Responsabilità civile - Generalità, varie -  Paolo Cendon - 17/12/2020

REGNO UNITO, BAMBINA DI 9 ANNI UCCISA DALL’INQUINAMENTO: QUANTI SONO I DECESSI IN EUROPA UNA SENTENZA STORICA: IL REGNO UNITO HA RICONOSCIUTO PER LA PRIMA VOLTA L'INQUINAMENTO COME CAUSA DI UN DECESSO

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Ella Kissi-Debrah, una bambina di 9 anni, è morta nel febbraio 2013 a causa di una grave forma d’asma, ma non solo: Philip Barlow, medico legale di Londra, ha decretato che la piccola è morta anche per colpa dell’inquinamento atmosferico. Una sentenza storica: è la prima volta che il Regno Unito riconosce ufficialmente l'”air pollution” come causa di un decesso.
Secondo il medico legale Philip Barlow, Ella “è morta di asma aggravato dall’esposizione a un eccessivo inquinamento dell’aria”. La piccola sarebbe stata esposta a livelli di biossido di azoto molto alti, tipici delle vie decisamente trafficate: unite alle sue patologie pregresse sono risultati fatali.
Ella, con la famiglia, viveva nei pressi della South Circular road, a sud di Londra, una delle zone più trafficate della City. La bimba è morta nel 2013 dopo tantissime crisi asmatiche e 30 visite all’ospedale: la madre Rosamund aveva da tempo segnalato la situazione ambientale della zona, così ha deciso di intraprendere una battaglia legale sulla base dell’articolo 2 della Legge sui diritti umani: il diritto alla vita.
Una lotta per avere giustizia e sensibilizzare il governo britannico, spingendolo ad accelerare le politiche ambientali. Qualche settimana fa, a tal proposito, il premier britannico Boris Johnson ha annunciato la sua rivoluzione verde: zero emissioni entro il 2050, stop alla vendita di auto a benzina o diesel dal 2030 e tanta energia pulita: “Saremo l’Arabia Saudita del vento“, è stata la sua promessa.