Responsabilità civile - Generalità, varie -  Redazione P&D - 08/05/2020

Recenti pronunce di Cassazione in tema di risarcimento del danno

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NON È FRAZIONABILE LA DOMANDA DI RISARCIMENTO DEI DANNI PATRIMONIALI E NON DERIVANTI DA UN UNICO FATTO ILLECITO

Il danneggiato, a fronte di un unitario fatto illecito lesivo di cose e persone, non può frazionare la tutela giudiziaria, agendo in tempi separati e distinti per il risarcimento dei danni patrimoniali e di quelli non patrimoniali, poiché integra una condotta che aggrava la posizione del danneggiante/debitore e causa ingiustificato aggravio del sistema giudiziario. Né tantomeno integra un interesse oggettivamente valutabile la prospettata maggiore speditezza del procedimento.

(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 8530/20; depositata il 6 maggio)

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IL DANNO CAUSATO DALL'INERZIA DELL'AVVOCATO COMPRENDE ANCHE LA MINORE SOLVIBILITÀ DELLE CONTROPARTI MATURATA DAL RITARDO

L’avvocato che, con il suo ritardo nell’agire giudizialmente, pregiudichi in tutto o in parte la legittima aspettativa risarcitoria del cliente è tenuto a risarcire il danno causato. Tale risarcimento dovrà tenere conto della differenza nella somma ottenuta dalla controparte all’esito del giudizio rispetto alla somma che si sarebbe potuto ottenere in caso di tempestiva proposizione della causa.

(Corte di Cassazione, sez. III Civile, ordinanza n. 8525/20; depositata il 6 maggio)

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L'OBBLIGO DI BUONA FEDE OGGETTIVA A CARICO DEL NOTAIO IN CASO DI TRASFERIMENTO IMMOBILIARE

In caso di compravendita immobiliare, il notaio ha il dovere di informare anche relativamente all’esistenza e all’applicazione di determinate agevolazioni fiscali. Inoltre è tenuto a provvedere direttamente all’istanza per l’attribuzione della rendita catastale ovvero ad inserire la richiesta sulla base della valutazione automatica desumibile dalla rendita catastale non ancora attribuita, ovvero, laddove non voglia provvedervi direttamente, a rendere edotte le parti in merito.

(Corte di Cassazione, sez. III Civile, ordinanza n. 8497/20; depositata il 6 maggio)

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RESPONSABILITÀ DELL'AVVOCATO E IRRISARCIBILITÀ DEL DANNO

La responsabilità dell'avvocato non può affermarsi per il solo fatto del suo inadempimento (danno-evento), occorrendo allegare e provare che, se questi avesse assunto la condotta doverosa (nel caso di specie comunicazione dell'interruzione del processo e tempestiva riassunzione del giudizio), il proprio assistito avrebbe conseguito, secondo criteri probabilistici, il riconoscimento delle proprie ragioni; difettando la prova del nesso eziologico tra condotta omissiva dell'avvocato e il risultato da questa derivatane, il danno, pur sussistente nell'an, è carente sul diverso piano del danno-conseguenza e dunque irrisarcibile.

(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 8494/20; depositata il 6 maggio)