Interessi protetti - Obbligazioni, contratti -  Riccardo Mazzon - 03/12/2020

Responsabilità contrattuale e risarcimento del danno: costituzione in mora ed effetto interruttivo dellla prescrizione

Il debitore, solitamente, è costituito in mora dal creditore mediante intimazione o richiesta fatta per iscritto.

A tal proposito (anche ai fini dell’interruzione della prescrizione - si veda, per un approfondimento, anche in relazione alla giurisprudenza qui citata, il trattato "Responsabilità contrattuale e danni risarcibili", Riccardo Mazzon, Giuffré 2019 -) la produzione in giudizio di copia della lettera di costituzione in mora unitamente all'avviso di ricevimento "ex adverso" della relativa raccomandata implica una presunzione di corrispondenza di contenuto tra la copia prodotta e la missiva ricevuta dalla controparte, salva la prova, a carico del destinatario, di avere ricevuto una missiva di contenuto diverso o un plico privo di contenuto; in argomento, anche una lettera di messa in mora trasmessa a mezzo lettera raccomandata, pur in mancanza di avviso di ricevimento, costituisce prova certa della spedizione, attestata dall'ufficio postale attraverso la relativa ricevuta, dalla quale consegue la presunzione di conoscenza, ex art. 1335 c.c., fondata sulle univoche e concludenti circostanze della spedizione anzidetta e dell'ordinaria regolarità del servizio postale  - tuttavia, qualora il destinatario contesti il fatto stesso della ricezione di alcunché sorge in capo al mittente l'onere della prova del detto ricevimento -; anche qui, salvo prova contraria, nel senso che il destinatario potrà anche dimostrare, ad esempio, che il plico non conteneva alcuna lettera al suo interno, ovvero conteneva una lettera di contenuto diverso da quello indicato dal mittente: naturalmente, la prova dell’avvenuta spedizione - eventualmente tramite la produzione delle ricevute - grava sull'attore, rappresentando parte integrante dell'onere probatorio del fatto costitutivo del diritto azionato, con conseguente possibilità per il giudice di rilevarne l'inadempimento, anche indipendentemente da specifiche eccezioni o allegazioni del convenuto.

In effetti, è in generale che, in tema di prova della consegna di un atto recettizio ai sensi delle disposizioni sul servizio postale universale, ancorché l'avvenuta consegna degli "invii raccomandati" debba essere attestata dalla sottoscrizione dell'avviso di ricevimento da parte del destinatario, nel caso di "invii multipli" diretti allo stesso destinatario la prova della consegna è fornita dall'addetto al recapito, in ragione della fede privilegiata attribuita all'attestazione operata dall'agente postale, ove la sottoscrizione di ciascun avviso di ricevimento contestualmente alla consegna risulti eccessivamente onerosa.

Ad ogni buon conto l'atto, per avere efficacia interruttiva della prescrizione, ed essere, quindi, valida costituzione in mora del debitore, deve contenere, oltre alla chiara indicazione del soggetto obbligato (elemento soggettivo), l'esplicitazione di una pretesa e l'intimazione o la richiesta scritta di adempimento, che - sebbene non richieda l'uso di formule solenni né l'osservanza di particolari adempimenti - sia idonea a manifestare l'inequivocabile volontà del titolare del credito di far valere il proprio diritto, nei confronti del soggetto indicato, con l'effetto sostanziale di costituirlo in mora - elemento oggettivo: quest'ultimo requisito non è soggetto a rigore di forme, all'infuori della scrittura, e, quindi, non richiede l'uso di formule solenni né l'osservanza di particolari adempimenti, essendo sufficiente che il creditore manifesti chiaramente, con un qualsiasi scritto diretto al debitore e portato comunque a sua conoscenza, la volontà di ottenere dal medesimo il soddisfacimento del proprio diritto - (ne consegue, ad esempio, che non è ravvisabile tale requisito in semplici sollecitazioni prive del carattere di intimazione e dell'espressa richiesta di adempimento al debitore).