Diritto commerciale - Impresa, società, fallimento -  Redazione P&D - 10/10/2020

Processo fallimentare e soglie di fallibilità - Cass. 9 ott. 2020 n. 21748 - R.R.

Il ricorso per fallimento va rigettato se il debitore dimostra il mancato raggiungimento delle cc. dd. soglie di fallibilità, di cui all'art. 1.
Al fine, costituiscono "mezzo di prova privilegiato" i bilanci degli ultimi tre esercizi - quelli già approvati e depositati nel registro imprese, beninteso (cfr. Cass. 33091/18; 30516/18; 24548/16) - che l'imprenditore è tenuto a depositare, in forza dell'art. 15.
In mancanza dei detti bilanci, il debitore può dimostrare la sua "non fallibilità" con strumenti probatori alternativi (v. anche Cass. 24138/19).
La produzione - solo in fase di reclamo - di una relazione ad hoc sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria, pur coerente con le registrazioni di libro (giornale), non serve allo scopo. Se non altro perché in sede di reclamo il fallimento è già dichiarato e, dunque, ogni prova (documentale) rappresentativa di circostanze o situazioni anteriori deve, a pena di inammissibilità, essere ritenuta opponibile, ai sensi dell'art. 2704, c. c. (il libro giornale, di per sé, pur correttamente tenuto, registra solo le singole operazioni, senza trasformarle in valore …). Opponibili invece, utilmente, almeno per ciò che riguarda la soglia di cui alla lettera b (dell'art. 1), le dichiarazioni iva ... (v. App. Bologna, 25 sett. 2015, n. 1581).