Interessi protetti - Obbligazioni, contratti -  Riccardo Mazzon - 11/12/2020

Responsabilità contrattuale e risarcimento danni: mora ex re e mora ex persona

Diversamente che nei casi di “mora ex persona”, nei casi di c.d. “mora ex re” non è necessaria una costituzione in mora posta in essere dal creditore e un tanto avviene: (1) quando il debito derivi da fatto illecito; (2) quando il debitore abbia dichiarato per iscritto di non voler eseguire l'obbligazione; (3) quando sia scaduto il termine, nel caso la prestazione debba essere eseguita al domicilio del creditore; in quest’ultimo caso, peraltro, se il termine scade dopo la morte del debitore, gli eredi non sono costituiti in mora che mediante intimazione o richiesta fatta per iscritto e decorsi otto giorni dall'intimazione o dalla richiesta- si veda, per un approfondimento, anche in relazione alla giurisprudenza qui citata, il trattato "Responsabilità contrattuale e danni risarcibili", Riccardo Mazzon, Giuffré 2019 -.

Esemplificando, atteso che alle Unità sanitarie locali - ora Asl - si applicano le norme sulla contabilità dello Stato, in virtù della previsione di cui all'art. 5, comma 1, del decreto l. n. 382 del 1989 (convertito dalla l. n. 8 del 1990), ne deriva che le obbligazioni della Usl vanno adempiute in ogni caso al domicilio del debitore (obbligazioni querable) ovvero alla sede dell'ufficio di tesoreria dell'ente debitore, con la conseguenza - quindi – che, in difetto di un formale atto di costituzione in mora, la scadenza del termine di pagamento non darà luogo all'automatica insorgenza del debito per interessi.

Talvolta, inoltre, la messa in mora è regolata da normative specifiche: ad esempio, con riguardo al debito di una unità sanitaria locale della regione Campania (e, per essa, dalla subentrata Gestione liquidatoria) nei confronti di un farmacista, la scadenza dell'obbligazione di pagamento si verifica - ai sensi dell'art. 10 dell'Accordo nazionale tra USL e farmacisti del 27 giugno 1979, reso esecutivo con d.P.R. 15 settembre 1979, nonché del successivo accordo del 13 luglio 1987, reso esecutivo con d.P.R. 21 febbraio 1989 n. 94 - il venticinquesimo giorno dello stesso mese in cui avviene (entro il quindicesimo giorno) la trasmissione da parte della farmacia delle ricette e della relativa distinta riepilogativa, purché si tratti del mese successivo a quello in cui è avvenuta la spedizione delle ricette (per tale intendendosi l'esecuzione della prescrizione medica formulata nella ricetta con la consegna dei medicinali all'assistito e con la tariffazione mediante gli adempimenti formali previsti) di cui si chiede il pagamento; ne consegue che l'invio delle distinte riepilogative non può costituire valido atto di messa in mora, in quanto sarà sempre precedente al momento in cui il credito diviene esigibile.

Inoltre, nessuna norma condiziona l'emanazione di un decreto ingiuntivo e tanto meno la proposizione di una domanda giudiziale alla messa in mora del debitore ex art. 1219 c.c., atto che, ripetesi, ha unicamente l'effetto di determinare il momento di decorrenza degli interessi e la doglianza su una possibile rilevanza della questione ai fini, quanto meno, della regolamentazione delle spese di lite è solo speciosa, alla luce di quanto evidenziato circa l'assenza di necessità di tale preventivo incombente.