole e medie imprese o alle start-up.

 

6. Ogni Stato membro notifica alla Commissione europea le disposizioni giuridiche adottate a norma del presente articolo entro il [OJ: please enter the date one year after entry into force] e la informano senza indugio di eventuali modifiche successive.

 

7. Gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie per garantire l'attuazione dei principi etici e degli obblighi giuridici stabiliti dal presente regolamento. Gli Stati membri sostengono le pertinenti parti interessate e la società civile, a livello sia di Unione che nazionale, nei loro sforzi volti a garantire una risposta tempestiva, etica e ben informata alle nuove opportunità e sfide, in particolare quelle di natura transfrontaliera, derivanti dagli sviluppi tecnologici in materia di intelligenza artificiale, robotica e tecnologie correlate.

 

Articolo 19

Segnalazione delle violazioni e protezione di coloro che segnalano le violazioni

 

La direttiva (UE) 2019/1937 del Parlamento europeo e del Consiglio[18] si applica alla segnalazione di violazioni del presente regolamento e alla protezione delle persone che segnalano tali violazioni.

 

Articolo 20

Coordinamento a livello di Unione

1. La Commissione e/o le istituzioni, gli organi e gli organismi competenti dell'Unione che possono essere designati in tale contesto hanno i seguenti compiti:

 

- garantire una valutazione del rischio coerente dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate di cui all'articolo 13 da parte delle autorità nazionali di controllo di cui all'articolo 17, sulla base dei criteri obiettivi comuni previsti dall'articolo 7, paragrafo 1, e dall'elenco dei settori ad alto rischio e degli utilizzi o delle finalità ad alto rischio di cui all'allegato del presente regolamento;

 

- prendere atto della valutazione della conformità e del successivo monitoraggio dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate ad alto rischio di cui all'articolo 14 da parte delle autorità nazionali di controllo di cui all'articolo 17;

 

- sviluppare la procedura per la presentazione delle domande per il rilascio del certificato di cui all'articolo 15 da parte delle autorità nazionali di controllo di cui all'articolo 17;

 

- fatta salva la legislazione settoriale, elaborare le linee guida vincolanti di cui all'articolo 14, paragrafo 3, sulla metodologia utilizzata dalle autorità nazionali di controllo di cui all'articolo 17;

 

- coordinare la definizione delle pertinenti norme di governance di cui all'articolo 16 da parte delle autorità nazionali di controllo di cui all'articolo 17, inclusi orientamenti attuativi non vincolanti destinati agli sviluppatori, agli operatori e agli utenti sulla metodologia di conformità al presente regolamento;

 

- cooperare con le autorità nazionali di controllo di cui all'articolo 17 per quanto riguarda il loro contributo all'applicazione coerente del presente regolamento in tutta l'Unione a norma dell'articolo 17, paragrafo 2;

 

- fungere da centro di competenze promuovendo lo scambio di informazioni in materia di intelligenza artificiale, robotica e tecnologie correlate e favorendo lo sviluppo di un'intesa comune nel mercato unico, formulando orientamenti, pareri e consulenze supplementari rivolti alle autorità nazionali di controllo di cui all'articolo 17, monitorando l'attuazione del diritto pertinente dell'Unione, individuando le norme per le migliori pratiche e, se del caso, definendo raccomandazioni in materia di misure di regolamentazione; così facendo, intrattenere contatti con il maggior numero possibile di parti interessate e garantire che la composizione dei suoi livelli decisionali sia diversificata e assicuri la parità di genere;

 

- ospitare un gruppo di lavoro sulla sicurezza e la difesa inteso a esaminare le questioni riguardanti le politiche e gli investimenti relative nello specifico all'uso etico dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate nel settore della sicurezza e della difesa.

 

Articolo 21

Esercizio della delega

1. Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.

 

2. Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 7, paragrafi 3 e 4, è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere da [data di entrata in vigore del presente regolamento].

 

3. La delega di potere di cui all'articolo 7, paragrafi 3 e 4, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

 

4. Prima dell'adozione di un atto delegato, la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016.

 

5. Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.

 

6. L'atto delegato adottato a norma dell'articolo 7, paragrafi 3 e 4, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di tre mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di tre mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.

 

Articolo 22

Modifica della direttiva (UE) 2019/1937

 

La direttiva (UE) 2019/1937 è così modificata:

 

(1) all'articolo 2, paragrafo 1, lettera a), è aggiunto il punto seguente:

 

"xi) sviluppo, diffusione e utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate;";

 

(2) nell'allegato, parte I, è aggiunta la seguente lettera:

 

"K. Articolo 2, paragrafo 1, lettera a), punto xi) – sviluppo, diffusione e utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate

 

'xxi) Regolamento [XXX] del Parlamento europeo e del Consiglio sui principi etici per lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate'."

Articolo 23

Riesame

La Commissione vigilerà regolarmente sullo sviluppo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie. Entro il [OJ: please enter the date three years after entry into force], e successivamente ogni tre anni, la Commissione presenta una relazione al Parlamento europeo, al Consiglio e al comitato economico e sociale europeo sull'applicazione del presente regolamento, comprendente una valutazione delle possibili modifiche al campo di applicazione dello stesso.

Articolo 24

Entrata in vigore

1. Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Esso si applica a decorrere dal [XX].

2. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile negli Stati membri conformemente al trattato sull'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

 

 

ALLEGATO

 

Elenco esaustivo e cumulativo dei settori ad alto rischio e degli utilizzi o delle finalità ad alto rischio che comportano un rischio di violazione dei diritti fondamentali e delle norme in materia di sicurezza.

 

 

Settori ad alto rischio

 

· Occupazione

· Istruzione

· Assistenza sanitaria

· Trasporti

· Energia

· Settore pubblico (asilo, migrazione, controlli alle frontiere, sistema giudiziario e servizi di sicurezza sociale)

· Difesa e sicurezza

· Finanza, banche, assicurazioni

 

 

Utilizzi o finalità ad alto rischio

 

· Assunzione

· Valutazione degli studenti e assegnazione di voti

· Stanziamento di fondi pubblici

· Concessione di prestiti

· Commercio, intermediazione, fiscalità, ecc.

· Trattamenti e interventi medici

· Processi elettorali e campagne politiche

· Decisioni del settore pubblico con un impatto diretto significativo sui diritti e gli obblighi delle persone fisiche o giuridiche

· Guida automatizzata

· Gestione del traffico

· Sistemi militari autonomi

· Produzione e distribuzione di energia

· Gestione dei rifiuti

· Controllo delle emissioni

 

 

MOTIVAZIONE

 

In un dialogo del film "Blade Runner", del 1982, la replicante Rachael, che lavora per un'impresa che fabbrica "replicanti", cioè robot umanoidi dotati di intelligenza, chiede a Deckard, un cacciatore di taglie che si guadagna la vita eliminando replicanti fuori controllo:

 

- "Sembra che lei non consideri il nostro lavoro vantaggioso per la comunità".

 

Lui le risponde:

 

- "I replicanti sono come ogni altra macchina: possono essere un vantaggio, o un rischio. Se sono un vantaggio, non sono un problema mio".

 

Vantaggi e rischi

La massiccia introduzione dell'intelligenza artificiale in tutti i macchinari con i quali interagiamo nella nostra vita pubblica, lavorativa e sociale presuppone – e implica – un balzo tecnologico in avanti paragonabile solo a quello che, a suo tempo, è stato rappresentato dalla rivoluzione industriale. La vita non sarà mai più la stessa; vi saranno cambiamenti molto significativi sul mercato del lavoro, nei rapporti con le autorità pubbliche, nelle relazioni personali e persino nella nostra vita domestica: si pensi a cosa comporta l'Internet delle cose in tutti gli apparecchi nelle nostre case. Un salto tecnologico di tale calibro ci porta al dilemma sollevato in "Blade Runner": tutte le tecnologie comportano benefici e rischi. E quando si parla di intelligenza artificiale, si parla di benefici e/o di rischi su una scala ancora ignota, tenuto conto del suo potere intrinseco.

 

Il ruolo dell'Unione europea nella definizione di un quadro giuridico

 

Quando, in quanto pubbliche amministrazioni, affrontiamo questo fenomeno, non possiamo limitarci al cinismo professionale di Deckard. Per il Parlamento europeo è altrettanto importante sfruttare i potenziali vantaggi che queste tecnologie hanno per il benessere e la competitività dell'Europa, quanto controllarne i rischi intrinseci o anticipare le conseguenze dell'effettivo concretizzarsi dell'uno o dell'altro di questi rischi. Per questo, vogliamo essere i pionieri della definizione giuridica di una soglia etica che, da un lato, protegga i cittadini europei da possibili eventi avversi comportati da questa evoluzione tecnologica e, dall'altro, apporti un valore aggiunto di fiducia all'intelligenza artificiale europea nel mondo. Una soglia etica che sia conforme ai nostri principi e valori europei, quali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, e che sia coerente con il nostro progetto di civiltà. Una normativa che sia ispirata da un approccio umanistico e antropocentrico dello sviluppo tecnologico. Un regolamento che si applichi non solo all'intelligenza artificiale sviluppata in Europa, ma che presupponga un imperativo regolamentare rigoroso per chiunque intenda operare nell'Unione europea.

 

È imperativo che il quadro dei diritti e dei doveri sia condiviso da tutti gli Stati membri dell'Unione europea. Un succedersi di normative nazionali prive di un riferimento comune potrebbe perturbare il mercato unico e ostacolare i nostri sforzi collettivi volti a raggiungere una posizione di leadership tecnologica mondiale. L'istituzione di un'agenzia europea incaricata di controllare l'evoluzione di questo regolamento porterà ad armonizzare il quadro giuridico e tecnico elaborato in ciascuno degli Stati membri.

 

Una regolamentazione flessibile e lungimirante

 

A fronte di quanti sostengono che la disciplina di questo settore debba essere lasciata all'autoregolamentazione, il dialogo iniziale può servire anche a illustrare la necessità di un coinvolgimento del pubblico, che tuteli obiettivi che vanno oltre il ritorno economico. Evitare la discriminazione (quale che ne sia l'origine) nel processo decisionale, sfruttare il potere di queste tecnologie per progredire verso una società più equa – con un'attenzione particolare alla riduzione del divario di genere – e più sostenibile dal punto di vista ambientale, sono altri obiettivi che le istituzioni pubbliche europee intendono salvaguardare. Per questi ultimi aspetti, il testo prevede espliciti mandati per le autorità pubbliche europee.

 

Un altro scopo del presente regolamento è quello di combinare un quadro molto esigente con la semplicità normativa, evitando farraginosi sistemi regolamentari e/o oneri burocratici gravosi per gli attori coinvolti. Esso persegue inoltre un quadro sufficientemente flessibile da poter tenere conto degli sviluppi in una realtà estremamente mutevole, consentendo nel contempo lo sviluppo di norme settoriali che configureranno realtà più concrete.

 

Un approccio globale con la creazione di organismi nazionali di controllo

 

Il regolamento in oggetto mira a estendere il controllo a tutti gli ambiti di una tecnologia altamente complessa. Lo sviluppo, l'attuazione e l'evoluzione della tecnologia attraverso il "machine learning" o il "deep learning" sono tutti aspetti per i quali l'articolato prevede disposizioni. Si rivolge particolare attenzione alla prevenzione quando si parla di tecnologie cosiddette "ad alto rischio", vale a dire quando vi è un'elevata probabilità di generare esternalità negative e/o quando si tratti di soggetti sensibili che necessitano di una protezione speciale (elementi altresì definiti nel regolamento). Si disciplina una questione tanto sensibile per i diritti individuali quale le tecniche di riconoscimento a distanza, introducendo numerose garanzie per il loro impiego, oltre a stabilire un quadro materiale e temporale molto rigoroso, in modo da permetterne l'impiego da parte delle autorità pubbliche in via eccezionale, in caso di emergenze gravi.

 

Il regolamento mira inoltre a far sì che la progettazione, lo sviluppo, il controllo e il monitoraggio del quadro normativo associno la cittadinanza nel suo insieme e, in particolare, le persone e i raggruppamenti maggiormente interessati o maggiormente colpiti. Il testo prevede di conferire un mandato a tutti gli organismi nazionali di controllo – la cui creazione è resa obbligatoria dal regolamento – che renda necessario un coinvolgimento periodico della società civile. Parimenti, si introducono obblighi rigorosi in materia di trasparenza e responsabilità per gli sviluppatori, gli operatori e gli utenti dell'intelligenza artificiale. Sono previsti anche obblighi di comportamento civico per gli utenti e la necessaria protezione di cui essi beneficiano quando utilizzano tali tecnologie in buona fede.

 

Comprensibilità, trasparenza, rendicontazione, responsabilità e governance

 

Siamo ancora molto lontani da un algoritmo che possa concretizzare la "psicostoriografia" di cui scriveva Isaac Asimov in "Fondazione". Il concetto di libero arbitrio, che è parte integrante della condizione umana, non sembra quindi per il momento essere a rischio, neanche quando si tratta di anticipare l'emergere di grandi flussi storici. I poteri democratici devono assicurare che le decisioni, grandi e piccole, prese con l'ausilio delle tecnologie di intelligenza artificiale non siano derivate da formule matematiche oscure e inaccessibili. La comprensibilità, la trasparenza, la rendicontazione e la responsabilità saranno caratteristiche indispensabili dell'intelligenza artificiale che sarà sviluppata e gestita nell'Unione europea.

 

In definitiva, l'Unione europea mira a essere uno spazio nel quale è garantito il necessario equilibrio tra la salvaguardia dei diritti dei cittadini e il potenziamento dello sviluppo tecnologico. Il regolamento in oggetto e lo sviluppo che le autorità di controllo ne faranno dovranno servire da esempio per il resto del mondo e costituire un primo passo per garantire una governance adeguata di questo fenomeno a livello globale.

 

 

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER GLI AFFARI ESTERI (24.6.2020)

 

destinato alla commissione giuridica

 

recante raccomandazioni alla Commissione sul quadro relativo agli aspetti etici dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate

(2020/2012(INL))

Relatore per parere(*): Urmas Paet

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 57 del regolamento

(Iniziativa – articolo 47 del regolamento)

 

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari esteri invita la commissione giuridica, competente per il merito:

– a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1. sottolinea che le politiche di sicurezza e difesa dell'Unione europea e dei suoi Stati membri sono guidate dai principi sanciti dalla Carta europea dei diritti fondamentali e da quelli della Carta delle Nazioni Unite e da una visione comune dei valori universali del rispetto dei diritti inviolabili e inalienabili della persona, la dignità umana, la libertà, la democrazia, l'uguaglianza e lo Stato di diritto; sottolinea che tutti gli sforzi nel settore della difesa nel quadro dell'Unione devono rispettare questi valori universali, promuovendo nel contempo la pace, la sicurezza e il progresso in Europa e nel mondo; è del parere che l'uso dell'IA dovrebbe basarsi su un insieme comune di principi etici in base ai quali tale uso dovrebbe essere responsabile, equo, tracciabile, affidabile e governabile;

2. accoglie con favore l'approvazione, da parte dell'assemblea del 2019 delle Alte parti contraenti della Convenzione delle Nazioni Unite su certe armi convenzionali (CCW), di 11 principi guida per lo sviluppo e l'uso di sistemi d'arma autonomi; si rammarica tuttavia del mancato conseguimento di un accordo su uno strumento giuridicamente vincolante che disciplini i sistemi d'arma autonomi letali, con meccanismi efficaci di applicazione; accoglie con favore e appoggia gli "Orientamenti etici per un'IA affidabile" del gruppo di esperti ad alto livello sull'intelligenza artificiale istituito dalla Commissione, pubblicati il 9 aprile 2019, e la sua posizione sui sistemi d'arma autonomi letali; esorta gli Stati membri a sviluppare strategie nazionali per la definizione e lo status delle armi autonome letali, verso una strategia globale a livello di Unione, ed a promuovere, insieme all'alto rappresentante/vicepresidente della Commissione (AR/VP) e al Consiglio, il dibattito sulle armi autonome letali nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite su certe armi convenzionali e in altri consessi pertinenti nonché l'istituzione di norme internazionali relative a parametri etici e giuridici per lo sviluppo e l'uso di sistemi d'arma letali pienamente autonomi, semiautonomi e comandati a distanza; ricorda a tale riguardo la sua risoluzione sui sistemi d'arma autonomi del 12 settembre 2018 e chiede ancora una volta lo sviluppo e l'adozione urgenti di una posizione comune su tali sistemi, un divieto internazionale sullo sviluppo, la produzione e l'uso dei sistemi d'arma autonomi letali che consentono di effettuare attacchi senza un significativo controllo umano e senza il rispetto del principio dell'intervento umano ("human-in-the-loop"), in linea con la dichiarazione dei più autorevoli ricercatori al mondo nel settore dell'IA, contenuta nella lettera aperta del 2015; accoglie con favore il fatto che il Consiglio e il Parlamento europeo abbiano concordato di escludere i sistemi d'arma autonomi letali "senza la possibilità di un significativo controllo umano sulle decisioni relative alla selezione e all'ingaggio nell'effettuare attacchi" dalle azioni finanziate dal Fondo europeo per la difesa; ritiene che gli aspetti etici di altre applicazioni di IA nel settore della difesa come l'intelligence, la sorveglianza e la ricognizione o le operazioni cibernetiche non debbano essere trascurati e che si debba prestare particolare attenzione allo sviluppo e alla diffusione di droni nelle operazioni militari;

3. raccomanda di assicurarsi che qualsiasi quadro europeo che disciplini l'utilizzo di sistemi basati sull'intelligenza artificiale (IA) nel settore della difesa, in situazioni di combattimento e di non combattimento, rispetti tutti i regimi giuridici applicabili, in particolare il diritto umanitario internazionale e il diritto internazionale dei diritti umani, e sia conforme con il diritto, i principi e i valori dell'Unione; sottolinea che l'Unione dovrebbe svolgere un ruolo guida a livello globale nell'indicare la strada verso la definizione di un quadro normativo credibile e vincolante per l'IA, fondato sui valori democratici e su un approccio antropocentrico; invita l'Unione e i suoi Stati membri a sviluppare meccanismi congiunti per valutare rapidamente e in modo approfondito i rischi e le opportunità intrinseci legati all'IA per quanto riguarda l'applicazione del diritto dell'Unione, traendo ispirazione dalle migliori pratiche degli Stati membri più avanzati, e a prevederne l'adeguamento e l'applicazione ove necessari, tenendo conto delle disparità in termini di infrastrutture tecniche e di sicurezza in tutta l'Unione;

4. riconosce che, a differenza delle basi industriali della difesa, innovazioni fondamentali nell'ambito dell'IA potrebbero emergere in piccoli Stati membri, pertanto un approccio standardizzato della PSDC dovrebbe evitare l'esclusione degli Stati membri più piccoli e delle PMI; sottolinea che un insieme di capacità comuni dell'UE nel settore dell'IA, abbinato ai concetti operativi degli Stati membri, è in grado di colmare i divari tecnici che potrebbero provocare l'esclusione degli Stati privi delle pertinenti tecnologie, delle competenze industriali o della capacità di attuare sistemi di IA nei rispettivi ministeri della Difesa;

5. sottolinea che l'ambito di applicazione geografico di tale quadro dovrebbe vertere su tutti gli aspetti dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate sviluppate, diffuse o utilizzate nell'Unione, anche nei casi in cui una parte delle tecnologie possa essere situata al di fuori dell'Unione o non avere una sede specifica;

6. evidenzia che le tecnologie emergenti non contemplate dal diritto internazionale dovrebbero essere giudicate alla luce del principio del rispetto dell'umanità e dei dettami della coscienza pubblica; sottolinea che l'utilizzo e l'etica dei sistemi basati sull'IA nel settore della difesa devono essere costantemente valutati sotto il profilo dei diritti umani, in particolare la protezione, la salute e la sicurezza, la libertà, la riservatezza, l'integrità e la dignità umana e costantemente monitorati, specie dal punto di vista dei vantaggi e degli svantaggi, nonché dell'impatto sulla protezione dei diritti umani universali; ritiene che i vantaggi tecnologici nel campo dei sistemi basati sull'IA nel settore della difesa debbano andare di pari passo con un vasto dibattito sull'uso dell'IA e sul suo impatto sulle società e le comunità e sui potenziali benefici economici e sociali, e che i rischi derivanti dall'uso dell'IA debbano essere adeguatamente comunicati;

7. ritiene che le attività attuali e future nel settore della sicurezza e della difesa nel quadro dell'Unione si avvarranno dell'IA, della robotica e dell'autonomia e delle relative tecnologie, e che un'IA affidabile, solida e degna di fiducia potrebbe contribuire a un settore militare moderno ed efficace; l'Unione deve pertanto assumere un ruolo guida nella ricerca e nello sviluppo di sistemi di IA nel campo della sicurezza e della difesa; reputa che l'utilizzo di applicazioni basate sull'IA nel settore della sicurezza e della difesa potrebbe offrire una serie di vantaggi diretti al comandante dell'operazione, tra cui dati raccolti di migliore qualità, maggiore conoscenza situazionale, processi decisionali più veloci, minor rischio di danni collaterali grazie a un migliore cablaggio, protezione delle forze in campo nonché una maggiore affidabilità delle attrezzature militari e quindi ridurre il rischio per l'uomo e la perdita di vite umane; sottolinea che lo sviluppo di un'IA affidabile nel campo della difesa è indispensabile per garantire l'autonomia strategica europea nei settori capacitari e operativi; ricorda che i sistemi di IA stanno altresì diventando elementi chiave per contrastare le minacce emergenti alla sicurezza, come la ciberguerra e la guerra ibrida, sia online sia offline; evidenzia, allo stesso tempo, tutti i rischi e le sfide di un uso non regolamentato dell'IA; nota che l'IA potrebbe essere esposta a manipolazioni, errori e inesattezze;

8. chiede di creare sinergie e reti tra i vari centri europei di ricerca sull'IA e altri forum multilaterali, quali il Consiglio d'Europa, l'Organizzazione delle Nazioni unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO), l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE), l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e l'Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT), per armonizzare gli sforzi e coordinare meglio l'evoluzione della tecnologia di IA;

9. sottolinea che le tecnologie di IA sono, in sostanza, a duplice uso e che lo sviluppo dell'IA nelle attività collegate alla difesa trae beneficio dagli scambi tra tecnologie militari e civili; evidenzia che l'IA nelle attività collegate alla difesa è una tecnologia trasversale dirompente, il cui sviluppo può offrire opportunità in termini di competitività e autonomia strategica dell'UE;

10. sottolinea che, basandosi sulla comunicazione della Commissione dell'8 aprile 2019, "Creare fiducia nell'intelligenza artificiale antropocentrica", secondo cui la tecnologia rispetta pienamente i diritti umani e le persone mantengono l'autorità sui sistemi decisionali automatizzati, integrando e sostenendo nel contempo l'autonomia e il processo decisionale umani, l'Unione deve disporre di un solido quadro normativo in materia di IA incentrato sulla sicurezza e la difesa, che segua un percorso di responsabilità e trasparenza, protezione dei cittadini e dei loro dati, e difesa dei suoi valori, e di politiche finalizzate al mantenimento della pace, alla prevenzione dei conflitti e al rafforzamento della sicurezza internazionale, cogliendo nel contempo le opportunità offerte da tali tecnologie, oltre ad essere consapevole del fatto che i sistemi basati sull'IA saranno un elemento chiave nei futuri sviluppi nell'ambito della difesa e delle capacità difensive;

11. invita gli Stati membri e la Commissione a provvedere affinché gli algoritmi utilizzati nei sistemi di difesa, pur mantenendo la necessaria riservatezza, siano disciplinati dal principio della trasparenza, anche con la presenza di un regime chiaro di responsabilità per i risultati derivanti dall'utilizzo dell'IA; sottolinea che tali algoritmi devono essere costantemente adeguati ai progressi in materia di tecnologie di IA;

12. sottolinea che l'Unione deve essere in prima linea per sostenere gli sforzi multilaterali nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite sulle armi convenzionali e negli altri consessi pertinenti, per discutere un quadro normativo internazionale efficace che garantisca un controllo umano significativo sui sistemi d'arma autonomi al fine di padroneggiare tali tecnologie, stabilendo processi ben definiti, basati su parametri di riferimento e adottando una legislazione per il loro uso etico, in consultazione con le parti interessate delle forze armate, dell'industria, delle autorità di contrasto, del mondo accademico e della società civile, per comprendere gli aspetti etici ad esso correlati e per contenere i rischi intrinseci a tali tecnologie e impedirne l'uso a fini dolosi, i quali includono in particolare danni non intenzionali a persone, materiali o immateriali, quali la violazione dei diritti fondamentali o i danni fisici; l'Unione, in collaborazione con gli Stati membri, deve determinare i regimi di responsabilità idonei applicabili alle innovazioni nell'IA e ad altre tecnologie immersive nel campo della sicurezza e della difesa, definendo in tal modo una base giuridica per i meccanismi di responsabilità e tracciabilità; sottolinea che la legislazione e i quadri normativi dell'Unione non devono essere superati da futuri sviluppi tecnologici, progressi nell'IA e nuovi metodi di guerra e devono pertanto essere sostenuti da programmi di monitoraggio significativi per essere costantemente adeguati onde evitare lacune giuridiche o zone grigie; sottolinea che l'ulteriore ricerca e sviluppo nel campo dell'IA dovrebbe garantire che i sistemi di IA siano meglio attrezzati per capire contesti unici;

13. approva il principio fondamentale dell'"etica sin dalla progettazione", secondo cui i principi etici sono integrati nei prodotti e servizi dell'IA sin dall'inizio del processo di progettazione;

14. ricorda che la maggior parte delle attuali potenze militari a livello mondiale ha già compiuto sforzi significativi nelle attività di ricerca e sviluppo relative alla dimensione militare dell'IA; ritiene che l'Unione debba fare in modo di non accusare ritardi in tale settore; sottolinea che, per qualsiasi applicazione di sistemi basati sull'IA nel settore della difesa, l'Unione dovrebbe stabilire norme tecniche e organizzative, in linea con il principio della "sicurezza fin dalla progettazione", che consentano un controllo umano specifico, per garantire la resilienza di tali sistemi a vulnerabilità sfruttabili da attacchi esterni, agli attacchi informatici e all'influenza digitale che prendono di mira i dati, il modello o l'infrastruttura software o hardware sottostante, nonché la loro conformità a norme di affidabilità, di monitoraggio attivo e di controllo il più rigorose possibile, per quanto riguarda la raccolta, la conservazione e l'utilizzo dei dati operativi durante l'intero ciclo di vita di un sistema; evidenzia l'importanza della trasparenza e della responsabilità degli algoritmi di IA; rileva l'importante distinzione tra trasparenza degli algoritmi e trasparenza dell'uso degli algoritmi; sottolinea che i sistemi e le applicazioni di IA destinati a estrarre e sintetizzare i dati e ad estrapolarne i risultati per informare le decisioni relative a questioni attinenti alla difesa e alla sicurezza nazionale devono avere carattere di specificità e rispettare le disposizioni contenute nell'attuale quadro normativo relativamente alla raccolta e al trattamento dei dati; sottolinea che le applicazioni di IA progettate per il trattamento dei dati a fini di intelligence in attività correlate alla difesa dovrebbero rispettare le norme in materia di trattamento dei dati, per evitare rischi di sorveglianza involontaria o di violazione dei diritti degli individui; ritiene che in caso di applicazioni ad alto rischio di tecnologie basate sull'IA, come il riconoscimento facciale, che non dispongono di un quadro normativo definitivo a livello dell'UE, l'Unione debba provvedere affinché il loro sviluppo e la loro diffusione siano legittimi, proporzionali e rispettosi dei diritti delle persone; sottolinea che le autorità di contrasto nazionali competenti devono rispettare la legislazione pertinente quando sviluppano e diffondono sistemi e tecnologie basati sull'IA per mantenere l'ordine pubblico, al fine di attenuare i rischi sproporzionati legati alla polizia predittiva; riconosce che il primo garante della sicurezza euro-atlantica è la NATO e chiede il rafforzamento della cooperazione in seno all'Alleanza atlantica, ai fini della definizione di norme comuni e dell'interoperabilità dei sistemi di IA nel settore della difesa; sottolinea che le relazioni transatlantiche sono essenziali per preservare i valori condivisi e contrastare le minacce future ed emergenti;

15. sottolinea la necessità di adottare disposizioni e requisiti chiari in materia di sicurezza, affidabilità e protezione con certificazioni adeguate per i sistemi basati sull'IA nel settore della sicurezza e della difesa, al fine di introdurre criteri di trasparenza nelle varie fasi, ossia progettazione, produzione e funzionamento, e di eseguire un monitoraggio costante, prove e verifiche regolari lungo tutto il ciclo di vita; evidenzia la necessità di garantire la conformità con le norme applicabili e le certificazioni ottenute nei casi in cui l'IA modifica, per esempio attraverso l'apprendimento automatico, la funzionalità e il comportamento dei sistemi in cui è integrata, al fine di garantire la piena tracciabilità, la spiegabilità e la responsabilità delle decisioni prese con il coinvolgimento dell'IA e dei loro risultati nonché un controllo umano significativo quando tali sistemi potrebbero uccidere esseri umani;

16. invita la Commissione a integrare lo sviluppo delle capacità di cibersicurezza nella sua politica industriale, al fine di garantire lo sviluppo e la diffusione di sistemi robotici e basati sull'IA sicuri, resilienti e solidi; invita la Commissione a valutare l'uso di protocolli e applicazioni di cibersicurezza basati sulla tecnologia blockchain per migliorare la resilienza, l'affidabilità e la solidità delle infrastrutture di intelligenza artificiale mediante modelli disintermediati di cifratura dei dati; incoraggia le parti interessate a livello europeo a effettuare ricerche e a progettare funzionalità avanzate che facilitino l'individuazione di sistemi robotici e basati sull'IA corrotti e dannosi, i quali potrebbero pregiudicare la sicurezza dell'Unione e dei cittadini;

17. sottolinea che tutti i sistemi di IA nel settore della difesa devono disporre di un quadro di missione concreto e ben definito, in base al quale gli esseri umani mantengano la capacità di disinnestare o disattivare i sistemi utilizzati, qualora questi ultimi vadano al di là del quadro di missione definito e assegnato mediante controllo umano o intraprendano azioni incontrollate o non intenzionali; ritiene che i sistemi, i prodotti e la tecnologia per uso militare basati sull'IA dovrebbero essere dotati di una "scatola nera" che registri ogni transazione di dati effettuata dalla macchina;

18. sottolinea che l'intera responsabilità e rendicontabilità della decisione di progettare, sviluppare, diffondere e utilizzare sistemi di IA deve incombere a operatori umani, dato che vi devono essere un monitoraggio e un controllo umano significativo su qualsiasi sistema d'arma e una volontà umana nella decisione di ricorrere alla forza nell'esecuzione di qualsiasi decisione di sistemi di armi basati sull'IA che potrebbero avere conseguenze letali; sottolinea che il controllo umano dovrebbe rimanere effettivo per il comando e il controllo di sistemi basati sull'IA, secondo i principi dell'intervento umano ("human-in-the-loop"), della sorveglianza con supervisione umana ("human-on-the-loop") e della sorveglianza con controllo umano ("human-in-command") a livello di leadership militare; sottolinea che i sistemi basati sull'IA devono consentire alla leadership militare di assumersi la sua piena responsabilità per l'uso della forza letale e di esercitare il livello di giudizio necessario, che non può essere affidato alle macchine e si deve basare sulla distinzione, la proporzionalità e la precauzione, per intraprendere azioni letali o distruttive su larga scala mediante tali sistemi; sottolinea la necessità di istituire quadri di autorizzazione e responsabilità chiari e tracciabili per la diffusione delle armi intelligenti e di altri sistemi basati sull'IA, utilizzando caratteristiche univoche dell'utente, come le specifiche biometriche, per consentire l'uso esclusivo da parte di personale autorizzato;

19. invita la Commissione a collaborare con le autorità nazionali competenti degli Stati membri e con le altre parti interessate che partecipano allo sviluppo e alla diffusione dei sistemi, prodotti e tecnologie basati sull'IA per istituire un quadro sicuro e resiliente che preveda che il codice sorgente dei sistemi basati sull'IA sia condiviso, monitorato e verificato per attenuare i possibili scostamenti dai principi guida e dal quadro etico che disciplina la tecnologia di IA nel settore della sicurezza e della difesa; suggerisce alla Commissione che l'Unione deve mantenere la titolarità della proprietà intellettuale della ricerca finanziata dall'Unione sui sistemi, i prodotti e le tecnologie basati sull'IA nei settori della sicurezza e della difesa;

20. sottolinea che l'Unione deve promuovere una migliore comprensione delle implicazioni militari, dei vantaggi e delle opportunità e debolezze dell'IA, della robotica e delle funzionalità e caratteristiche autonome, compreso il potenziale per l'industria europea della difesa, lavorando al fianco dei responsabili militari; ritiene che l'Unione debba promuovere l'acquisizione delle competenze e conoscenze necessarie sui processi di sviluppo tecnologico e sui metodi operativi lungo tutta la catena di approvvigionamento e per l'intero ciclo di vita delle capacità militari basate sull'IA; evidenza la necessità urgente di rafforzare l'indipendenza strategica e tecnologica dell'Europa nel settore dei sistemi basati sull'IA, comprese le infrastrutture critiche su cui poggia;

21. ritiene che la cooperazione rafforzata tra gli Stati membri e la Commissione sia necessaria a garantire norme transfrontaliere coerenti nell'Unione, per incoraggiare la collaborazione tra le industrie europee e permettere lo sviluppo e la diffusione di tecnologie basate sull'IA, coerentemente con le norme di sicurezza prescritte nonché con il quadro etico che disciplina lo sviluppo e la diffusione della tecnologia di IA;

22. riconosce, nell'odierno contesto di guerra ibrida e avanzata, che la quantità e la velocità delle informazioni nelle prime fasi di una crisi potrebbero travolgere gli analisti umani e che un sistema di IA potrebbe elaborare le informazioni per garantire che i decisori umani tengano presente l'intera gamma delle informazioni, entro tempi adeguati a una risposta rapida;

23. sottolinea l'importanza di investire nello sviluppo del capitale umano per l'intelligenza artificiale, promuovendo le competenze e l'istruzione necessarie nel settore delle tecnologie di IA per la sicurezza e la difesa, con un'attenzione particolare agli aspetti etici dei sistemi operativi autonomi e semiautonomi basati sulla responsabilità umana in un mondo basato sull'IA; evidenzia, in particolare, l'importanza di garantire che gli studiosi di etica in quest'ambito dispongano di competenze appropriate e ricevano una formazione adeguata; invita la Commissione a presentare quanto prima il rafforzamento dell'agenda per le competenze, annunciato nel Libro bianco sull'intelligenza artificiale il 19 febbraio 2020;

24. sottolinea che il calcolo quantistico potrebbe rappresentare il cambiamento più rivoluzionario nel campo dei conflitti dall'avvento degli armamenti nucleari e chiede pertanto che l'ulteriore sviluppo delle tecnologie nell'ambito del calcolo quantistico sia una priorità dell'Unione e degli Stati membri; riconosce che gli atti di aggressione, compresi gli attacchi contro infrastrutture chiave, assistiti dal calcolo quantistico creeranno un ambiente conflittuale in cui il tempo per prendere le decisioni sarà ridotto drasticamente da giorni e ore a minuti e secondi, costringendo gli Stati membri a sviluppare capacità che li proteggano e ad addestrare i decisori e il personale militare a rispondere efficacemente entro tali tempistiche;

25. sottolinea la necessità di superare l'attuale frammentazione all'interno dell'Unione per quanto riguarda il diritto nazionale relativo all'IA, la ricerca, l'innovazione e le competenze nel settore dell'IA, che mette a repentaglio il funzionamento del mercato interno e l'obiettivo di garantire uno sviluppo affidabile e sicuro dell'IA in Europa; accoglie con favore, a tale riguardo, l'inclusione di progetti relativi all'IA nell'ambito del programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa (EDIDP); ritiene inoltre che il futuro Fondo europeo per la difesa (FED) e la cooperazione strutturata permanente (PESCO) offrano quadri adeguati per i futuri progetti relativi all'IA, che contribuirebbero a ottimizzare gli sforzi dell'Unione in tale settore e a promuovere, allo stesso tempo, l'obiettivo dell'Unione di un rafforzamento dei diritti umani, del diritto internazionale e delle soluzioni multilaterali; sottolinea che i progetti relativi all'IA dovrebbero essere sincronizzati con i più ampi programmi civili dell'Unione dedicati all'IA; osserva che, in linea con il Libro bianco sull'intelligenza artificiale della Commissione europea, si dovrebbero istituire strutture di eccellenza e di prova che si occupino di ricerca e sviluppo dell'IA nel settore della sicurezza e della difesa, con specifiche rigorose alla base della partecipazione e degli investimenti dei soggetti privati;

26. sottolinea che l'Unione deve impegnarsi per conseguire la resilienza strategica, in modo da non trovarsi mai più impreparata in periodi di crisi, e che per quanto riguarda, in particolare, l'intelligenza artificiale e le sue applicazioni nel settore della difesa e della sicurezza, tale aspetto riveste un'importanza fondamentale; evidenzia che le catene di approvvigionamento per i sistemi di IA nel settore della difesa e della sicurezza che potrebbero portare a una dipendenza tecnologica andrebbero ricalibrate e che tali dipendenze dovrebbero essere progressivamente eliminate; chiede maggiori investimenti nell'IA europea per la difesa e nelle infrastrutture essenziali che la sostengono;

27. evidenzia che uno sviluppo dell'IA rispettoso dei diritti fondamentali e che sostenga il pubblico interesse richiede, a livello dell'Unione, la messa in comune strategica e la condivisione dei dati tra entità private e pubbliche, oltre al rafforzamento dell'ecosistema dell'IA nell'Unione con il coinvolgimento delle parti interessate pubbliche e private e della società civile; invita la Commissione a promuovere il dialogo, una più stretta cooperazione e le sinergie tra Stati membri, ricercatori, accademici, attori della società civile e settore privato, in particolare le società e le imprese leader, e il settore militare al fine di porre in essere processi decisionali inclusivi riguardanti la regolamentazione dell'IA nel settore della difesa e sfruttare al massimo il potenziale dell'IA, promuovendo nel contempo una migliore comprensione dei rischi e dei vantaggi e garantendo la massima sicurezza operativa;

28. sottolinea che, nel contesto della diffusa guerra della disinformazione, portata avanti in particolare da attori non europei, le tecnologie di IA potrebbero avere effetti negativi sul piano etico attraverso lo sfruttamento delle distorsioni nei dati e negli algoritmi o l'alterazione deliberata dei dati di apprendimento da parte di un paese terzo, e potrebbero essere esposte a forme di manipolazione pericolose e dannose, in modi imprevedibili e con conseguenze incalcolabili; è quindi ancora più necessario che l'Unione continui a investire nella ricerca, nell'analisi, nell'innovazione e nel trasferimento transfrontaliero e intersettoriale delle conoscenze, al fine di sviluppare tecnologie di IA che siano chiaramente prive di qualsiasi genere di profilazione, distorsione e discriminazione e consentano di contribuire efficacemente alla lotta contro le notizie false e la disinformazione, rispettando nel contempo la riservatezza dei dati e il quadro giuridico europeo;

29. sottolinea l'importanza dell'elaborazione di un codice etico di condotta che disciplini l'uso dei sistemi basati sull'IA e dotati di armi nelle operazioni militari e che sia simile al quadro normativo esistente che vieta l'impiego di armi chimiche e biologiche; è del parere che la Commissione dovrebbe avviare la definizione di norme sull'uso in guerra dei sistemi d'arma basati sull'IA conformemente al diritto internazionale umanitario e che l'Unione persegua l'adozione di tali norme a livello internazionale; ritiene che l'Unione dovrebbe partecipare ai consessi internazionali della diplomazia dell'IA insieme ai partner animati dagli stessi principi, come il G7, il G20 e l'OCSE;

30. prende nota del Libro bianco della Commissione sull'intelligenza artificiale del 19 febbraio 2020 e si rammarica che gli aspetti militari non siano stati tenuti in considerazione; invita la Commissione e l'AR/VP a presentare, anche nell'ambito di un approccio globale, una strategia settoriale di IA per le attività connesse al settore della difesa nel quadro dell'Unione, che garantisca il rispetto sia dei diritti dei cittadini sia degli interessi strategici dell'Unione e che sia basata su un approccio coerente che vada dall'introduzione di sistemi basati sull'IA al loro utilizzo militare e a istituire, nell'ambito del gruppo di esperti ad alto livello sull'intelligenza artificiale, un gruppo di lavoro sulla sicurezza e la difesa che affronti specificamente le questioni riguardanti le politiche, gli investimenti nonché gli aspetti etici dell'IA nel settore della sicurezza e della difesa; invita il Consiglio, la Commissione e l'AR/VP ad avviare a tal fine un dialogo strutturato con il Parlamento europeo.

 

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

22.6.2020

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

60

7

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Alviina Alametsä, Maria Arena, Petras Auštrevičius, Traian Băsescu, Lars Patrick Berg, Anna Bonfrisco, Reinhard Bütikofer, Fabio Massimo Castaldo, Susanna Ceccardi, Włodzimierz Cimoszewicz, Katalin Cseh, Tanja Fajon, Anna Fotyga, Michael Gahler, Kinga Gál, Sunčana Glavak, Raphaël Glucksmann, Klemen Grošelj, Bernard Guetta, Márton Gyöngyösi, Sandra Kalniete, Karol Karski, Dietmar Köster, Stelios Kouloglou, Andrius Kubilius, Ilhan Kyuchyuk, David Lega, Miriam Lexmann, Nathalie Loiseau, Antonio López-Istúriz White, Claudiu Manda, Lukas Mandl, Thierry Mariani, David McAllister, Vangelis Meimarakis, Sven Mikser, Francisco José Millán Mon, Javier Nart, Gheorghe-Vlad Nistor, Urmas Paet, Kostas Papadakis, Tonino Picula, Manu Pineda, Kati Piri, Giuliano Pisapia, Diana Riba i Giner, María Soraya Rodríguez Ramos, Nacho Sánchez Amor, Isabel Santos, Jacek Saryusz-Wolski, Andreas Schieder, Radosław Sikorski, Sergei Stanishev, Tineke Strik, Hermann Tertsch, Hilde Vautmans, Harald Vilimsky, Idoia Villanueva Ruiz, Thomas Waitz, Witold Jan Waszczykowski, Charlie Weimers, Isabel Wiseler-Lima, Željana Zovko

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Katarina Barley, Nicolas Bay, Arnaud Danjean, Katrin Langensiepen, Hannah Neumann, Mick Wallace

 

 

 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

60

+

PPE

Traian Băsescu, Arnaud Danjean, Michael Gahler, Kinga Gál, Sunčana Glavak, Sandra Kalniete, Andrius Kubilius, David Lega, Miriam Lexmann, Antonio López-Istúriz White, Lukas Mandl, David McAllister, Vangelis Meimarakis, Francisco José Millán Mon, Gheorghe-Vlad Nistor, Radosław Sikorski, Isabel Wiseler-Lima, Željana Zovko

S&D

Maria Arena, Katarina Barley, Włodzimierz Cimoszewicz, Tanja Fajon, Raphaël Glucksmann, Dietmar Köster, Claudiu Manda, Sven Mikser, Tonino Picula, Kati Piri, Giuliano Pisapia, Nacho Sánchez Amor, Isabel Santos, Andreas Schieder, Sergei Stanishev

RENEW

Petras Auštrevičius, Katalin Cseh, Klemen Grošelj, Bernard Guetta, Ilhan Kyuchyuk, Nathalie Loiseau, Javier Nart, Urmas Paet, María Soraya Rodríguez Ramos, Hilde Vautmans

ID

Anna Bonfrisco, Susanna Ceccardi

VERTS/ALE

Alviina Alametsä, Reinhard Bütikofer, Katrin Langensiepen, Hannah Neumann, Diana Riba i Giner, Tineke Strik, Thomas Waitz

ECR

Anna Fotyga, Karol Karski, Jacek Saryusz-Wolski, Hermann Tertsch, Witold Jan Waszczykowski, Charlie Weimers

NI

Fabio Massimo Castaldo, Márton Gyöngyösi

 

7

-

GUE

Stelios Kouloglou, Manu Pineda, Idoia Villanueva Ruiz, Mick Wallace

ID

Nicolas Bay, Thierry Mariani

NI

Kostas Papadakis

 

2

0

ID

Lars Patrick Berg, Harald Vilimsky

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER IL MERCATO INTERNO E LA PROTEZIONE DEI CONSUMATORI (8.7.2020)

 

destinato alla commissione giuridica

 

recante raccomandazioni alla Commissione sul quadro relativo agli aspetti etici dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate

(2020/2012(INL))

Relatrice per parere: Alexandra Geese

(Iniziativa – articolo 47 del regolamento)

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 57 del regolamento

 

SUGGERIMENTI

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione giuridica, competente per il merito:

– a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

 

A. considerando che una guida etica, quali i principi adottati dal gruppo di esperti ad alto livello sull'intelligenza artificiale, è un buon punto di partenza ma non è sufficiente per garantire che le imprese agiscano in modo equo e assicurino una protezione efficace dei consumatori;

 

Ambito di applicazione

1. sottolinea l'importanza di applicare un quadro normativo dell'UE degli aspetti etici dell'intelligenza artificiale (IA), della robotica e delle tecnologie correlate nei casi in cui i consumatori all'interno dell'Unione siano utenti di un sistema algoritmico, diretti verso di esso o soggetti a quest'ultimo, indipendentemente dal luogo di stabilimento delle entità che sviluppano, vendono o impiegano il sistema; ritiene inoltre che, ai fini della certezza giuridica, le norme stabilite debbano essere applicate a tutti gli sviluppatori lungo l'intera catena del valore, vale a dire lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo delle tecnologie pertinenti e dei loro componenti, e dovrebbero garantire un alto livello di protezione dei consumatori; ribadisce l'importanza dei valori dell'Unione sanciti dai trattati per quanto riguarda l'importanza della protezione dei dati personali e del consenso esplicito e informato e propone che tali norme tengano conto degli insegnamenti tratti dall'attuazione del regolamento (UE) 2016/679[19] (GDPR), che è considerato un parametro di riferimento globale; ritiene che un rappresentante legale, con sede nell'Unione, al quale si potrebbero rivolgere richieste atte, ad esempio, a consentire ai consumatori di presentare ricorso, sia importante per l'applicazione di un futuro quadro normativo dell'UE;

 

2. nota che il quadro dovrebbe applicarsi ai sistemi algoritmici, incluso il campo dell'IA, dell'Internet degli oggetti, dell'apprendimento automatico, dei sistemi basati sulle regole, dei processi decisionali automatizzati e assistiti e della robotica; osserva inoltre che si potrebbero sviluppare icone standardizzate per contribuire a spiegare tali sistemi ai consumatori ogni volta che presentano complessità o sono in grado di formulare decisioni che incidono significativamente sulla loro vita;

 

3. sottolinea che il quadro normativo dell'UE deve avere un approccio antropocentrico e condurre allo sviluppo di sistemi che incorporano i valori etici europei sin dalla progettazione; ritiene che un quadro normativo dell'UE incentrato sui valori dell'Unione quali sanciti dai trattati rappresenterebbe un valore aggiunto in grado di assicurare all'Europa un vantaggio competitivo unico e fornirebbe un contributo significativo al benessere e alla prosperità dei cittadini e delle imprese dell'Unione, oltre a rafforzare il mercato interno; sottolinea che un quadro etico per l'IA rappresenta inoltre un valore aggiunto per promuovere l'innovazione sul mercato interno;

 

4. sottolinea che il quadro legislativo introdotto dalla decisione n. 768/2008/CE[20] prevede un elenco armonizzato di obblighi per i produttori, gli importatori e i distributori, incoraggia l'uso di norme e prevede diversi livelli di controllo a seconda della pericolosità del prodotto; ritiene che tale quadro dovrebbe applicarsi anche ai prodotti dotati di intelligenza artificiale integrata;

 

5. sottolinea che qualsiasi futura regolamentazione dovrebbe seguire un approccio differenziato basato sul rischio, per consentire lo sviluppo e la diffusione di sistemi sicuri e affidabili, con criteri e indicatori chiari, seguito da una valutazione giuridica imparziale fondata sul danno potenziale o sulle violazioni dei diritti dell'individuo e della società nel suo complesso, tenendo conto del contesto di utilizzo specifico del sistema algoritmico; sottolinea che gli obblighi giuridici e i requisiti di certificazione dovrebbero aumentare gradualmente insieme al livello di rischio individuato; evidenzia che nelle categorie di rischio più basse non dovrebbero essere previsti obblighi giuridici supplementari; nota che i sistemi algoritmici che possono arrecare danno a una persona o causare potenziali violazioni dei diritti di un individuo o influire sul suo accesso a pubblici benefici non devono essere considerati come appartenenti alla categoria di rischio più bassa; osserva che tale approccio basato sul rischio dovrebbe seguire regole chiare e trasparenti, garantendo sufficiente certezza giuridica pur essendo adeguato alle esigenze future; chiede un'attuazione uniforme del sistema di classificazione dei rischi e dei relativi obblighi giuridici per garantire parità di condizioni tra gli Stati membri e prevenire la frammentazione del mercato interno; sottolinea che la valutazione del rischio di un sistema specifico deve essere soggetta a periodica rivalutazione;

 

6. ricorda che la Commissione dovrebbe esaminare il quadro giuridico dell'UE esistente e la sua applicazione, compresi l'acquis in materia di diritto dei consumatori, la legislazione in materia di responsabilità per danno da prodotti difettosi, la legislazione in materia di sicurezza dei prodotti e di vigilanza del mercato, al fine di individuare le lacune giuridiche nonché gli obblighi normativi esistenti; ritiene che ciò sia necessario per verificare se l'attuale quadro giuridico dell'UE sia in grado di rispondere allo sviluppo dell'IA, della robotica e delle tecnologie correlate e se sia in grado di garantire un livello elevato di protezione dei consumatori;

 

Gestione dei dati

7. sottolinea l'importanza di un quadro etico e normativo dell'UE che comprenda in particolare disposizioni che richiedano dati di elevata qualità per addestrare i sistemi algoritmici in relazione allo scopo del loro utilizzo; evidenzia, a tale riguardo, la necessità di garantire la rappresentatività dei dati utilizzati nei sistemi algoritmici, eliminando, laddove possibile, le distorsioni degli insiemi di dati, nonché delle norme in materia di dati e di aggregazione al fine di migliorare i risultati dei sistemi algoritmici e rafforzare la fiducia e l'accettazione dei consumatori; sottolinea che tali insiemi di dati dovrebbero essere verificabili dalle autorità competenti ogni qualvolta esse siano chiamate a garantirne la conformità ai principi di cui sopra;

 

Protezione dei consumatori: trasparenza e spiegabilità degli algoritmi

8. sottolinea che la fiducia dei consumatori è essenziale per lo sviluppo e l'applicazione dell'IA, della robotica e delle tecnologie correlate che possono comportare rischi intrinseci quando si basano su algoritmi opachi e insiemi di dati che presentano distorsioni; ritiene che i consumatori dovrebbero avere il diritto di essere adeguatamente informati in maniera comprensibile, tempestiva, standardizzata, precisa e accessibile in merito all'esistenza, al ragionamento al possibile risultato e all'impatto per i consumatori dei sistemi algoritmici, in merito a come contattare un essere umano dotato di potere decisionale e a come sia possibile controllare, contestare efficacemente e correggere le decisioni del sistema; ricorda che gli esseri umani devono sempre essere in grado di prevalere sulle decisioni automatizzate; ritiene che i consumatori dovrebbero anche essere protetti mediante il diritto di spegnere o limitare un sistema di IA ricorrendo, ove possibile, alla personalizzazione; sottolinea l'importanza della proporzionalità nello sviluppo di tale quadro di trasparenza al fine di evitare di creare un onere inutile a carico delle start-up e delle piccole e medie imprese (PMI) che operano in categorie a basso rischio;

 

9. sottolinea la necessità di affrontare in modo efficace le sfide poste dai sistemi algoritmici e di garantire che i consumatori abbiano maggiore potere e siano adeguatamente tutelati; sottolinea la necessità di guardare oltre i principi tradizionali di informazione e divulgazione su cui si basa l'acquis relativo ai consumatori, dal momento che saranno necessari maggiori diritti dei consumatori e chiare limitazioni quanto allo sviluppo e all'utilizzo dei sistemi algoritmici per garantire che la tecnologia contribuisca a migliorare la vita dei consumatori ed evolva in modo da rispettare i diritti fondamentali e dei consumatori e i valori europei;

 

10. ritiene che un approccio progettuale sensibile ai valori sia fortemente necessario per creare le condizioni per un una diffusa accettazione sociale dell'IA da parte dei consumatori; ritiene che i valori etici di equità, accuratezza, riservatezza e trasparenza dovrebbero essere la base dell'IA, il che implica in questo contesto che le operazioni del sistema dovrebbero essere tali da non generare risultati che presentano distorsioni inique;

 

11. ricorda l'importanza di garantire la disponibilità di mezzi di ricorso efficaci per i consumatori e invita gli Stati membri e le autorità nazionali di vigilanza del mercato a mettere a disposizione procedure e strutture di riesame accessibili, a prezzi abbordabili, indipendenti ed efficaci per garantire un riesame umano imparziale di tutte le denunce di violazioni dei diritti dei consumatori mediante l'utilizzo di sistemi algoritmici, provenienti da soggetti del settore pubblico e privato; insiste affinché i meccanismi di risoluzione delle controversie e di ricorso collettivo in linea con la direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle azioni rappresentative a tutela degli interessi collettivi dei consumatori e che abroga la direttiva 2009/22/CE[21] siano resi disponibili per contestare l'introduzione o l'uso in corso di un sistema che potrebbe violare i diritti dei consumatori o per porre rimedio a una violazione dei diritti; chiede alla Commissione di garantire che le organizzazioni dei consumatori nazionali ed europee dispongano di finanziamenti sufficienti per assistere i consumatori nell'esercizio del loro diritto a un ricorso nei casi in cui le decisioni basate su applicazioni IA violano i diritti dei consumatori;

 

12. sottolinea che, laddove il denaro proveniente da fonti pubbliche contribuisce in modo significativo allo sviluppo o all'attuazione di un sistema algoritmico, unitamente agli appalti aperti e alle norme contrattuali aperte, il codice, i dati generati – nella misura in cui non siano personali – e il modello addestrato potrebbero essere resi pubblici per impostazione predefinita previo accodo con lo sviluppatore, al fine di garantire la trasparenza, migliorare la cibersicurezza e consentirne il riutilizzo al fine di promuovere l'innovazione; sottolinea che in questo modo è possibile sbloccare il pieno potenziale del mercato unico evitando la frammentazione del mercato;

 

Mercato interno: informazione e sensibilizzazione dei consumatori

13. sottolinea l'importanza di garantire che gli interessi di tutti i consumatori, inclusi i consumatori che sono emarginati o in situazioni vulnerabili, quali le persone con disabilità, siano tenuti nella dovuta considerazione e rappresentati in qualsiasi futuro quadro normativo dell'UE; nota che, al fine di analizzare l'impatto dei sistemi algoritmici sui consumatori, l'accesso ai dati potrebbe essere esteso a soggetti appropriati, in particolare ricercatori indipendenti, mezzi di comunicazione e organizzazioni della società civile, ove possibile tramite le interfacce per programmi applicativi (API), nel pieno rispetto del diritto dell'Unione in materia di protezione dei dati, privacy e segreti commerciali; ricorda l'importanza di educare i consumatori a essere maggiormente informati e competenti quando gestiscono sistemi algoritmici, al fine di proteggerli da rischi potenziali e difendere i loro diritti; ritiene che l'IA, l'Internet degli oggetti e altre tecnologie emergenti abbiano un immenso potenziale per offrire ai consumatori opportunità di accesso a numerosi servizi che facilitano la loro vita quotidiana sotto molti aspetti e migliorano l'offerta di prodotti e servizi, beneficiando nel contempo ai consumatori in termini di una migliore vigilanza del mercato, a condizione che tutti i principi e le condizioni applicabili (compresa la trasparenza e la verificabilità) nonché le normative continuino ad applicarsi;

 

14. sottolinea l'importanza di raggiungere un livello elevato di alfabetizzazione digitale globale e di formare professionisti altamente qualificati in tale settore, nonché di garantire il riconoscimento reciproco di tali qualifiche in tutta l'Unione; sottolinea la necessità di disporre di gruppi diversificati di sviluppatori e ingegneri che operino a fianco dei principali attori sociali, al fine di evitare che distorsioni di genere e culturali siano inavvertitamente inserite negli algoritmi, sistemi e applicazioni di IA; sostiene la creazione di programmi educativi e attività di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sull'impatto sociale, giuridico ed etico dell'IA;

 

15. invita la Commissione a promuovere e finanziare lo sviluppo di un'IA, una robotica e tecnologie correlate che siano antropocentriche, affrontino le sfide ambientali e climatiche e garantiscano pari accesso ai diritti fondamentali, nonché l'esercizio degli stessi, attraverso il ricorso a imposte, appalti o altri incentivi;

 

16. sottolinea che l'IA e i sistemi algoritmici dovrebbero essere giuridicamente conformi, solidi, affidabili e sicuri sin dalla progettazione; invita la Commissione a garantire che l'approccio normativo dell'Unione nei confronti dei sistemi algoritmici includa misure adeguate che consentano a tali sistemi di essere soggetti a un controllo e a una supervisione indipendenti;

 

Vigilanza del mercato

17. chiede l'istituzione di un centro europeo di competenze che rafforzi le capacità dell'Unione e si basi per quanto possibile sulle strutture esistenti per promuovere lo scambio di informazioni relative ai sistemi algoritmici tra le autorità degli Stati membri e per sostenere lo sviluppo di un'intesa comune nel mercato unico fornendo orientamenti, pareri e consulenza alle autorità degli Stati membri, monitorando l'attuazione della pertinente legislazione dell'UE, affrontando le potenziali problematiche in materia di tutela dei consumatori, individuando standard per le migliori pratiche e, se del caso, formulando raccomandazioni per misure normative; chiede inoltre che tale struttura sia opportunamente consigliata dalle organizzazioni delle parti interessate, quali le organizzazioni per la tutela dei consumatori, al fine di garantire un'ampia rappresentanza dei consumatori; ritiene che, a causa dell'impatto sproporzionato dei sistemi algoritmici sulle donne e sulle minoranze, i livelli decisionali di tale struttura dovrebbero essere eterogenei ed equilibrati sotto il profilo del genere; evidenzia che gli Stati membri devono elaborare strategie di gestione del rischio per l'IA nel contesto delle loro strategie nazionali di vigilanza del mercato;

 

18. invita la Commissione a proporre misure per la tracciabilità dei dati, tenendo conto sia della legalità dell'acquisizione dei dati sia della tutela dei diritti dei consumatori e dei diritti fondamentali; sottolinea nel contempo che gli insiemi di dati, gli algoritmi e i processi utilizzati nello sviluppo e nella diffusione dei sistemi algoritmici, inclusi quelli relativi alla raccolta e all'etichettatura dei dati, dovrebbero essere documentati conformemente allo standard comune; nota che è essenziale che la documentazione relativa alla valutazione dei rischi, la documentazione relativa al software, gli algoritmi e gli insiemi di dati utilizzati o prodotti dall'intelligenza artificiale, dalla robotica e dalle tecnologie correlate siano accessibili e spiegabili alle autorità di vigilanza del mercato, nel rispetto del diritto dell'Unione e dei segreti commerciali; osserva inoltre che tale documentazione dovrebbe essere conservata da coloro che partecipano alle diverse fasi dello sviluppo dei sistemi algoritmici; osserva che sarebbe opportuno conferire prerogative aggiuntive in tal senso alle autorità di vigilanza del mercato; ritiene che potrebbe essere necessario un esame dell'attuale legislazione in materia di vigilanza del mercato per evitare che diventi obsoleta e garantire che risponda eticamente allo sviluppo dell'IA, della robotica e delle tecnologie correlate;

 

19. invita ogni Stato membro a designare un'autorità nazionale competente e a garantirle finanziamenti sufficienti affinché monitori l'applicazione delle disposizioni relative ai sistemi algoritmici; sottolinea la necessità di rafforzare le autorità nazionali di vigilanza del mercato in termini di capacità, abilità e competenze in materia di IA nonché di conoscenza dei rischi specifici dell'IA;

 

20. chiede un forte coordinamento tra le autorità degli Stati membri e l'istituzione di un consiglio di vigilanza del mercato europeo per i sistemi algoritmici, costituito da autorità nazionali, al fine di garantire un controllo efficace, parità di condizioni a livello europeo ed evitare la frammentazione del mercato interno;

 

21. riconosce i preziosi risultati del gruppo di esperti ad alto livello sull'intelligenza artificiale, in particolare gli "Orientamenti etici per un'intelligenza artificiale affidabile"; propone che questo gruppo composto da rappresentanti del mondo accademico, della società civile e dell'industria, nonché dell'Alleanza europea per l'IA, possa fornire consulenza al consiglio di vigilanza del mercato europeo per i sistemi algoritmici;

 

22. osserva che, in particolare nei settori business-to-consumer, i sistemi dovrebbero essere incentrati sull'utente e progettati in modo da consentire a ognuno di utilizzare prodotti o servizi di intelligenza artificiale, indipendentemente da età, genere, capacità o caratteristiche; nota che l'accessibilità di questa tecnologia alle persone con disabilità è particolarmente importante; osserva che i sistemi di IA non dovrebbero seguire un approccio unico per tutti e dovrebbero tenere in considerazione i principi della progettazione universale rivolti alla più ampia gamma possibile di utenti, seguendo le pertinenti norme in materia di accessibilità; sottolinea che ciò consentirà alle persone di avere un accesso equo e di partecipare attivamente alle attività umane mediate dal computer esistenti ed emergenti e alle tecnologie assistive.

 

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

7.7.2020

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

39

1

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Alex Agius Saliba, Andrus Ansip, Alessandra Basso, Brando Benifei, Adam Bielan, Hynek Blaško, Biljana Borzan, Vlad-Marius Botoş, Markus Buchheit, Dita Charanzová, Deirdre Clune, David Cormand, Petra De Sutter, Carlo Fidanza, Evelyne Gebhardt, Alexandra Geese, Sandro Gozi, Maria Grapini, Svenja Hahn, Virginie Joron, Eugen Jurzyca, Arba Kokalari, Marcel Kolaja, Kateřina Konečná, Andrey Kovatchev, Jean-Lin Lacapelle, Maria-Manuel Leitão-Marques, Adriana Maldonado López, Antonius Manders, Beata Mazurek, Leszek Miller, Kris Peeters, Anne-Sophie Pelletier, Christel Schaldemose, Andreas Schwab, Tomislav Sokol, Ivan Štefanec, Kim Van Sparrentak, Marion Walsmann, Marco Zullo

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, Maria da Graça Carvalho, Edina Tóth, Stéphanie Yon-Courtin

 

 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

39

+

PPE

S&D

RENEW

VERTS/ALE

ECR

GUE/NGL

NI

Pascal Arimont, Maria da Graça Carvalho, Deirdre Clune, Arba Kokalari, Andrey Kovatchev, Antonius Manders, Kris Peeters, Andreas Schwab, Tomislav Sokol, Ivan Štefanec, Edina Tóth, Marion Walsmann

Alex Agius Saliba, Brando Benifei, Biljana Borzan, Evelyne Gebhardt, Maria Grapini, MariaManuel LeitãoMarques, Adriana Maldonado López, Leszek Miller, Christel Schaldemose

Andrus Ansip, VladMarius Botoş, Dita Charanzová, Sandro Gozi, Svenja Hahn, Stéphanie YonCourtin

David Cormand, Petra De Sutter, Alexandra Geese, Marcel Kolaja, Kimvan Sparrentak

Adam Bielan, Carlo Fidanza, Eugen Jurzyca, Beata Mazurek

Kateřina Konečná, AnneSophie Pelletier

Marco Zullo

 

1

-

ID

Hynek Blaško

 

4

0

ID

Alessandra Basso, Markus Buchheit, Virginie Joron, JeanLin Lacapelle

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER I TRASPORTI E IL TURISMO (16.7.2020)

 

destinato alla commissione giuridica

 

recante raccomandazioni alla Commissione sul quadro relativo agli aspetti etici dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate

(2020/2012(INL))

Relatore per parere: Valter Flego

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 57 del regolamento

 

(Iniziativa – articolo 47 del regolamento)

 

SUGGERIMENTI

La commissione per i trasporti e il turismo invita la commissione giuridica, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A. considerando che l'intelligenza artificiale (IA) è una forma di tecnologia di importanza strategica per il settore dei trasporti e dovrebbe andare a vantaggio dei cittadini e della società migliorando la qualità della vita, incrementando il livello di sicurezza di tutti i modi di trasporto e creando nuove opportunità di lavoro e modelli imprenditoriali più sostenibili; che l'IA ha il potenziale per trasformare la società in modo significativo, in particolare se resa ampiamente disponibile e accessibile;

B. considerando che il pieno potenziale dell'IA nel settore dei trasporti può essere sfruttato soltanto se gli utenti sono consapevoli dei vantaggi e delle sfide potenziali che tale tecnologia comporta; che è necessario affrontare tale questione nell'ambito dell'istruzione e della formazione, anche in termini di promozione dell'inclusione digitale, e condurre campagne informative a livello dell'Unione che forniscano una rappresentazione accurata di tutti gli aspetti dello sviluppo dell'IA;

C. considerando che un approccio europeo all'IA, alla robotica e alle tecnologie correlate deve essere conforme ai principi etici al fine di garantire che l'IA, la robotica e le tecnologie correlate siano antropocentriche, migliorino il benessere degli esseri umani, la sicurezza, il benessere della società e l'ambiente, affrontino importanti questioni etiche, rispettino pienamente i diritti fondamentali, i valori e i principi dell'UE e siano pienamente in linea con la legislazione dell'Unione in materia di protezione dei dati e della vita privata; che tale approccio dovrà altresì affrontare questioni relative alla qualità degli insiemi di dati utilizzati nei sistemi algoritmici nonché agli algoritmi stessi e alle norme in materia di dati e aggregazione;

D. considerando che un'IA affidabile deve basarsi su quattro principi etici: rispetto dell'autonomia umana, prevenzione dei danni, equità e spiegabilità; che per garantire il rispetto di tali principi etici è necessario adottare norme specifiche per il settore dei trasporti dell'Unione;

E. considerando che l'errore umano è ancora presente in circa il 95 % di tutti gli incidenti stradali nell'UE; che l'Unione mirava a ridurre del 50 % rispetto al 2010 il numero annuale di morti per incidenti stradali entro il 2020 ma, alla luce della mancanza di progressi, ha rinnovato gli sforzi nel nuovo quadro strategico per la sicurezza stradale 2021-2030 – prossime tappe verso l'obiettivo "zero vittime"; che, a tale riguardo, l'IA, l'automazione e altre nuove tecnologie hanno un grande potenziale e sono di vitale importanza per aumentare la sicurezza stradale attraverso la riduzione delle possibilità di errore umano;

F. considerando che l'IA, l'automazione e altre nuove tecnologie possono anche contribuire a ridurre la congestione del traffico e le emissioni di gas a effetto serra e di inquinanti atmosferici;

G. considerando che la produzione di IA, robotica e tecnologie correlate eticamente responsabili, antropocentriche e tecnologicamente robuste nel settore dei trasporti offre alle imprese dell'Unione, comprese le PMI, l'opportunità commerciale di diventare leader a livello mondiale in questo settore;

H. considerando che tali nuove opportunità commerciali possono contribuire alla ripresa dell'industria dell'Unione dopo l'attuale crisi sanitaria ed economica e ad un maggiore utilizzo delle tecnologie di IA nel settore dei trasporti; che le suddette opportunità creeranno nuovi posti di lavoro, dato che la diffusione dell'IA e delle tecnologie correlate ha il potenziale per aumentare i livelli di produttività delle imprese e per contribuire a miglioramenti dell'efficienza; che i programmi di innovazione in tale ambito possono consentire ai raggruppamenti regionali di prosperare;

I. considerando che un approccio europeo allo sviluppo dell'IA, della robotica e delle tecnologie correlate nei trasporti ha il potenziale per aumentare la competitività globale e l'autonomia strategica dell'economia dell'Unione;

J. considerando che in settori come i trasporti pubblici, i sistemi di IA per il trasporto intelligente possono essere utilizzati per ridurre al minimo le code, consentire alle persone con disabilità di essere più indipendenti e aumentare l'efficienza energetica, intensificando, in tal modo, gli sforzi di decarbonizzazione e riducendo l'impronta ambientale;

1. sottolinea il potenziale di utilizzare l'IA, la robotica e le tecnologie correlate per tutti i mezzi autonomi di trasporto su strada, ferroviario, aereo e per vie navigabili nonché per dare impulso al trasferimento modale e all'intermodalità, dato che queste tecnologie possono contribuire all'individuazione della combinazione ottimale dei modi di trasporto per il trasporto merci e passeggeri; sottolinea inoltre il loro potenziale per rendere i trasporti, la logistica e i flussi del traffico più efficienti e per rendere tutti i modi di trasporto più sicuri, più intelligenti e più rispettosi dell'ambiente; sottolinea che un approccio etico all'IA può essere visto anche come un sistema di allarme rapido, in particolare per quanto riguarda la sicurezza e l'efficienza dei trasporti;

2 sottolinea che la concorrenza globale tra imprese e regioni economiche richiede che l'UE promuova gli investimenti e rafforzi la competitività internazionale delle imprese che operano nel settore dei trasporti, creando un ambiente favorevole allo sviluppo e all'applicazione di soluzioni di IA e ulteriori innovazioni, in cui le imprese con sede nell'Unione possano diventare leader mondiali nello sviluppo delle tecnologie di IA;

3. sottolinea che il settore dei trasporti dell'UE necessita di un aggiornamento del quadro normativo relativo a tali tecnologie emergenti e al loro utilizzo nel settore dei trasporti e di un chiaro quadro etico per conseguire un'IA affidabile, inclusi gli aspetti relativi alla sicurezza, alla protezione, al rispetto dell'autonomia umana, al controllo e alla responsabilità, che aumenterà i benefici che sono condivisi da tutti e sarà fondamentale per stimolare gli investimenti nella ricerca e nell'innovazione, lo sviluppo di competenze e l'adozione dell'IA da parte dei servizi pubblici, delle PMI, delle start-up e delle imprese, garantendo allo stesso tempo la protezione dei dati e l'interoperabilità, senza imporre inutili oneri amministrativi alle imprese e ai consumatori; evidenzia che è fondamentale garantire che qualsiasi aggiornamento del quadro normativo relativo a queste tecnologie emergenti sia sempre basato su una reale necessità e rispetti il principio di una migliore regolamentazione e, a tale riguardo:

a) invita la Commissione a prevedere un quadro chiaro di principi etici per lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'IA, della robotica e delle tecnologie correlate nel settore dei trasporti; sottolinea che l'IA, la robotica e le tecnologie correlate nel settore dei trasporti devono essere sviluppate, diffuse e utilizzate conformemente a tali principi etici;

b) raccomanda la definizione di orientamenti per una classificazione armonizzata dei rischi delle tecnologie basate sull'IA in tutti i modi di trasporto, che copra le funzioni dei veicoli attribuite all'uomo e all'IA e chiarisca le responsabilità e i requisiti in materia di sicurezza;

c) invita la Commissione a valutare l'utilizzo dell'attuale struttura europea di vigilanza del mercato per i sistemi algoritmici, incluse le relative disposizioni a tutela dei dati associati, che fornisca orientamenti, pareri e consulenza alle autorità degli Stati membri, anche in materia di interoperabilità;

d) invita la Commissione a istituire un sistema di classificazione dei rischi in materia di IA per i sistemi di trasporto intelligenti, in linea con le valutazioni del gruppo di esperti ad alto livello, al fine di rispondere meglio alle esigenze emergenti del settore dei trasporti;

e) invita la Commissione a prestare particolare attenzione alla situazione delle PMI e a elaborare la futura legislazione in modo da migliorare le opportunità per tali imprese di sviluppare e utilizzare le tecnologie di IA;

f) ritiene necessario fornire informazioni dettagliate agli utenti finali in merito al funzionamento dei sistemi di trasporto e ai veicoli basati sull'IA;

4. sottolinea che l'approccio europeo nei confronti delle tecnologie di IA dovrebbe conquistare la fiducia delle persone, servire l'interesse pubblico e rafforzare la responsabilità sociale condivisa; ritiene che lo sviluppo di un'IA affidabile, eticamente responsabile e tecnicamente robusta sia un fattore importante per una mobilità intelligente e sostenibile che sia sicura e accessibile; invita a tale proposito la Commissione a continuare a promuovere la diffusione dell'IA nel settore dei trasporti ed a proporre, onde garantire che i diritti fondamentali dell'Unione siano rispettati, modifiche corrispondenti alla legislazione dell'Unione senza indugio e in stretta cooperazione con tutte le parti interessate nel settore dei trasporti;

5. sottolinea che lo sviluppo e la diffusione dell'IA devono consentire servizi di trasporto sicuri e accessibili;

6. raccomanda lo sviluppo di norme per un'IA affidabile a livello dell'Unione per tutti i modi di trasporto, compresa l'industria automobilistica, in materia di sicurezza, interoperabilità, robustezza tecnica, riparabilità e riciclabilità del relativo hardware, anche per affrontare le preoccupazioni riguardanti l'efficienza delle risorse, la vita privata, la protezione dei dati e la trasparenza e per l'esecuzione di prove di veicoli basati sull'IA e dei relativi prodotti e servizi;

7. invita la Commissione a cooperare strettamente con gli Stati membri per l'elaborazione, l'attuazione e l'applicazione delle norme per un'IA affidabile nell'Unione; osserva che l'Unione ha il potenziale per diventare leader globale nella promozione di un approccio socialmente responsabile e sostenibile alla tecnologia di IA e al suo utilizzo;

8. invita la Commissione a valutare la possibilità di affidare a una o più agenzie, istituzioni o organismi esistenti pertinenti a livello dell'Unione meccanismi di monitoraggio, applicazione e sanzione e di esaminare in che modo gli strumenti esistenti di supervisione e controllo nel settore dei trasporti possano essere attrezzati e utilizzati per intervenire, al fine di garantire che vi sia un controllo a livello dell'Unione e consentire alla Commissione di intervenire qualora un sistema di IA utilizzato nei trasporti violi i diritti fondamentali o il quadro europeo in materia di etica e sicurezza;

9. invita la Commissione a sostenere ulteriormente lo sviluppo di sistemi di IA affidabili al fine di rendere i trasporti più sicuri, efficienti, accessibili, a prezzi abbordabili e inclusivi, anche per le persone con mobilità ridotta, in particolare le persone con disabilità, tenendo conto della direttiva (UE) 2019/882 del Parlamento europeo e del Consiglio[22] e della normativa europea sui diritti dei passeggeri;

10. richiama l'attenzione sull'elevato valore aggiunto apportato dai veicoli autonomi per le persone con mobilità ridotta, in quanto tali veicoli consentono loro di utilizzare più efficacemente il trasporto stradale individuale, facilitando così la loro vita quotidiana;

11. sottolinea l'importanza dell'accessibilità, in particolare nella fase di progettazione dei sistemi MaaS (Mobility as a Service, mobilità come servizio);

 

12. sottolinea l'importanza fondamentale della scienza dei dati per progettare sistemi di IA privi di discriminazioni ed evitare l'utilizzo di dati corrotti; raccomanda inoltre di seguire procedure per il trattamento dei dati che siano conformi con il regolamento generale sulla protezione dei dati e rispettino i principi di riservatezza e non discriminazione;

13. rileva che i sistemi di IA potrebbero contribuire a ridurre notevolmente il numero dei morti per incidenti stradali, ad esempio grazie a tempi di reazione migliori e a un maggiore rispetto delle regole; ritiene tuttavia impossibile che l'utilizzo di veicoli autonomi si traduca nell'eliminazione di tutti gli incidenti e sottolinea che ciò rende la spiegabilità delle decisioni dell'IA sempre più importante al fine di giustificare le carenze e le conseguenze indesiderate delle decisioni dell'IA;

14. è del parere che debba essere sempre possibile spiegare, in termini non tecnici, le decisioni dell'IA e gli eventuali dati pertinenti alla base di tali decisioni agli utenti finali e alle altre parti interessate;

15. osserva che lo sviluppo e l'attuazione dell'IA nel settore dei trasporti non saranno possibili senza infrastrutture moderne, che sono un elemento essenziale dei sistemi di trasporto intelligenti; sottolinea che i persistenti divari nel livello di sviluppo tra Stati membri fanno sorgere il rischio di privare le regioni meno sviluppate e i loro abitanti dei vantaggi apportati dallo sviluppo della mobilità autonoma; chiede finanziamenti adeguati per una valutazione delle sfide per il futuro del mercato del lavoro dovute allo sviluppo delle tecnologie di IA nel settore dei trasporti e per l'ammodernamento dell'infrastruttura nell'Unione, inclusa la sua integrazione nella rete 5G.

 

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

14.7.2020

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

49

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Magdalena Adamowicz, Andris Ameriks, José Ramón Bauzá Díaz, Izaskun Bilbao Barandica, Marco Campomenosi, Ciarán Cuffe, Jakop G. Dalunde, Johan Danielsson, Andor Deli, Karima Delli, Anna Deparnay-Grunenberg, Ismail Ertug, Gheorghe Falcă, Giuseppe Ferrandino, Mario Furore, Søren Gade, Isabel García Muñoz, Jens Gieseke, Elsi Katainen, Kateřina Konečná, Elena Kountoura, Julie Lechanteux, Bogusław Liberadzki, Benoît Lutgen, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska, Marian-Jean Marinescu, Tilly Metz, Giuseppe Milazzo, Cláudia Monteiro de Aguiar, Caroline Nagtegaal, Jan-Christoph Oetjen, Philippe Olivier, Rovana Plumb, Dominique Riquet, Dorien Rookmaker, Massimiliano Salini, Barbara Thaler, Elissavet Vozemberg-Vrionidi, Lucia Vuolo, Roberts Zīle, Kosma Złotowski

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Leila Chaibi, Angel Dzhambazki, Markus Ferber, Carlo Fidanza, Maria Grapini, Roman Haider, Alessandra Moretti

 

 

 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

49

+

ECR

Angel Dzhambazki, Carlo Fidanza, Roberts Zīle, Kosma Złotowski

GUE/NGL

Leila Chaibi, Kateřina Konečná, Elena Kountoura

ID

Marco Campomenosi, Roman Haider, Julie Lechanteux, Philippe Olivier, Lucia Vuolo

NI

Dorien Rookmaker, Mario Furore,

PPE

Magdalena Adamowicz, Andor Deli, Gheorghe Falcă, Markus Ferber, Jens Gieseke, Benoît Lutgen, Marian-Jean Marinescu, Giuseppe Milazzo, Cláudia Monteiro de Aguiar, Massimiliano Salini, Barbara Thaler, Elissavet Vozemberg-Vrionidi, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

Renew

José Ramón Bauzá Díaz, Izaskun Bilbao Barandica, Søren Gade, Elsi Katainen, Caroline Nagtegaal, Jan-Christoph Oetjen, Dominique Riquet

S&D

Andris Ameriks, Johan Danielsson, Ismail Ertug, Giuseppe Ferrandino, Isabel García Muñoz, Maria Grapini, Bogusław Liberadzki, Alessandra Moretti, Rovana Plumb, István Ujhelyi

Verts/ALE

Ciarán Cuffe, Jakop G. Dalunde, Karima Delli, Anna Deparnay-Grunenberg, Tilly Metz

 

0

-

 

 

 

0

0

 

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER LE LIBERTÀ CIVILI, LA GIUSTIZIA E GLI AFFARI INTERNI (22.9.2020)

 

destinato alla commissione giuridica

 

recante raccomandazioni alla Commissione concernenti il quadro relativo agli aspetti etici dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate

(2020/2012(INL))

Relatrice per parere (*): Assita Kanko

(*) Commissioni associate – articolo 57 del regolamento

 

(Iniziativa – articolo 47 del regolamento)

 

SUGGERIMENTI

La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni invita la commissione giuridica, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

– visti gli articoli 2 e 3 del trattato sull'Unione europea (TUE),

– visti gli articoli 10, 19, 21 e 167 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

– visto il diritto di petizione sancito dagli articoli 20 e 227 TFUE e dall'articolo 44 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

– visti gli articoli 21 e 22 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

– visto il preambolo del TUE,

– visti la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa per la protezione delle minoranze nazionali, il protocollo n. 12 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e la Carta europea delle lingue regionali e minoritarie,

– vista la direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica[23] (direttiva sull'uguaglianza razziale),

– vista la direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro[24] (direttiva sulla parità di trattamento in materia di occupazione),

– visti il regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati)[25] (RGPD), e la direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio[26],

– vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, dell'11 dicembre 2019, intitolata "Il Green Deal europeo",

– vista la sua risoluzione del 16 febbraio 2017 recante raccomandazioni alla Commissione concernenti norme di diritto civile sulla robotica[27],

– vista la raccomandazione del Consiglio dell'OCSE sull'intelligenza artificiale, adottata il 22 maggio 2019,

A. considerando che lo sviluppo e la progettazione della cosiddetta "intelligenza artificiale", della robotica e delle tecnologie correlate sono svolti dagli esseri umani e che le loro scelte determinano la misura in cui le tecnologie possono offrire benefici alla società;

B. considerando che la responsabilità degli algoritmi dovrebbe comportare l'attuazione di misure tecniche e operative che garantiscano trasparenza, catene di responsabilità chiaramente assegnate, non discriminazione attraverso un processo decisionale automatizzato o attraverso il calcolo delle probabilità dei comportamenti individuali; che la trasparenza dovrebbe offrire alle persone informazioni significative sulla logica utilizzata, l'importanza e le conseguenze previste; che ciò dovrebbe includere informazioni sui dati utilizzati per addestrare l'IA e permettere alle persone di comprendere e monitorare le decisioni che le riguardano;

C.  considerando che sussistono gravi preoccupazioni in merito al fatto che l'attuale quadro giuridico dell'UE, compresi l'acquis in materia di diritto dei consumatori, la legislazione relativa alla sicurezza dei prodotti e alla sorveglianza del mercato, nonché la legislazione antidiscriminazione, non sia sempre idoneo allo scopo di fronteggiare efficacemente i rischi creati dall'intelligenza artificiale, dalla robotica e dalle tecnologie correlate;

D. considerando che l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate possono avere gravi implicazioni per i beni materiali e immateriali degli individui, dei gruppi e della società nel suo complesso e che tali danni individuali e collettivi devono trovare riscontro nelle risposte legislative;

E. considerando che le questioni di governance relative alla diffusione dell'intelligenza artificiale nel settore pubblico devono essere debitamente prese in considerazione in termini di implicazioni per la democrazia, in particolare la legittimità democratica, la responsabilità, l'impegno pubblico significativo e il controllo;

F. considerando che l'analisi dei dati e l'IA influenzano sempre di più le informazioni rese accessibili ai cittadini; che tali tecnologie, se utilizzate impropriamente, possono mettere in pericolo il diritto fondamentale all'informazione, nonché la libertà e il pluralismo dei mezzi di comunicazione;

G. considerando che una guida etica, quali i principi adottati dal gruppo di esperti ad alto livello sull'intelligenza artificiale, è un buon punto di partenza ma non è sufficiente per garantire che le imprese agiscano in modo equo e assicurino una protezione efficace degli individui;

1. sottolinea che i cittadini, il settore pubblico e quello privato, il mondo accademico e la comunità scientifica possono godere appieno delle prospettive e delle opportunità offerte dall'intelligenza artificiale solo se la fiducia pubblica in tali tecnologie è garantita da una rigorosa applicazione dei diritti fondamentali, dalla conformità alla vigente legislazione dell'UE in materia di protezione dei dati nonché dalla certezza giuridica per tutti i soggetti coinvolti; sottolinea che il trattamento dei dati personali può essere effettuato solo a norma delle basi giuridiche stabilite all'articolo 6 del regolamento (UE) 2016/679; ritiene fondamentale che la trasparenza e l'adeguata offerta di informazioni al pubblico interessato costituiscano elementi essenziali per la costruzione della fiducia pubblica e la protezione dei diritti individuali;

2. sottolinea che il rispetto della legislazione vigente in materia di protezione dei dati, unitamente alle rigorose norme scientifiche, etiche e giuridiche e ai metodi di controllo democratico, è fondamentale per stabilire la fiducia e l'affidabilità delle soluzioni di IA; evidenzia, inoltre, che le informazioni emerse grazie all'intelligenza artificiale non offrono quadri imparziali di alcun tema e sono affidabili solo nella misura consentita dai dati di riferimento; evidenzia che l'analisi predittiva basata sull'intelligenza artificiale è in grado di offrire solo una probabilità statistica e, pertanto, non può sempre prevedere con precisione il comportamento individuale; sottolinea, di conseguenza, che solide norme scientifiche, etiche e giuridiche sono essenziali per gestire la raccolta dei dati e valutare i risultati di tale analisi basata sull'IA;

3. ritiene che qualsiasi quadro di principi etici per lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'IA, della robotica e delle tecnologie correlate dovrebbe rispettare pienamente la Carta dell'UE per i diritti fondamentali e rispettare di conseguenza la dignità umana, l'autonomia e l'autodeterminazione dell'individuo, impedire i danni, promuovere l'equità, l'inclusione e la trasparenza, eliminare le distorsioni e la discriminazione, anche delle minoranze, e rispettare i principi della limitazione degli effetti esterni negativi nelle tecnologie utilizzate, della spiegabilità delle tecnologie e la garanzia che le tecnologie siano al servizio delle persone e non siano intese a sostituirle o a decidere per loro, con il fine ultimo di accrescere il benessere umano per tutti;

4. sottolinea l'asimmetria tra coloro che impiegano le tecnologie di intelligenza artificiale e coloro che interagiscono con tali tecnologie e sono soggetti ad esse; pone in risalto, in tale contesto, che la fiducia dei cittadini nell'IA può essere costruita solo in un quadro di "etica come impostazione predefinita e fin dalla progettazione", che garantisca che qualsiasi IA messa in funzione rispetti pienamente la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, il diritto unionale e i trattati; ritiene che ciò debba essere in linea con il principio di precauzione che guida la legislazione dell'UE e che debba essere al centro di qualsiasi quadro dedicato all'intelligenza artificiale; auspica, al riguardo, un modello di governance chiaro e coerente che consenta alle imprese e agli innovatori di sviluppare ulteriormente l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate;

5. invita l'Unione europea e gli Stati membri a promuovere la consapevolezza pubblica dei rischi e delle opportunità dell'utilizzo dell'IA come requisito etico;

6. ritiene che il quadro giuridico dell'Unione in vigore, in particolare in materia di tutela della vita privata e protezione dei dati personali, debba essere pienamente applicato all'IA, alla robotica e alle tecnologie correlate ed essere rivisto e monitorato regolarmente e, se del caso, aggiornato al fine di affrontare efficacemente i rischi determinati dall'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate e, in tal senso, potrebbe trarre vantaggio dall'integrazione di solidi principi giuda di natura etica; pone in evidenza che, laddove sia prematuro adottare atti giuridici, sarebbe opportuno istituire un quadro giuridico non vincolante;

7. auspica che la Commissione integri un solido quadro etico nella prossima proposta legislativa quale seguito del Libro bianco sull'intelligenza artificiale, che includa la sicurezza, la responsabilità e i diritti fondamentali, che massimizzi le opportunità e riduca al minimo i rischi legati alle tecnologie di IA; si attende che l'imminente proposta legislativa includa soluzioni politiche per i principali rischi riconosciuti dell'intelligenza artificiale tra cui, tra l'altro, la raccolta e l'uso etici dei Big Data, la questione della trasparenza algoritmica e delle distorsioni degli algoritmi; esorta la Commissione a elaborare criteri e indicatori per classificare le tecnologie dell'IA al fine di promuovere la trasparenza, la spiegabilità e la responsabilità, nonché di incentivare ulteriori precauzioni da parte degli sviluppatori; sottolinea pertanto la necessità di investire nell'integrazione di discipline non tecniche adattate al contesto sociale negli studi e le ricerche in materia di intelligenza artificiale;

8. ricorda che l'IA, a seconda del modo in cui è sviluppata, utilizzata e applicata, può potenzialmente generare e aggravare distorsioni, tra cui distorsioni intrinseche dei dati di riferimento, e creare pertanto diverse forme di discriminazione automatizzata, compresa la discriminazione indiretta, riguardante in particolare gruppi di persone con caratteristiche simili; invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare tutte le misure possibili per evitare le suddette distorsioni e garantire la piena tutela dei diritti fondamentali;

9. osserva che il campo dell'IA, della robotica e delle tecnologie correlate è sorprendentemente omogeneo e privo di diversità; riconosce la necessità di garantire che le squadre che progettano, sviluppano, testano, manutengono, distribuiscono e procurano questi sistemi riflettano la diversità dei loro utilizzi e della società in generale, al fine di garantire che i pregiudizi non siano involontariamente incorporati in queste tecnologie;

10. è del parere che una cooperazione transfrontaliera e norme etiche efficaci possano essere raggiunte soltanto se tutte le parti interessate si impegnano a garantire l'intervento e la supervisione umani, la solidità e la sicurezza tecnica, la trasparenza e la responsabilità, la diversità, la non discriminazione e l'equità, il benessere della società e dell'ambiente e rispettano i principi stabiliti in materia di tutela della vita privata, governance dei dati e protezione dei dati, in particolare quelli sanciti dal regolamento (UE) 2016/679 (RGPD);

11. chiede un approccio basato sui rischi e orientato al futuro, onde regolamentare l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate, tra cui norme tecnologicamente neutre trasversali a tutti i settori e, se del caso, norme settoriali specifiche; è fermamente convinto che sarebbe opportuno applicare un quadro etico valido a livello di UE a quanti intendono sviluppare o gestire applicazioni di intelligenza artificiale nell'Unione, al fine di evitare la frammentazione; invita l'Unione a promuovere una cooperazione robusta e trasparente nonché la condivisione di conoscenze tra il settore pubblico e quello privato, onde promuovere le migliori prassi e individuare le applicazioni dell'IA ad alto rischio;

12. promuove la responsabilità digitale delle imprese su base volontaria; è del parere che l'UE dovrebbe sostenere le società che, per scelta, utilizzano le tecnologie digitali e l'IA in maniera etica al loro interno; sottolinea inoltre che l'UE dovrebbe incoraggiare le società a diventare proattive istituendo una piattaforma attraverso cui le imprese possano condividere le proprie esperienze nell'ambito della digitalizzazione etica, nonché coordinando le azioni e le strategie delle società partecipanti;

13. sottolinea l'importanza della protezione delle reti di IA e robotica interconnesse e la necessità di adottare misure rigorose per impedire le violazioni della sicurezza, le fughe di dati, la contaminazione dei dati, gli attacchi informatici e l'uso improprio dei dati personali e ritiene che ciò richiederà la collaborazione delle agenzie, gli organismi e le istituzioni competenti a livello europeo e nazionale e la loro cooperazione con gli utenti finali di tali tecnologie; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che i valori europei e il rispetto dei diritti fondamentali siano osservati in ogni momento nell'ambito dello sviluppo e della diffusione della tecnologie di intelligenza artificiale, al fine di garantire la sicurezza e la resilienza delle infrastrutture digitali dell'UE;

14. prende atto, al riguardo, delle disposizioni di cui al regolamento (UE) 2019/881 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'ENISA e al Cybersecurity Act, in particolare il ruolo dell'ENISA nel promuovere campagne educative e di sensibilizzazione pubblica rivolte agli utenti finali, relative anche alle potenziali minacce informatiche e le attività criminali online, e nel promuovere misure essenziali di protezione dei dati; riconosce il valore aggiunto di questa agenzia dell'UE in tal senso;

15. sottolinea che l'uso improprio dell'IA può rappresentare un rischio per i valori delle nostre democrazie e i diritti fondamentali dei cittadini dell'Unione europea; invita la Commissione a proporre un quadro che penalizzi coloro che, nell'utilizzo di questa tecnologia, distorcono la percezione della realtà attraverso campagne di disinformazione o che provocano attacchi informatici al fine di violare la sicurezza informatica digitale;

16. osserva che l'IA, la robotica e le tecnologie correlate nell'area dell'applicazione della legge e del controllo di frontiera potrebbero migliorare la sicurezza pubblica ma che necessitano altresì di un ampio e rigoroso controllo pubblico e del massimo livello di trasparenza, sia per quanto riguarda la valutazione dei rischi delle singole applicazioni sia in relazione a una panoramica generale dell'utilizzo dell'IA, della robotica e delle tecnologie correlate nel settore dell'applicazione della legge e del controllo di frontiera; ritiene che le succitate tecnologie comportino rischi etici significativi che devono essere adeguatamente affrontati, considerando i possibili effetti negativi sulle persone per quanto riguarda, in particolare, il diritto alla vita privata, alla tutela dei dati personali e alla non discriminazione; sottolinea che il loro utilizzo improprio può convertirsi in una minaccia diretta per la democrazia e che la loro diffusione e il loro uso devono rispettare i principi di proporzionalità e necessità, la Carta dei diritti fondamentali e il pertinente diritto derivato dell'UE, come le norme relative alla protezione dei dati; sottolinea che l'intelligenza artificiale non dovrebbe mai sostituire gli esseri umani nell'emissione di giudizi; ritiene che le decisioni, come quelle relative alla libertà provvisoria, alla libertà vigilata e alle comparizioni in tribunale, e le decisioni basate solamente sul trattamento automatizzato che determinano effetti giuridici per gli individui o che influenzano profondamente la loro vita, debbano sempre prevedere una valutazione significativa e il giudizio di un essere umano;

17. segnala che, a causa dell'invadenza delle decisioni e delle misure adottate dalle autorità di contrasto – anche mediante l'elaborazione dei dati e l'intelligenza artificiale – nelle vite e nei diritti dei cittadini, è necessaria la massima cautela al fine di prevenire le discriminazioni illecite e le azioni contro determinati individui o gruppi di persone definiti in riferimento alla razza, al colore della pelle, all'origine etnica o sociale, alle caratteristiche genetiche, alla lingua, alla religione o al credo, alle opinioni politiche o di altra natura, alla proprietà, alla nascita, alla disabilità, all'età, al genere, all'espressione o all'identità di genere, all'orientamento sessuale, allo status di soggiorno, alla salute o all'appartenenza a una minoranza nazionale spesso oggetto di profilazione etnica o di una più intensa attività di polizia, nonché contro individui che risultano essere definiti da caratteristiche particolari; chiede l'adeguata formazione dei responsabili in prima linea della raccolta di dati e di coloro che utilizzano le informazioni di intelligence provenienti dall'IA;

18. sottolinea che la possibilità offerta da queste tecnologie di utilizzare i dati personali e non personali per la categorizzazione e il microtargeting delle persone, l'individuazione delle loro vulnerabilità o l'utilizzo di accurate tecniche di conoscenza predittiva deve essere controbilanciata dall'efficace applicazione dei principi di tutela dei dati e della vita privata, quali la minimizzazione dei dati, il diritto di opporsi alla profilazione e al controllo dei propri dati, il diritto di ottenere spiegazioni riguardo alle decisioni basate sul trattamento automatizzato e la tutela della vita privata fin dalla progettazione, nonché dei principi di proporzionalità, necessità e limitazione in base a uno scopo strettamente delimitato; pone in evidenza che, mentre alcuni modelli di polizia predittiva sono più rispettosi della vita privata di altri, come ad esempio nel caso di previsioni probabilistiche relative a luoghi o eventi e non a singole persone, i sistemi di polizia predittiva hanno dimostrato di esacerbare le attività di polizia eccessive sulla base di pregiudizi esistenti, quali la profilazione razziale, lo status di migrante o l'appartenenza alla classe operaia, anche se ciò non corrisponde ai livelli reali di criminalità;

19. sottolinea che i cittadini hanno il diritto di potersi fidare della tecnologia che utilizzano e della tecnologia utilizzata da altri; pone in risalto che l'IA e la robotica non sono immuni da errori ed evidenzia pertanto l'importanza del diritto a una spiegazione laddove le persone siano soggette a un processo decisionale algoritmico, nonché la necessità che gli algoritmi siano trasparenti, poiché la trasparenza in merito alla logica soggiacente a un algoritmo riveste grande importanza per le persone coinvolte, affinché siano pienamente tutelati i loro diritti fondamentali; ritiene che i legislatori debbano riflettere sulla complessa questione della responsabilità e che la responsabilità per tutte le applicazioni di IA dovrebbe sempre spettare a una persona fisica o giuridica;

20. sottolinea che l'intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie correlate sono tecnologie globali e che tali norme devono essere adottate su scala mondiale al fine di garantire che il loro sviluppo futuro sia conforme alle norme etiche e ai valori europei; invita la Commissione a impegnarsi nella diplomazia legata all'IA nei consessi internazionali con partner animati dagli stessi valori, come gli Stati Uniti, il G7, il G20 e l'OCSE, al fine di definire norme e orientamenti etici comuni per lo sviluppo dell'IA, della robotica e delle tecnologie correlate;

21 sottolinea la necessità di introdurre un quadro chiaro per l'uso dell'IA da parte delle piattaforme dei social media, così come requisiti di trasparenza per gli algoritmi utilizzati e la loro calibrazione, al fine di prevenire un'eccessiva rimozione dei contenuti e qualsiasi forma di filtraggio o censura di Internet;

22 osserva che l'IA può essere utilizzata per manipolare caratteristiche del viso ed elementi audiovisivi, una pratica che viene spesso definita "deep fake"; rileva che tale tecnica può essere utilizzata per manipolare le elezioni, diffondere la disinformazione e per altre finalità indesiderabili; chiede, pertanto, alla Commissione di utilizzare il proprio quadro etico per imporre l'obbligo di dichiarare la non originalità di tutto il materiale deep fake e di qualsiasi altro video artificiale realizzato realisticamente, nonché di introdurre una rigorosa limitazione del loro utilizzo a fini elettorali;

23. propone di creare un centro di competenze, che riunisca esperti del mondo accademico, della ricerca, dell'industria e singoli esperti a livello di Unione, quale parte integrante di tale agenzia o in associazione con la stessa, per favorire lo scambio di conoscenze e competenze tecniche e facilitare la collaborazione nell'UE e oltre;

24. rammenta l'importanza della diversità linguistica e culturale; invita, pertanto, la Commissione a utilizzare il suo quadro etico per impedire che l'IA impoverisca tale diversità, a continuare a offrire un accesso a un'ampia varietà di contenuti che non sovrarappresentino un'unica lingua e/o un solo modello culturale e a condannare qualsiasi tentativo degli algoritmi di limitare detta diversità e di offrire soltanto contenuti corrispondenti ad alcuni modelli già esistenti o di fungere da casse di risonanza che impediscono l'accesso a una maggiore diversità;

25. raccomanda alla Commissione di dimostrare di aver chiaramente rivisto, valutato e adeguato il suo piano coordinato in materia di IA al fine di affrontare le gravi implicazioni dell'intelligenza artificiale per i diritti fondamentali e di delineare in che modo tali rischi saranno mitigati nell'approccio legislativo dell'UE e nell'attuazione delle strategie nazionali degli Stati membri.

 

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

22.9.2020

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

55

5

7

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Magdalena Adamowicz, Malik Azmani, Katarina Barley, Pernando Barrena Arza, Pietro Bartolo, Nicolas Bay, Vladimír Bilčík, Vasile Blaga, Ioan-Rareş Bogdan, Patrick Breyer, Saskia Bricmont, Joachim Stanisław Brudziński, Jorge Buxadé Villalba, Damien Carême, Anna Júlia Donáth, Lena Düpont, Cornelia Ernst, Laura Ferrara, Nicolaus Fest, Jean-Paul Garraud, Maria Grapini, Sylvie Guillaume, Andrzej Halicki, Balázs Hidvéghi, Evin Incir, Sophia in ‘t Veld, Patryk Jaki, Lívia Járóka, Marina Kaljurand, Assita Kanko, Fabienne Keller, Peter Kofod, Moritz Körner, Alice Kuhnke, Jeroen Lenaers, Juan Fernando López Aguilar, Nuno Melo, Roberta Metsola, Nadine Morano, Javier Moreno Sánchez, Maite Pagazaurtundúa, Nicola Procaccini, Paulo Rangel, Diana Riba i Giner, Ralf Seekatz, Michal Šimečka, Birgit Sippel, Sylwia Spurek, Tineke Strik, Ramona Strugariu, Annalisa Tardino, Tomas Tobé, Dragoş Tudorache, Milan Uhrík, Tom Vandendriessche, Bettina Vollath, Jadwiga Wiśniewska, Elena Yoncheva

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Delara Burkhardt, Gwendoline Delbos-Corfield, Kostas Papadakis, Kris Peeters, Anne-Sophie Pelletier, Sira Rego, Rob Rooken, Paul Tang, Tomáš Zdechovský

Supplenti (art. 209, par. 7) presenti al momento della votazione finale

Isabel Benjumea Benjumea

 

 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

55

+

PPE

Magdalena Adamowicz, Isabel Benjumea Benjumea, Vladimír Bilčík, Vasile Blaga, Ioan-Rareş Bogdan, Lena Düpont, Andrzej Halicki, Balázs Hidvéghi, Lívia Járóka, Jeroen Lenaers, Nuno Melo, Roberta Metsola, Nadine Morano, Kris Peeters, Paulo Rangel, Ralf Seekatz, Tomas Tobé, Tomáš Zdechovský

S&D

Katarina Barley, Pietro Bartolo, Delara Burkhardt, Maria Grapini, Sylvie Guillaume, Evin Incir, Marina Kaljurand, Juan Fernando López Aguilar, Javier Moreno Sánchez, Birgit Sippel, Sylwia Spurek, Paul Tang, Bettina Vollath, Elena Yoncheva

RENEW

Malik Azmani, Anna Júlia Donáth, Sophia In 'T Veld, Fabienne Keller, Moritz Körner, Maite Pagazaurtundúa, Michal Šimečka, Ramona Strugariu, Dragoş Tudorache

ID

Peter Kofod

VERTS/ALE

Patrick Breyer, Saskia Bricmont, Damien Carême, Gwendoline Delbos-Corfield, Alice Kuhnke, Diana Riba I Giner, Tineke Strik

ECR

Joachim Stanisław Brudziński, Jorge Buxadé Villalba, Assita Kanko, Nicola Procaccini, Jadwiga Wiśniewska

NI

Laura Ferrara

 

5

-

GUE/NGL

Pernando Barrena Arza, Cornelia Ernst, Anne-Sophie Pelletier, Sira Rego

NI

Kostas Papadakis

 

7

0

ID

Nicolas Bay, Nicolaus Fest, Jean-Paul Garraud, Annalisa Tardino, Tom Vandendriessche

ECR

Rob Rooken

NI

Milan Uhrík

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'OCCUPAZIONE E GLI AFFARI SOCIALI (7.9.2020)

 

destinato alla commissione giuridica

 

recante raccomandazioni alla Commissione concernenti il quadro relativo agli aspetti etici dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate

(2020/2012(INL))

Relatrice per parere: Lina Gálvez Muñoz

(Iniziativa – articolo 47 del regolamento)

 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione giuridica, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A. considerando che l'applicazione dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate (IA) nella vita quotidiana e sul luogo di lavoro è in costante aumento, il che sta trasformando in modo sostanziale le attuali strutture socioeconomiche; che l'IA dovrebbe andare a vantaggio dei cittadini e della società migliorando la qualità della vita, creando nuove opportunità di impiego e rafforzando la competitività dell'Unione; che l'IA costituisce una parte essenziale dell'economia digitale e, se sfruttata adeguatamente, può promuovere la prosperità e facilitare la transizione verso un'economia sostenibile;

B. considerando che l'IA si riferisce ai sistemi che mostrano un comportamento intelligente analizzando il proprio ambiente e compiendo azioni – con un certo grado di autonomia – per raggiungere specifici obiettivi; che i sistemi basati sull'IA possono consistere solo in software che agiscono nel mondo virtuale (per esempio sotto forma di assistenti vocali, software per l'analisi delle immagini, motori di ricerca, sistemi di riconoscimento vocale e facciale) o essere incorporati in dispositivi hardware (per esempio sotto forma di robot avanzati, auto a guida autonoma, droni o applicazioni dell'Internet delle cose)[28];

C. considerando che l'IA costituisce una priorità strategica le cui potenzialità possono essere sfruttate appieno soltanto se gli utenti e i consumatori sono consapevoli dei potenziali vantaggi e delle sfide che essa comporta; che le imprese, come pure i lavoratori e i loro rappresentanti, spesso non sono a conoscenza né delle applicazioni di IA né delle funzioni e dei dati sottostanti; che vi sono casi di applicazioni di IA che violano le norme esistenti, ad esempio in materia di protezione dei dati;

D. considerando che l'IA offre potenzialmente benefici economici e sociali e nuove opportunità per le imprese e i lavoratori, ma solleva nel contempo una serie di problemi etici, giuridici e legati all'occupazione; che l'applicazione dell'IA sul luogo di lavoro può contribuire a mercati del lavoro inclusivi e avere un impatto sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro, ma nel contempo può essere utilizzata anche per monitorare, valutare, prevedere e orientare le prestazioni dei lavoratori, con conseguenze dirette e indirette sulla loro carriera; che l'IA dovrebbe avere un impatto positivo sulle condizioni di lavoro ed essere animata dal rispetto dei diritti umani e dei diritti e dei valori fondamentali dell'Unione; che l'IA dovrebbe essere antropocentrica, migliorare il benessere delle persone e della società e contribuire a una transizione equa e giusta;

E. considerando che l'IA ha un notevole impatto sul mercato del lavoro[29]; che essa può potenzialmente sostituire i lavoratori che svolgono attività ripetitive, agevolare i sistemi di lavoro collaborativi uomo-macchina, aumentare la competitività e la prosperità e creare nuove opportunità di lavoro per i lavoratori qualificati; che il panorama occupazionale è in rapida evoluzione e si stima che il 65 % dei bambini di oggi svolgerà lavori completamente nuovi, e che è necessario riqualificare i lavoratori e migliorare le loro competenze, in particolare per quanto riguarda le competenze digitali, per garantire che nessuno sia lasciato indietro e che vi sia un'offerta sufficiente di manodopera specializzata[30];

F. considerando che, secondo il CEDEFOP, circa il 43 % dei lavoratori dipendenti adulti dell'Unione è entrato in contatto con nuove tecnologie sul lavoro; che circa sette lavoratori europei su dieci, per svolgere il loro lavoro, necessitano di competenze digitali almeno di livello medio[31]; che, in media, circa un quarto dei cittadini dell'Unione dispone di competenze digitali scarse o nulle; che il divario digitale presenta aspetti specifici di natura socioeconomica e legati al genere, all'età, alla geografia e all'accessibilità che vanno affrontati; che il 42 % dei lavoratori delle aziende che applicano l'IA nei loro processi aziendali è del parere che tali attività comportino problemi di ordine etico che occorre affrontare; che il 28 % dei datori di lavoro ritiene che l'applicazione dell'IA non si sia sviluppata appieno a causa della mancanza di norme etiche in materia[32];

G. considerando che la pandemia di COVID-19 ha messo in evidenza l'importanza delle soluzioni digitali, compreso il telelavoro, nonché le sue implicazioni tecniche e sociali; che a livello dell'Unione non esistono disposizioni comuni per quanto riguarda l'applicazione dell'IA sul luogo di lavoro, il che potrebbe comportare distorsioni del mercato e svantaggi di tipo concorrenziale; che l'IA dovrebbe essere soggetta a un quadro regolamentare appropriato;

H. considerando che l'OCSE ha elaborato raccomandazioni sull'IA[33];

I. considerando che il Consiglio dell'Unione europea incoraggia la promozione di un approccio etico e antropocentrico in materia di IA[34];

J. considerando che le parti sociali a livello dell'Unione hanno concluso un accordo quadro sulla digitalizzazione, che comprende, tra l'altro, un capitolo sull'intelligenza artificiale e la garanzia del principio del controllo umano[35];

K. considerando che alcuni Stati membri hanno già istituito organismi specifici per monitorare e valutare l'influenza dell'IA sul luogo di lavoro;

L. considerando che gli sforzi per far fronte ai pregiudizi e alle disparità di genere nel settore digitale sono insufficienti; che il divario di genere persiste in tutti gli ambiti della tecnologia digitale e in particolare per quanto riguarda l'IA, consolidando in tal modo un orientamento maschilista per il settore digitale nel prossimo futuro;

1. sottolinea la necessità di valutare attentamente le opportunità e le sfide che presentano le applicazioni di IA nelle imprese private e pubbliche e nella pubblica amministrazione per quanto riguarda i posti di lavoro e i lavoratori, tenendo conto anche del loro impatto sull'equilibrio tra vita professionale e vita privata, sull'organizzazione e sui flussi di lavoro; ritiene indispensabile che il dialogo sociale non venga trascurato e che i lavoratori e i loro rappresentanti siano consultati e ricevano informazioni sufficienti fin dall'inizio del processo decisionale; sottolinea che la diffusione dell'IA deve essere trasparente e che i sistemi di IA sul luogo di lavoro devono rispettare la vita privata e la dignità dei lavoratori;

2. sottolinea che una valutazione completa dei rischi dovrebbe precedere lo sviluppo, la diffusione e l'attuazione dei sistemi di IA, valutando il loro impatto sui diritti fondamentali e sulle condizioni di lavoro, anche in termini di salute e sicurezza sul lavoro, nonché le conseguenze sociali; osserva che le valutazioni dovrebbero riguardare i rischi legati alle decisioni umane e alla discriminazione sociale, nonché la valutazione dei rischi occupazionali che ne derivano;

3. sottolinea che le soluzioni di IA sono potenzialmente in grado di migliorare le condizioni di lavoro e la qualità di vita, compresi un migliore equilibrio tra vita professionale e vita privata e una migliore accessibilità per le persone con disabilità, prevedere l'evoluzione del mercato del lavoro e sostenere la gestione delle risorse umane nell'evitare i pregiudizi umani, ma possono tuttavia anche destare preoccupazioni per quanto riguarda la vita privata e la salute e la sicurezza sul lavoro, in relazione, ad esempio, al diritto alla disconnessione, e comportare una sorveglianza e un controllo sproporzionati e illegali dei lavoratori, violando la loro dignità e la loro vita privata, nonché trattamenti discriminatori, anche nelle procedure di assunzione, dovuti ad algoritmi distorti, anche basati sul genere o sulla razza e l'etnia[36], e algoritmi che sfavoriscono i gruppi vulnerabili; esprime inoltre preoccupazione per il fatto che l'IA può pregiudicare la libertà e l'autonomia delle persone e contribuire ai problemi di salute mentale dei lavoratori, quali il burnout, lo stress da tecnologie, il sovraccarico psicologico e l'affaticamento; sottolinea che le soluzioni di IA sul luogo di lavoro devono essere trasparenti ed eque ed evitare qualsiasi ripercussione negativa per i lavoratori;

4. sottolinea che le autorità competenti dovrebbero avere accesso a tutte le informazioni riguardanti i dati utilizzati per la formazione, i modelli statistici e i principi teorici relativi alle soluzioni di IA e alla validità empirica dei loro risultati;

5. ritiene che l'IA possa consentire un migliore utilizzo delle abilità e delle competenze delle persone con disabilità e che l'applicazione dell'IA sul luogo di lavoro possa contribuire a mercati del lavoro inclusivi e a tassi di occupazione più elevati per le persone con disabilità;

6. sottolinea che le nuove possibilità tecnologiche, come l'IA, e la valorizzazione dell'efficienza del lavoro non devono portare a una disparità nel potenziamento delle capacità tecnologiche e a un futuro digitale disumanizzato; mette in evidenza che l'etica dell'innovazione deve seguire un approccio umanistico;

7. ritiene che dovrebbe essere obbligatorio informare gli utenti, compresi i lavoratori, e i consumatori dei casi in cui un sistema utilizza l'IA, in particolare per quanto riguarda prodotti o servizi personalizzati, e fornire loro informazioni significative, in una forma facilmente comprensibile e accessibile, su tutti gli aspetti etici delle applicazioni di IA che li riguardano, in modo che possano prendere decisioni informate; sottolinea l'importanza di comprendere il modo in cui gli algoritmi elaborano e valutano i dati e come si possa limitare o arrestare tale processo; mette in evidenza la necessità di sviluppare competenze attraverso la formazione e l'istruzione dei lavoratori e dei loro rappresentanti in materia di IA sul luogo di lavoro, affinché possano comprendere meglio le implicazioni delle soluzioni di IA;

8. sottolinea che i candidati e i lavoratori devono essere debitamente informati per iscritto qualora l'IA sia utilizzata nel corso delle procedure di assunzione e per altre decisioni sulle risorse umane, illustrando in tal caso le modalità per chiedere un riesame umano nell'intento di annullare una decisione automatizzata;

9. sottolinea la necessità di garantire che i guadagni di produttività derivanti dallo sviluppo e dall'uso dell'IA e della robotica non vadano soltanto a vantaggio dei proprietari e degli azionisti delle imprese, ma anche delle imprese e dei lavoratori, attraverso condizioni di lavoro e di impiego migliori, compresi i salari, la crescita economica e lo sviluppo, nonché della società in generale, in particolare laddove tali guadagni sono realizzati a discapito dei posti di lavoro; invita gli Stati membri a studiare attentamente il potenziale impatto dell'IA sul mercato del lavoro e sui sistemi di sicurezza sociale e a elaborare strategie per garantire la stabilità a lungo termine, riformando le imposte e i contributi e adottando altre misure in caso di riduzione delle entrate pubbliche;

10. sottolinea l'importanza dell'investimento delle imprese nella formazione formale e informale e nell'apprendimento permanente al fine di sostenere una transizione giusta verso l'economia digitale; sottolinea, in tale contesto, che le imprese che utilizzano l'IA hanno la responsabilità di offrire adeguate attività di riqualificazione e miglioramento delle competenze a tutti i dipendenti interessati affinché questi possano imparare a utilizzare gli strumenti digitali e lavorare con i cobot e altre nuove tecnologie, adattandosi in tal modo all'evoluzione delle esigenze del mercato del lavoro e mantenendo un'occupazione;

11. chiede l'applicazione del principio di precauzione per quanto riguarda le nuove tecnologie basate sull'IA; sottolinea il principio fondamentale che gli esseri umani devono sempre avere il controllo delle macchine e che le decisioni dell'IA devono essere responsabili, contestabili e, se del caso, reversibili; pone l'accento sulla necessità di rispettare le norme di sicurezza e protezione in materia di IA e sottolinea l'importanza di verifiche e controlli periodici in tal senso, per prevenire risultati di IA errati; ricorda che la responsabilità riguardo all'utilizzo dell'IA deve essere definita in modo chiaro, sia in caso di incidenti sul lavoro che in caso di danni procurati a terzi;

12. sottolinea che l'IA deve essere antropocentrica, trasparente e sicura e rispettare i diritti fondamentali e le normative e i regolamenti applicabili, compreso il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), durante l'intero ciclo di vita del sistema, specialmente in caso di utilizzo sul luogo di lavoro; chiede lo sviluppo di un solido sistema di certificazione, basato su procedure di verifica e guidato dal principio di precauzione, che consenta alle imprese di dimostrare che i loro prodotti di IA rispettano i diritti fondamentali e le norme dell'Unione;

13. ricorda che l'acquis dell'Unione in ambito sociale e occupazionale si applica pienamente all'IA e invita la Commissione e gli Stati membri a provvedere alla sua adeguata applicazione e a colmare eventuali lacune legislative; osserva che l'Unione può diventare un leader globale nella promozione di un uso socialmente responsabile dell'IA;

14. sottolinea l'importanza di un approccio comune europeo per quanto riguarda gli aspetti etici dell'IA; mette in evidenza che qualsiasi quadro normativo in materia deve essere adeguato e basato su una valutazione d'impatto globale per evitare di ostacolare l'innovazione e la creazione di occupazione in futuro; chiede, in tale contesto, un quadro normativo europeo relativo agli aspetti etici dell'IA che sia proporzionato e si concentri in particolare sul mondo del lavoro, compresi i diritti dei lavoratori e le condizioni di lavoro; ritiene che occorra prestare particolare attenzione alle nuove forme di lavoro, come i lavori nell'ambito della "gig economy" e mediante piattaforme digitali, risultanti dall'applicazione delle nuove tecnologie in tale contesto; ritiene che un quadro legislativo inteso a disciplinare le condizioni del telelavoro in tutta l'Unione e a garantire condizioni di lavoro e di impiego dignitose nell'economia digitale debba altresì tenere conto dell'impatto dell'IA; invita la Commissione a consultarsi con le parti sociali, gli sviluppatori di IA, i ricercatori e altre parti interessate a tale riguardo;

15. sottolinea che l'IA e qualsiasi normativa correlata non devono in alcun modo pregiudicare l'esercizio dei diritti fondamentali riconosciuti dagli Stati membri e a livello dell'Unione, compresi il diritto o la libertà di sciopero o il diritto o la libertà di intraprendere altre azioni contemplate dalla specifica disciplina delle relazioni industriali negli Stati membri, in conformità della legislazione e/o delle prassi nazionali, né pregiudicare il diritto di negoziare, concludere ed eseguire accordi collettivi o di intraprendere azioni collettive in conformità della legislazione e/o delle prassi nazionali;

16. pone l'accento sulla necessità di prestare particolare attenzione ai dati raccolti sul posto di lavoro con l'ausilio dell'IA, specialmente se sono utilizzati per prendere decisioni che riguardano le risorse umane; invita le parti sociali a livello aziendale ad analizzare e monitorare congiuntamente l'utilizzo dell'IA; invita la Commissione e le parti sociali a prendere in esame la necessità di disposizioni speciali in materia di protezione dei dati sul posto di lavoro nell'ambito dell'IA; sottolinea che i lavoratori sono proprietari dei loro dati, anche dopo la fine di un rapporto di lavoro;

17. ritiene che la nuova agenda per le competenze per l'Europa debba far fronte alle sfide dell'adattamento e dell'acquisizione di competenze e conoscenze nell'ottica della transizione ecologica e digitale, tenendo conto anche degli aspetti etici dell'IA; pone l'accento sulla necessità di fare in modo che gli aspetti etici dell'IA e lo sviluppo di competenze a fini etici siano parte integrante di qualsiasi programma di istruzione e formazione destinato agli sviluppatori e a coloro che lavorano con l'IA; ricorda che gli sviluppatori, i programmatori, i responsabili politici e le aziende che lavorano con l'IA devono essere consapevoli della propria responsabilità etica; ritiene altresì importante garantire che gli utenti finali e i consumatori ricevano informazioni complete e che vi siano scambi regolari tra tutte le parti interessate a tale riguardo;

18. ribadisce l'importanza dell'istruzione e dell'apprendimento continuo per ottenere le qualifiche necessarie nell'era digitale e contrastare l'esclusione digitale; invita gli Stati membri a investire in sistemi d'istruzione, formazione professionale e apprendimento permanente reattivi, inclusivi e di qualità nonché in politiche di riqualificazione e miglioramento delle competenze dei lavoratori nei settori in cui l'IA può avere ripercussioni più gravi; sottolinea la necessità di dotare i lavoratori attuali e futuri delle competenze alfabetiche, matematiche e digitali necessarie, nonché di conoscenze in ambito scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico (STEM) e di competenze trasversali, quali il pensiero critico, la creatività e l'imprenditorialità; pone l'accento sulla necessità di prestare particolare attenzione all'inclusione dei gruppi svantaggiati a tale riguardo;

19. sottolinea che l'IA non deve rafforzare le disuguaglianze e gli stereotipi di genere trasformando, tramite algoritmi, i pregiudizi e i preconcetti analogici in pregiudizi e preconcetti digitali;

20. sottolinea la necessità di garantire che persone diverse, comprese le donne, i giovani, le persone di colore e quelle con disabilità, siano incluse nello sviluppo, nella diffusione e nell'uso dell'IA; ricorda che le tecnologie basate sull'IA sul posto di lavoro devono essere accessibili a tutti, sulla base del principio della progettazione universale;

21. sottolinea che l'accesso a soluzioni di IA è strettamente legato all'accesso ad Internet ad alta velocità e che pertanto la copertura della banda larga dovrebbe essere una priorità per evitare discriminazioni e disparità di accesso a tali tecnologie;

22. prende atto che le opportunità che offrono le soluzioni di IA si basano sui Big Data e che è necessaria una massa critica di dati per addestrare gli algoritmi e perfezionare i risultati; si compiace, a tale proposito, della proposta della Commissione di creare uno spazio comune dei dati nell'Unione per rafforzare lo scambio di dati e sostenere la ricerca, nel pieno rispetto delle norme europee in materia di protezione dei dati.

 

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

7.9.2020

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

46

6

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Atidzhe Alieva-Veli, Abir Al-Sahlani, Marc Angel, Dominique Bilde, Gabriele Bischoff, Vilija Blinkevičiūtė, Andrea Bocskor, Milan Brglez, Sylvie Brunet, David Casa, Leila Chaibi, Margarita de la Pisa Carrión, Özlem Demirel, Klára Dobrev, Jarosław Duda, Estrella Durá Ferrandis, Lucia Ďuriš Nicholsonová, Rosa Estaràs Ferragut, Nicolaus Fest, Loucas Fourlas, Cindy Franssen, Heléne Fritzon, Elisabetta Gualmini, France Jamet, Agnes Jongerius, Radan Kanev, Ádám Kósa, Stelios Kympouropoulos, Katrin Langensiepen, Miriam Lexmann, Elena Lizzi, Radka Maxová, Kira Marie Peter-Hansen, Dragoș Pîslaru, Manuel Pizarro, Dennis Radtke, Elżbieta Rafalska, Guido Reil, Daniela Rondinelli, Mounir Satouri, Monica Semedo, Beata Szydło, Eugen Tomac, Romana Tomc, Yana Toom, Marie-Pierre Vedrenne, Nikolaj Villumsen, Marianne Vind, Maria Walsh, Stefania Zambelli, Tomáš Zdechovský

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Lina Gálvez Muñoz, Eugenia Rodríguez Palop

 

 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

46

+

ECR

Lucia Ďuriš Nicholsonová, Elżbieta Rafalska, Beata Szydło, Margarita de la Pisa Carrión

GUE/NGL

Leila Chaibi, Özlem Demirel, Eugenia Rodríguez Palop, Nikolaj Villumsen

NI

Daniela Rondinelli

PPE

Andrea Bocskor, David Casa, Jarosław Duda, Rosa Estaràs Ferragut, Loucas Fourlas, Cindy Franssen, Radan Kanev, Ádám Kósa, Stelios Kympouropoulos, Miriam Lexmann, Dennis Radtke, Eugen Tomac, Romana Tomc, Maria Walsh, Tomáš Zdechovský

Renew

Abir Al-Sahlani, Atidzhe Alieva-Veli, Sylvie Brunet, Dragoș Pîslaru, Monica Semedo, Yana Toom, Marie-Pierre Vedrenne

S&D

Marc Angel, Gabriele Bischoff, Vilija Blinkevičiūtė, Milan Brglez, Klára Dobrev, Estrella Durá Ferrandis, Heléne Fritzon, Lina Gálvez Muñoz, Elisabetta Gualmini, Agnes Jongerius, Manuel Pizarro, Marianne Vind

Verts/ALE

Katrin Langensiepen, Kira Marie Peter-Hansen, Mounir Satouri

 

6

-

ID

Dominique Bilde, Nicolaus Fest, France Jamet, Elena Lizzi, Guido Reil, Stefania Zambelli

 

1

0

Renew

Radka Maxová

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'AMBIENTE, LA SANITÀ PUBBLICA E LA SICUREZZA ALIMENTARE (16.9.2020)

 

destinato alla commissione giuridica

 

recante raccomandazioni alla Commissione concernenti il quadro relativo agli aspetti etici dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate

(2020/2012(INL))

Relatore per parere: Adam Jarubas

(Iniziativa – articolo 47 del regolamento)

 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione giuridica, competente per il merito:

– a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A. considerando che l'Unione è fondata sui valori sanciti all'articolo 2 del trattato sull'Unione europea e sul rispetto del principio di precauzione enunciato all'articolo 191, paragrafo 2 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

B. considerando che l'articolo 16 TFUE stabilisce che ogni persona ha diritto alla protezione dei dati di carattere personale che la riguardano; che l'articolo 22 del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio[37] fa riferimento alla situazione in cui i dati sono utilizzati esclusivamente dal trattamento automatizzato e riconosce il diritto dell'interessato di non essere sottoposto a una decisione basata unicamente sul trattamento automatizzato;

C. considerando che la concorrenza a livello globale per la leadership nello sviluppo dell'intelligenza artificiale (IA), che influirà sulla fonte delle norme e dei valori etici che configureranno il settore in tutto il mondo, è in fase di accelerazione e che l'Unione dovrebbe dare il buon esempio al resto del mondo attraverso un adeguato quadro normativo volto altresì a prevenire un potenziale livellamento verso il basso delle regolamentazioni nazionali;

D. considerando che la concorrenza a livello mondiale non dovrebbe essere separata dalle norme e dai valori etici;

E.  considerando che i rapidi progressi nel campo della ricerca e dell'innovazione hanno sollevato una serie di importanti questioni etiche, giuridiche e sociali che incidono sul rapporto tra scienza e società; che è necessario che la ricerca e l'innovazione rispettino i principi etici e la pertinente legislazione nazionale, dell'Unione e internazionale, fra cui la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, conformemente alle disposizioni dei programmi europei di ricerca;

F. considerando che l'integrazione dei big data e delle tecnologie di IA nei sistemi sanitari pubblici e in altri settori deve essere accompagnata da norme, standard e normative adeguate che tutelino i diritti fondamentali delle persone e affrontino queste nuove sfide etiche;

G. considerando che si registra attualmente un divario notevole in termini di brevetti e investimenti nell'Unione rispetto ad altre parti del mondo;

H. considerando che l'IA e le altre soluzioni digitali emergenti possono apportare vantaggi alla società in settori quali la transizione verde, la protezione ambientale e della biodiversità, l'aumento dell'efficienza dell'agricoltura, la gestione dei rifiuti, l'economia circolare, la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento a essi, l'inverdimento di diversi processi industriali, la gestione e l'efficienza dell'energia e dei trasporti, la qualità dell'acqua e dell'aria (ad esempio le reti intelligenti e l'elettromobilità), la gestione dei rischi e l'osservazione della terra, nell'ambito della quale il programma Copernicus dell'Unione è tra i migliori;

I. considerando che l'IA può essere applicata a quasi ogni settore della medicina: alla ricerca biomedica, con l'esempio dell'antibiotico Halicin scoperto grazie all'IA o dei contributi forniti dall'IA alla prevenzione del cancro, a una diagnosi più precoce e più precisa nonché a nuove terapie basate su metodi come la medicina predittiva o genomica, alla formazione medica, al sostegno ai prestatori di assistenza, al sostegno nell'assistenza agli anziani, al monitoraggio delle condizioni dei pazienti, a uno sviluppo più efficace dei medicinali, a un trattamento più mirato, alla presa di decisioni cliniche, alla medicina personalizzata, alla diagnosi e al trattamento psichiatrici, alla rivoluzione delle protesi e dei sistemi di supporto robotici, alla telemedicina, alla telechirurgia e al miglioramento dell'efficienza e dell'interoperabilità globali dei sistemi sanitari;

J.  considerando che il progresso digitale richiede una formazione e una preparazione adeguate del personale sanitario e amministrativo al fine di impedire un divario digitale, tenendo presente l'invecchiamento delle società e le potenziali sfide per i sistemi sanitari;

K. considerando che sussistono gravi preoccupazioni etiche in merito all'autonomia delle macchine;

L. considerando che la sanità digitale non dovrebbe deumanizzare l'assistenza né indebolire il rapporto medico-paziente, ma dovrebbe fornire ai medici assistenza per una diagnosi e/o un trattamento dei pazienti più efficace;

M. considerando che la tecnologia di IA accelererà la trasformazione digitale dell'industria e svolgerà un ruolo essenziale nel successo dell'economia digitale in un mondo sempre più connesso;

N. considerando che l'attuale quadro normativo e gli orientamenti etici dell'Unione hanno già affrontato alcune sfide etiche legate alle applicazioni di IA indicate nel Libro bianco della Commissione sull'intelligenza artificiale, ad esempio i processi di valutazione del rischio messi in atto per le soluzioni sanitarie basate sull'intelligenza artificiale nel mercato unico; che altri settori sono in ritardo rispetto alle sfide etiche che devono essere individuate e mitigate, dal momento che l'IA ha un'enorme capacità di mettere a rischio le preferenze, la sicurezza e la privacy dei pazienti; che è necessario definire il confine tra il ruolo dei medici e professionisti sanitari e quello delle macchine nell'assistenza dei pazienti, ivi compreso il principio dell'autonomia supervisionata dei robot; che è necessario educare sia gli operatori sanitari che i pazienti;

O. considerando che le norme dell'Unione in materia di protezione dei dati dovrebbero essere adattate al fine di tenere conto della maggiore complessità e interconnessione dei robot impiegati nell'assistenza e dei robot medici, che possono trovarsi a gestire informazioni personali e dati sanitari molto sensibili, e dovrebbero essere coerenti con il principio della tutela della vita privata fin dalla progettazione stabilito dal regolamento (UE) 2016/679 sulla protezione dei dati;

P. considerando che le soluzioni che evidenziano la necessità di includere la ricerca scientifica quale base per le strategie di sviluppo, creando registri di dati medici (ad esempio dati neurologici e cardiologici) e condividendo i dati di questa ricerca, possono generare benefici sociali concreti nel contesto della sicurezza e della salute pubblica;

Q. considerando che le soluzioni di IA possono apportare benefici alla società nel settore della sicurezza alimentare, riducendo tra l'altro l'uso di pesticidi, sostenendo l'agricoltura di precisione o più in generale l'agricoltura 2.0, in cui l'Unione è tra i leader in materia di applicazioni di IA (ad esempio per le regolazioni automatizzate delle macchine per le previsioni meteorologiche o l'individuazione delle malattie), e ciò consentirà di coniugare una produzione più efficace con standard ambientali più elevati e un migliore utilizzo delle risorse, in particolare nelle aree in cui le risorse idriche sono scarse e i cambiamenti climatici hanno gravi conseguenze, in linea con le priorità del Green Deal;

R. considerando che l'ambito di applicazione di tale quadro dovrebbe essere adeguato, proporzionato e valutato attentamente; che esso dovrebbe includere un'ampia gamma di tecnologie e relativi componenti, compresi algoritmi, software e dati utilizzati o prodotti dall'IA; che è necessario un approccio mirato basato sul concetto di rischio elevato per evitare di ostacolare la fornitura da parte delle innovazioni future dei vantaggi legati alle applicazioni di IA ai cittadini, ad esempio nei settori della sanità, della protezione dell'ambiente e della qualità alimentare;

S. considerando che è essenziale individuare mezzi efficaci per garantire tecnologie digitali affidabili, che consentano di trarne vantaggio proteggendo al contempo i diritti fondamentali e incoraggiando lo sviluppo di società informali, aperte, tolleranti e giuste; che ciò è particolarmente importante in caso di sistemi ibridi di intelligenza umana/artificiale;

T. considerando che le macchine nel settore della robotica confondono i limiti tra esseri umani e oggetti tecnologici; che esse non solo presentano implicazioni sociali che richiedono una valutazione etica, ma mettono altresì in discussione gli stessi quadri etici in base ai quali devono essere valutate; che, come ricorda la relazione della Commissione mondiale per l'etica della conoscenza scientifica e delle tecnologie (COMEST), un'attenzione particolare dovrebbe essere rivolta all'utilizzo dei robot medici, dei robot infermieri, dei robot impiegati nell'assistenza agli anziani e dei robot da compagnia;

U. considerando che l'impiego di robot sociali e robot da compagnia si sta diffondendo rapidamente nel settore sanitario e, in particolare, dell'assistenza agli anziani; che i robot impiegati nell'assistenza agli anziani e i robot da compagnia possono svolgere un ruolo funzionale ed emotivo; che tali robot possono contribuire a diminuire la solitudine tra gli anziani, prevenire comportamenti associati alla demenza, stimolare le attività cognitive dei pazienti affetti da malattie neurodegenerative o svolgere particolari attività quotidiane che risultano difficoltose per gli anziani; che i robot da compagnia possono in tal modo provocare sentimenti falsi, illusori e non reciproci, che illudono e provocano un'infantilizzazione degli anziani;

V. considerando che i robot da compagnia possono essere utilizzati con sempre maggior frequenza a fini sessuali; che l'utilizzo di robot sessuali con aspetto di minori o programmati per essere abusati ha implicazioni etiche particolarmente preoccupanti;

Un quadro giuridico ed etico per l'intelligenza artificiale

1. sottolinea la necessità che l'Unione adotti tutte le misure necessarie per garantire che i suoi valori etici, sanciti nell'acquis, siano applicati in modo efficace a tutti gli ambiti dell'IA all'interno del suo territorio e per promuovere le proprie norme in tutto il mondo; evidenzia, a tal proposito, che gli sviluppi tecnologici in materia di IA devono sempre essere a vantaggio dell'umanità;

2. sottolinea che l'Unione deve adottare tutte le misure necessarie per aumentare la fiducia della società nello sviluppo e nell'attuazione dell'IA, della robotica e delle tecnologie correlate, alla luce dell'impatto significativo che queste tecnologie possono avere sui cittadini; invita la Commissione a seguire gli orientamenti etici per un'IA affidabile e a proporre misure adeguate per garantire che tali tecnologie non generino risultati ingiustamente distorti per i cittadini;

3. sottolinea che un ecosistema di fiducia in materia di IA dell'Unione basato sulla legge, per quanto riguarda le applicazioni nei settori della protezione ambientale, della salute o della sicurezza alimentare, ampliato dal quadro etico dell'Unione in materia di IA, rafforzerà la certezza del diritto e la prevedibilità, incoraggerà il coinvolgimento delle parti interessate, aumenterà il volume dei dati affidati e la diffusione sul mercato, consentirà economie di scala e sosterrà un ecosistema di eccellenza in tali settori; è del parere che in tal modo saranno rafforzate la competitività globale del settore dell'IA dell'Unione e le potenzialità di promozione dei valori e delle norme dell'Unione;

4 osserva che, poiché le norme giuridiche rispondono meglio alle attuali sfide ben definite e poiché il rapido sviluppo dell'IA determina incertezza in relazione alle prospettive future, un quadro etico comune dell'Unione in materia di IA ben consolidato a livello giuridico e applicabile consentirà di ampliare un ecosistema di fiducia per tutte le parti interessate, quale definito nel Libro bianco della Commissione, in particolare per quanto riguarda le applicazioni nei settori della protezione ambientale o della salute pubblica, della creazione di ambienti più sani, di migliori risorse e servizi nell'ambito dell'assistenza sanitaria o della sicurezza alimentare, sostenendo in tal modo l'ecosistema di eccellenza nel campo della certezza del diritto e della prevedibilità e fornendo una risposta efficace alle sfide non ancora definite, tra l'altro, nelle aule dei tribunali, nelle riunioni di direzione o nei laboratori scientifici;

5. osserva che è necessario lavorare ancora alla definizione di intelligenza artificiale; sottolinea pertanto l'importanza di un approccio antropocentrico e di revisioni periodiche dei progressi dell'IA e del quadro etico, al fine di promuovere una regolamentazione proattiva e di garantirne l'applicabilità nel tempo e in relazione ai nuovi sviluppi; sottolinea che esistono molti livelli di rischio che evolvono nel tempo con lo sviluppo delle tecnologie di IA; evidenzia la necessità di un quadro legislativo proporzionato che dovrebbe evolvere in linea con la velocità del progresso tecnologico; sottolinea che il programma Copernicus può costituire un modello di buona prassi nello sviluppo di grandi set di dati di alta qualità come input per i modelli di intelligenza artificiale;

6. sottolinea la necessità di un quadro normativo che preveda l'applicazione dei principi etici alla progettazione, allo sviluppo, all'attuazione e al funzionamento di questa tecnologia, dall'accesso ai dati al rigoroso monitoraggio dei risultati;

7. sottolinea che occorre trovare un approccio equilibrato alla regolamentazione, in primo luogo garantendo che i nostri valori non siano compromessi, evitando nel contempo la creazione di inutili oneri amministrativi, in particolare per le PMI e le start-up; evidenzia, a tale proposito, che la concorrenza globale nel settore dell'IA non sempre segue gli stessi principi etici dell'Unione; sottolinea che l'IA e le tecnologie correlate non dovrebbero essere soggette solamente a un'autoregolamentazione "leggera"; ritiene essenziale che sia richiesto un quadro legislativo dell'Unione proporzionato e di sostegno; fa notare che molti paesi terzi stanno lavorando ai propri quadri etici e che vi sono molteplici proposte a livello globale; è consapevole che la principale difficoltà per quanto riguarda i principi etici potrebbe risiedere nella loro applicazione piuttosto che nella loro esistenza;

8. è del parere che i sette requisiti in materia di IA individuati negli orientamenti etici per un'IA affidabile del gruppo di esperti ad alto livello sull'IA costituiscano una base solida per un quadro etico comune dell'Unione in materia di intelligenza artificiale, dotato di un adeguato ancoraggio giuridico e riguardante, tra l'altro, gli aspetti etici delle applicazioni di IA nel settore dell'ambiente, della salute e della protezione degli alimenti; chiede un miglioramento dell'acquis per quanto riguarda la trasparenza, la tracciabilità e il controllo umano, che sono stati indicati come settori che necessitano di ulteriori miglioramenti nel riscontro sugli orientamenti fornito da 350 organizzazioni; incoraggia inoltre a creare il quadro etico dell'Unione in materia di IA in uno spirito di apertura ai lavori di altri partner internazionali che condividono i valori dell'Unione, ad esempio le Nazioni Unite, il Consiglio d'Europa con le sue "Linee guida in materia di intelligenza artificiale e protezione dei dati"[38], la Carta etica europea sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nei sistemi giudiziari e le attività del suo centro di ricerca giuridica, il Comitato ad hoc sull'intelligenza artificiale (CAHAI), i principi sull'intelligenza artificiale[39] firmati dai membri dell'OCSE nel mese di maggio 2019, la dichiarazione ministeriale del G20 del 2019 sul commercio e l'economia digitale, il cui allegato contiene i principi in materia di IA, e l'iniziativa globale dell'IEEE sull'etica dei sistemi autonomi e intelligenti[40];

9.  sostiene fermamente la Commissione nell'istituzione di un quadro etico comune dell'Unione in materia di IA per contrastare le carenze causate dalla frammentazione del mercato interno dell'IA, anche nel campo della ricerca, dell'innovazione e delle competenze nelle applicazioni nei settori dell'ambiente, della sanità pubblica, dell'assistenza sanitaria e della sicurezza alimentare, e per impedire la duplicazione delle norme in materia di IA negli Stati membri in relazione all'IA sviluppata nell'Unione e al di fuori di essa, anche in settori quali la gestione dei dati dei consumatori, la protezione e il rispetto della vita privata nelle reti intelligenti, la gestione dei rifiuti, la parità di accesso ai servizi e alle tecnologie, le norme concernenti il rapporto medico-paziente, la legislazione in materia di protezione dei dati e rispetto della vita privata, compresa la loro interazione con le attività di ricerca e lo sviluppo di farmaci, la responsabilità civile nell'assistenza sanitaria pubblica assistita da IA, la responsabilità civile per i veicoli o i macchinari autonomi; osserva che, a livello nazionale, la legislazione degli Stati membri non contiene norme armonizzate in materia di responsabilità applicabili ai danni o alle lesioni che potrebbero derivare dalle tecnologie digitali e comportamentali; chiede un adeguato ancoraggio e posizionamento giuridico di tale quadro etico dell'Unione in materia di IA;

10. ricorda, al riguardo, che nella risoluzione del Parlamento europeo del 16 febbraio 2017 sulle norme di diritto civile sulla robotica[41] il Parlamento ha chiesto alla Commissione di esaminare la possibilità di istituire un'agenzia europea per l'intelligenza artificiale che garantisca, tra l'altro, un approccio armonizzato in tutta l'Unione, sviluppi criteri comuni e una procedura per la presentazione delle domande ai fini del rilascio di un certificato europeo di conformità etica e faccia fronte alle nuove opportunità e sfide, in particolare quelle di carattere transfrontaliero, derivanti dallo sviluppo tecnologico continuo; chiede alla Commissione di valutare se gli organi e le istituzioni dell'Unione esistenti siano sufficienti per svolgere tali compiti o se sia necessario creare un nuovo organismo che si occupi dell'intelligenza artificiale;

11. ritiene che per tutte le applicazioni di IA sviluppate all'interno e all'esterno dell'Unione debba essere garantito lo stesso livello di protezione nell'Unione, come avviene per tutte le altre tecnologie, compreso un ricorso giurisdizionale effettivo per le parti pregiudicate dai sistemi di IA, consentendo al contempo lo sviluppo continuo dell'innovazione tecnologica; ritiene, inoltre, che quest'area di rischio dell'IA sia fondamentale, ad esempio per i servizi sanitari, i trasporti con veicoli autonomi e la sicurezza alimentare; auspica una chiara distribuzione degli obblighi, dei diritti e delle responsabilità tra gli operatori economici coinvolti nella fornitura di applicazioni di IA al fine di attribuire ciascun obbligo all'attore o agli attori nella posizione migliore per affrontare eventuali rischi potenziali, che si tratti dello sviluppatore, dell'operatore, del produttore, del distributore o dell'importatore, del fornitore di servizi, dell'utente professionale o privato e auspica, al riguardo, un'adeguata revisione della pertinente legislazione dell'UE, ad esempio della direttiva sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi e l'armonizzazione della legislazione nazionale; sostiene la posizione della Commissione espressa nel Libro bianco secondo cui, a causa della complessità dei sistemi di IA, garantire un livello efficace di tutela e di risarcimento può richiedere l'adattamento dell'onere della prova previsto dalle norme nazionali in materia di responsabilità per danni causati dal funzionamento delle applicazioni di IA; è del parere che la chiarezza sulla responsabilità giuridica nel settore dell'IA rafforzerà il rispetto dei valori etici dell'Unione sanciti dal suo acquis, la certezza del diritto e la prevedibilità, nonché l'accettazione sociale a sostegno dello sviluppo di un ecosistema di eccellenza dell'Unione in materia di IA mediante il raggruppamento degli investitori e l'incremento della diffusione sul mercato;

12. sottolinea che molte delle proposte avanzate da paesi non membri dell'Unione e da organizzazioni internazionali ruotano attorno a principi o concetti comuni in materia di IA, ovvero: centralità umana, affidabilità, rispetto dell'autonomia umana, prevenzione dei danni, equità, "non lasciare indietro nessuno" e spiegabilità; è del parere che sarebbe altamente auspicabile un quadro etico internazionale imperniato su questi principi; manifesta preoccupazione per i progressi dell'IA e le innovazioni che, in caso di mancato intervento, provocano disuguaglianze sociali; invita, pertanto, la Commissione e gli Stati membri ad adottare le misure necessarie per non lasciare indietro nessuno nella transizione verso un'Europa digitale e a garantire un accesso equo, a prezzi ragionevoli e paritario a tali innovazioni, in particolare in settori quali l'assistenza sanitaria;

13. raccomanda di integrare l'approccio basato sul rischio con una valutazione d'impatto algoritmica che tragga informazioni, ad esempio, dall'analisi dell'impatto della regolamentazione, dalla procedura di valutazione del rischio in base al GDPR e dalla valutazione dell'impatto sui diritti umani, rendendo pubblici i risultati;

14. accoglie favorevolmente il fatto che la metodologia dell'approccio basato sul rischio, definita nel Libro bianco della Commissione del 19 febbraio 2020[42], riconosca l'assistenza sanitaria, i trasporti e l'energia come settori ad alto rischio per definizione, introducendo un elenco dei requisiti in materia di IA che vanno oltre le norme vigenti dell'Unione per tali settori, a meno che l'IA non sia usata in un modo che non comporta rischi significativi; sottolinea che il quadro etico dell'Unione in materia di IA dovrebbe occuparsi in particolare dei settori ad alto rischio di cui sopra;

15. chiede procedure chiare, obiettive e trasparenti a livello dell'Unione per l'istituzione di un catalogo pubblico di applicazioni di IA ad alto rischio che comportano un meccanismo di revisione e aggiornamento periodici; invita a valutare la possibilità di porre l'onere della prova in tali procedure, per tutte le applicazioni di IA in tutti i campi, a carico dell'entità che cerca di sviluppare o di impiegare il sistema di IA, al fine di mantenere il catalogo aperto all'innovazione ed evitare di ignorare il rischio di classificare le applicazioni di IA come non aventi rischio elevato;

16. ritiene che vi siano rischi di distorsioni e di discriminazioni nello sviluppo, nella diffusione e nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate ad alto rischio, compresi i software, gli algoritmi e i dati utilizzati o prodotti da tali tecnologie; ricorda che, in ogni caso, tali tecnologie dovrebbero rispettare la dignità umana e garantire parità di trattamento per tutti; ritiene che tali possibili distorsioni potrebbero essere affrontate definendo norme in materia di trattamento dei dati e istituendo opportune salvaguardie contro le distorsioni e le discriminazioni basate su fattori sociali, economici, etnici, razziali, sessuali, di genere, di disabilità o di altro tipo; mette in guardia dal possibile uso improprio delle applicazioni diagnostiche dell'IA e chiede salvaguardie motivazionali e a livello di capacità dell'IA;

17 accoglie con favore l'iniziativa di etichettatura volontaria dell'IA non avente un rischio elevato;

18. raccomanda misure volte a incoraggiare il coinvolgimento di tutte le parti interessate del settore privato nell'ambito dell'etica dell'IA, dei gruppi di consumatori e del mondo accademico nella formulazione di un codice etico adeguato agli sviluppi tecnologici, sociali e politici;

19. rammenta che, per prendere decisioni, i robot utilizzano algoritmi che svolgono la funzione di valori e quadri etici e che la loro introduzione ha implicazioni etiche importanti nell'ambito dell'assistenza sanitaria o delle relazioni sociali; esprime particolare preoccupazione riguardo all'utilizzo dei robot da "compagnia" a scopo di pedofilia e abusi sessuali; ritiene che si dovrebbe tenere conto delle considerazioni etiche nella progettazione delle tecnologie di robotica; chiede che, nel processo di sviluppo di tali macchine, sia dato spazio a una dimensione etica in base a un approccio progettuale che tenga conto dei valori, in particolare per quanto riguarda i robot impiegati nella cura e assistenza degli anziani e i robot da compagnia; sottolinea che tale approccio dovrebbe inoltre essere adeguato per tenere conto del benessere degli animali;

20. sottolinea che, oltre a chiari requisiti normativi in materia di responsabilità e rendicontabilità, è anche necessario garantire la trasparenza degli algoritmi, in modo che sia possibile risalire al momento in cui "le cose sono andate storte" e consentire l'intervento tempestivo degli esperti; ritiene che la trasparenza degli algoritmi sia fondamentale per prevenire le situazioni in cui il processo decisionale medico ha luogo in un ambiente di tipo "scatola nera"; sottolinea che gli algoritmi a "scatola nera" che prendono decisioni inspiegabili sono inaccettabili in qualsiasi settore, ma che in un contesto in cui il processo decisionale basato sull'IA ha un impatto su decisioni di vita o di morte le conseguenze del fallimento algoritmico potrebbero essere gravi; invita la Commissione e gli Stati membri ad avviare un dialogo con le principali parti interessate nei settori della medicina, dell'informatica, della matematica, della fisica, della tecnologia dei dati medici, della psicologia clinica, della bioingegneria e della farmaceutica al fine di istituire piattaforme di dialogo e valutare l'impatto sulla relazione medico-paziente e sulla disumanizzazione delle cure mediche;

21. auspica iniziative guidate dall'Unione che promuovano gli algoritmi interpretabili, l'IA spiegabile (xAI), il ragionamento simbolico, le tecniche di prova dell'IA a scatola bianca, dimostrando che tali tecnologie possono essere combinate con reti neurali profonde ed evidenziandone i vantaggi giuridici, etici e spesso commerciali, nonché promuovendo anche metodi volti a determinare i rischi connessi alle diverse opzioni tecnologiche utilizzando, tra l'altro, l'esperienza dell'Information Commissioner's Office (ICO) del Regno Unito e le linee guida dell'Istituto Alan Turing dal titolo "Spiegare le decisioni prese con l'IA", dimostrando che è possibile interpretare adeguatamente anche sistemi di intelligenza artificiale neurale molto complessi;

22. invita a garantire la trasparenza, la responsabilità, la verificabilità, la prevedibilità e l'attendibilità, dal momento che i cittadini, i pazienti e gli utenti dovrebbero essere informati quando interagiscono con un sistema che utilizza l'intelligenza artificiale attraverso spiegazioni chiare e comprensibili dei dati utilizzati, del funzionamento dell'algoritmo, del suo scopo, dei suoi risultati e dei suoi potenziali pericoli; sottolinea che la trasparenza e la spiegabilità sono fondamentali per garantire la fiducia in tali tecnologie; ritiene che la spiegazione debba essere integrata dalla verificabilità e dalla tracciabilità dal momento che il rispetto di tali principi costituisce un modo per garantire la responsabilità; sottolinea che le applicazioni di IA possono superare gli esseri umani in compiti specifici e circoscritti mentre falliscono nell'analisi generale; chiede il controllo umano, una responsabilità professionale e una prevedibilità del sistema in grado di prevalere sul sistema di intelligenza artificiale;

23. ritiene che qualsiasi persona fisica o giuridica debba poter presentare ricorso a una decisione emanata da intelligenza artificiale, robotica o una tecnologia correlata ad alto rischio a suo danno e che qualsiasi decisione presa dall'IA debba essere soggetta a una rigorosa verifica umana e a un giusto processo; suggerisce di inserire salvaguardie relative all'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate ad alto rischio nel quadro delle decisioni pubbliche, compresa la valutazione periodica e l'eventuale revisione del quadro normativo per restare al passo con l'evoluzione tecnologica; suggerisce che siano stabilite linee guida vincolanti sulla metodologia di valutazione della conformità che dovrà essere seguita dalle autorità nazionali di vigilanza e che siano definite linee guida non vincolanti indirizzate agli sviluppatori, agli operatori e agli utenti;

24. plaude alla strategia europea in materia di dati, che affronta le sfide future per l'Unione in questo settore fondamentale per il progresso dell'IA e che cerca opportunità europee di vantaggio competitivo nella nuova economia dei dati, in particolare nel settore in crescita dei dati decentrati e non personali provenienti dall'industria, dalle imprese e dal settore pubblico e dai dispositivi ai confini della rete, che dovrebbero costituire l'80 % di 175 zettabyte nel 2025 e invertire le proporzioni attuali;

25. chiede che siano garantiti finanziamenti sufficienti per la trasformazione dell'IA dell'Unione; sostiene l'obiettivo indicato nel Libro bianco della Commissione di attrarre 200 miliardi di EUR di investimenti pubblici e privati nell'IA nei prossimi 10 anni nell'Unione; accoglie favorevolmente l'attenzione prestata ai deficit degli ecosistemi di IA nelle regioni meno sviluppate e alle esigenze delle PMI e delle start-up; invita la Commissione a individuare i disavanzi delle infrastrutture pubbliche e a promuovere i finanziamenti per l'IA nell'ambito della mitigazione dei cambiamenti climatici e dell'adattamento agli stessi, delle energie rinnovabili e della salute e ad agevolare un accesso equilibrato dal punto di vista geografico a tutti i finanziamenti per l'IA, anche per le PMI e le start-up; sottolinea che i nuovi obiettivi dell'Unione non devono ridurre il suo impegno a favore delle priorità permanenti, come la PAC, la politica di coesione, il Green Deal, lo strumento New Generation EU e il piano di ripresa post COVID-19;

26 invita la Commissione a promuovere e finanziare lo sviluppo di un'intelligenza artificiale, una robotica e tecnologie correlate che siano antropocentriche, affrontino le sfide ambientali e climatiche e garantiscano pari accesso ai diritti fondamentali, nonché il pari esercizio degli stessi, attraverso il ricorso a imposte, appalti pubblici verdi o altri incentivi;

Impronta di carbonio dell'IA

27. osserva che nel pacchetto digitale pubblicato il 19 febbraio 2020, la Commissione afferma che le TIC rappresentano oggi tra il 5 % e il 9 % del consumo mondiale di elettricità e il 2 % delle emissioni di CO2 e che il volume di dati trasferiti e archiviati continuerà a crescere esponenzialmente negli anni a venire e che devono essere trovate soluzioni al riguardo; osserva inoltre che lo studio condotto nel 2018 dal Centro comune di ricerca dal titolo "Artificial Intelligence/A European Perspective" (Intelligenza artificiale/Una prospettiva europea) stima che i centri dati e la trasmissione di dati potrebbero rappresentare dal 3 % al 4 % del consumo complessivo di energia dell'Unione;

28. accoglie con favore il fatto che la strategia digitale europea propone misure di trasformazione verde per i settori digitali;

29. sottolinea che, nonostante l'elevata impronta di carbonio dell'apprendimento profondo e della stessa IA, tali tecnologie possono contribuire a ridurre l'attuale impronta ambientale del settore delle TIC e a sviluppare l'IA, la robotica, le decisioni automatizzate e la tecnologia dell'apprendimento automatico; sottolinea che tali tecnologie e altre tecnologie connesse adeguatamente regolamentate possono costituire un fattore decisivo per conseguire gli obiettivi del Green Deal, gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e l'accordo di Parigi in molti settori diversi e dovrebbero potenziare l'impatto delle politiche che mettono in pratica la tutela ambientale, ad esempio la riduzione dei rifiuti e il degrado ambientale;

30. invita la Commissione a realizzare uno studio sull'impatto dell'impronta di carbonio della tecnologia IA e sugli effetti positivi e negativi della transizione all'utilizzo della tecnologia IA da parte dei consumatori;

31. osserva che, dato il crescente sviluppo delle applicazioni di IA, che necessitano di risorse di calcolo, di archiviazione ed energetiche, sarebbe opportuno prendere in considerazione l'impatto ambientale dei sistemi di IA durante tutto il loro ciclo di vita;

Impatto dell'IA sul settore sanitario e sui diritti dei pazienti

32. riconosce il ruolo essenziale che l'IA può svolgere in ambito sanitario e sottolinea che le applicazioni di IA in ambito sanitario dovrebbero sempre perseguire l'obiettivo di massimizzare le opportunità che possono offrire – come migliorare la salute dei singoli pazienti e le prestazioni dei sistemi sanitari pubblici degli Stati membri – senza indebolire le norme etiche e senza minacciare la vita privata o la sicurezza dei cittadini;

33. plaude all'impegno della Commissione, espresso nel Libro bianco, di esaminare le sfide in materia di sicurezza e di responsabilità specifiche dell'assistenza sanitaria, ad esempio i sistemi di IA che forniscono informazioni mediche specializzate ai medici o direttamente ai pazienti o i sistemi di IA che svolgono mansioni mediche direttamente sui pazienti; auspica un esame corrispondente degli altri settori elencati che sono per definizione settori ad alto rischio;

34. ritiene che in ambiti quali la salute, la responsabilità debba spettare in ultima analisi a una persona fisica o giuridica; sottolinea la necessità di dati di addestramento per gli algoritmi tracciabili e accessibili al pubblico;

35. invita la Commissione ad avviare un dialogo settoriale aperto e trasparente che dia la priorità all'assistenza sanitaria, al fine di presentare poi un piano d'azione volto a facilitare lo sviluppo, il collaudo e l'introduzione dell'IA nella ricerca e nell'innovazione e la sua ampia applicazione nei servizi sanitari pubblici;

36. mette in guardia contro i tentativi di attribuire alle macchine una sorta di "personalità", che potrebbero comportare la rimozione della responsabilità umana in caso di errori di trattamento;

37. sostiene fermamente la creazione di uno spazio europeo di dati sanitari[43], proposto dalla Commissione, che mira a promuovere lo scambio di dati sanitari e a sostenere la ricerca nel pieno rispetto della protezione dei dati, compreso il trattamento dei dati con la tecnologia IA, e che rafforza ed estende l'utilizzo e il riutilizzo dei dati sanitari; chiede il potenziamento dello scambio transfrontaliero di dati sanitari, il loro collegamento e il loro utilizzo attraverso repertori federati sicuri, tipologie specifiche di informazioni sanitarie, come la cartella clinica europea, le informazioni genomiche e le immagini sanitarie digitali per facilitare l'interoperabilità a livello dell'Unione di registri o banche dati in ambiti quali la ricerca, la scienza e la sanità;

38. sottolinea che i pazienti dovrebbero sapere quando e come interagiscono con un professionista umano e quando no; insiste sul fatto che i pazienti dovrebbero avere la libertà di decidere in merito a tale interazione e che dovrebbe essere loro garantita un'alternativa di pari livello;

39. ritiene che, in particolare nel settore sanitario, le applicazioni mobili possano aiutare a monitorare le malattie e che la presenza di robot impiegati come sostegno al lavoro dei medici e del personale sanitario sia utile, allo scopo di migliorare la diagnosi e il trattamento, garantendo nel contempo che la pratica della medicina e le cure ai pazienti non siano disumanizzate;

40. auspica un'interoperabilità standardizzata a livello dell'Unione delle applicazioni di assistenza sanitaria elettronica e la creazione di un accesso comune europeo ai dati relativi alle prescrizioni, alle diagnosi e ai referti medici, facilmente accessibili da parte di tutti i cittadini dell'Unione e in tutti gli Stati membri;

41. ribadisce che le opportunità e i rischi insiti in queste tecnologie hanno una dimensione globale che necessita di un approccio coerente e armonizzato a livello internazionale; invita la Commissione ad adoperarsi nei contesti bilaterali e multilaterali per sostenere e garantire la conformità etica;

42. evidenzia i vantaggi apportati dall'IA nella prevenzione, nel trattamento e nel controllo delle malattie, come dimostra il fatto che l'IA aveva previsto l'epidemia di COVID-19 prima dell'OMS; esorta la Commissione a dotare il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) del quadro giuridico e delle risorse per raccogliere i dati sanitari globali anonimizzati necessari in tempo reale, in collaborazione con gli Stati membri, per rispondere, tra le altre cose, alle questioni messe in luce dalla pandemia di COVID-19;

43. sottolinea che l'uso delle tecnologie di localizzazione e tracciamento dei contatti da parte delle autorità pubbliche durante la pandemia di COVID-19 e le altre potenziali emergenze sanitarie potrebbe entrare in conflitto con la protezione dei dati; ricorda, al riguardo, la comunicazione della Commissione, del 17 aprile 2020, sugli orientamenti sulle app a sostegno della lotta alla pandemia di COVID-19 relativamente alla protezione dei dati[44] e la necessità di proporzionalità, limitazione temporale, allineamento ai valori europei e rispetto della dignità umana e dei diritti fondamentali;

44. ritiene che l'IA e la robotica possano produrre notevoli miglioramenti nel controllo dei dispositivi medici e agevolare il lavoro quotidiano degli operatori sanitari; ritiene che per i dispositivi medici critici sia necessario un sistema di backup al fine di monitorare e assicurare la funzionalità del dispositivo in ogni possibile situazione di interferenza e che sia necessario prendere in considerazione e ridurre le eventuali minacce informatiche nel controllo di tali dispositivi; sottolinea che, oltre agli hacker e alle minacce esterne, le minacce informatiche possono anche essere provocate da errori umani o di sistema e che è necessario disporre di adeguati sistemi di backup operativi; ritiene, inoltre, che l'Unione dovrebbe creare una tabella di marcia per lo sviluppo di un backup dell'IA finalizzata a far fronte alle possibili problematiche legate agli errori commessi dai comandi del sistema di IA;

45. sottolinea che le norme di sicurezza di cui al regolamento (UE) 2017/745 del Parlamento europeo e del Consiglio[45] potrebbero non essere sufficienti per le sfide dei sistemi di IA; invita la Commissione a monitorare le sfide in questo ambito e a presentare proposte ove necessario;

46. sottolinea la necessità di garantire che i dispositivi medici basati sull'IA siano conformi ai requisiti di sicurezza e prestazione previsti dal regolamento (UE) 2017/745; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire l'attuazione del regolamento (UE) 2017/745 per quanto riguarda tali tecnologie; ritiene che siano necessarie nuove linee guida e specifiche per la valutazione della sicurezza e dell'efficacia dei software e dei dispositivi basati sull'IA e sull'apprendimento profondo durante l'intero ciclo di utilizzo;

47. chiede che siano garantiti un mandato giuridico più chiaro e finanziamenti sufficienti per l'EMA e le autorità nazionali responsabili dei medicinali al fine di sostenere l'innovazione e gli aspetti delle salute pubblica relativi all'IA nel ciclo di vita dei medicinali, in particolare per raccogliere e analizzare dati sanitari reali mondiali che possano generare ulteriori prove sui medicinali a sostegno della R&S e per ottimizzare l'uso sicuro ed efficace dei medicinali esistenti nell'interesse dei pazienti e dei sistemi sanitari europei;

48. ribadisce che né le società di assicurazione né qualsiasi altro prestatore di servizi dovrebbero essere autorizzati a utilizzare dati derivanti da applicazioni sanitarie elettroniche allo scopo di effettuare discriminazioni nella determinazione dei prezzi, in quanto ciò sarebbe in contrasto con il diritto fondamentale al godimento del livello di salute più elevato possibile;

IA e protezione dei dati

49.  accoglie con favore la revisione recentemente pubblicata dalla Commissione[46] del regolamento (UE) 2016/679; osserva che la legislazione degli Stati membri segue approcci diversi nell'attuazione di deroghe al divieto generale di trattamento di categorie speciali di dati personali, per quanto riguarda il livello di specificazione e le tutele, anche a scopi sanitari; afferma pertanto che, in definitiva, gli esseri umani dovrebbero mantenere la responsabilità del processo decisionale, in particolare nei settori in cui la posta in gioco è alta e vi sono rischi elevati come la salute;

50. accoglie con favore l'intenzione della Commissione di monitorare l'applicazione del regolamento (UE) 2016/679 alle nuove tecnologie, anche tenendo conto di eventuali future iniziative nel settore dell'intelligenza artificiale e nel contesto della strategia in materia di dati, e sostiene la decisione della Commissione di invitare il comitato europeo per la protezione dei dati a pubblicare orientamenti sull'applicazione del regolamento (UE) 2016/679 nel settore della ricerca scientifica, dell'intelligenza artificiale, della blockchain e di altri eventuali sviluppi tecnologici;

51. chiede la responsabilizzazione dei cittadini e dei pazienti in merito ai loro dati personali per assicurare la piena applicazione e l'interpretazione uniforme del quadro giuridico dell'Unione in materia di protezione dei dati e della vita privata, in particolare per le applicazioni di IA sanitarie e altri dati sensibili connessi, per rispettare pienamente il "diritto alla cancellazione (diritto all'oblio)" di cui all'articolo 17 del regolamento (UE) 2016/679 e per potenziare il "diritto di ottenere una spiegazione" di cui all'articolo 22 del medesimo regolamento, nonché requisiti di interpretabilità più elevati per l'IA ad alto rischio;

52. mette in evidenza che il quadro etico relativo all'IA dovrebbe includere il diritto di ottenere spiegazioni riguardo alle decisioni basate sul trattamento automatizzato per le persone che sono l'oggetto di tali decisioni;

53. auspica il giusto equilibrio tra il rispetto della vita privata, la protezione dei dati e l'utilità dei dati; ritiene che sia importante che il progresso scientifico garantisca la capacità di condividere e trattare i dati sanitari in modo sufficientemente approfondito e dettagliato; chiede che sia garantita l'anonimizzazione dei dati, evitando al contempo un'eccessiva minimizzazione degli stessi; chiede banche dati, registri e repertori interoperabili e adeguati a livello dell'Unione per facilitare l'uso dei dati sanitari in settori quali la salute, l'ambiente e la sicurezza alimentare;

54. sottolinea la necessità di garantire la protezione dei dati sanitari e dei dati delle persone appartenenti a gruppi vulnerabili e mette in evidenza che, dato che le applicazioni di IA trattano i dati sanitari con il consenso del titolare di tali dati, le condizioni di cui all'articolo 7 del regolamento (UE) 2016/679 devono essere rispettate;

55. sottolinea che i dati generati non dovrebbero in alcun modo contribuire ad alcun tipo di discriminazione; chiede garanzie che la raccolta e l'accessibilità dei dati siano sempre in linea con il quadro giuridico dell'Unione;

56. sottolinea che il rischio di alterazioni e di manipolazioni dolose dei dati e di possibili piraterie informatiche o furti di dati può essere particolarmente grave nel settore sanitario e che tali atti possono essere utilizzati per danneggiare e screditare le persone o trarre vantaggio da esse; mette in evidenza che dovrebbero essere istituite norme in materia di sicurezza informatica il più rigorose possibile per le pertinenti reti;

Impatto dell'IA sul lavoro e sui contesti sociali

57. rammenta che le perturbazioni del mercato del lavoro sono prese in considerazione nel quadro etico dell'OCSE; sottolinea che l'automazione, unita all'intelligenza artificiale, incrementerà la produttività e di conseguenza la produzione; osserva che, come avvenuto nel corso delle rivoluzioni tecnologiche del passato, alcuni lavori saranno sostituiti; sottolinea che un maggiore impiego della robotica e dell'intelligenza artificiale dovrebbe altresì ridurre il rischio di esposizione degli esseri umani a condizioni nocive e pericolose, contribuire a creare un numero maggiore di posti di lavoro dignitosi e di qualità e migliorare la produttività; sottolinea il lavoro dell'OCSE, che evidenzia che l'automazione può offrire alla società la possibilità di ridurre il numero di ore lavorative, in modo da migliorare le condizioni di vita e di salute dei lavoratori;

58. richiama ulteriormente l'attenzione sulle raccomandazioni dell'OCSE che invitano i governi a lavorare in stretta collaborazione con i portatori di interessi al fine di promuovere un utilizzo responsabile dell'IA in ambito lavorativo, di rafforzare la sicurezza dei lavoratori e la qualità degli impieghi e di adoperarsi per garantire che i vantaggi dell'IA siano condivisi in modo ampio ed equo; sottolinea in tale contesto che la presenza di team diversi di sviluppatori e di ingegneri che collaborino con gli attori chiave può contribuire ad evitare pregiudizi culturali e di genere e a garantire che il benessere fisico e mentale dei lavoratori sia rispettato negli algoritmi, nei sistemi e nelle applicazioni di IA;

59. sottolinea che lo sviluppo delle applicazioni di IA potrebbe ridurre i costi e aumentare il volume dei servizi disponibili, ad esempio i servizi sanitari, i trasporti pubblici e l'agricoltura 2.0, rendendoli più accessibili a livello economico a un più ampio spettro della società; sottolinea che le applicazioni di IA possono anche comportare l'aumento della disoccupazione, della pressione sui sistemi di assistenza sociale e della povertà; evidenzia, conformemente ai valori sanciti dall'articolo 3 del trattato sull'Unione europea, la necessità di adattare la trasformazione dell'IA dell'Unione alle capacità socioeconomiche, a un'adeguata protezione sociale, all'istruzione e alla creazione di posti di lavoro alternativi; invita a prendere in considerazione l'istituzione di un Fondo di adeguamento all'IA dell'Unione basato sull'esperienza del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) o del Fondo per una transizione giusta attualmente in fase di sviluppo;

60. sottolinea inoltre l'importanza del dialogo sociale per consentire una transizione giusta e inclusiva dei lavoratori verso le nuove realtà lavorative interessate dall'IA, nonché la necessità che le imprese investano nella formazione e nella riqualificazione della loro forza lavoro;

61. invita gli Stati membri ad allineare l'istruzione dei professionisti della tutela ambientale, della sanità e della sicurezza alimentare agli sviluppi dell'IA e a sensibilizzare in merito ai rischi e alle sfide etniche associati all'IA;

62. accoglie con favore i requisiti proposti nel Libro bianco in materia di dati di addestramento dei sistemi di IA ad alto rischio, che riguardano anche la sicurezza (dati sufficientemente ampi da contemplare tutti gli scenari pertinenti, onde evitare situazioni pericolose come la discriminazione, e dati sufficientemente rappresentativi da rispecchiare adeguatamente l'ambiente sociale a cui verranno applicati);

63. sottolinea che il settore pubblico dovrebbe concentrarsi sulla risoluzione dei problemi sociali piuttosto che sull'adozione dell'IA fine a sé stessa; invita a migliorare le norme e gli orientamenti in materia di appalti pubblici dell'Unione, compresi gli appalti pubblici verdi dell'Unione europea, in modo che durante le pertinenti procedure di valutazione delle offerte di gara si valuti se una determinata questione richiede l'applicazione di un sistema di IA e che sia possibile seguire un percorso alternativo nei casi in cui la valutazione indichi che una soluzione che non prevede l'IA affronti il problema sociale in modo migliore.

 

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

10.9.2020

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

77

2

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nikos Androulakis, Bartosz Arłukowicz, Margrete Auken, Simona Baldassarre, Marek Paweł Balt, Traian Băsescu, Aurelia Beigneux, Monika Beňová, Sergio Berlato, Alexander Bernhuber, Malin Björk, Simona Bonafè, Delara Burkhardt, Pascal Canfin, Sara Cerdas, Mohammed Chahim, Tudor Ciuhodaru, Nathalie Colin-Oesterlé, Miriam Dalli, Esther de Lange, Christian Doleschal, Marco Dreosto, Bas Eickhout, Eleonora Evi, Agnès Evren, Fredrick Federley, Pietro Fiocchi, Andreas Glück, Catherine Griset, Jytte Guteland, Teuvo Hakkarainen, Martin Hojsík, Pär Holmgren, Jan Huitema, Yannick Jadot, Adam Jarubas, Petros Kokkalis, Athanasios Konstantinou, Ewa Kopacz, Joanna Kopcińska, Ryszard Antoni Legutko, Peter Liese, Sylvia Limmer, Javi López, César Luena, Fulvio Martusciello, Liudas Mažylis, Joëlle Mélin, Tilly Metz, Silvia Modig, Dolors Montserrat, Alessandra Moretti, Dan-Ștefan Motreanu, Ville Niinistö, Ljudmila Novak, Jutta Paulus, Stanislav Polčák, Jessica Polfjärd, Luisa Regimenti, Frédérique Ries, María Soraya Rodríguez Ramos, Sándor Rónai, Rob Rooken, Silvia Sardone, Christine Schneider, Günther Sidl, Ivan Vilibor Sinčić, Linea Søgaard-Lidell, Nicolae Ştefănuță, Nils Torvalds, Edina Tóth, Véronique Trillet-Lenoir, Alexandr Vondra, Mick Wallace, Pernille Weiss, Michal Wiezik, Tiemo Wölken, Anna Zalewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Michael Bloss, Manuel Bompard, Christel Schaldemose

 

 

 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

77

+

PPE#

Bartosz Arłukowicz, Alexander Bernhuber, Traian Băsescu, Nathalie Colin-Oesterlé, Christian Doleschal, Agnès Evren, Adam Jarubas, Ewa Kopacz, Peter Liese, Fulvio Martusciello, Liudas Mažylis, Dolors Montserrat, Dan-Ștefan Motreanu, Ljudmila Novak, Jessica Polfjärd, Stanislav Polčák, Christine Schneider, Edina Tóth, Pernille Weiss, Michal Wiezik, Esther de Lange

S&D

Nikos Androulakis, Marek Paweł Balt, Monika Beňová, Simona Bonafè, Delara Burkhardt, Sara Cerdas, Mohammed Chahim, Tudor Ciuhodaru, Miriam Dalli, Jytte Guteland, César Luena, Javi López, Alessandra Moretti, Sándor Rónai, Christel Schaldemose, Günther Sidl, Tiemo Wölken

Renew

Pascal Canfin, Fredrick Federley, Andreas Glück, Martin Hojsík, Jan Huitema, Frédérique Ries, María Soraya Rodríguez Ramos, Linea Søgaard-Lidell, Nils Torvalds, Véronique Trillet-Lenoir, Nicolae Ştefănuță

ID

Simona Baldassarre, Aurelia Beigneux, Marco Dreosto, Catherine Griset, Joëlle Mélin, Luisa Regimenti, Silvia Sardone

Verts/ALE

Margrete Auken, Michael Bloss, Bas Eickhout, Pär Holmgren, Yannick Jadot, Tilly Metz, Ville Niinistö, Jutta Paulus

ECR

Sergio Berlato, Pietro Fiocchi, Joanna Kopcińska, Ryszard Antoni Legutko, Alexandr Vondra, Anna Zalewska

GUE/NGL

Malin Björk, Manuel Bompard, Petros Kokkalis, Silvia Modig, Mick Wallace

NI

Eleonora Evi, Athanasios Konstantinou

 

2

-

ID

Sylvia Limmer

ECR

Rob Rooken

 

2

0

ID

Teuvo Hakkarainen

NI

Ivan Vilibor Sinčić

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

 

 

 

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER LA CULTURA E L'ISTRUZIONE (3.9.2020)

 

destinato alla commissione giuridica

 

recante raccomandazioni alla Commissione sul quadro relativo agli aspetti etici dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate

(2020/2012(INL))

Relatore per parere: Łukasz Kohut

(Iniziativa – articolo 47 del regolamento)

 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per la cultura e l'istruzione invita la commissione giuridica, competente per il merito:

– a includere nella proposta di risoluzione che approveranno i seguenti suggerimenti:

1. ricorda che lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale (IA) nei settori culturali e creativi, nonché nei settori dell'istruzione, dei media, della gioventù e della politica dell'informazione, non solo hanno il potenziale di sollevare, ma sollevano e continueranno a sollevare un'ampia gamma di questioni etiche che devono essere affrontate; sottolinea che l'Unione dovrebbe assumere un ruolo guida nei confronti di un'IA etica radicata nei valori europei garantendo la tutela della dignità umana e dei diritti fondamentali all'interno di un'Europa più democratica, equa e sostenibile; invita le istituzioni dell'UE a impegnarsi in una riflessione a lungo termine riguardo all'impatto dell'intelligenza artificiale sui nostri dibattiti democratici, sulle nostre società e sulla natura stessa degli esseri umani, al fine di poter aprire la strada a tecnologie di intelligenza artificiale che rispettino la nostra libertà e non ostacolino l'innovazione o limitino la libertà di espressione;

2. è fermamente convinto che occorra esaminare il modo in cui i quadri e gli obblighi in materia di diritti umani possono orientare le azioni e le politiche connesse alle tecnologie digitali nuove ed emergenti per garantire il loro approccio antropocentrico e l'accessibilità dei loro benefici per tutti; riconosce la necessità di garantire che lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale siano esenti da discriminazioni e da pregiudizi di profilazione e che rispecchino tutti gli elementi essenziali della società; riconosce che l'intelligenza artificiale e l'automazione possono avere un effetto sull'economia globalizzata che potrebbe radicare le disuguaglianze esistenti;

3. sottolinea la necessità di elaborare criteri ad hoc per lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo dell'IA nell'ambito dell'istruzione, dei media, della gioventù, della ricerca e dei settori culturali e creativi, sviluppando parametri di riferimento e definendo principi per gli usi eticamente responsabili e accettati delle tecnologie di IA in tali settori, tra cui un chiaro regime di responsabilità per i prodotti derivanti dall'utilizzo dell'IA; evidenzia che tali criteri devono essere adattabili e costantemente adeguati al progresso nelle tecnologie dell'IA in modo da contribuire in maniera responsabile a sfruttare il pieno potenziale dell'IA; sottolinea in particolare la necessità di affrontare la raccolta di dati personali degli utenti e le preoccupazioni in materia di privacy nonché le questioni relative alla responsabilità nei casi in cui i processi automatizzati conducano a esiti indesiderati; ricorda che per dotare tali criteri di una base solida è necessario esigere che siano osservati i principi di conformità di un sistema con le sue specifiche, la trasparenza, la buona fede e l'equità, in consultazione con i comitati etici competenti incaricati di contribuire a porre le basi in linea con i valori culturali e le disposizioni del quadro giuridico dell'Unione europea; osserva che i sistemi di IA sono sistemi basati su software in grado di assumere un comportamento intelligente sulla base di un'analisi del proprio ambiente; sottolinea che tale analisi si basa su modelli statistici di cui gli errori costituiscono un elemento inevitabile; evidenzia la necessità di assicurare che siano previsti sistemi e metodi che consentano la verifica e la spiegabilità dell'algoritmo e l'accesso a rimedi; sottolinea la necessità di assicurare l'esistenza di norme vincolanti che garantiscano il rispetto dei principi di trasparenza, responsabilità e non discriminazione; ribadisce gli orientamenti etici del 2019 per un'IA affidabile e i sette requisiti fondamentali per l'affidabilità dell'IA;

4. osserva che ogni bambino gode del diritto a un'istruzione pubblica di qualità a tutti i livelli; chiede pertanto lo sviluppo, la diffusione e l'utilizzo di sistemi di IA di qualità che facilitino e forniscano strumenti educativi di qualità per tutti a tutti i livelli e sottolinea che la diffusione di nuovi sistemi di IA nelle scuole non dovrebbe condurre alla creazione di un divario digitale più ampio nella società;

5. osserva che i sistemi di apprendimento personalizzati di IA sono impiegati sempre più spesso nelle scuole e nelle università, il che sta modificando gradualmente il ruolo degli insegnanti nel processo di apprendimento; sottolinea che tale cambiamento dovrebbe essere valutato attentamente, essere rispecchiato di conseguenza nei programmi di studio ed essere ancorato a valori antropocentrici; riconosce l'enorme potenziale contributo che l'intelligenza artificiale e la robotica possono apportare all'istruzione; osserva che i sistemi di apprendimento personalizzati di IA non dovrebbero sostituire le relazioni educative che coinvolgono gli insegnanti e che le forme tradizionali di istruzione non dovrebbero essere lasciate indietro, sottolineando nel contempo che occorre fornire sostegno finanziario, tecnologico ed educativo, compresa una formazione specializzata nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione agli insegnanti che cercano di acquisire competenze adeguate per adattarsi ai cambiamenti tecnologici, e non sfruttare soltanto le potenzialità dell'IA, ma comprenderne anche i limiti;

6. sottolinea che quando si utilizza l'apprendimento automatico nella selezione dei potenziali studenti è necessario attuare tutele adeguate, anche informando i candidati di tali procedure e dei loro diritti al riguardo; reputa necessario addestrare gli algoritmi pertinenti ricorrendo ad ampi insiemi di dati, onde evitare che gli algoritmi operino ingiuste discriminazioni nei confronti di determinati gruppi; è del parere che le pertinenti decisioni adottate con l'aiuto di processi automatizzati debbano essere spiegabili, anche, ove necessario, agli studenti respinti;

7. chiede che a livello dell'Unione sia sviluppata una strategia in materia di IA, robotica e tecnologie correlate al fine di contribuire a trasformare e aggiornare i nostri sistemi di istruzione, preparare i nostri istituti di istruzione a tutti i livelli e dotare gli insegnanti e gli alunni delle competenze e abilità necessarie; ritiene che sia necessario un quadro sull'etica nell'istruzione; raccomanda il coinvolgimento della società civile, delle università, dei sindacati e delle associazioni dei datori di lavoro nel processo di elaborazione di tale quadro; osserva che i sistemi di intelligenza artificiale sviluppati, diffusi e utilizzati nell'Unione devono riflettere la sua diversità culturale e il suo multilinguismo; sottolinea che dovrebbe essere fornito un sostegno speciale agli sviluppatori di tecnologie, ai beneficiari di gruppi svantaggiati e alle persone con disabilità;

8. ritiene che occorra prestare particolare attenzione al rispetto e alla tutela dei diritti dei minori, data la particolare influenza dell'istruzione sul loro futuro, in particolare per quanto concerne il diritto alla vita privata e all'accesso a un'istruzione di qualità, garantendo in ogni caso pari opportunità; sottolinea che gli istituti di istruzione dovrebbero utilizzare i sistemi di IA solo per scopi educativi che sono stati verificati e certificati come etici, benefici e che agiscono in modo coerente con i principi in materia di diritti umani; invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere la cooperazione tra i settori pubblico e privato e il mondo accademico per rafforzare la condivisione delle conoscenze e le fonti aperte;

9. rileva la necessità di chiarire il concetto di arte e di opere culturali e creative, nonché il ruolo degli esseri umani come creatori e artisti; sottolinea che le opportunità offerte dalla digitalizzazione e dalle nuove tecnologie non devono condurre a una perdita complessiva di posti di lavoro nei settori culturali e creativi, trascurare la conservazione degli originali e sminuire l'accesso tradizionale al patrimonio culturale, che dovrebbe essere parimenti incoraggiato;

10. riconosce le crescenti potenzialità dell'IA nei settori dell'informazione, dei media e delle piattaforme online, anche come potente strumento di lotta alla disinformazione; esprime preoccupazione, tuttavia, in merito alla possibilità che l'IA venga usata in modo improprio per manipolare l'opinione pubblica online; sottolinea che, se non regolamentata, potrebbe avere effetti negativi sul piano etico attraverso lo sfruttamento delle distorsioni nei dati e negli algoritmi, il che può condurre alla diffusione di disinformazione, alla creazione di bolle informative e allo sfruttamento delle distorsioni contenute negli algoritmi di intelligenza artificiale; ricorda che un'istruzione adeguata è una condizione necessaria per salvaguardare i diritti dei cittadini per quanto concerne la libertà di informazione, opinione ed espressione, e chiede un uso etico delle tecnologie di intelligenza artificiale nel settore dei media; mette in guardia contro i rischi di censura basata sulla tecnologia e rileva la necessità di un quadro etico per proteggere la libertà di espressione;

11. ritiene che l'uso di alcuni tipi di IA come il riconoscimento facciale e sistemi di rilevamento delle emozioni e del comportamento potrebbero avere un effetto dannoso, in particolare sul ruolo dei media e dei giornalisti come guardiani della democrazia e quindi sui processi democratici; sottolinea pertanto che l'uso di tali sistemi negli spazi pubblici dovrebbe essere limitato o vietato ogniqualvolta necessario; sottolinea la necessità di portare avanti la lotta contro le notizie false, comprese le tecniche come i "deepfake", contro la censura e la sorveglianza automatizzata;

12. sottolinea la necessità di sensibilizzare e informare il pubblico in merito al ruolo e all'impatto dell'IA attraverso l'istruzione formale e non formale, compresi gli studi umanistici, in particolare in merito all'uso degli algoritmi e al loro impatto, tra l'altro, sull'occupazione e sulla vita privata, e per quanto concerne la comprensione del posto occupato dai sistemi informatici nella selezione, interpretazione, conservazione e rappresentazione dei dati; sostiene la creazione di strumenti di alfabetizzazione digitale a tutti i livelli di istruzione e invita pertanto gli Stati membri e le istituzioni dell'UE a investire nell'alfabetizzazione informatica e mediatica, nell'istruzione e nella formazione; ritiene che le competenze in materia di informazione e relative ai media siano fondamentali affinché tutti i cittadini, compresi i gruppi sociali vulnerabili, siano in grado di valutare criticamente e comprendere i nuovi sviluppi, tra cui la comprensione del funzionamento dell'intelligenza artificiale e dei suoi pregiudizi intrinseci, e quindi di sviluppare nuove forme di pensiero critico; raccomanda alla Commissione di promuovere modelli di istruzione e formazione continua connessi all'IA, alla robotica e alla tecnologia;

13. rileva l'importante distinzione tra trasparenza degli algoritmi e trasparenza dell'uso degli algoritmi; evidenzia l'importanza della trasparenza e della responsabilità degli algoritmi utilizzati dalle piattaforme di condivisione di video e dalle piattaforme di streaming, al fine di garantire l'accesso a contenuti culturalmente e linguisticamente diversi evitando favoritismi; ritiene che ogni utente dovrebbe essere adeguatamente informato quando un algoritmo è utilizzato per raccomandare contenuti e dovrebbe essere in grado di ottimizzarli in base alle sue scelte, e reputa che tali algoritmi non dovrebbero limitare le scelte degli utenti; reputa che ogni utente dovrebbe anche essere in grado di disabilitare le raccomandazioni di contenuti da parte dell'IA; sottolinea che tali algoritmi dovrebbero essere concepiti in modo tale da rispecchiare la diversità culturale delle nostre società assicurando un'autentica apertura culturale e garantendo la libertà creativa; insiste sul fatto che i dati degli utenti raccolti dall'IA come le preferenze culturali o i risultati scolastici non devono essere trasmessi o utilizzati senza che il titolare ne sia a conoscenza;

14. osserva che lo sport ha sempre accolto l'innovazione tecnologica; ritiene, tuttavia, che l'utilizzo delle tecnologie di IA, che si sta diffondendo rapidamente nelle competizioni sportive, sollevi sempre più interrogativi in materia di concorrenza leale nello sport, per cui le squadre che dispongono di maggiori risorse finanziarie possono acquisire la migliore tecnologia, conferendo loro potenzialmente un vantaggio indebito; evidenzia che tali sviluppi devono essere attentamente monitorati e sottolinea che tale settore necessita di un quadro normativo che applichi criteri etici e antropocentrici nello sviluppo e nell'utilizzo delle tecnologie di intelligenza artificiale; chiede la piena trasparenza degli algoritmi e delle tecnologie utilizzati nello sport al fine di assicurare condizioni di parità.

 

 

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

31.8.2020

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

28

0

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Isabella Adinolfi, Christine Anderson, Ilana Cicurel, Gilbert Collard, Gianantonio Da Re, Laurence Farreng, Tomasz Frankowski, Romeo Franz, Hannes Heide, Irena Joveva, Petra Kammerevert, Niyazi Kizilyürek, Predrag Fred Matić, Dace Melbārde, Victor Negrescu, Peter Pollák, Marcos Ros Sempere, Andrey Slabakov, Massimiliano Smeriglio, Michaela Šojdrová, Sabine Verheyen, Salima Yenbou, Milan Zver

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Isabel Benjumea Benjumea, Christian Ehler, Ibán García Del Blanco, Bernard Guetta, Marcel Kolaja, Elżbieta Kruk, Martina Michels

 

 

 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

 

28

+

PPE

Isabel Benjumea Benjumea, Christian Ehler, Tomasz Frankowski, Peter Pollák, Michaela Šojdrová, Sabine Verheyen, Milan Zver

S&D

Ibán García del Blanco, Hannes Heide, Petra Kammerevert, Predrag Fred Matić, Victor Negrescu, Marcos Ros Sempere, Massimiliano Smeriglio

RENEW

Ilana Cicurel, Laurence Farreng, Bernard Guetta, Irena Joveva

ID

Gilbert Collard

VERTS/ALE

Romeo Franz, Marcel Kolaja, Salima Yenbou

ECR

Elżbieta Kruk, Dace Melbārde, Andrey Slabakov

GUE/NGL

Niyazi Kizilyürek, Martina Michels

NI

Isabella Adinolfi

 

0

-

-

-

 

2

0

ID

Christine Anderson, Gianantonio Da Re

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

 

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

 

Approvazione

1.10.2020

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

0

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Manon Aubry, Gunnar Beck, Geoffroy Didier, Angel Dzhambazki, Ibán García Del Blanco, Jean-Paul Garraud, Esteban González Pons, Mislav Kolakušić, Gilles Lebreton, Karen Melchior, Jiří Pospíšil, Franco Roberti, Marcos Ros Sempere, Liesje Schreinemacher, Stéphane Séjourné, Raffaele Stancanelli, József Szájer, Marie Toussaint, Adrián Vázquez Lázara, Axel Voss, Tiemo Wölken, Javier Zarzalejos

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Patrick Breyer, Evelyne Gebhardt

 

 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

 

20

+

PPE

Geoffroy Didier, Esteban González Pons, Jiří Pospíšil, József Szájer, Axel Voss, Javier Zarzalejos

S&D

Ibán García Del Blanco, Evelyne Gebhardt, Franco Roberti, Marcos Ros Sempere, Tiemo Wölken

RENEW

Karen Melchior, Liesje Schreinemacher, Stéphane Séjourné, Adrián Vázquez Lázara

VERTS/ALE

Patrick Breyer, Marie Toussaint

ECR

Angel Dzhambazki, Raffaele Stancanelli

NI

Mislav Kolakušić

 

0

-

 

 

 

 

 

4

0

ID

Gunnar Beck, Jean Paul Garraud, Gilles Lebreton

GUE/NGL

Manon Aubry

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

[1] GU L 252 del 8.10.2018, pag. 1.

[2] GU L 180 del 19.7.2000, pag. 22.

[3] GU L 303 del 2.12.2000, pag. 16.

[4] GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1.

[5] GU L 119 del 4.5.2016, pag. 89.

[6] GU L 123 del 12.5.2016, pag. 1.

[7] GU C 252 del 18.7.2018, pag. 239.

[8] GU C 307 del 30.8.2018, pag. 163.

[9] GU C 433 del 23.12.2019, pag. 86.

[10] Testi approvati, P8_TA(2018)0332.

[11] Testi approvati, P8_TA(2019)0081.

[12] Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Una strategia europea per i dati", COM(2020)0066.

[13] Per la guida automatizzata dei veicoli, la norma J3016 di SAE International, il cui ultimo aggiornamento è la norma J3016_201806 del 2018, ha proposto sei livelli di automazione. Cfr. https://www.sae.org/standards/content/j3016_201806.

[14]  Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).

[15]  Direttiva 2002/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 luglio 2002, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche (direttiva relativa alla vita privata e alle comunicazioni elettroniche) (GU L 201 del 31.7.2002, pag. 37).

[16] Definizione tratta dalla comunicazione della Commissione COM(2018) 237 final, 25.4.2018, pag. 1, adattata.

[17] Dalla definizione ISO 8373 di "robot industriale".

[18]  Direttiva (UE) 2019/1937 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2019, riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione (GU L 305 del 26.11.2019, pag. 17).

[19]  Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).

[20]  Decisione n. 768/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, relativa a un quadro comune per la commercializzazione dei prodotti e che abroga la decisione 93/465/CEE (GU L 218 del 13.8.2008, pag. 82).

[21]  COD (2018)0089, in corso di pubblicazione.

[22]  Direttiva (UE) 2019/882 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, sui requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi (GU L 151 del 7.6.2019, pag. 70).

[23] GU L 180 del 19.7.2000, pag. 22.

[24] GU L 303 del 2.12.2000, pag. 16.

[25] GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1.

[26] GU L 119 del 4.5.2016, pag. 89.

[27] GU C 252 del 18.7.2018, pag. 239.

[28] Comunicazione della Commissione dal titolo "L'intelligenza artificiale per l'Europa", COM(2018) 237 final.

[29] STOA, "The ethics of artificial intelligence: issues and initiatives" (L'etica dell'intelligenza artificiale: problemi e iniziative), marzo 2020.

[30] Parlamento europeo, "Encouraging STEM Studies for the labour market" (Incoraggiare lo studio delle discipline STEM per il mercato del lavoro), marzo 2015.

[31] CEDEFOP, Indagine europea sulle competenze e l'occupazione.

[32] Capgemini Research Institute, "Why addressing ethical questions in AI will benefit organizations"(Perché affrontare le questioni etiche nell'ambito dell'IA andrà a beneficio delle organizzazioni), luglio 2019.

[33] OCSE,"Recommendation of the Council on Artificial Intelligence", (Raccomandazioni del Consiglio sull'intelligenza artificiale) 2019, https://legalinstruments.oecd.org/en/instruments/OECD-LEGAL-0449

[34] Conclusioni del Consiglio dell'Unione europea sul tema "Plasmare il futuro digitale dell'Europa", giugno 2020.

[35] European Social Partners Framework Agreement on Digitalisation, (Accordo quadro delle parti sociali europee sulla digitalizzazione), giugno 2020.

[36] Parlamento europeo: "Education and employment of women in science, technology and the digital economy, including AI and its influence on gender equality" (Istruzione e occupazione delle donne nella scienza, nella tecnologia e nell'economia digitale, compresa l'intelligenza artificiale e la sua influenza sull'uguaglianza di genere", aprile 2020.

[37] Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).

[38] 1https://rm.coe.int/guidelines-on-artificial-intelligence-and-data-protection/168091f9d8

[39] 2https://legalinstruments.oecd.org/api/print?ids=648⟨=en

[40] 3https://ethicsinaction.ieee.org

[41] GU C 252 del 18.7.2018, pag. 239.

[42] Libro bianco della Commissione sull'intelligenza artificiale - Un approccio europeo all'eccellenza e alla fiducia (COM(2020)0065).

[43] Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Una strategia europea per i dati", COM(2020)0066.

[44] GU C 124I del 17.4.2020, pag. 1.

[45] Regolamento (UE) 2017/745 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2017, relativo ai dispositivi medici, che modifica la direttiva 2001/83/CE, il regolamento (CE) n. 178/2002 e il regolamento (CE) n. 1223/2009 e che abroga le direttive 90/385/CEE e 93/42/CEE del Consiglio (GU L 117 del 5.5.2017, pag. 1).

[46] Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sulla protezione dei dati come pilastro dell'autonomia dei cittadini e dell'approccio dell'UE alla transizione digitale: due anni di applicazione del regolamento generale sulla protezione dei dati (COM(2020) 264 final).