Interessi protetti - Professionista -  Riccardo Mazzon - 29/09/2020

Responsabilità contrattuale e danni risarcibili: l'appaltatore può agire in regresso nei confronti dei subappaltatori

L'appaltatore, per agire in regresso nei confronti dei subappaltatori, deve, sotto pena di decadenza, comunicare ad essi la denunzia, eventualmente ricevuta, entro sessanta giorni dal ricevimento della medesima; in effetti - e ciò vale anche per la responsabilità per rovina o gravi difetti di edifici, sancita dall’art. 1669 c.c. per finalità di ordine generale concernenti la salvaguardia dei fabbricati e dell’incolumità delle persone, con natura extracontrattuale e che opera non solo a carico dell’appaltatore nei confronti del committente, ma anche a carico del costruttore nei confronti dell’acquirente; l’appaltatore o il costruttore non possono essere sollevati dalla propria responsabilità per il fatto che l’opera sia stata in parte eseguita, dietro loro incarico, da altro soggetto, salvo il regresso nei confronti del subappaltatore, ai sensi dell’art. 1670 cc. - si veda, per un approfondimento, anche in relazione alla giurisprudenza qui citata, il trattato "Responsabilità contrattuale e danni risarcibili", Riccardo Mazzon, Giuffré 2019 -.

Così, ad esempio, Trib. Bari sez. II 06 novembre 2012 n. 3466 (www.giurisprudenzabarese.it, 2013), con riferimento all'eccezione dedotta da parte convenuta, secondo cui “mancherebbe la prova dell'avvenuta comunicazione della denuncia dei difetti dell'opera all'odierno convenuto entro il termine di decadenza di cui all'art. 1670 c.c.”, rileva come fosse emerso, dalla documentazione versata in atti di causa, nonché dall'istruttoria espletata, che “era stato effettuato il sopralluogo sull'immobile e, che ad ogni buon conto, la raccomandata ar a firma del legale risale a circa un mese dall'accertamento tecnico attivato a seguito della formale contestazione da parte dei proprietari del fabbricato, quale momento di oggettiva acquisizione della conoscenza dei vizi dell'opera, ragion per cui, l'eccezione anzidetta va rigettata”; conformi: Trib. Modena sez. I 21 settembre 2013 n. 1443, GLModena 2013; Trib. Prato 16 maggio 2012 n. 696; Cass. civ.  sez. II 27 agosto 1997 n. 8109, GBLT, 1998, 26.

Andrà, peraltro, rigettata la domanda dell'appaltatore che agisca, in via di regresso nei confronti del subappaltatore, qualora non sia stato rispettato il termine decadenziale di 60 giorni, stabilito dall'art. 1670 c.c., entro il quale, per l’appunto, l'appaltatore deve portare a conoscenza del subappaltatore la denuncia del committente: di conseguenza, quanto alle spese di lite, quelle sostenute dal terzo chiamato in garanzia impropria (compagnia di assicurazioni del subappaltatore), una volta che sia stata rigettata la domanda principale, andranno poste a carico dell'appaltatore stesso che, rimasto soccombente, ha provocato e giustificato la chiamata in garanzia; ancora, premessa l'applicabilità della norma di cui all'art. 1669 c.c., in tema di responsabilità dell'appaltatore verso il committente, anche all'analoga fattispecie di responsabilità del costruttore-venditore verso l'acquirente, deve ritenersi parallelamente applicabile anche la successiva disposizione di cui all'art. 1670 (che disciplina l'ipotesi dell'azione di regresso spettante all'appaltatore nei confronti del subappaltatore stabilendo, per il suo esercizio, un termine di decadenza di 60 giorni) all'ipotesi in cui il costruttore - venditore, chiamato a rispondere, ai sensi dell'art. 1669 cit., da parte dell'acquirente, intenda agire contro il soggetto cui aveva affidato l'esecuzione (in tutto o in parte) delle opere, con la conseguenza che anch'egli sarà tenuto all'osservanza del termine di decadenza breve, pur non potendosi qualificare il terzo esecutore come subappaltatore in senso tecnico.