Cultura, società - Intersezioni -  Redazione P&D - 23/09/2020

Ora indossiamo delle mascherine - M.R.P.

Ora indossiamo delle mascherine

e teniamo l’uno dall’altra almeno

un metro di distanza.

Ora indossiamo mascherine bianche

o verdi da ospedale

che coprono la bocca che chiudono

il naso. Toccano il nostro respiro.

Vediamo solo gli occhi

oltre la mascherina oltre i sorrisi.

Ma io sono miope e c’è la distanza

sociale. Guardo gli occhi

le mani e ascolto il tono della voce.

E con la distanza sociale come

si fa a consolare. Tanti defunti,

nemmeno una carezza: ai vivi, ai morti.

Mettiamo bianche mascherine, stiamo

a distanza, disinfettiamo mani.

Un paesaggio fitto di mascherine.

Un mondo finto, un incubo irreale.

 

Il mondo reale, quello in cui vivo

sta disteso nel prato,

corre con la formica

dal ragno impara a tessere.

Fiorisce in rose rosse

fiorisce in mille fiori

cammina con le zucche

matura i pomodori. Tutto vive

e tutto muore secondo il suo tempo.

 

Lì, l’assurdo indossa una mascherina