Deboli, svantaggiati - Deboli, svantaggiati -  Alceste Santuari - 27/10/2020

Riforma del terzo settore e riconoscimento della personalità giuridica – Tar Campania, 4210/2020

Un’associazione chiedeva l’iscrizione nel registro delle persone giuridiche della Regione Campania. Quest’ultima negava l’iscrizione sul presupposto che il riconoscimento in parola debba essere disciplinato dal Codice del Terzo settore, che prevede l’apposita iscrizione nel Runts.

La Regione Campania si opponeva in quanto – a suo giudizio – l’iscrizione de qua non può che realizzarsi ai sensi dell’art. 22 del d. lgs. n. 117/2017, che ricordiamolo, così prevede: “il Notaio che ha ricevuto l’atto costitutivo di una associazione … deve depositarlo con i relativi allegati, entro 20 giorni, presso il competente ufficio del Registro unico nazionale del Terzo settore, richiedendo l’iscrizione dell’Ente”.

Il Tar Campania, sezione prima, con sentenza n. 4210 del 5 ottobre 2020, accogliendo il ricorso presentato dall’Associazione, così ha statuito:

  1. Il Codice del Terzo settore ha introdotto una disciplina derogatoria rispetto al procedimento disciplinato dal dpr 361/2000, che non è stato abrogato;
  2. Quest’ultimo, pertanto, rimane in vigore ed è disponibile per gli enti non profit che intendano utilizzare questa specifica modalità di riconoscimento;
  3. Da ciò discende che la Regione avrebbe dovuto istruire la pratica ex dpr 361/2000;
  4. La Regione non può obiettare che si doveva applicare il Codice del terzo settore.

I giudici amministrativi campani hanno dunque riconosciuto l’obbligo della Regione di procedere secondo il “tradizionale” procedimento del riconoscimento della personalità giuridica.

E ciò permette forse di apprezzare la scelta operata dalla Riforma del Terzo Settore: gli enti che intendano acquisire la personalità giuridica di diritto privato hanno due opzioni a disposizione: la prima consiste nella richiesta di iscrizione a mezzo del Runts; l’altra corrisponde a quanto previsto dal dpr 361/2000.

In ultima analisi, la previsione di due procedimenti alternativi, ma comunque finalizzati ad ottenere il medesimo risultato, dovrebbe permettere più che in passato, alle organizzazioni non profit che presentino i requisiti richiesti, di ottenere una protezione patrimoniale particolarmente avvertita quando l’ente non profit è impegnato in attività, servizi e interventi che richiedono un certo livello di rischio economico-imprenditoriale.