Interessi protetti - Obbligazioni, contratti -  Riccardo Mazzon - 08/01/2021

Responsabilità contrattuale e danno risarcibile: il duplice profilo che il nesso di causalità assume nell’illecito

In ambito prettamente contrattuale è necessario tener conto del il principio secondo cui l'inadempimento - o l'inesatto adempimento dell'obbligazione contrattuale - costituisce di per sé un illecito, ma non obbliga l'inadempiente al risarcimento, se in concreto non ne è derivato un danno: detto principio si applica, per fare un esempio, anche alla fattispecie disciplinata dall'art. 1590 c.c., con la conseguenza che il conduttore non è obbligato al risarcimento, se dal deterioramento della cosa locata, superiore a quello corrispondente all'uso del bene in conformità del contratto, non è derivato, per particolari circostanze, un danno patrimoniale al locatore, sul quale incombe il relativo onere probatorio - si veda, per un approfondimento, anche in relazione alla giurisprudenza qui citata, il trattato "Responsabilità contrattuale e danni risarcibili", Riccardo Mazzon, Giuffré 2019 -.

E’ proprio questa duplicità di eventi che obbliga ad evidenziare il duplice profilo che il nesso di causalità può assumere nell’illecito: se, infatti, con riguardo all’evento lesivo, il nesso di causalità svolge la funzione di imputare alla condotta del responsabile il fatto illecito (causalità di fatto), con riferimento al danno risarcibile il nesso causale svolge, invece, la funzione di determinare l’ammontare del danno cagionato: ed è in questo secondo caso che si parla di causalità giuridica, con espresso riferimento all’art. 1223 c.c.; ecco, allora, ad esempio, che anche la tenuta, da parte del danneggiato, di una condotta omissiva contraria ai canoni di diligenza e buona fede, che consenta la produzione di danni altrimenti evitabili, può recidere in tutto o in parte, il nesso causale che, ai sensi dell'art. 1223 c.c., deve legare l'attività antigiuridica alle conseguenze dannose risarcibili.

In altri termini, mentre la causalità in fatto ricostruisce il fatto ai fini della imputazione della responsabilità, la causalità giuridica, presupponendo il problema dell’imputazione dell’evento naturalistico già risolto, determina gli eventi da porre a fondamento del danno risarcibile: si pensi, ad esempio, a come il danno da occupazione abusiva di immobile non possa ritenersi sussistente in re ipsa e coincidente con l'evento, che è viceversa un elemento del fatto produttivo del danno, ma, ai sensi degli artt. 1223 e 2056 cod. civ., trattasi pur sempre di un danno-conseguenza, sicché il danneggiato che ne chieda in giudizio il risarcimento sarà tenuto a provare di aver subito un'effettiva lesione del proprio patrimonio per non aver potuto locare o altrimenti direttamente e tempestivamente utilizzare il bene ovvero per aver perso l'occasione di venderlo a prezzo conveniente o per aver sofferto altre situazioni pregiudizievoli, con valutazione rimessa al giudice del merito, che può al riguardo avvalersi di presunzioni gravi, precise e concordanti.