Diritto commerciale - Impresa, società, fallimento -  Riccardo Riccò - 19/10/2020

Opposizione a decreto ingiuntivo e fallimento - Cass. 13 ott. 2020 n. 22047

Il fallito, a seguito della dichiarazione di fallimento, perde la legittimazione a stare o resistere in giudizio. Nelle controversie beninteso relative a rapporti di diritto patrimoniale compresi nel fallimento. In relazione alle quali la legittimazione passa in capo al curatore. Art. 43.

 

Ma ... nì.

 

Il fallito, a dire il vero, mantiene legittimazione (ad processum se non altro), pur in via diciamo suppletiva, quando - in genere - la curatela non abbia chiaramente mostrato di non voler proseguire od iniziare il tal giudizio. Casi in cui si suol riconoscere "locus standi" al fallito che, a suo proprio rischio e pericolo, può dunque agire o resistere (dato ovviamente conto del relativo interesse).

Cass. civ., sez. I, 18 marzo 2014, n. 6248, Pres. Di Palma, Rel. Ragonesi

Cass. civ., sez. III, 10 maggio 2013, n. 11117, Pres. Berruti, Rel. Scarano

Cass. civ., sez. I, 11 ottobre 2012, n. 17367, Pres. Plenteda, Rel. Cultrera

Cass. civ., sez. III, 2 luglio 2010, n. 15713, Pres. Trifone, Rel. Federico

Cass. civ., sez. III, 21 luglio 2009, n. 16926, Pres. Petti, Rel. Urban

Cass. civ., sez. III, 16 dicembre 2004, n. 23435, Pres. Duva, Rel. Sabatini

Cass. civ., sez. III, 21 maggio 2004, n. 9710, Pres. Carbone, Rel. Manzo

Cass. civ., sez. V, 03 aprile 2003, n. 5202, Pres. Paolini, Rel. Di Nubila  

 

In determinati altri casi - pur non "coperti" dall'art. 43, comma 2 -, di effetti riflessi (per il fallito), la legittimazione (del fallito) è riconosciuta senz'altro, a prescindere dal contegno della curatela.

Cass. civ., sez. V, 11 maggio 2017, n. 11618, Pres. Chindemi, Est. Fasano  

 

Il caso del decreto ingiuntivo opposto dal fallito ante fallimento è altro ancora, speciale.

Il curatore se ne laverà ovviamente le mani (pendente il giudizio di opposizione al momento del fallimento). Al dato creditore (opposto) imporrà le regole del concorso, per l'eventuale riconoscimento del suo diritto a parteciparvi. L'accertamento del giudice fallimentare spiega effetti, tuttavia, ai soli fini concorsuali. Ma, la mancata riassunzione in termini dell'opposizione conduce possibilmente alla declaratoria di estinzione (del giudizio di opposizione), cui consegue la definitività (pro iudicato) del d. i. inizialmente opposto.

Il fallito per tanto, in vista del suo ritorno in bonis (quando, salvo prescrizione, potrebbe essere chiamato a rispondere del supero ovvero del falcidiato), ha certo diritto di far valere le sue ragioni, ed è dunque legittimato a proseguire l'opposizione.

Non fosse così, il fallito sarebbe privato del diritto fondamentale alla tutela giurisdizionale, posto che, impedito nel processo ordinario, ne subirebbe le conseguenze (art. 653 c.p.c.), a mani si dice legate.

 

Questo lo "iato"!

 

Si dica subito se il creditore è davvero tale ed in quale eventuale misura. E ben possa contraddire lo stesso fallito.

 

Ne varie iudicetur (si diceva una volta).




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