Deboli, svantaggiati - Generalità, varie -  Angelo Marra - 17/06/2020

Processo, disabilità, udienze da remoto, proposta di intervento normativo

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SCOPO: attuazione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità del 2006, ratificata con legge n. 18/2009

MEZZO:  minimi emendamenti ala normativa vigente

AMBITI:  Processo Civile,Processo Amministrativo, Processo Tributario

 

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1 PREMESSA

A causa della Pandemia dichiarata dall’OMS sul Covid-19, stiamo vivendo un incremento dell'uso della telematica nuovo per il Paese.

L’uso della telematica comporta anche un maggiore accesso ai diritti da parte delle persone con disabilità: le udienze da remoto sono un ottimo strumento per avvicinare i cittadini alla Giustizia e "aprire" la professione agli avvocati con disabilità.

Il Governo non deve perdere questa opportunità di modernizzare il sistema ma, soprattutto, renderlo più accessibile.

Le udienze da remoto,  almeno con riferimento ai processi civili e amministrativi, non solo debbano esserci, ma debbano continuare anche DOPO l'emergenza Covid 19.

Sono infatti un ottimo  strumento per realizzare concretamente quanto previsto dalla Convenzione di New York sui diritti delle persone con disabilità in riferimento:

  1. a) all'articolo 13 (Accesso alla Giustizia):
  2. b) all’articolo 27 (Lavoro e occupazione), che appresta tutela anche ai professionisti ed agli operatori della Giustizia con disabilità (in quanto lavoratori).

Essendo un mezzo per ottemperare agli obblighi nascenti dal trattato ( cfr. Art 4, comma 1 lettere a) e b), le udienze celebrate da remoto, devono permanere anche nel periodo successivo alla fase emergenziale.  Almeno come possibilità attivabile dal Giudice o  su istanza di parte, quando un avvocato, un giudice, un suo ausiliario o una delle parti sia persona con disabilità.

 

2 LA BASE NORMATIVA INTERNAZIONALE

L’Articolo 13 (Accesso alla giustizia), al primo comma,  dispone che:

  1. Gli Stati Parti assicureranno l’accesso effettivo alla giustizia per le persone con disabilità, su base di eguaglianza con gli altri, anche attraverso la previsione di appropriati accomodamenti procedurali o accomodamenti in funzione dell’età, allo scopo di rendere il loro ruolo effettivo come partecipanti diretti e indiretti, compresa la veste di testimoni, in tutte le fasi del procedimento legale, includendo la fase investigativa e le altre fasi preliminari.

 

La norma,  come si vede, richiede la predisposizione di  accomodamenti (i.e. modifiche) procedurali allo scopo di rendere il ruolo delle persone con disabilità  come partecipanti diretti e indiretti al Processo.  Pertanto, offre copertura alle persone con disabilità mella qualità di parti, giudici, avvocati, ausiliari, testi.

La Convenzione di New York sui diritti delle persone con disabilità che l’Italia ha ratificato nel 2009 è ancora, per molti aspetti, non attuata. Ebbene, mantenere in vigore le udienze da remoto costituisce proprio una delle modifiche procedurali indicate del Trattato.

 

3 UN CASO STUDIO: L’ESPERIENZA PERSONALE DI AVVOCATO CON DISABILITÀ

Parto alla mia esperienza professionale di avvocato che si muove in sedia a rotelle: per me le udienze civili sono ingestibili ed invivibili perché la confusione in aula è tale che spesso nemmeno riesco a vedere in faccia il giudice durante la discussione, "seppellito" da colleghi che trasportano fascicoli o che mi sovrastano essendo in piedi.

Ho anche difficoltà a vergare di pugno il verbale, per ragioni di difficoltà nei movimenti fini.

Invece, da remoto tutto è più equo:

1) finalmente parliamo come Dio comanda: io, il Giudice ed il Collega, senza interferenze e capendoci e guardandoci facilmente in faccia (non è bello patrocinare guardando il giudice dal basso con la controparte che "riporta" il tuo pensiero al giudicante).

2) il verbale e scritto in modo chiaro col PC, facilmente leggibile ed integrabile al bisogno. Senza che la grafia diventi un ostacolo.

3) se fossi non vedente, i sistemi di lettura dei testi elettronici e dello schermo mi darebbero un accesso equo ed immediato al verbale di udienza.

4) se fossi persona sorda, un sistema di sottotitoli - anche automatico - e la lettura delle labbra a tutto schermo mi darebbe una opportunità di partecipare all'udienza come qualsiasi altro collega.

5) senza contare che le udienze da remoto eliminano i problemi di mobilità, con vantaggi sia per il legale che per il cliente, il quale può essere sicuro che il suo avvocato tratterà la causa di persona anche fuori foro.

(Esempio personale: per muovermi fuori zona, ho bisogno di far muovere almeno un'altra persona e una notte di hotel, con evidenti problemi di costo e LOGISTICA).

Il processo da remoto sarebbe - anzi è già ora - un ottimo strumento per attuare la Convenzione di New York del 2006 sui diritti delle persone con disabilità (ratificata dall'Italia dal 2009) in ambito forense.

Inoltre, questo strumento è utilissimo anche quando sia la parte ad essere persona con disabilità. Immaginiamo un Cliente che voglia partecipare ad una udienza, ma che non possa farlo, perché ha problemi di udito, vista o mobilità.

Insomma, poter celebrare udienze anche in telematico è un modo per ampliare l'accesso alla Giustizia per gli avvocati con disabilità (diritto all'esercizio della Professione) ed i Clienti.

Direi che sarebbe auspicabile che il Governo introducesse una facoltà in tal senso anche per il prossimo futuro.

Infine, anche se questo aspetto è un po' più delicato, lo strumento potrebbe essere usato per l'escussione dei testimoni impossibilitati a partecipare alle udienze per ragioni di salute. A me, per esempio, è capitato di dover accompagnare ultra ottantenni in aliscafo tra Reggio e Messina e le attese sono state molto brutte: in Tribunale neanche poteva andare in bagno la persona che ho accompagnato (situazione DAVVERO UMILIANTE).

 

4 PROPOSTA OPERATIVA:

Si è visto che l’udienza telematica reca vantaggi significativi in termini di accessibilità, non solo a chi abbia problemi di mobilità, ma anche a persone sorde, chi abbia problemi di vista o manualità. Si tratta dunque di una riorganizzazione che amplia la fruibilità in generale ed in modo inclusivo.

Pertanto, per ottemperare all’art. 13 della Convenzione delle Nazioni Unite, è necessario prolungare la validità delle norme – introdotte come eccezionali -  che consentono la celebrazione delle udienze a distanza. Ciò può essere ottenuto con gli emendamenti che seguono alla normativa oggi vigente.

 

EMENDAMENTO 1 “PROCURA ALLE LITI CONFERITA A DISTANZA”

In attuazione degli art. 13 (accesso alla Giustizia) e 27 (Lavoro e Occupazione) della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con legge n. 18 del 2009, al fine di garantire un migliore accesso alla giustizia alle persone con disabilità ed al fine di permettere un libero esercizio della professione agli operatori della giustizia con disabilità, la previsione di cui all’art. 83 comma 20-ter D.L. 18-2020 inserito dalla Legge di conversione n. 27-2020 del 29.4.2020, rimane in vigore anche dopo la cessazione delle misure di distanziamento previste dalla legislazione emergenziale in materia di prevenzione dal contagio COVID-19 e le modalità di sottoscrizione della procura ivi indicate sono utilizzabili dalle persone con disabilità o da chi si trovi, per qualunque causa, in stato di necessità e non possa sottoscrivere la procura in presenza dell’Avvocato.

 

EMENDAMENTO 2 “UDIENZE DA REMOTO”

  1. In attuazione degli art. 13 (accesso alla Giustizia) e 27 (Lavoro e Occupazione) della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con legge n. 18 del 2009, al fine di garantire un migliore accesso alla giustizia alle persone con disabilità ed al fine di permettere un libero esercizio della professione agli operatori della giustizia con disabilità, in attesa di una più organica disciplina della materia, la possibilità di celebrare le udienze secondo le modalità di cui all’art. 83 comma 7 lettere f) ed h) del Decreto-Legge  17 marzo 2020 n. 10 convertito con modificazioni dalla L. 24 aprile 2020, n. 27,permane anche dopo la cessazione delle misure di distanziamento previste dalla legislazione emergenziale in materia di prevenzione dal contagio COVID-19 per favorire l’accesso alla giustizia delle persone con disabilità.
  2. Le modalità di svolgimento delle udienze di cui all’art. 83 comma 7 lettere f) ed h) sono utilizzabili, anche su istanza di parte, quando una delle  parti, il giudice, i sui ausiliari o l’avvocato siano persone con disabilità.