Persona, diritti personalità - Persona, diritti personalità -  Gabriele Gentilini - 22/11/2020

Risoluzione del Parlamento europeo del 22 ottobre 2020 Politiche occupazionali e sociali della zona euro nel 2020, 22 ottobre 2020 nr P9_TA(2020)0284

Si riporta il testo della risoluzione di cui al titolo, della cui fonte si cita la  https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2020-0284_IT.html.

Appaiono rilevanti i seguenti Considerando in cui viene fatto auspicio che si ritengono  necessarie misure e investimenti decisivi per una rapida ripresa, che dovrebbe incentrarsi sulla mitigazione degli effetti economici e sociali della pandemia, riavviare l'attività economica, favorire lo sviluppo sostenibile, la transizione verde, la trasformazione digitale e attuare gli OSS delle Nazioni Unite gli obiettivi del Green Deal e dell'accordo di Parigi nonché i principi del pilastro europeo dei diritti sociali al fine di realizzare stati sociali più efficaci e più forti.

"

  • considerando che sono necessari misure e investimenti decisivi per una rapida ripresa, che dovrebbe incentrarsi sulla mitigazione degli effetti economici e sociali della pandemia, riavviare l'attività economica, favorire lo sviluppo sostenibile, la transizione verde, la trasformazione digitale e attuare gli OSS delle Nazioni Unite gli obiettivi del Green Deal e dell'accordo di Parigi nonché i principi del pilastro europeo dei diritti sociali al fine di realizzare stati sociali più efficaci e più forti;
  • considerando che, per beneficiare del dispositivo proposto per la ripresa e la resilienza, gli Stati membri dovrebbero preparare piani di ripresa e resilienza da allegare ai loro programmi nazionali di riforma, tenendo conto dei risultati del semestre europeo, nonché dei piani nazionali per l'energia e il clima e dei piani per una transizione giusta, e riferire in merito ai loro progressi nell'attuazione di tali piani nel contesto del semestre europeo; che gli Stati membri dovrebbero elaborare piani specifici di progresso sociale con obiettivi chiari, in cui descrivono la destinazione degli investimenti sociali e le modalità di attuazione dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali in seguito all'adozione del piano d'azione per l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali annunciato dalla Presidente della Commissione;
  • considerando che le riforme sostenibili sotto il profilo sociale sono quelle basate sulla solidarietà, l'integrazione, la giustizia sociale, un'equa distribuzione della ricchezza, la parità di genere, un sistema di istruzione pubblica di alta qualità per tutti, un'occupazione di qualità e una crescita sostenibile, il che costituisce un modello che garantisce l'uguaglianza e la protezione sociale, emancipa i gruppi vulnerabili, rafforza la partecipazione e la cittadinanza e migliora il tenore di vita di tutti; che il rafforzamento dei sistemi di protezione sociale è fondamentale per la lotta contro la povertà e le disuguaglianze, nonché per sostenere una crescita inclusiva e sostenibile;
  • considerando che, secondo il documento di lavoro dei servizi della Commissione che identifica le esigenze di ripresa dell'Europa, l'esigenza sociale più urgente riguarda la disoccupazione; che in tale documento la Commissione stima che l'investimento necessario per le infrastrutture sociali sarà pari a 192 miliardi;
  • considerando che, secondo le previsioni, il tasso di disoccupazione nella zona euro aumenterà dal 7,5 % registrato nel 2019 al 9,5 % circa nel 2020, con differenze sostanziali tra gli Stati membri; che la disoccupazione aumenterà in modo disomogeneo tra i vari settori, generi, gruppi di età e gruppi socioeconomici; che i regimi nazionali di riduzione dell'orario lavorativo, le integrazioni salariali e il sostegno alle imprese, sostenuti da misure europee, consentono di salvaguardare posti di lavoro e preservare ampiamente le retribuzioni; che molti posti di lavoro rimangono gravemente minacciati a medio termine e occorrerà compiere uno sforzo importante per affrontare la disoccupazione; che, in futuro, il regime dell'UE di riassicurazione contro la disoccupazione potrebbe limitare tali differenze aiutando gli Stati membri a sostenere i costi direttamente connessi alla creazione o all'estensione di regimi nazionali di riduzione dell'orario lavorativo;
  • considerando che nella prima metà del 2020 il mercato del lavoro della zona euro ha subito un forte deterioramento a causa della pandemia della COVID-19 e delle misure adottate per contenerla; che il calo dell'occupazione nel 2020, pari a circa il 4 %, nasconde in realtà una riduzione più sostanziale dell'orario lavorativo, poiché i dipendenti in regime di lavoro a orario ridotto sono di fatto disoccupati pur rimanendo occupati ai fini delle statistiche; che una persona, per essere considerata disoccupata, deve essere disponibile sul mercato del lavoro, il che non è stato possibile ovunque durante i rigidi regimi di confinamento, e molte persone legate solo in modo vago al mercato del lavoro sono anche state scoraggiate dal cercare attivamente lavoro, pertanto non sono state considerate disoccupate;
  • considerando che l'onere di tale deterioramento del mercato del lavoro pesa in modo diseguale sulle diverse categorie del mercato del lavoro; che i lavoratori con condizioni di lavoro e contratti precari, compresi i lavoratori a contratto e i lavoratori assunti tramite agenzie interinali, sono stati i primi a perdere il lavoro; che spesso non sono in grado di far valere i propri diritti, hanno poca o nessuna sicurezza sul lavoro e tutela previdenziale e sono esposti a rischi più elevati per la salute e la sicurezza; che il tasso di disoccupazione giovanile è aumentato più del tasso di disoccupazione complessivo e che anche i lavoratori autonomi hanno subito le pesanti conseguenze dell'interruzione delle attività;
  • considerando che la responsabilità primaria di far fronte alla disoccupazione giovanile spetta agli Stati membri attraverso l'elaborazione e l'attuazione di quadri normativi per il mercato del lavoro, i sistemi di istruzione e formazione e le politiche attive del mercato del lavoro;
  • considerando che, secondo le previsioni dell'estate 2020, numerosi fattori dovrebbero rallentare il ritorno del mercato del lavoro alla situazione precedente la pandemia, ad esempio i regimi temporanei di sovvenzioni per il lavoro a orario ridotto; che nel caso di un periodo prolungato di attività economica debole, con un numero crescente di imprese che prevedono di ridurre la propria attività o di cessarla, in ultima analisi tali regimi non potranno impedire completamente l'aumento della disoccupazione; che il previsto aumento dei tassi di disoccupazione nell'UE può rivelarsi particolarmente difficile da superare negli Stati membri in cui la disoccupazione era già relativamente elevata prima dell'inizio della pandemia, in cui si prevede una ripresa economica lenta o dove i mercati del lavoro e le reti di sicurezza sociale non sono sufficientemente efficienti ed efficaci;
  • considerando che, secondo Eurostat, nel 2018 vi erano 8,3 milioni di lavoratori a tempo parziale sottoccupati nell'UE-28, 7,6 milioni di persone erano disponibili a lavorare ma non in cerca di lavoro e altri 2,2 milioni di persone cercavano lavoro ma non erano in grado di iniziare a lavorare a breve termine; che nel 2018, in totale, 18,1 milioni di persone hanno vissuto situazioni in qualche modo analoghe alla disoccupazione nell'UE-28;
  • considerando che tra il 2002 e il 2018 nell'UE la quota dei posti di lavoro con una retribuzione media è diminuita di 13 punti percentuali;
  • considerando che gli Stati membri affrontano problemi strutturali nel mercato del lavoro come la scarsa partecipazione nonché le asimmetrie di competenze e qualifiche; che aumenta la necessità di misure concrete per l'inserimento o il reinserimento della forza lavoro inattiva in modo da poter soddisfare le esigenze del mercato del lavoro;
  • considerando che il deterioramento della situazione del mercato del lavoro probabilmente limiterà gli aumenti di salari e stipendi e indebolirà il potere contrattuale dei lavoratori; che il dialogo sociale e la contrattazione collettiva sono strumenti fondamentali per datori di lavoro e sindacati al fine di fissare retribuzioni e condizioni di lavoro eque, e che sistemi di contrattazione collettiva solidi aumentano la resilienza degli Stati membri nei periodi di crisi economica;
  • considerando che il diritto di istituire la contrattazione collettiva è una questione che riguarda tutti i lavoratori europei e ha implicazioni fondamentali per la democrazia e lo Stato di diritto, compreso il rispetto dei diritti sociali fondamentali e della contrattazione collettiva; che la contrattazione collettiva è un diritto fondamentale europeo e le istituzioni europee sono tenute a rispettarla a norma dell'articolo 28 della Carta dei diritti fondamentali; che, in tale contesto, le politiche che rispettano, promuovono e rafforzano la contrattazione collettiva e la posizione dei lavoratori nei sistemi di determinazione delle retribuzioni svolgono un ruolo fondamentale nel conseguimento di condizioni di lavoro di alta qualità;
  • considerando che la diffusione della contrattazione collettiva è diminuita in 22 dei 27 Stati membri dal 2000; che il livello medio di adesione ai sindacati nell'Unione europea è di circa il 23 %, con grandi differenze tra gli Stati membri, con una variazione che va dal 74 % all'8 %;
  • considerando che mediante retribuzioni che garantiscono un tenore di vita dignitoso, sistemi di contrattazione collettiva solidi, la democrazia sul posto di lavoro, la trasparenza retributiva, orari di lavoro prevedibili, modalità di lavoro flessibili nonché un'adeguata protezione sociale e investimenti nei servizi pubblici è possibile ridurre la povertà lavorativa, diminuire le diseguaglianze sanitarie e sociali, generare domanda e migliorare la salute e il benessere;
  • considerando che la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948, così come la costituzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro, fondata nel 1919, riconoscono la necessità dei lavoratori di percepire un salario sufficiente alla loro sussistenza; che, secondo la definizione di Eurofound, un salario in grado di garantire la sussistenza corrisponde a un livello di reddito necessario per fornire a un dipendente un tenore di vita di base ma socialmente accettabile; che le retribuzioni minime nella maggior parte dei paesi rimangono al di sotto della soglia di povertà;
  • considerando che la crisi avrà un impatto significativo sulle condizioni sociali, con ripercussioni particolarmente significative per le donne, i nuclei familiari e le famiglie a basso reddito, gli anziani, le minoranze e altri gruppi vulnerabili, dando luogo a un aumento delle disuguaglianze, della fragilità, della povertà, della disoccupazione e delle divergenze sociali, nonché compromettendo le norme sociali e occupazionali in Europa; che, tra gli altri, i giovani, i lavoratori in condizioni precarie o con contratti atipici e temporanei, le persone con basse qualifiche, i lavoratori a tempo parziale involontario o autonomi, come pure i lavoratori delle piattaforme digitali e i lavoratori migranti sono i più esposti al rischio di perdere il lavoro e di cadere in povertà; che molti lavoratori impegnati in prima linea nelle occupazioni essenziali per la risposta alla pandemia della COVID-19 appartengono a queste categorie vulnerabili;
  • considerando che la crisi ha dimostrato che ogni lavoratore è essenziale e che se le nostre società funzionano durante il confinamento non è solo grazie agli operatori sanitari, ai ricercatori e alle forze dell'ordine, ma in larga misura anche grazie agli addetti alle pulizie, ai lavoratori del settore dei trasporti, ai cassieri dei supermercati, alle persone che prestano assistenza, agli addetti alle consegne, ai collaboratori domestici, agli operatori delle piattaforme digitali, agli operatori dei call center, ai lavoratori del settore alimentare, agricolo e della pesca e a molti altri il cui contributo è indispensabile; che troppo spesso le condizioni di lavoro di questi lavoratori non sono buone e le loro retribuzioni sono basse e che in molti di questi settori la maggior parte dei lavoratori sono donne;
  • considerando che le disparità retributive e pensionistiche tra le donne e gli uomini persistono e rischiano di aumentare a causa della crisi della COVID-19; che in tutta l'UE le donne continuano a guadagnare in media il 16 % in meno rispetto agli uomini e che il divario pensionistico tra uomini e donne è di circa il 37,2 % nell'UE;
  • considerando che nell'UE è vietata la discriminazione sul luogo di lavoro in base all'età, al sesso, all'identità di genere, alla disabilità, all'origine etnica o razziale, alla religione o alle convinzioni personali o all'orientamento sessuale e che tutti hanno diritto alla parità di trattamento in materia di assunzioni, condizioni di lavoro, promozione, retribuzione, accesso alla formazione e alle pensioni di lavoro;
  • considerando che nel prossimo decennio si prevede un ulteriore aumento della polarizzazione del lavoro e un aumento dei posti di lavoro nella fascia più alta e in quella più bassa dello spettro delle competenze; che tale tendenza sarà presumibilmente ancor più rafforzata dalla pandemia; che la tassazione progressiva è una condizione fondamentale per poter ridurre le disuguaglianze generali e finanziare Stati sociali ben funzionanti;
  • considerando che il mondo del lavoro sta attraversando cambiamenti profondi indotti dall'innovazione tecnologica, dalla digitalizzazione, dalle evoluzioni demografiche, dai cambiamenti climatici e dalla globalizzazione; che, inoltre, l'attuale crisi ha avuto enormi ripercussioni sulle nostre abitudini lavorative; che l'uso delle tecnologie digitali e la loro promozione in maniera inclusiva sono vantaggiosi sul piano e sociale nel lungo termine e possono aumentare la competitività e creare opportunità di lavoro, ma generano altresì sfide, quali l'isolamento sociale, l'esclusione digitale, l'aumento delle disuguaglianze, la protezione dei dati, il deterioramento della salute dei lavoratori e delle loro condizioni di lavoro nonché della tutela dei loro diritti; che gli investimenti nelle competenze digitali, nelle qualifiche e nella formazione di tipo formale per gli adulti aumentano l'occupabilità dei lavoratori, l'evoluzione delle retribuzioni e la competitività delle imprese; che le summenzionate sfide globali rendono necessaria una transizione giusta che non lasci indietro nessuno;"

Segue il testo della risoluzione.

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P9_TA-PROV(2020)0284

Politiche occupazionali e sociali della zona euro nel 2020

Risoluzione del Parlamento europeo del 22 ottobre 2020 Politiche occupazionali e sociali della zona euro nel 2020 (2020/2079(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 2, 3 e 5 e l'articolo 6, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  visti gli articoli 4, 6, 9, 145, 148, 149, 151, 152, 153, 154, 155, 156, 158, 165, 166, 168, 174 e 349 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016 tra il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione europea(1),

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare il titolo IV (Solidarietà), e la direttiva 2000/43/CE (direttiva sull'uguaglianza razziale),

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD),

–  visti gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite, segnatamente gli obiettivi 1, 3, 4, 5, 8, 10 e 13,

–  visto il regolamento (UE) 2020/672 del Consiglio, del 19 maggio 2020, che istituisce uno strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza (SURE) a seguito dell'epidemia di COVID‐19(2),

–  visto il regolamento (UE) 2020/559 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2020, che modifica il regolamento (UE) n. 223/2014 per quanto riguarda l'introduzione di misure specifiche volte ad affrontare l'epidemia di COVID-19(3),

–  vista la comunicazione della Commissione del 2 aprile 2020 dal titolo "Risposta al coronavirus – Utilizzare ogni euro disponibile in tutti i modi possibili per proteggere le vite umane e i mezzi di sussistenza" (COM(2020)0143),

–  visto il regolamento (UE) 2020/460 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 marzo 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013 e (UE) n. 508/2014 per quanto riguarda misure specifiche volte a mobilitare gli investimenti nei sistemi sanitari degli Stati membri e in altri settori delle loro economie in risposta all'epidemia di COVID-19 (Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus)(4),

–  vista la comunicazione della Commissione del 13 marzo 2020 dal titolo "Risposta economica coordinata all'emergenza COVID-19" (COM(2020)0112),

–  vista la relazione tecnica del Centro comune di ricerca intitolata "Le misure di confinamento anti COVID e i mercati del lavoro dell'UE" pubblicata nel 2020 e, in particolare, la sua analisi degli ultimi dati disponibili sui modelli di telelavoro nell'Unione europea,

–  vista la comunicazione della Commissione del 12 giugno 2019 intitolata "Approfondimento dell'Unione economica e monetaria dell'Europa: un bilancio a quattro anni dalla relazione dei cinque presidenti – Contributo della Commissione europea al vertice euro del 21 giugno 2019" (COM(2019)0279),

–  vista la relazione dei cinque presidenti del 22 giugno 2015 intitolata "Completare l'Unione economica e monetaria dell'Europa",

–  vista la comunicazione della Commissione del 20 maggio 2020 dal titolo "Semestre europeo 2020: raccomandazioni specifiche per paese (COM(2020)0500),

–  viste la comunicazione della Commissione sull'attivazione della clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita (COM(2020)0123) e la successiva decisione del Consiglio del 23 marzo 2020,

–  vista la proposta di decisione del Consiglio, presentata dalla Commissione il 26 febbraio 2020, relativa agli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione

–  viste la proposta di decisione del Consiglio, presentata dalla Commissione il 22 novembre 2017, relativa agli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione (COM(2017)0677) e la posizione del Parlamento del 19 aprile 2018 al riguardo(5),

–  vista la decisione (UE) 2019/1181 del Consiglio, dell'8 luglio 2019, relativa agli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione(6),

–  vista la comunicazione della Commissione del 17 dicembre 2019 sulla strategia annuale di crescita sostenibile 2020 (COM(2019)0650),

–  vista la proposta di relazione comune sull'occupazione della Commissione e del Consiglio, del 17 dicembre 2019, che accompagna la comunicazione della Commissione sulla strategia annuale di crescita sostenibile 2020 (COM(2019)0653),

–  vista la raccomandazione, presentata dalla Commissione il 17 dicembre 2019, di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro (COM(2019)0652),

–  vista la relazione della Commissione del 17 dicembre 2019 dal titolo "Relazione 2020 sul meccanismo di allerta" (COM(2019)0651),

–  vista la comunicazione della Commissione del 20 novembre 2019 dal titolo "Documenti programmatici di bilancio 2020: valutazione globale" (COM(2019)0900),

–  visti gli orientamenti politici per la Commissione europea 2019-2024 dal titolo "Un'Unione più ambiziosa – Il mio programma per l'Europa", della Presidente della Commissione Ursula von der Leyen,

–  visto quanto annunciato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel documento "Un'Unione più ambiziosa: Il mio programma per l'Europa. Orientamenti politici per la prossima Commissione europea 2019-2024": "Per aiutare tutti i minori bisognosi istituirò la garanzia europea per l'infanzia, riprendendo il concetto suggerito dal Parlamento europeo.",

–  visti la comunicazione della Commissione del 26 aprile 2017 dal titolo "Istituzione di un pilastro europeo dei diritti sociali" (COM(2017)0250) e, in particolare, il principio 11 che rafforza l'importanza di promuovere i diritti dei minori,

–  viste le conclusioni del Consiglio dell'8 giugno 2020 sulle sfide demografiche: la via da seguire(7),

–  viste le conclusioni del Consiglio, del 20 giugno 2011, sulla conciliazione tra lavoro e vita familiare nel contesto dei cambiamenti demografici (11841/11),

–  vista la comunicazione della Commissione del 26 aprile 2017 dal titolo "Un'iniziativa per sostenere l'equilibrio tra attività professionale e vita familiare di genitori e prestatori di assistenza che lavorano" (COM(2017)0252),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 480/2014 della Commissione che integra il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(8),

–  vista la proposta di raccomandazione del Consiglio, presentata dalla Commissione il 13 marzo 2018, sull'accesso alla protezione sociale per i lavoratori subordinati e autonomi (COM(2018)0132),

–  visto il pacchetto di investimenti sociali della Commissione del 2013, illustrato nella sua comunicazione dal titolo "Investire nel settore sociale a favore della crescita e della coesione, in particolare attuando il Fondo sociale europeo nel periodo 2014-2020" (COM(2013)0083),

–  viste la comunicazione della Commissione del 5 aprile 2011 dal titolo "Quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020" (COM(2011)0173) e le successive relazioni di attuazione e di valutazione,

–  vista la raccomandazione della Commissione, del 3 ottobre 2008, relativa all'inclusione attiva delle persone escluse dal mercato del lavoro(9),

–  vista la direttiva (UE) 2019/1158 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza e che abroga la direttiva 2010/18/UE del Consiglio(10),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione, del 26 aprile 2017, dal titolo "Taking stock of the 2013 Recommendation on 'Investing in children: breaking the cycle of disadvantage'" (Bilancio della raccomandazione della Commissione del 2013 dal titolo "Investire nell'infanzia per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale") (SWD(2017)0258),

–  visti l'impegno strategico della Commissione per la parità di genere (2016-2019) nonché il Patto europeo per la parità di genere (2011-2020), le conclusioni del Consiglio del 7 marzo 2011 su tale patto(11) e la comunicazione della Commissione del 5 marzo 2020 intitolata "Un'Unione dell'uguaglianza: la strategia per la parità di genere 2020-2025" (COM(2020)0152),

–  vista la relazione della Commissione del 29 maggio 2013 dal titolo "Obiettivi di Barcellona. Lo sviluppo dei servizi di cura della prima infanzia in Europa per una crescita sostenibile e inclusiva" (COM(2013)0322),

–  visti gli obiettivi di Barcellona del 2002 in materia di assistenza all'infanzia, segnatamente garantire l'assistenza all'infanzia entro il 2010 almeno al 90 % dei bambini tra i 3 anni e l'età d'inizio della scuola dell'obbligo e almeno al 33 % dei bambini di età inferiore a 3 anni,

–  vista la comunicazione della Commissione del 4 ottobre 2016 dal titolo "La garanzia per i giovani e l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile a tre anni di distanza" (COM(2016)0646),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 14 settembre 2016, dal titolo "Potenziare gli investimenti per la crescita e l'occupazione: verso la seconda fase del Fondo europeo per gli investimenti strategici e verso il piano europeo per gli investimenti esterni" (COM(2016)0581),

–  vista la comunicazione della Commissione del 10 giugno 2016 dal titolo "Una nuova agenda per le competenze per l'Europa – Lavorare insieme per promuovere il capitale umano, l'occupabilità e la competitività" (COM(2016)0381),

–  vista la comunicazione della Commissione del 1° luglio 2020 dal titolo "Un'agenda per le competenze per l'Europa per la competitività sostenibile, l'equità sociale e la resilienza" (COM(2020)0274),

–  vista la comunicazione della Commissione del 2 giugno 2016 dal titolo "Un'agenda europea per l'economia collaborativa" (COM(2016)0356),

–  visto il pacchetto sull'economia circolare (direttive (UE) 2018/849(12), (UE) 2018/850(13), (UE) 2018/851(14) e (UE) 2018/852(15)),

–  vista la comunicazione della Commissione del 1° giugno 2016 dal titolo "L'Europa ricomincia a investire – Bilancio del piano di investimenti per l'Europa e prossimi passi" (COM(2016)0359),

–  visto il Libro bianco della Commissione del 16 febbraio 2012 dal titolo "Un'agenda dedicata a pensioni adeguate, sicure e sostenibili" (COM(2012)0055),

–  vista la comunicazione della Commissione del 20 ottobre 2010 dal titolo "Solidarietà in materia di salute: riduzione delle disuguaglianze sanitarie nell'UE" (COM(2009)0567),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 7 dicembre 2015 sulla promozione dell'economia sociale quale fattore essenziale dello sviluppo economico e sociale in Europa (15071/15),

–  vista la sua risoluzione del 10 ottobre 2019 sull'occupazione e le politiche sociali della zona euro(16),

–  vista la sua risoluzione del 13 marzo 2019 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: aspetti occupazionali e sociali nell'analisi annuale della crescita 2019(17),

–  vista la sua risoluzione dell'11 dicembre 2018 sull'istruzione nell'era digitale: sfide, opportunità e insegnamenti da trarre per la definizione delle politiche dell'Unione europea(18),

–  vista la sua risoluzione dell'11 settembre 2018 sui percorsi di reinserimento dei lavoratori in impieghi di qualità dopo un infortunio o una malattia(19),

–  vista la sua risoluzione del 16 novembre 2017 sulla lotta contro le disuguaglianze come leva per stimolare crescita e occupazione(20),

–  vista la sua risoluzione del 24 ottobre 2017 sulle politiche volte a garantire il reddito minimo come strumento per combattere la povertà(21),

–  vista la sua risoluzione del 14 settembre 2017 su una nuova agenda per le competenze per l'Europa(22),

–  vista la sua risoluzione del 19 gennaio 2017 su un pilastro europeo dei diritti sociali(23),

–  vista la sua risoluzione del 26 maggio 2016 sulla povertà: una prospettiva di genere(24),

–  vista la sua posizione del 2 febbraio 2016 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'istituzione di una piattaforma europea per il rafforzamento della cooperazione volta a prevenire e scoraggiare il lavoro sommerso(25),

–  vista la sua risoluzione del 25 novembre 2015 sul quadro strategico dell'Unione europea in materia di salute e di sicurezza sul luogo di lavoro 2014-2020(26),

–  viste l'iniziativa dell'OCSE e della Commissione europea sullo stato di salute nell'UE e la relativa relazione "Health at a Glance: Europe 2018" (Uno sguardo alla sanità: Europa 2018),

–  vista la relazione 2018 della Commissione sull'adeguatezza delle pensioni: adeguatezza del reddito attuale e futuro nella terza età nell'UE, pubblicata il 26 aprile 2018,

–  vista la relazione 2018 della Commissione sull'invecchiamento demografico: proiezioni economiche e di bilancio per gli Stati membri dell'UE (2016-2070), pubblicata il 28 maggio 2018,

–  visti la Carta sociale europea rivista e il processo di Torino, avviato nel 2014 allo scopo di rafforzare il sistema del trattato della Carta sociale europea in seno al Consiglio d'Europa e nel quadro della sua relazione con il diritto dell'Unione europea,

–  vista la sua risoluzione dell'8 marzo 2011 sulla riduzione delle disuguaglianze sanitarie nell'UE(27),

–  vista la sua risoluzione del 10 luglio 2020 sulla strategia dell'UE in materia di sanità pubblica dopo la crisi della COVID-19(28),

–  viste le osservazioni conclusive del Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del settembre 2015 in riferimento alla relazione iniziale dell'Unione europea del giugno 2014 destinata al Comitato,

–  visti la direttiva 2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego (la direttiva sulla parità di trattamento)(29) e l'articolo 141 del trattato che istituisce la Comunità europea (1992) sul principio della parità delle retribuzioni per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore,

–  vista la relazione della Commissione sulla parità tra donne e uomini del 2014,

–  visti la strategia dell'Unione europea per la gioventù per il periodo 2019-2027, sulla base della risoluzione del Consiglio del 26 novembre 2018, e l'obiettivo fissato dalla strategia Europa 2020 di ridurre il tasso di abbandono precoce dei sistemi di istruzione e formazione a meno del 10 %,

–  vista la relazione finale della Commissione europea su uno studio di fattibilità di una garanzia per l'infanzia, del marzo 2020,

–  vista la relazione speciale n. 5/2017 della Corte dei conti europea dell'aprile 2017 dal titolo "Disoccupazione giovanile: le politiche dell'UE hanno migliorato la situazione? Una valutazione della Garanzia per i giovani e dell'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile",

–  vista la comunicazione della Commissione del 1o luglio 2020 dal titolo "Sostegno all'occupazione giovanile: un ponte verso il lavoro per la prossima generazione" (COM(2020)0276),

–  vista la direttiva (UE) 2019/882 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, sui requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi (l'atto europeo sull'accessibilità)(30),

–  viste le previsioni economiche della primavera 2020 della Commissione,

–  visto lo studio della rete europea per la politica sociale dal titolo "Povertà lavorativa in Europa: uno studio delle politiche nazionali", pubblicato nel maggio 2019,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 2018 sull'accesso alla protezione sociale per i lavoratori subordinati e autonomi (14582/18),

–  vista la direttiva (UE) 2019/1152 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell'Unione europea(31),

–  vista la sua risoluzione del 19 giugno 2020 sulla protezione europea dei lavoratori transfrontalieri e stagionali nel contesto della crisi della COVID-19(32),

–  viste le previsioni economiche della Commissione dell'estate 2020,

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato "Identifying Europe's recovery needs" (Individuare le esigenze di ripresa dell'Europa) (SWD (2020)0098),

–  viste le conclusioni del Consiglio, del 18 febbraio 2020, sulla lista UE riveduta delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali (6129/20),

–  visto l'articolo 54 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A9-0183/2020),

  1. considerando che l'UE è entrata nella recessione economica più grave della propria storia e che l'attività economica in Europa si è ridotta a una velocità insolitamente elevata; che, secondo le previsioni economiche dell'estate 2020, il PIL dell'UE dovrebbe contrarsi di circa l'8,3 % e quello della zona euro dell'8,7 % nel 2020;

  2. considerando che la crisi della COVID-19 ha causato uno shock simmetrico che colpisce tutti gli Stati membri, anche se il suo impatto non sarà uniforme, in quanto avrà effetti più gravi sugli oltre 109 milioni di cittadini che erano già a rischio di povertà prima della pandemia; che la crisi ha sottoposto a forti pressioni i sistemi di protezione sociale, che devono mitigare gli effetti sociali della crisi e garantire a tutti condizioni di vita dignitose e l'accesso a servizi essenziali quali la salute, l'istruzione e l'alloggio; che la crisi della COVID-19 rischia di aumentare le disparità esistenti e richiede una risposta europea e coordinata al fine di garantire la coesione sociale e territoriale;

  3. considerando che l'attuale crisi comporta anche il rischio di aumentare le disparità regionali e territoriali tra gli Stati membri e a livello nazionale;

  4. considerando che un coordinamento europeo delle politiche economiche, sociali e sanitarie, incentrato sul semestre europeo e sul pilastro europeo dei diritti sociali, è fondamentale per attenuare gli effetti della crisi e garantire una ripresa innovativa dal punto di vista economico, socialmente giusta e responsabile nei confronti dell'ambiente; che un maggiore coinvolgimento del Parlamento rafforza il controllo democratico sul semestre;

  5. considerando che la decisione del Consiglio del 23 marzo 2020 ha attivato la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita, che conferisce la flessibilità indispensabile per adottare tutte le misure necessarie a sostenere le economie e i sistemi sanitari; che gli investimenti sociali sono essenziali per garantire lo sviluppo sostenibile, l'eliminazione della povertà e società inclusive;

  6. considerando che alcune scelte politiche e alcuni investimenti restrittivi effettuati a seguito della crisi finanziaria ed economica hanno avuto conseguenze deplorevoli per il livello di tutela offerto dai sistemi sociali e sanitari, che a volte non sono sufficientemente finanziati e non sono stati in grado di ridurre adeguatamente la povertà e le disuguaglianze, il che ha aggravato gli effetti della pandemia in alcuni Stati membri;

  7. considerando che sono necessari misure e investimenti decisivi per una rapida ripresa, che dovrebbe incentrarsi sulla mitigazione degli effetti economici e sociali della pandemia, riavviare l'attività economica, favorire lo sviluppo sostenibile, la transizione verde, la trasformazione digitale e attuare gli OSS delle Nazioni Unite gli obiettivi del Green Deal e dell'accordo di Parigi nonché i principi del pilastro europeo dei diritti sociali al fine di realizzare stati sociali più efficaci e più forti;

  8. considerando che, per beneficiare del dispositivo proposto per la ripresa e la resilienza, gli Stati membri dovrebbero preparare piani di ripresa e resilienza da allegare ai loro programmi nazionali di riforma, tenendo conto dei risultati del semestre europeo, nonché dei piani nazionali per l'energia e il clima e dei piani per una transizione giusta, e riferire in merito ai loro progressi nell'attuazione di tali piani nel contesto del semestre europeo; che gli Stati membri dovrebbero elaborare piani specifici di progresso sociale con obiettivi chiari, in cui descrivono la destinazione degli investimenti sociali e le modalità di attuazione dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali in seguito all'adozione del piano d'azione per l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali annunciato dalla Presidente della Commissione;

  9. considerando che le riforme sostenibili sotto il profilo sociale sono quelle basate sulla solidarietà, l'integrazione, la giustizia sociale, un'equa distribuzione della ricchezza, la parità di genere, un sistema di istruzione pubblica di alta qualità per tutti, un'occupazione di qualità e una crescita sostenibile, il che costituisce un modello che garantisce l'uguaglianza e la protezione sociale, emancipa i gruppi vulnerabili, rafforza la partecipazione e la cittadinanza e migliora il tenore di vita di tutti; che il rafforzamento dei sistemi di protezione sociale è fondamentale per la lotta contro la povertà e le disuguaglianze, nonché per sostenere una crescita inclusiva e sostenibile;

  10. considerando che, secondo il documento di lavoro dei servizi della Commissione che identifica le esigenze di ripresa dell'Europa, l'esigenza sociale più urgente riguarda la disoccupazione; che in tale documento la Commissione stima che l'investimento necessario per le infrastrutture sociali sarà pari a 192 miliardi;

  11. considerando che, secondo le previsioni, il tasso di disoccupazione nella zona euro aumenterà dal 7,5 % registrato nel 2019 al 9,5 % circa nel 2020, con differenze sostanziali tra gli Stati membri; che la disoccupazione aumenterà in modo disomogeneo tra i vari settori, generi, gruppi di età e gruppi socioeconomici; che i regimi nazionali di riduzione dell'orario lavorativo, le integrazioni salariali e il sostegno alle imprese, sostenuti da misure europee, consentono di salvaguardare posti di lavoro e preservare ampiamente le retribuzioni; che molti posti di lavoro rimangono gravemente minacciati a medio termine e occorrerà compiere uno sforzo importante per affrontare la disoccupazione; che, in futuro, il regime dell'UE di riassicurazione contro la disoccupazione potrebbe limitare tali differenze aiutando gli Stati membri a sostenere i costi direttamente connessi alla creazione o all'estensione di regimi nazionali di riduzione dell'orario lavorativo;

  12. considerando che nella prima metà del 2020 il mercato del lavoro della zona euro ha subito un forte deterioramento a causa della pandemia della COVID-19 e delle misure adottate per contenerla; che il calo dell'occupazione nel 2020, pari a circa il 4 %, nasconde in realtà una riduzione più sostanziale dell'orario lavorativo, poiché i dipendenti in regime di lavoro a orario ridotto sono di fatto disoccupati pur rimanendo occupati ai fini delle statistiche; che una persona, per essere considerata disoccupata, deve essere disponibile sul mercato del lavoro, il che non è stato possibile ovunque durante i rigidi regimi di confinamento, e molte persone legate solo in modo vago al mercato del lavoro sono anche state scoraggiate dal cercare attivamente lavoro, pertanto non sono state considerate disoccupate;

  13. considerando che l'onere di tale deterioramento del mercato del lavoro pesa in modo diseguale sulle diverse categorie del mercato del lavoro; che i lavoratori con condizioni di lavoro e contratti precari, compresi i lavoratori a contratto e i lavoratori assunti tramite agenzie interinali, sono stati i primi a perdere il lavoro; che spesso non sono in grado di far valere i propri diritti, hanno poca o nessuna sicurezza sul lavoro e tutela previdenziale e sono esposti a rischi più elevati per la salute e la sicurezza; che il tasso di disoccupazione giovanile è aumentato più del tasso di disoccupazione complessivo e che anche i lavoratori autonomi hanno subito le pesanti conseguenze dell'interruzione delle attività;

  14. considerando che la responsabilità primaria di far fronte alla disoccupazione giovanile spetta agli Stati membri attraverso l'elaborazione e l'attuazione di quadri normativi per il mercato del lavoro, i sistemi di istruzione e formazione e le politiche attive del mercato del lavoro;

  15. considerando che, secondo le previsioni dell'estate 2020, numerosi fattori dovrebbero rallentare il ritorno del mercato del lavoro alla situazione precedente la pandemia, ad esempio i regimi temporanei di sovvenzioni per il lavoro a orario ridotto; che nel caso di un periodo prolungato di attività economica debole, con un numero crescente di imprese che prevedono di ridurre la propria attività o di cessarla, in ultima analisi tali regimi non potranno impedire completamente l'aumento della disoccupazione; che il previsto aumento dei tassi di disoccupazione nell'UE può rivelarsi particolarmente difficile da superare negli Stati membri in cui la disoccupazione era già relativamente elevata prima dell'inizio della pandemia, in cui si prevede una ripresa economica lenta o dove i mercati del lavoro e le reti di sicurezza sociale non sono sufficientemente efficienti ed efficaci;

  16. considerando che, secondo Eurostat, nel 2018 vi erano 8,3 milioni di lavoratori a tempo parziale sottoccupati nell'UE-28, 7,6 milioni di persone erano disponibili a lavorare ma non in cerca di lavoro e altri 2,2 milioni di persone cercavano lavoro ma non erano in grado di iniziare a lavorare a breve termine; che nel 2018, in totale, 18,1 milioni di persone hanno vissuto situazioni in qualche modo analoghe alla disoccupazione nell'UE-28;

  17. considerando che tra il 2002 e il 2018 nell'UE la quota dei posti di lavoro con una retribuzione media è diminuita di 13 punti percentuali;

  18. considerando che gli Stati membri affrontano problemi strutturali nel mercato del lavoro come la scarsa partecipazione nonché le asimmetrie di competenze e qualifiche; che aumenta la necessità di misure concrete per l'inserimento o il reinserimento della forza lavoro inattiva in modo da poter soddisfare le esigenze del mercato del lavoro;

  19. considerando che il deterioramento della situazione del mercato del lavoro probabilmente limiterà gli aumenti di salari e stipendi e indebolirà il potere contrattuale dei lavoratori; che il dialogo sociale e la contrattazione collettiva sono strumenti fondamentali per datori di lavoro e sindacati al fine di fissare retribuzioni e condizioni di lavoro eque, e che sistemi di contrattazione collettiva solidi aumentano la resilienza degli Stati membri nei periodi di crisi economica;

  20. considerando che il diritto di istituire la contrattazione collettiva è una questione che riguarda tutti i lavoratori europei e ha implicazioni fondamentali per la democrazia e lo Stato di diritto, compreso il rispetto dei diritti sociali fondamentali e della contrattazione collettiva; che la contrattazione collettiva è un diritto fondamentale europeo e le istituzioni europee sono tenute a rispettarla a norma dell'articolo 28 della Carta dei diritti fondamentali; che, in tale contesto, le politiche che rispettano, promuovono e rafforzano la contrattazione collettiva e la posizione dei lavoratori nei sistemi di determinazione delle retribuzioni svolgono un ruolo fondamentale nel conseguimento di condizioni di lavoro di alta qualità;

  21. considerando che la diffusione della contrattazione collettiva è diminuita in 22 dei 27 Stati membri dal 2000; che il livello medio di adesione ai sindacati nell'Unione europea è di circa il 23 %, con grandi differenze tra gli Stati membri, con una variazione che va dal 74 % all'8 %;

  22. considerando che mediante retribuzioni che garantiscono un tenore di vita dignitoso, sistemi di contrattazione collettiva solidi, la democrazia sul posto di lavoro, la trasparenza retributiva, orari di lavoro prevedibili, modalità di lavoro flessibili nonché un'adeguata protezione sociale e investimenti nei servizi pubblici è possibile ridurre la povertà lavorativa, diminuire le diseguaglianze sanitarie e sociali, generare domanda e migliorare la salute e il benessere;

  23. considerando che la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948, così come la costituzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro, fondata nel 1919, riconoscono la necessità dei lavoratori di percepire un salario sufficiente alla loro sussistenza; che, secondo la definizione di Eurofound, un salario in grado di garantire la sussistenza corrisponde a un livello di reddito necessario per fornire a un dipendente un tenore di vita di base ma socialmente accettabile; che le retribuzioni minime nella maggior parte dei paesi rimangono al di sotto della soglia di povertà;

  24. considerando che la crisi avrà un impatto significativo sulle condizioni sociali, con ripercussioni particolarmente significative per le donne, i nuclei familiari e le famiglie a basso reddito, gli anziani, le minoranze e altri gruppi vulnerabili, dando luogo a un aumento delle disuguaglianze, della fragilità, della povertà, della disoccupazione e delle divergenze sociali, nonché compromettendo le norme sociali e occupazionali in Europa; che, tra gli altri, i giovani, i lavoratori in condizioni precarie o con contratti atipici e temporanei, le persone con basse qualifiche, i lavoratori a tempo parziale involontario o autonomi, come pure i lavoratori delle piattaforme digitali e i lavoratori migranti sono i più esposti al rischio di perdere il lavoro e di cadere in povertà; che molti lavoratori impegnati in prima linea nelle occupazioni essenziali per la risposta alla pandemia della COVID-19 appartengono a queste categorie vulnerabili;

  25. considerando che la crisi ha dimostrato che ogni lavoratore è essenziale e che se le nostre società funzionano durante il confinamento non è solo grazie agli operatori sanitari, ai ricercatori e alle forze dell'ordine, ma in larga misura anche grazie agli addetti alle pulizie, ai lavoratori del settore dei trasporti, ai cassieri dei supermercati, alle persone che prestano assistenza, agli addetti alle consegne, ai collaboratori domestici, agli operatori delle piattaforme digitali, agli operatori dei call center, ai lavoratori del settore alimentare, agricolo e della pesca e a molti altri il cui contributo è indispensabile; che troppo spesso le condizioni di lavoro di questi lavoratori non sono buone e le loro retribuzioni sono basse e che in molti di questi settori la maggior parte dei lavoratori sono donne;

  26. considerando che le disparità retributive e pensionistiche tra le donne e gli uomini persistono e rischiano di aumentare a causa della crisi della COVID-19; che in tutta l'UE le donne continuano a guadagnare in media il 16 % in meno rispetto agli uomini e che il divario pensionistico tra uomini e donne è di circa il 37,2 % nell'UE;

  27. considerando che nell'UE è vietata la discriminazione sul luogo di lavoro in base all'età, al sesso, all'identità di genere, alla disabilità, all'origine etnica o razziale, alla religione o alle convinzioni personali o all'orientamento sessuale e che tutti hanno diritto alla parità di trattamento in materia di assunzioni, condizioni di lavoro, promozione, retribuzione, accesso alla formazione e alle pensioni di lavoro;

  28. considerando che nel prossimo decennio si prevede un ulteriore aumento della polarizzazione del lavoro e un aumento dei posti di lavoro nella fascia più alta e in quella più bassa dello spettro delle competenze; che tale tendenza sarà presumibilmente ancor più rafforzata dalla pandemia; che la tassazione progressiva è una condizione fondamentale per poter ridurre le disuguaglianze generali e finanziare Stati sociali ben funzionanti;

  29. considerando che il mondo del lavoro sta attraversando cambiamenti profondi indotti dall'innovazione tecnologica, dalla digitalizzazione, dalle evoluzioni demografiche, dai cambiamenti climatici e dalla globalizzazione; che, inoltre, l'attuale crisi ha avuto enormi ripercussioni sulle nostre abitudini lavorative; che l'uso delle tecnologie digitali e la loro promozione in maniera inclusiva sono vantaggiosi sul piano e sociale nel lungo termine e possono aumentare la competitività e creare opportunità di lavoro, ma generano altresì sfide, quali l'isolamento sociale, l'esclusione digitale, l'aumento delle disuguaglianze, la protezione dei dati, il deterioramento della salute dei lavoratori e delle loro condizioni di lavoro nonché della tutela dei loro diritti; che gli investimenti nelle competenze digitali, nelle qualifiche e nella formazione di tipo formale per gli adulti aumentano l'occupabilità dei lavoratori, l'evoluzione delle retribuzioni e la competitività delle imprese; che le summenzionate sfide globali rendono necessaria una transizione giusta che non lasci indietro nessuno;

  30. considerando che la libera circolazione dei lavoratori è un principio fondamentale dell'Unione europea ed è essenziale per il corretto funzionamento del mercato interno;

  31. considerando che l'attuazione della raccomandazione dell'UE del 2013, sul tema "Investire nell'infanzia", non ha avuto l'impatto sperato; che il semestre europeo non ha dato sufficiente priorità alla lotta contro la povertà infantile e l'esclusione sociale e che l'uso dei fondi dell'UE non è stato ampio e strategico come avrebbe potuto essere; che l'introduzione di una garanzia dell'UE per l'infanzia con obiettivi concreti sarebbe un modo efficace per garantire che gli Stati membri assumano un impegno politico di alto livello per garantire i diritti sociali dei minori, in particolare quelli in situazioni vulnerabili, e per combattere la povertà e l'esclusione sociale infantili;

  32. considerando che le disuguaglianze sanitarie sono radicate nelle disuguaglianze sociali e sono legate in particolare a genere, livelli di istruzione, occupazione, reddito, condizioni abitative e disparità di accesso all'assistenza medica, alla prevenzione delle malattie e ai servizi di promozione della salute;

  33. considerando che nella definizione e nell'attuazione di tutte le politiche ed attività dell'Unione deve essere garantito un livello elevato di protezione della salute umana;

  34. considerando che nella maggior parte degli Stati membri esiste una varietà di regimi di reddito minimo volti a stabilire una rete di sicurezza per coloro che vivono a rischio di povertà;

  35. considerando che negli ultimi dieci anni il numero dei senzatetto è aumentato costantemente nella maggior parte degli Stati membri; che ogni notte nell'UE almeno 700 000 persone non hanno una casa in cui dormire, il che corrisponde al 70 % in più rispetto a un decennio fa; che la COVID-19 ha dimostrato che la situazione dei senzatetto rappresenta una crisi sociale ma anche di salute pubblica;

  36. invita la Commissione ad elaborare una strategia politica per sostituire la strategia Europa 2020 che miri a eliminare la povertà, riunendo strumenti chiave come il Green Deal europeo, il pilastro europeo dei diritti sociali e il semestre europeo, con una visione a lungo termine incentrata su un'economia del benessere e sulla sostenibilità del nostro ambiente e dei nostri modelli sociali, in linea con gli OSS delle Nazioni Unite;

  37. prende atto delle raccomandazioni specifiche per paese della Commissione per il 2020; esprime preoccupazione per il fatto che gli Stati membri hanno compiuto progressi modesti, o non ne hanno compiuti affatto, rispetto a sei delle 10 raccomandazioni presentate nel 2019 e che tali progressi sono ancora disomogenei nei diversi Stati membri e settori strategici, e risultano particolarmente lenti nell'ampliamento della base imponibile nonché nell'assistenza sanitaria e a lungo termine; sottolinea che le raccomandazioni specifiche per paese dovrebbero essere coerenti con gli obiettivi economici, sociali e ambientali dell'UE; sottolinea che l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese è fondamentale per promuovere l'inclusione sociale e migliorare i diritti sociali, nonché per conseguire un'occupazione piena e di qualità e una transizione sociale giusta; esorta pertanto gli Stati membri, indipendentemente dalla loro appartenenza alla zona euro, a migliorare l'attuazione delle raccomandazioni, in particolare quelle riguardanti l'occupazione e le questioni sociali; sottolinea che, traendo insegnamento dalla crisi precedente e rispondendo alla crisi economica e sociale della COVID-19, le raccomandazioni specifiche per paese dovrebbero promuovere la regolamentazione del mercato del lavoro, rafforzare la resilienza delle nostre politiche economiche e sostenere i nostri servizi pubblici;

  38. esprime preoccupazione per gli effetti sociali devastanti della crisi della COVID-19, in particolare per le donne, i nuclei familiari e le famiglie a basso reddito e i gruppi vulnerabili, quali gli anziani, le persone con disabilità, le persone appartenenti a minoranze, i rifugiati e i migranti nonché i lavoratori che sono in prima linea durante la crisi, effetti che aumentano ulteriormente le diseguaglianze preesistenti e ne creano di nuove e potrebbero minacciare le norme sociali e occupazionali in Europa; sottolinea che solo una risposta europea risoluta e coordinata potrà contribuire a compensare le conseguenze sociali dell'attuale crisi e potrà dimostrare che l'UE è un progetto indispensabile basato sulla giustizia sociale, la solidarietà e l'integrazione; invita gli Stati membri a tutelare pienamente i diritti sociali delle persone e sottolinea il ruolo fondamentale che il pacchetto di assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d'Europa (REACT-EU) deve svolgere per aiutare le persone più svantaggiate, garantendo finanziamenti adeguati dal Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD), per sostenere l'occupazione, in particolare dei giovani, mediante il Fondo sociale europeo (FSE) nonché per promuovere la coesione dell'UE, anche nelle regioni ultraperiferiche;

  39. accoglie con favore la decisione degli Stati membri di attivare la clausola di salvaguardia generale nell'ottica di garantire maggiore flessibilità onde adottare le misure necessarie per tutelare la salute dei cittadini europei, sostenere i sistemi di protezione civile, preservare i posti di lavoro, favorire una ripresa solida e stabilizzare l'economia sociale di mercato europea; invita gli Stati membri ad avvalersi appieno di tale flessibilità di bilancio per evitare e mitigare le conseguenze sociali della crisi, rafforzare i sistemi di previdenza sociale e finanziare posti di lavoro di qualità, servizi pubblici, la lotta alla povertà e la transizione verde; accoglie con favore l'annuncio della Commissione relativo all'avvio di un'ampia consultazione pubblica con tutte le parti interessate per esaminare le possibili direzioni di sviluppo delle norme di bilancio dell'UE; invita gli Stati membri a partecipare alla discussione al fine di incoraggiare investimenti sociali sostenibili che stimolino la crescita garantendo nel contempo la sostenibilità di bilancio;

  40. sottolinea l'importanza di una procedura di bilancio solida e responsabile e invita gli Stati membri e la Commissione a promuovere gli investimenti in risposta alla crisi sanitaria, in particolare nell'istruzione e nei sistemi sociali e sanitari; rileva che il semestre europeo è tuttora privo di un'agenda volta a monitorare e affrontare l'aumento delle disuguaglianze in Europa; esorta pertanto la Commissione a valutare meglio l'impatto distributivo delle politiche pubbliche e gli squilibri in termini di reddito e distribuzione della ricchezza, tra l'altro attraverso singole relazioni di esame approfondito qualora siano rilevati tali squilibri, in modo da mettere in relazione il coordinamento economico con l'occupazione e le prestazioni sociali; invita la Commissione a valutare quali siano gli indicatori più accurati delle disuguaglianze economiche e a monitorare l'evoluzione delle disuguaglianze;

  41. accoglie con favore il piano di ripresa dell'UE, "Next Generation EU"; chiede un approccio equilibrato tra la transizione verde e quella digitale, da un lato, e le infrastrutture educative, sociali e sanitarie, dall'altro; insiste sul fatto che il piano di ripresa deve essere pienamente in linea con il pilastro europeo dei diritti sociali e contribuire al conseguimento degli OSS delle Nazioni Unite e alla realizzazione del Green Deal europeo; invita gli Stati membri ad avvalersi della clausola di salvaguardia generale per investire nelle persone e nei sistemi di previdenza sociale e per sostenere le imprese economicamente sostenibili che si trovano in difficoltà onde preservare i posti di lavoro e le retribuzioni; chiede piani specifici di progresso sociale al fine di garantire Stati sociali più efficaci, equi e più forti; chiede un quadro finanziario pluriennale (QFP) ambizioso, rafforzato da nuove risorse proprie, e respinge qualsiasi riduzione dei finanziamenti a favore dei programmi incentrati sulla coesione, quali l'FSE+;

  42. sottolinea l'importanza dell'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali e del raggiungimento degli OSS delle Nazioni Unite, in particolare nel contesto del piano europeo di ripresa, al fine di garantire l'equità sociale, la coesione sociale e la prosperità per tutti; esprime preoccupazione per il fatto che nell'attuale crisi i sistemi previdenziali sono soggetti a una pressione senza precedenti e che la relativa spesa pubblica aumenterà in modo esponenziale; evidenzia che, per sostenere la ripresa, gli sforzi di investimento compiuti dall'UE attraverso il piano di ripresa e il QFP devono stimolare la crescita economica assicurando una forte dimensione sociale, in particolare rafforzando i sistemi previdenziali e investendo in sistemi di sicurezza sociale stabili, nell'assistenza sanitaria, nell'istruzione, negli alloggi, nell'occupazione, nella cultura, nella giustizia e in servizi sociali pubblici adeguati e accessibili, al fine di combattere l'impatto sociale della crisi ed eliminare la povertà;

  43. accoglie con favore la proposta SURE della Commissione quale misura di emergenza volta a sostenere i regimi di riduzione dell'orario lavorativo adottati dagli Stati membri nel contesto della crisi della COVID-19 e quindi ad aumentare le opportunità delle imprese di ottenere la liquidità necessaria alla ripresa dell'attività economica e al mantenimento dei posti di lavoro; prende atto della natura temporanea dello strumento; invita pertanto la Commissione a considerare la possibilità di istituire uno strumento speciale permanente da attivare, su richiesta degli Stati membri, in caso di crisi inattese che portino a un aumento costante della spesa per i regimi di riduzione dell'orario lavorativo e misure analoghe;

  44. sottolinea l'impegno della Commissione a mobilitare il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione in risposta alle conseguenze della crisi della COVID-19 sull'occupazione; invita pertanto gli Stati membri a presentare rapidamente alla Commissione richieste di finanziamento per sostenere i lavoratori europei che hanno perso il lavoro a causa della COVID-19 onde consentirne la riconversione, la riqualificazione e il reinserimento nel mercato del lavoro;

  45. invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che l'assistenza finanziaria sia fornita soltanto alle imprese che non sono registrate nei paesi elencati nell'allegato 1 delle conclusioni del Consiglio sulla lista UE riveduta delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali; invita la Commissione e gli Stati membri ad assicurare che i beneficiari rispettino i valori fondamentali sanciti dai trattati e che le imprese che ricevono un sostegno finanziario pubblico proteggano i lavoratori, garantiscano condizioni di lavoro dignitose, rispettino i sindacati e i contratti collettivi applicabili, paghino la propria quota di imposte e si astengano dal riacquisto di azioni o dal pagamento di bonus ai dirigenti o di dividendi agli azionisti;

  46. sottolinea il ruolo centrale del quadro di valutazione della situazione sociale nel semestre europeo; invita la Commissione a rafforzare il quadro di valutazione in modo che rispecchi tutti i 20 principi del pilastro europeo dei diritti sociali e a elaborare obiettivi sociali, in particolare in materia di riduzione della povertà, come pure un metodo che integri gli aspetti sociali dei fattori ambientali, sociali e di governance; pone l'accento sull'importanza che i programmi nazionali di riforma siano sottoposti a valutazioni ex ante e a valutazioni ex post approfondite;

  47. esprime preoccupazione per l'impatto negativo della crisi della COVID-19 sul mercato del lavoro europeo e per la perdita senza precedenti di posti di lavoro, in particolare nei settori strategici, come pure per il conseguente aumento della povertà e delle disparità in termini di tenore di vita, che colpiranno segnatamente i giovani, le donne e i lavoratori poco qualificati, precari o impiegati nell'economia informale; rammenta l'annuncio della Presidente della Commissione in merito alla futura presentazione di un regime UE di riassicurazione delle indennità di disoccupazione; invita gli Stati membri ad adottare misure di mantenimento dell'occupazione e a promuovere modalità di lavoro flessibili per preservare i posti di lavoro; sollecita gli Stati membri a investire adeguatamente in efficaci politiche attive del mercato del lavoro come pure nell'istruzione, nella formazione e nell'apprendimento permanente, e a utilizzare appieno gli strumenti di finanziamento dell'UE esistenti e di nuova creazione al fine di prevenire la disoccupazione di lunga durata, in particolare nelle regioni che presentano significativi svantaggi demografici, quali le zone rurali; esorta gli Stati membri a creare altresì nuove opportunità occupazionali, tra l'altro attraverso investimenti pubblici e programmi a favore dell'occupazione, nonché a rafforzare il ruolo dei servizi pubblici per l'impiego concentrandosi in particolare sull'obiettivo di aiutare i giovani, le persone con disabilità e le persone vittime di discriminazioni a entrare nel mercato del lavoro;

  48. prende atto con grande preoccupazione dell'elevato livello di disoccupazione giovanile in numerosi Stati membri come pure della fragilità dei contratti di lavoro dei giovani, in particolare nei settori che sono stati gravemente colpiti dalla COVID-19; invita gli Stati membri e la Commissione ad adottare misure adeguate per far fronte alla disoccupazione giovanile avvalendosi appieno degli strumenti finanziari esistenti e di nuova creazione, tra cui la garanzia per i giovani ed Erasmus+; chiede una garanzia per i giovani più efficace e inclusiva che ponga in particolare l'accento su un'occupazione di qualità che assicuri retribuzioni dignitose, in particolare a favore delle persone più distanti dal mercato del lavoro;

  49. invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che la pandemia di COVID-19 non peggiori la situazione dei gruppi più distanti dal mercato del lavoro, come i prestatori di assistenza informale, le persone con malattie a lungo termine, con disabilità, problemi di salute o malattie croniche complesse, i migranti e i rifugiati e le persone appartenenti a minoranze etniche e religiose;

  50. sottolinea che le piccole e medie imprese (PMI) svolgono un ruolo di estrema importanza nello sviluppo sostenibile e inclusivo, nella crescita economica e nella creazione di posti di lavoro nell'UE; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare il loro sostegno alle PMI e ai loro dipendenti nella ripresa dell'attività economica e nella transizione verso un'economia più digitale e più verde;

  51. invita gli Stati membri a favorire attivamente lo sviluppo dell'economia circolare e dell'economia sociale, a promuovere l'innovazione sociale e le imprese sociali, a migliorare la loro sostenibilità e a incoraggiare le forme di lavoro che creano opportunità occupazionali di qualità;

  52. ritiene che, al fine di mantenere e aumentare la competitività globale, il quadro normativo degli Stati membri per il mercato del lavoro debba essere chiaro, semplice e flessibile, garantendo nel contempo norme del lavoro elevate;

  53. sottolinea che per una buona attuazione del piano di ripresa dell'UE occorrono un adeguato dialogo sociale a tutti i livelli che assicuri un coinvolgimento effettivo delle parti sociali, il rafforzamento dei diritti dei lavoratori e dei sindacati, nonché la contrattazione collettiva e la partecipazione dei lavoratori, che rappresentano strumenti fondamentali per la democrazia e l'inclusione; invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere lo sviluppo delle capacità delle parti sociali, anche per mezzo dell'FSE+, al fine di rafforzare il tasso di sindacalizzazione, il dialogo sociale, la contrattazione collettiva e la partecipazione dei lavoratori alle questioni aziendali, nonché rispettare i contratti collettivi nel contesto degli appalti pubblici; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire altresì che le parti sociali partecipino appieno al processo di elaborazione delle politiche, incluso il semestre europeo;

  54. accoglie con favore la seconda fase della consultazione delle parti sociali da parte della Commissione su un quadro di riferimento dell'UE per le retribuzioni minime; osserva che retribuzioni dignitose sono importanti per garantire condizioni di lavoro eque e una fiorente economia sociale di mercato; invita gli Stati membri ad assicurare a tutti i lavoratori retribuzioni dignitose al di sopra della soglia di povertà mediante i contratti collettivi o la legislazione nazionale; ritiene che il rafforzamento della contrattazione collettiva rappresenti uno dei modi migliori per promuovere retribuzioni dignitose all'interno dell'UE; invita la Commissione a individuare gli ostacoli al dialogo sociale all'interno dell'UE e a presentare un quadro europeo per le retribuzioni minime al fine di eliminare la povertà lavorativa, in linea con le tradizioni nazionali e nel rispetto dell'autonomia delle parti sociali nazionali e dei modelli di contrattazione collettiva efficaci; sottolinea che nessuna iniziativa deve compromettere l'autonomia delle parti sociali e la fissazione delle retribuzioni nei sistemi di contrattazione collettiva; chiede un approccio coordinato a livello dell'UE nell'ottica di evitare una concorrenza malsana sul costo del lavoro e aumentare la convergenza sociale verso l'alto per tutti; sottolinea inoltre che le retribuzioni dovrebbero consentire ai lavoratori di soddisfare le loro esigenze e quelle delle loro famiglie e che ogni lavoratore dell'Unione dovrebbe ricevere un salario di sussistenza; chiede alla Commissione, a tale riguardo, di studiare come individuare cosa potrebbe comprendere un salario di sussistenza e come dovrebbe essere misurato, in modo tale che le parti sociali possano disporre di uno strumento di riferimento;

  55. chiede che a tutti i lavoratori subordinati e autonomi sia garantito l'accesso a pensioni di vecchiaia pubbliche, solidali e adeguate che siano al di sopra della soglia di povertà; invita gli Stati membri ad assicurare l'adeguatezza e la sostenibilità dei propri regimi pensionistici; ritiene che le riforme dei sistemi pensionistici dovrebbero concentrarsi sull'età pensionabile effettiva e rispecchiare tra l'altro le tendenze del mercato del lavoro, i tassi di natalità, la situazione sanitaria e patrimoniale, le condizioni di lavoro e l'indice di dipendenza economica, oltre ad essere accompagnate da strategie per l'invecchiamento attivo; ritiene che tali riforme debbano tener conto anche della situazione di milioni di lavoratori in Europa (in particolare donne, giovani e lavoratori autonomi) che sono interessati da situazioni lavorative precarie, da periodi di disoccupazione involontaria e da riduzioni dell'orario di lavoro; ritiene che gli Stati membri dovrebbero stabilire un dialogo costruttivo con le parti sociali e altri soggetti interessati e consentire un'opportuna introduzione progressiva delle riforme;

  56. invita la Commissione a svolgere una valutazione globale delle condizioni di lavoro e di occupazione dei lavoratori in prima linea e dei lavoratori essenziali, dei lavoratori delle piattaforme digitali, dei lavoratori atipici e dei lavoratori precari individuando le cause della loro situazione precaria, a presentare un quadro normativo europeo che stabilisca orientamenti chiari e semplici per garantire un orario di lavoro adeguato, condizioni lavorative dignitose per tutti i lavoratori, i diritti e l'accesso universale alla protezione sociale, nonché a rafforzare la copertura della contrattazione collettiva e contrastare i contratti precari, il lavoro autonomo fittizio, i contratti a zero ore e il ricorso abusivo ai contratti atipici; invita la Commissione a fissare limiti rigorosi alle pratiche di subappalto e a migliorare le norme di protezione sociale; chiede alla Commissione di definire orientamenti che consentano di verificare lo status occupazionale dei contraenti indipendenti per contrastare il lavoro autonomo fittizio; sottolinea che i lavoratori soggetti a disposizioni contrattuali temporanee o flessibili dovrebbero beneficiare dello stesso livello di tutela di tutti gli altri lavoratori;

  57. osserva con preoccupazione l'assenza di accesso adeguato ai sistemi di protezione sociale e la mancanza di accesso per i lavoratori atipici e i lavoratori autonomi; invita gli Stati membri ad adottare misure che consentano di ovviare a tali problemi, segnatamente seguendo la raccomandazione del Consiglio dell'8 novembre 2019 sull'accesso alla protezione sociale per i lavoratori subordinati e autonomi; pone l'accento sulla necessità di rendere universale l'accesso alla protezione sociale, in particolare nel difficile contesto attuale;

  58. sottolinea che la recente pandemia ha dimostrato l'importanza delle soluzioni digitali, in particolare il telelavoro, e la necessità di stabilire a livello europeo orientamenti e normative in materia; ritiene che modalità di lavoro flessibili adeguatamente regolamentate, il telelavoro e i posti di lavoro indipendenti da una localizzazione specifica possano svolgere un ruolo importante nel preservare i posti di lavoro, promuovere un migliore equilibrio tra vita professionale e vita privata, contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2legate al pendolarismo quotidiano e migliorare le opportunità di lavoro per le persone con disabilità, e che possano rappresentare uno strumento per combattere lo spopolamento rurale; chiede pertanto alla Commissione di proporre un'agenda dell'UE sul telelavoro, compreso un quadro legislativo volto a garantire condizioni di lavoro dignitose, in particolare per quanto riguarda il rispetto dell'orario di lavoro, i congedi, l'equilibrio tra vita professionale e vita privata e il diritto alla disconnessione; sottolinea che occorre prestare particolare attenzione alla situazione delle persone con figli, dei genitori soli e dei prestatori di assistenza informale che assistono familiari non autonomi, in quanto la pandemia di COVID-19 ha dimostrato che tali gruppi incontrano le difficoltà più grandi nel conciliare la vita professionale e quella privata nel contesto del telelavoro; pone pertanto l'accento sull'importanza di adeguate soluzioni di assistenza all'infanzia;

  59. esprime preoccupazione per le condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori stagionali e di altri lavoratori transfrontalieri, in particolare nel settore dei lavori scarsamente retribuiti; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare la portabilità dei diritti e a garantire condizioni di lavoro giuste ed eque per i lavoratori mobili, transfrontalieri e stagionali nell'Unione; invita gli Stati membri a impegnarsi a fondo a favore della digitalizzazione dei servizi pubblici allo scopo di agevolare una mobilità equa dei lavoratori, in particolare per quanto riguarda il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale; chiede pertanto alla Commissione di presentare, a seguito di un'adeguata valutazione di impatto, una proposta relativa a un numero di sicurezza sociale europeo digitale, che potrebbe altresì fungere da meccanismo di controllo sia per le persone che per le autorità competenti onde garantire che i contributi di previdenza sociale siano versati conformemente agli obblighi; ritiene inoltre che ciascun lavoratore debba avere accesso a informazioni complete sul proprio datore di lavoro e sui propri diritti retributivi e occupazionali, conformemente ai contratti collettivi o alla legislazione nazionale, laddove applicabile; chiede altresì che a livello dell'UE sia istituita la responsabilità dei subappaltatori in alcuni settori quali l'agricoltura e l'industria della carne, in particolare nel caso dei contratti di lavoro in loco, e che siano introdotte norme chiare sulle pratiche di subappalto in generale;

  60. afferma che la pandemia di COVID-19 ha determinato per milioni di lavoratori un aumento dei rischi per la salute e la sicurezza; valuta positivamente l'impegno della Commissione a sottoporre a revisione la direttiva sugli agenti biologici (2000/54/CE) per adattarla alle pandemie globali e ad altre circostanze eccezionali e garantire la piena protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione; invita la Commissione a presentare quanto prima un nuovo quadro strategico per la salute e la sicurezza, una direttiva sullo stress e i disturbi muscolo-scheletrici connessi al lavoro, una direttiva sul benessere mentale sul luogo di lavoro e una strategia dell'UE per la salute mentale, nell'ottica di proteggere tutti i lavoratori sul luogo di lavoro; chiede che il ruolo dell'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) sia rafforzato onde promuovere luoghi di lavoro sani e sicuri in tutta l'Unione; sottolinea che gli investimenti nella salute e nella sicurezza sul lavoro migliorano la qualità del lavoro e il benessere dei lavoratori e contribuiscono alla produttività e alla competitività dell'economia europea;

  61. esprime preoccupazione per la scarsa mobilità sociale intergenerazionale e le crescenti disuguaglianze di reddito; sottolinea che livelli elevati di disuguaglianza riducono sia la produzione economica che il potenziale di sviluppo sostenibile; invita la Commissione e gli Stati membri ad affrontare le disuguaglianze e a combattere la discriminazione; sottolinea che gli Stati membri dovrebbero concepire i propri sistemi fiscali e previdenziali nazionali in modo tale da ridurre le disuguaglianze, promuovere l'equità, proteggere le famiglie e incentivare la partecipazione all'istruzione e al mercato del lavoro, garantendo nel contempo il pieno allineamento agli OSS delle Nazioni Unite e agli obiettivi climatici e ambientali definiti dal Green Deal europeo; sottolinea che gli investimenti nell'istruzione e nelle competenze, nonché sistemi fiscali e previdenziali concepiti meglio, sono strumenti politici fondamentali per ridurre le disuguaglianze e promuovere le pari opportunità;

  62. invita la Commissione ad adempiere agli obblighi giuridici internazionali in relazione ai diritti dei minori che gli Stati membri (e l'UE nel suo insieme per alcuni diritti) si impegnano a rispettare; invita la Commissione a presentare una garanzia dell'UE per l'infanzia nel 2020; chiede di sfruttare tutte le opportunità del QFP 2021-2027 per investire nell'infanzia e invita a utilizzare i relativi finanziamenti per sviluppare il potenziale valore aggiunto della garanzia dell'UE per l'infanzia nella lotta alla povertà e a dannose tendenze negative legate ai cambiamenti demografici in Europa; chiede agli Stati membri di stabilire piani d'azione europei e nazionali per garantire l'accesso dei minori ai cinque diritti sociali fondamentali, vale a dire l'accesso all'assistenza sanitaria gratuita, all'istruzione gratuita, all'assistenza all'infanzia gratuita, a un alloggio dignitoso e a un'alimentazione adeguata;

  63. invita la Commissione a presentare al più presto una garanzia dell'UE per l'infanzia, basandosi sull'approccio a tre pilastri della raccomandazione del Consiglio del 2013 sul tema "Investire nell'infanzia", una strategia fondata sui diritti, globale e integrata contro la povertà, che includa un obiettivo specifico di riduzione della povertà, un quadro UE relativo alle strategie nazionali per i senzatetto, mediante l'adozione del principio "Prima la casa" ("Housing First"), e un quadro strategico dell'UE per i rom per il periodo successivo al 2020, che includa obiettivi concreti e finanziamenti nazionali; invita la Commissione a condurre inoltre uno studio comparativo sui diversi regimi di reddito minimo degli Stati membri, che forniscono la protezione sociale di base e una rete di sicurezza per le persone in stato di necessità, e a porre in evidenza le migliori prassi nell'ottica di presentare un quadro in materia;

  64. evidenzia l'importanza della dimensione della stabilizzazione automatica nei sistemi di previdenza sociale per assorbire le onde d'urto generate a livello sociale da effetti esterni quali le recessioni; invita pertanto gli Stati membri a introdurre politiche volte a ripristinare la sicurezza occupazionale garantendo la protezione sociale a tutti i tipi di lavoratori, anche nel caso di licenziamenti; invita inoltre gli Stati membri, alla luce della raccomandazione n. 202 dell'OIL che definisce le protezioni sociali di base, ad assicurare e ad aumentare gli investimenti nei sistemi di protezione sociale per garantire che siano in grado di prevenire ed eliminare la povertà e le diseguaglianze, pur assicurando nel contempo la sostenibilità di tali sistemi;

  65. accoglie con favore il fatto che durante la pandemia di COVID-19 molti Stati membri abbiano adottato misure straordinarie per prevenire e affrontare il fenomeno dei senzatetto bloccando gli sfratti e fornendo alloggi di emergenza; esorta gli Stati membri ad assicurare l'accesso a un alloggio e a presentare soluzioni sostenibili, proattive e reattive al fine di eliminare il fenomeno dei senzatetto entro il 2030; esorta la Commissione e gli Stati membri a raccogliere dati migliori e più armonizzati sui senzatetto e a integrare tale fenomeno in tutte le politiche pertinenti;

  66. invita la Commissione e gli Stati membri a presentare proposte specifiche per garantire una transizione giusta per quanto riguarda il miglioramento dell'efficienza energetica delle abitazioni e affrontare adeguatamente il problema della povertà energetica in relazione agli obiettivi e ai principi del Green Deal;

  67. sottolinea che la trasparenza delle retribuzioni è essenziale per contrastare i divari retributivi iniqui e le discriminazioni; accoglie pertanto con favore l'intenzione della Commissione di introdurre misure vincolanti in materia di trasparenza retributiva, che dovrebbero includere un indice di parità retributiva tra le donne e gli uomini e rispettare pienamente l'autonomia delle parti sociali nazionali; esorta ad adottare rapidamente tali misure al fine di contrastare il divario retributivo e pensionistico di genere ed evitare ulteriori disuguaglianze e discriminazioni di genere nel mercato del lavoro; ribadisce la necessità di integrare la dimensione di genere in tutti i settori strategici e di bilancio; invita gli Stati membri e la Commissione a promuovere l'imprenditorialità femminile e a facilitare l'accesso delle donne ai finanziamenti; invita gli Stati membri a sbloccare i negoziati in seno al Consiglio sulla direttiva relativa alla presenza delle donne nei consigli di amministrazione delle società; chiede una migliore inclusione dei periodi di congedo di maternità e congedo parentale nell'ambito dei diritti pensionistici;

  68. esprime preoccupazione per la discriminazione e il razzismo crescenti in Europa; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare l'attuazione della legislazione, delle politiche e delle prassi contro la discriminazione e a porre fine alla discriminazione strutturale nei confronti delle minoranze nell'accesso all'occupazione e sul luogo di lavoro; invita la Commissione a presentare una comunicazione recante orientamenti volti a prevenire la segregazione delle minoranze, comprese le minoranze etniche, sul mercato del lavoro, come pure norme relative a politiche di assunzione non discriminatorie destinate agli Stati membri e ai datori di lavoro, incluse raccomandazioni per l'adozione di piani per la parità a livello di imprese e contratti collettivi di categoria e l'istituzione sul luogo di lavoro di task force sulla diversità incaricate di contrastare stereotipi, pregiudizi e atteggiamenti negativi e di impedire discriminazioni nell'ambito di assunzioni, promozioni, retribuzioni e accesso alla formazione; sottolinea che tali piani d'azione per la parità dovrebbero inoltre essere impiegati per promuovere la diversità etnica e culturale sul luogo di lavoro, elaborare regolamenti interni contro il razzismo, le discriminazioni correlate e le molestie sul luogo di lavoro, nonché monitorare e analizzare le assunzioni, l'avanzamento professionale e il mantenimento della forza lavoro sotto l'aspetto della parità, al fine di individuare pratiche discriminatorie dirette o indirette e di adottare misure correttive volte a ridurre le disuguaglianze in ciascuno di tali settori; chiede che detti piani d'azione per la parità prevedano la raccolta di dati sulla parità nel rispetto delle norme in materia di tutela della vita privata e diritti fondamentali per tali finalità;

  69. mette in evidenza la necessità di combattere la discriminazione basata sull'età nei mercati del lavoro, prevedendo tra l'altro misure di sensibilizzazione in merito alla direttiva 2000/78/CE del Consiglio che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro e garantendo l'accesso a opportunità di apprendimento permanente attraverso formazioni e corsi personalizzati;

  70. invita gli Stati membri a fornire servizi di qualità e accessibili, anche economicamente, nell'ambito dell'assistenza all'infanzia e dell'educazione della prima infanzia, nonché dell'assistenza a breve e a lungo termine e dei servizi sociali, in particolare per gli anziani e le persone con disabilità, al fine di agevolare la vita indipendente e la partecipazione delle donne al mercato del lavoro; invita, in tal senso, gli Stati membri ad attuare pienamente e con rapidità la direttiva relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza; chiede lo sviluppo di un quadro dell'UE per i servizi di assistenza che stabilisca norme minime e linee guida di qualità;

  71. riconosce il ruolo cruciale dei prestatori di assistenza europei durante la pandemia; chiede una strategia europea per i prestatori di assistenza per garantire un'equa mobilità del lavoro in tale settore e migliorare le condizioni di lavoro dei prestatori di assistenza;

  72. evidenzia che la crisi provocata dalla pandemia da COVID-19 ha peggiorato il tenore di vita delle persone con disabilità; invita la Commissione a presentare una strategia dell'UE globale e a lungo termine in materia di disabilità per il periodo successivo al 2020 a seguito della consultazione delle persone con disabilità e dei loro familiari o delle loro organizzazioni rappresentative; invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare misure di attenuazione delle crisi, in linea con la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, al fine di garantire la tutela dei diritti delle persone con disabilità, la loro piena ed effettiva partecipazione e inclusione nella società nonché pari opportunità e un accesso non discriminatorio a beni, servizi e attività ricreative; sollecita inoltre la Commissione e gli Stati membri a intensificare gli sforzi per garantire alle persone con disabilità l'accesso al mercato del lavoro eliminando gli ostacoli, sfruttando le opportunità offerte dal lavoro digitale e creando incentivi per la loro occupazione;

  73. esprime preoccupazione per la quota stagnante di abbandoni scolastici, soprattutto tra i gruppi emarginati, e per la crescente percentuale di alunni con risultati insoddisfacenti; sottolinea che le lacune in termini di alfabetizzazione matematica, alfabetizzazione e competenze digitali di base sono gravi ostacoli alla partecipazione significativa alla società e al mercato del lavoro; invita gli Stati membri a garantire che l'istruzione, la formazione e l'apprendimento permanente di qualità, accessibili e inclusivi siano un diritto di tutti; invita la Commissione e gli Stati membri a incrementare gli sforzi per quanto concerne gli investimenti volti a garantire l'elevata qualità dell'istruzione, della formazione professionale e della formazione con sostegno personalizzato, rafforzando le misure di riqualificazione e riconversione, in particolare l'acquisizione delle competenze digitali, e a promuovere l'apprendimento permanente onde consentire ai lavoratori di adeguarsi all'evoluzione dei requisiti del mercato del lavoro; sottolinea che i risultati scolastici sono influenzati negativamente dall'esclusione sociale, dalla discriminazione, dagli stereotipi, dalla povertà e dalla segregazione, e che è necessario affrontare anche tali aspetti; invita la Commissione a condurre un'analisi completa dei principali fattori alla base dell'abbandono scolastico, compresi gli aspetti sociali, e a presentare una proposta per far fronte al problema sulla base di tale analisi;

  74. sottolinea che l'allineamento tra qualifiche e competenze, da un lato, e opportunità di lavoro, dall'altro, insieme al rapido riconoscimento e a una migliore certificazione delle qualifiche professionali nell'UE, possono contribuire alla creazione di un mercato del lavoro europeo efficiente e inclusivo, e che una maggiore cooperazione tra i sistemi di istruzione e le imprese potrebbe contribuire al raggiungimento di tale obiettivo; invita gli Stati membri a sfruttare al meglio le soluzioni digitali nell'ambito dell'istruzione, tenendo conto del rapido sviluppo della tecnologia e delle esigenze future del mercato del lavoro;

  75. sottolinea che le qualifiche e le competenze certificate offrono un valore aggiunto ai lavoratori, migliorando la loro posizione nel mercato del lavoro, e possono essere trasferite nelle transizioni nel mercato del lavoro; chiede che la politica pubblica sulle competenze sia orientata alla certificazione e alla convalida delle qualifiche e delle competenze; sottolinea che si dovrebbero istituire sistemi di compensazione basati sulle competenze nelle imprese che accedono a fondi pubblici per migliorare le competenze dei lavoratori di comune accordo con i rappresentanti dei lavoratori, in quanto questo sistema garantirebbe un ritorno di valore di tale investimento pubblico;

  76. valuta positivamente la nuova agenda per le competenze per l'Europa, che mira a rispondere alle necessità di competenze e alle sfide future del mercato del lavoro, della società e della transizione ecologica e digitale dell'UE; sottolinea che il sostegno a competenze adeguate, con particolare attenzione alle competenze digitali, migliorerà la produttività facilitando la transizione ecologica e digitale verso un'economia più verde e più intelligente; invita gli Stati membri ad affrontare questioni quali la digitalizzazione, l'automazione, la carenza di competenze e il disallineamento tra domanda e offerta di competenze come pure l'esclusione digitale; sottolinea che occorre prestare particolare attenzione ai giovani, ai disoccupati di lungo periodo, alle vittime della violenza di genere, alle persone con disabilità, ai rom e ad altri gruppi a rischio di discriminazione; pone l'accento sull'urgente necessità di istituire una garanzia per le competenze che sia in linea con i principi della garanzia per i giovani, in modo che tutti gli europei beneficino di opportunità di miglioramento delle competenze e riqualificazione di elevata qualità;

  77. sottolinea la necessità di analizzare i determinanti sociali, economici e ambientali della salute; chiede la creazione di un'Unione sanitaria europea, prove di stress dei sistemi sanitari dell'UE, norme minime per l'assistenza sanitaria di qualità, un meccanismo europeo di risposta sanitaria, nonché il rafforzamento delle agenzie sanitarie dell'UE e delle capacità di protezione civile sulla base dei principi di solidarietà, non discriminazione, autonomia strategica e cooperazione, ponendo le considerazioni sulla salute pubblica al centro della definizione e dell'attuazione di tutte le politiche e attività dell'Unione, come sancito dal trattato, effettuando una valutazione sistematica dell'impatto sulla salute di tutte le politiche pertinenti e prestando particolare attenzione alla prestazione di cure e servizi sanitari agli anziani; invita gli Stati membri a garantire l'accesso a un'assistenza sanitaria di qualità, accessibile e incentrata sulle persone, incluse la prevenzione sanitaria e la promozione della salute universali, efficienti e dotate delle risorse necessarie a beneficio di tutti; accoglie con favore il fatto che nel quadro del semestre europeo si sia spostata l'attenzione dalla riduzione dei costi alle prestazioni e ai risultati in ambito sanitario per quanto riguarda il settore dell'assistenza sanitaria; invita la Commissione a intensificare i propri sforzi volti a combattere le disuguaglianze sanitarie esistenti tra gli Stati membri dell'UE e a livello nazionale nonché a sviluppare indicatori e metodologie comuni per monitorare la salute e le prestazioni dei sistemi sanitari nell'ottica di ridurre le disuguaglianze, individuando e rendendo prioritari i settori in cui sono necessari miglioramenti e maggiori finanziamenti; ritiene che la Commissione dovrebbe valutare l'efficacia delle misure al fine di ridurre le disuguaglianze sanitarie derivanti dalle politiche riguardanti i fattori di rischio sociali, economici e ambientali;

  78. ribadisce l'importanza dello Stato di diritto – tra cui sistemi giudiziari indipendenti ed efficienti, amministrazioni pubbliche e appalti pubblici di qualità e solidi quadri anticorruzione – quale base di un sano contesto imprenditoriale, di mercati del lavoro funzionanti e del corretto utilizzo dei fondi dell'UE; sottolinea che la valutazione dello Stato di diritto e dell'efficacia del sistema giudiziario dovrebbe pertanto continuare a essere inclusa nel semestre europeo; invita gli Stati membri a ratificare la Carta sociale europea riveduta;

  79. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1)GU L 123 del 12.5.2016,

(2)GU L 159 del 20.5.2020,

(3)GU L 130 del 24.4.2020,

(4)GU L 99 del 31.3.2020,

(5)GU C 390 del 18.11.2019,

(6)GU L 185 dell'11.7.2019,

(7)GU C 205 del 19.6.2020,

(8)GU L 138 del 13.5.2014,

(9)GU L 307 del 18.11.2008,

(10)GU L 188 del 12.7.2019,

(11)GU C 155 del 25.5.2011,

(12)GU L 150 del 14.6.2018,

(13)GU L 150 del 14.6.2018

(14)GU L 150 del 14.6.2018,

(15)GU L 150 del 14.6.2018,

(16)Testi approvati, P9_TA(2019)0033.

(17)Testi approvati, P8_TA(2019)0202.

(18)GU C 134 del 24.4.2020,

(19)GU C 433 del 23.12.2019

(20)GU C 356 del 4.10.2018,

(21)GU C 346 del 27.9.2018,

(22)GU C 337 del 20.9.2018,

(23)GU C 242 del 10.7.2018,

(24)GU C 76 del 28.2.2018,

(25)GU C 35 del 31.1.2018,

(26)GU C 366 del 27.10.2017,

(27)GU C 199 E del 7.7.2012,

(28)Testi approvati, P9_TA(2020)0205

(29)GU L 204 del 26.7.2006, pag. 23

(30)GU L 151 del 7.6.2019, pag. 70

(31)GU L 186 dell'11.7.2019, pag. 105

(32)Testi approvati, P9_TA(2020)0176.